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venerdì 10 agosto 2018

La strage di Piazzale Loreto

Noi abbiamo scelto di vivere liberi, gli altri di uccidere, di opprimere, costringendoci a nostra volta ad " accettare la guerra, a sparare e ad uccidere...La strage di Piazzale Loreto...Giovanni Pesce ✊✊


Ho fra le mani un giornale e sotto gli occhi il comunicato della fucilazione di Piazzale Loreto....Quindici ostaggi uccisi...Da viale Romagna si raggiunge Piazzale Loreto lungo un rettilineo fino in via Porpora e si svolta a sinistra. Dappertutto cordoni di repubblichini: militi dietro militi, sempre più fitti, sempre più lugubri. In Piazzale Loreto una folla sconvolta e sbigottita. Si respira ancora l’odore acre della polvere da sparo. I corpi massacrati sono quasi irriconoscibili. I briganti neri, pallidi, nervosi, torturano, il fucile mitragliatore ancora caldo, parlano ad alta voce, eccitatissimi per aver sparato l’intero caricatore....Sbarbatelli feroci, vicino a delinquenti della vecchia guardia avvezzi al sangue ed ai massacri, ostentano un atteggiamento di sfida, volgendo le spalle alle vittime, il ceffo alla folla. Ad un tratto irrompe un plotone di repubblichini, facendosi largo a spinte, a colpi di calcio di fucile e andando a schierarsi vicino ai caduti.

"Via via, circolate," urlano. Spontaneamente il popolo è accorso, versoi suoi morti......Si odono distintamente i rumori attutiti dei passi e si colgono i timbri alti delle voci. Accanto a me uno bisbiglia: "vede quello lì sulla sinistra? Tentava di scappare. Appena era sceso dal camion si era diretto di corsa verso una via laterale. Credevamo che ce l’avrebbe fatta. Era già lontano. L’hanno riportato indietro che zoppicava, ferito ad una gamba. L’hanno spinto accanto agli altri, già schierati, in attesa.".........L’ultimo volto che vedo, abbandonando la piazza, è quello di un repubblichino, che ride istericamente. Quel riso indica l’infinita distanza che ci separa. Siamo gente di un pianeta diverso. Anche noi combattiamo una dura lotta, in cui si dà e si riceve la morte. Ma ne sentiamo tutto l’umano dolore, l’angosciosa necessità. In noi non è, non ci può essere nulla di simile a quello sguardo, a quella irrisione di fronte alla morte.

Loro ridono. Hanno appena ucciso 15 uomini e si sentono allegri. Contro quel riso osceno noi combattiamo. Esso taglia nettamente il mondo: da un lato la barbarie, dall’altro la civiltà. I cordoni di repubblichini sono sempre fitti. Ad ogni passaggio, ad ogni posto di blocco, mi imbatto nella loro insolenza, nella loro spavalda vigliaccheria: mitra ostentati, bombe a mano al cinturone, facce feroci, lugubri camicie nere.

Ancora una volta, come in Spagna di fronte alla spietata ferocia degli ufficialetti nazisti, si rivelano i due mondi in antitesi, i due modi opposti di concepire la vita.

Noi abbiamo scelto di vivere liberi, gli altri di uccidere, 
di opprimere, costringendoci a nostra volta ad
 " accettare la guerra, a sparare e ad uccidere.....
La strage di Piazzale Loreto......
Giovanni Pesce ✊✊



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domenica 10 agosto 2014

PER NON DIMENTICARE : Il 10 agosto 1944 in Piazzale Loreto




PER NON DIMENTICARE 
Il 10 agosto 1944 in Piazzale Loreto, all’angolo con via Doria, 
quindici partigiani furono fucilati 
da militi del gruppo Oberdan della legione Ettore Muti della RSI, per ordine del comando di sicurezza nazista, e i loro cadaveri vennero esposti al pubblico.

 ECCO IL MOTIVO PERCUI
MUSSOLINI FU PORTATO QUI
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Con questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici  di 
Benito Mussolini

E’ sufficiente una minima verifica storica dei fatti per portare a galla la verità...


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lunedì 28 aprile 2014

Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci




Il 28 aprile del 1945 vengono catturati sul lago di Como 
dai partigiani il dittatore Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci, il 29 aprile saranno appesi a testa in giù in Piazzale Loreto a Milano insieme a 16 gerarchi fascisti.

SFATIAMO UN MITO CHE SENTO SPESSO

Mussolini non ha inventato la pensione.

In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai , un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni…,l’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito de l‘Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Dunque se prendiamo la pensione non dobbiamo certo ringraziare Benito Mussolini! Sperando così che una volta per tutte certa gente la smetta di far regressivamente propaganda a favore del ‘bene’ che Mussolini fece all’Italia.

Il primo statista a promulgare una legge che assicurava un trattamento previdenziale al termine della vita lavorativa fu il cancelliere prussiano/tedesco Otto von Bismarck, nel 1889. 
L’obiettivo di questo primo esempio di Stato assistenziale era quello di alleggerire le tensioni sociali con la classe operaia.

Precedenti
Tuttavia, altre forme di assistenza pensionistica da parte dello Stato, sia pure informali e non regolamentate in modo preciso, furono erogate ai reduci della guerra di indipendenza americana (1775-1783)
e poi di quella di civile (1861-1865).

Gli albori delle "pensioni" in Italia furono sotto il governo Giolitti II (novembre 1903 - marzo 1905).
In quel periodo furono varate norme a tutela del lavoro (in particolare infantile e femminile),
sulla vecchiaia, sull'invalidità e sugli infortuni.

Nel concreto, il sistema italiano della previdenza sociale sorse nel 1898 con la costituzione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai (CNAS). Si trattava di una assicurazione volontaria, finanziata dai contributi pagati dai dipendenti, ed integrata dall’intervento statale e da versamenti volontari dei datori di lavoro.

L’assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia divenne obbligatoria nel 1919... Ripeto nel 1919 (anno in cui Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento... ma non era al potere) l'assicurazione per l'invalidità e vecchiaia divenne obbligatorio... tale passaggio da volontaria a obbligatoria avvenne sotto il Governo Orlando...

Poi nel periodo fascista il sistema previdenzale fu solo potenziato...
per le famiglie numerose , mettendo una tassa sugli uomini/donne single.
Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, costituito in ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma. Successivi interventi del legislatore ampliarono in modo significativo i compiti dell’Istituto, cui già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto). Nel 1943 assunse la denominazione attuale senza l'aggettivo "Fascista".

Quindi il sistema pensionistico fu anteriore a Mussolini... Mussolini ebbe il merito di averlo solo potenziato
 per quanto riguarda le famiglie numerose... ma non quello di costituirlo...
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