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giovedì 12 dicembre 2019

La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo

La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo

La demonizzazione degli anarchici fu costruita con abilita' dai servizi e da buona parte delle istituzioni preposte alla repressione del terrorismo... 


La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo

La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo

La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo
La demonizzazione degli anarchici fu costruita con abilita' dai servizi e da buona parte delle istituzioni preposte alla repressione del terrorismo. Guardare al passato per capire il presente e prevedere il futuro, diceva lo storico Tucidide nel 450 avanti Cristo. Quello che e' accaduto anni fa dovrebbe servire da lezione...   



La Bomba in Piazza Fontana l'hanno messa i fascisti di Ordine Nuovo

Nel 1944 sedicenne partecipa alla Resistenza 
giovane staffetta partigiana nella formazione socialista 
«Franco» (delle Brigate «Matteotti»), 
collaborando con un gruppo di partigiani anarchici che 
costituiscono il suo primo tramite all’anarchismo. 
Dopo la fine della guerra Pino continua a rimanere 
convinto ed attivo, partecipando
 con entusiasmo alla crescita del movimento...



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martedì 17 aprile 2018

Macron: L' Italia era un Paese Fascista, si merita tutti gli Immigrati


"L'Italia era un Paese fascista. 
È cosa nota che durante il ventennio gli africani venissero trattati alla stregua di animali, pertanto è giusto che i neri di oggi si prendano ciò che spetta loro legittimamente." Queste sono state le controverse dichiarazioni espresse stamane dal Presidente francese Emmanuel Macron, in risposta alle pesanti accuse mosse dai media italiani relativamente alla durezza con la quale il governo d'oltralpe respinge i profughi africani intenti ad attraversare il confine. Il premier francese, nello specifico, è stato accusato a più riprese di aver addossato agli italiani tutta la responsabilità per la cattiva gestione dei flussi migratori provenienti dai Paesi africani e dal Medio Oriente. Pare infatti che Macron abbia riferito ad alcune testate giornalistiche francesi: "La Francia, come tutti noi sappiamo, è stata una delle principali potenze coloniali dei secoli scorsi. Grazie alla nostra gente, popolazioni come gli algerini ed i congolesi hanno raggiunto un discreto livello di civilizzazione, senza contare le migliaia di famiglie provenienti da quelle nazioni di cui la Francia si è fatta carico. Abbiamo accolto milioni di immigrati, ma è ora di darci un taglio
 e passare la patata bollente ai nostri cugini Fascisti e Xenofobi. 

Macron ha deciso che i tempi per l’esame della condizione di rifugiato passano da 11 mesi a 6 mesi, senza appello. Se non si ha diritto all’asilo, si è espulsi immediatamente e in attesa del rimpatrio non si circola liberamente come avviene qui da noi, ma si finisce nei centri di detenzione la cui permanenza passa da 45 a 90 giorni. E chi entra illegalmente in Francia viene spedito in carcere per un intero anno 
e paga in più 3.750 euro di multa.

Anche oltre confine la sinistra, le associazioni pro-migranti, quelle che come in Italia fanno affari con gli sbarchi, protestano ma Macron, tira dritto per la sua strada.

La Germania, solo per citare un esempio, ha pagato e paga tuttora per gli errori commessi durante la seconda guerra mondiale. Lo stesso non si può dire per gli  italiani che vengono erroneamente definiti come il popolo più solare ed accogliente del pianeta. Non riesco proprio a comprendere questa differenza di trattamento: perché i tedeschi devono sobbarcarsi ancora oggi una responsabilità del genere, mentre i nostri vicini diversamente bianchi possono permettersi di protestare solo perché salvaguardiamo gli interessi del popolo francese? Come Presidente del Paese più bello del mondo, continuerò a preservare la mia gente, scacciando ogni extracomunitario che si appresterà a mettere piede in Francia. Tutti i migranti espulsi dal nostro Paese verranno come di consueto trasferiti in Italia e lì dovranno restare. È ora di responsabilizzare un minimo coloro 
che per i profughi non hanno mai fatto nulla". 



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mercoledì 17 febbraio 2016

Stragi Nazifasciste consultabile online


Stragi Nazifasciste consultabile online

 ON LINE I 900 FASCICOLI (FINORA TOP SECRET) CON I DETTAGLI 
DEI CRIMINI DI GUERRA 

COMMESSI DA ITALIANI E TEDESCHI DURANTE L’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA - RITROVATI NEL ’94, SONO STATI TENUTI IN SEGRETO 
PER EVITARE PROBLEMI CON LA GERMANIA

Da oggi sono consultabili sul sito della Camera 695 fascicoli d'inchiesta e un registro contenente 2274 notizie di reato sui crimini di guerra, fra cui i più trucemente noti: eccidio di Sant' Anna di Stazzema, le Fosse Ardeatine, Marzabotto…


Tredicimila pagine e oltre 900 fascicoli, che raccontano la storia di 15mila persone, coinvolte nei crimini di guerra commessi in Italia durante l' occupazione nazifascista. È il cosiddetto «armadio della vergogna», rimasto chiuso per decenni, ritrovato solo nel 1994, ma da oggi consultabile on-line sull' archivio della Camera. Sul mistero dell' occultamento dei fascicoli, che riguardano anche le principali stragi nazifasciste in Italia ha lavorato una commissione d' inchiesta parlamentare tra il 2003 e il 2006. 

Ora si può accedere al sito: http://archivio.camera.it/

Da sempre tutti gli Stati come le famiglie - occultano documenti su vicende scabrose, o peggio. Basti 
ricordare che il Regno appena nato, nel 1861, distrusse buona parte dei documenti sulla «lotta al 
brigantaggio»: una vera guerra civile che comportò violenze che oggi ci fanno rabbrividire.
 Soltanto più di un secolo dopo, nel 1963, uno studioso Franco Molfese - rintracciò parte dei documenti superstiti, dando avvio a una faticosa ricostruzione dei fatti non ancora conclusa e che non sarà mai completa.

La vicenda di cui si parla in questi giorni è simile, e anche in questo caso si deve in buona parte a un 
libro, pubblicato nel 2004 dal giornalista dell' Espresso Franco Giustolisi e intitolato appunto L' armadio della vergogna (Nutrimenti). Giustolisi è morto l' anno scorso senza poter assistere alla propria vittoria, all' apertura pubblica dell'«armadio della vergogna».

Al contrario di quello degli scheletri, questo era un vero e proprio armadio, scoperto nel 1994 a Roma, in uno sgabuzzino di palazzo Cesi-Gaddi (dove hanno sede vari organi giudiziari militari), in via degli Acquasparta. Dentro c' erano 695 fascicoli d' inchiesta e un registro contenente 2274 notizie di reato su crimini di guerra, 13.000 pagine, fra cui i più trucemente noti: eccidio di Sant' Anna di Stazzema, le Fosse Ardeatine, Marzabotto, Cefalonia, la risiera di San Sabba.

E poi: documenti sugli italiani deportati in Bassa Sassonia, sull' eccidio di duemila italiani vicino a Borek. E le carte segrete del Sismi, compreso l' appunto sulla fuga di Kappler e il ruolo che vi ebbe l' 
organizzazione Odessa. C' è una lista di giudici nazisti che fecero carriera anche dopo la guerra. E 
documenti che ci riguardano come carnefici: per esempio quelli sul generale Mario Roatta nei territori occupati.

Si tratta di documentazione di prima mano, ovvero delle istruttorie realizzate decenni prima dalla 
Procura generale del Tribunale supremo militare, che ne aveva ricevuto incarico dal Consiglio dei 
Ministri. Basti dire che c' è anche un promemoria del comando dei servizi segreti britannici, intitolato Atrocities in Italy, con il timbro secret.

Il 13 gennaio del 1960, con un atto «illegittimo e illegale», il procuratore generale militare Enrico 
Santacroce mise su molti di quei fascicoli il timbro: «Archiviazione provvisoria». Nel 1999 il Consiglio della magistratura militare, e nel 2001 la II Commissione Giustizia della Camera dei deputati, spiegarono l' occultamento dei documenti con presumibili - pressioni politiche per impedire qualsiasi azione giudiziaria contro i responsabili tedeschi. Motivo?

«Opportunità politica, in un certo senso una superiore ragione di Stato». Nel 2003, per iniziativa del 
deputato Carlo Carli (Pd), venne istituita una Commissione d' inchiesta furono interrogati anche Giulio Andreotti e Oscar Luigi Scalfaro che nel 2006 anni dopo formulò tre ipotesi.
 1) In un periodo di guerra fredda, si volevano mantenere buoni rapporti con la Germania Ovest. Ma, aggiungo, oltre la guerra fredda, i motivi potevano riguardare i buoni rapporti economici.
2) Anche dei militari italiani erano accusati di violenze in Albania, Etiopia, Jugoslavia, Grecia, e portando a fondo l' accusa contro i tedeschi, si sarebbe riaperta anche quella contro gli italiani. 
3) Fascisti e nazisti riciclati all' interno dei servizi segreti dei due Paesi sarebbero riusciti a insabbiare i documenti e quindi i processi.

Oggi la presidente della Camera Laura Boldrini dichiara: «Un Paese veramente democratico non deve aver paura del proprio passato». Giusto, però solo pochi nostalgici hanno paura di svelare gli orrori della Seconda guerra mondiale. Mentre tutti dobbiamo avere paura ancora di come politica e magistratura possano nascondere verità scomode. Anche quelle recenti e recentissime.

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domenica 6 settembre 2015

Alemanno ex Sindaco ha Dato ROMA ai fascisti Suoi Amici


Ex di Avanguardia Nazionale, esponenti di Terza Posizione, perfino naziskin vicini a Mokbel. Così Alemanno ha piazzato nei posti che contano della Capitale i suoi amici estremisti neri

Boia chi molla, gridava a fine anni Ottanta il giovane Gianni Alemanno, al tempo capo del Fronte della Gioventù e fedelissimo di Pino Rauti, leader dell'ala movimentista dell'Msi e futuro suocero.

Vent'anni dopo, nessuno può accusarlo di incoerenza: Gianni, diventato sindaco di Roma, non ha mollato nessuno. Non ha tradito, non ha lasciato per strada i vecchi camerati, nemmeno quelli finiti in galera per banda armata e atti terroristici, neppure i personaggi più discussi della galassia d'estrema destra protagonista degli anni di piombo. Anzi.

Nell'anno di grazia 2010 Roma è sempre più nera, con fascisti ed ex fascisti che spuntano dappertutto. Nei posti cardine dell'amministrazione comunale e nell'entourage ristretto del nuovo Dux, nell'assemblea capitolina e nelle società controllate dal Comune, passando per enti regionali e ministeri.

Vecchie conoscenze sono comparse anche nella parentopoli che ha investito l'Atac, dove lavorano - come ha scritto Ernesto Menicucci sul "Corriere" - l'ex Nar Francesco Bianco (in passato arrestato e processato per rapine e omicidi insieme ai fratelli Fioravanti, fu scarcerato per decorrenza dei termini) e l'ex di Terza posizione Gianluca Ponzio. Ponzio oggi è a capo del Servizio relazioni industriali della municipalizzata del Comune, negli anni Ottanta fu protagonista di arresti plurimi per rapina e possesso d'armi.

La sinistra ha gridato allo scandalo, ma i due sono sono solo la punta dell'iceberg di un gruppo di potere sempre più radicato in città, cementato dagli ideali e dall'antica appartenenza, da interessi (anche economici) e da relazioni amicali e familiari. La lista comprende ex militanti di Terza posizione e dei Nuclei armati rivoluzionari, uomini di Forza nuova, naziskin vicini alla cricca di Gennaro Mokbel, capi storici di Avanguardia nazionale, ultrà e combattenti delle battaglie degli anni Settanta e Ottanta. Battuto a sorpresa Francesco Rutelli, disintegrati i potentati di Forza Italia (già messi a dura prova durante la giunta regionale guidata da Francesco Storace) ora sono nella cabina di controllo e, nella nerissima capitale, comandano loro.

Uomini d'oro
I due personaggi più influenti dell'amministrazione non sono assessori, ma due amici del sindaco: Franco Panzironi e Riccardo Mancini. Del primo, a capo dell'Ama, si sa praticamente tutto. Meno noti, invece, sono i trascorsi dell'uomo che Alemanno ha voluto alla guida di Eur spa, società controllata dal Campidoglio e dal ministero dell'Economia che ha nel suo portafoglio immobili per centinaia di milioni. Mancini, classe 1958, ha finanziato la campagna elettorale del 2006 e ha fatto da tesoriere durante quella del 2008.

È un imprenditore di successo: erede di parte del patrimonio della famiglia Zanzi (energia e riscaldamento), ha comprato nel 2003 la Treerre, società di bonifiche e riciclaggio che fattura oltre 6 milioni di euro l'anno. Anche lui, che ha sempre vissuto all'Eur, è stato vicino ai camerati di Avanguardia nazionale: nel 1988 è stato processato - insieme ai leader del movimento Stefano Delle Chiaie e Adriano Tilgher, che oggi lavora in Regione con Teodoro Buontempo - e la Corte d'Assise lo condannò a un anno e nove mesi per violazione della legge sulle armi. Ora, dopo vent'anni, Alemanno gli ha dato le chiavi di un quartiere che conosce bene, quello del "mitico" bar Fungo, dove un tempo si ritrovavano quelli di Terza posizione, i ragazzi di Massimo Morsello e il gruppo di Giusva Fioravanti.

Una curiosità: un socio in affari di Mancini, Ugo Luini (amministratore della holding del gruppo, la Emis) è pure tra i consiglieri della fondazione del sindaco, Nuova Italia.

Mancini e Panzironi, ovviamente, si conoscono bene. A novembre il capo dell'Eur Spa ha assunto Dario, il figlio di Franco, già portaborse al Comune e ora funzionario con contratto a tempo indeterminato. La scelta ha fatto gridare allo scandalo il centrosinistra, ma sono altre le indiscrezioni che preoccupano Alemanno.

Mancini, l'uomo che dovrebbe gestire la Formula 1, è infatti amico di Massimo Carminati, tra i fondatori dei Nar e leader della sezione dell'Eur, simpatizzante di Avanguardia nazionale e sodale della Banda della Magliana: il personaggio del "Nero" del film "Romanzo Criminale" è ispirato alla sua storia. I due sono spesso insieme, tanto che qualcuno sospettava che l'ex estremista (incriminato per vari delitti efferati ma assolto - quasi sempre - da ogni accusa) fosse stato assunto dalla municipalizzata. «Una sciocchezza» chiosano a "L'espresso" gli uomini del sindaco «Mancini lo vede solo perché si conoscono da anni. Nessun rapporto di lavoro».

Naziskin & C. Un lavoro ben retribuito Alemanno e Panzironi l'avevano invece trovato a Stefano Andrini, assurto agli onori delle cronache perché insieme a un gruppetto di naziskin picchiò selvaggiamente, nell'estate del 1989, due "compagni" davanti al cinema Capranica. Andrini, 40 anni, fa parte di una generazione successiva a quella dei movimenti storici degli anni di piombo. La rissa costò a lui e al fratello gemello una condanna a quattro anni e otto mesi (poi ridotti a tre) per tentato omicidio.

La carriera criminale continua anche dopo la reclusione: entrato nell'orbita del gruppo di Delle Chiaie, Stefano nel 1994 viene arrestato per alcuni scontri con gli autonomi. Un passato burrascoso che nel 2009 non gli impedisce di sedersi sulla poltrona di amministratore delegato di Ama Servizi Ambientali. Andrini, ultrà della Lazio, non c'è rimasto molto. Lo scorso febbraio è stato travolto dall'inchiesta sugli affari della banda capeggiata da Gennaro Mokbel. Secondo i magistrati sarebbe stato proprio lui a organizzare - tramite i suoi agganci a Bruxelles - la falsa candidatura di Nicola Di Girolamo, il senatore tanto caro a Mokbel («Sei il mio servo», gli diceva) e alle famiglie 'ndranghetiste di Isola Capo Rizzuto.

Il sindaco, si sa, non molla mai nessuno. E perdona tutti, forse perché anche lui è stato sfiorato da vicende giudiziarie, come aggressioni e lancio di bombe molotov (sempre assolto). Non bisogna sorprendersi, così, che abbia provato a sistemare anche altri ex skin protagonisti del pestaggio al cinema Capranica. Così Mario Andrea Vattani (arrestato con gli Andrini ma poi assolto al processo), figlio del potente presidente dell'Ice Umberto, è diventato capo delle relazioni internazionali e del cerimoniale del Campidoglio. Assunto fino al 2013, costerà ai contribuenti 488 mila euro tra stipendio e oneri previdenziali.

Anche Demetrio Tullio, pure lui arrestato e prosciolto, ha ottenuto un posto fisso. Stavolta al ministero delle Politiche agricole: è entrato grazie a un concorso bandito nel 2006, quando Alemanno era titolare del dicastero. Tullio lavora alla direzione generale della Pesca marittima, ma nel tempo libero si occupa anche di manifestazioni culturali. Il mensile di Ostia "Zeus" lo indica come «presidente dell'associazione Minas Tirith», dal nome della città assediata del Signore degli Anelli, che qualche giorno fa ha organizzato un convegno intitolato "Serate dannunziane". Secondo il giornale, la tre giorni è stata un successo.

Mi manda Mokbel
Non sappiamo se Alemanno ha perdonato anche Mokbel, che si è vantato di averlo preso a schiaffi durante una manifestazione (era il 1998) in cui Gennaro organizzava il sevizio d'ordine. Di sicuro l'inchiesta sul faccendiere che ha messo in piedi la più colossale truffa dal dopoguerra non gli fa dormire sonni tranquilli.

Mokbel (in passato «destinatario», scrive il gip Aldo Morgigni nell'ordinanza, «di provvedimenti cautelari per fatti omicidiari collegati ad azioni di gruppi terroristici di estrema destra unitamente a soggetti - quali ad esempio Carminati Massimo - ancora oggi oggetto di ricerche da parte delle forze di polizia») ha infatti complici assai vicini al mondo di quella che fu Alleanza nazionale. In primis l'avvocato Paolo Colosimo, finito anche lui in galera per associazione a delinquere: fino a qualche tempo fa tra i suoi clienti c'era Nicolò Accame, l'ex portavoce di Francesco Storace alla Regione Lazio. Rampollo della dinastia Accame (il papà Giano, "fascista di sinistra", fu un intellettuale influente, la sorella Barbara è la moglie del leader carismatico di Terza posizione Peppe Dimitri, morto tragicamente nel 2006) è stato condannato per corruzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta "Lazio-gate".

Non solo. Del gruppo Mokbel fa parte anche Silvio Fanella, considerato dagli inquirenti il cassiere della banda. Il suo nome è spuntato a sorpresa nella compravendita di una società, la Mondo Verde, fondata anni fa dal capo della segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli, e da due suoi cugini. A "L'espresso" risulta che Fanella rilevi il 50 per cento delle quote nel luglio del 2000, quando Antonio ha già lasciato l'impresa. Dopo pochi mesi, Fanella e il suo socio Teodolo Theodoli vendono le azioni a una ditta amministrata da tal Fabrizio Moro. Sarà un caso, ma Moro è un amico di Lucarelli. Sarà una coincidenza, ma per la Mondo Verde targata Moro lavorerà in alcuni progetti - come ha rivelato "Repubblica" - il cognato di Gennaro Mokbel.

I fedelissimi
Lucarelli, classe 1965, imprenditore, è uno dei fedelissimi di Alemanno. Con l'estrema destra ha sempre avuto grande feeling: il segretario del sindaco nel 2000 era il portavoce romano di Forza Nuova, movimento di estrema destra fondato nel 1997 dai latitanti Massimo Morsello, ex Nar, e Roberto Fiore, ex Terza posizione, che sfuggirono a una retata.

Era il 1980, l'anno della strage di Bologna. I due scapparono a Londra, e tornarono solo quando le condanne per banda armata furono prescritte o, nel caso di Morsello gravemente malato, inapplicabili. Lucarelli si dà da fare: con i suoi organizza sit in inneggianti al leader dell'ultradestra austriaca Haider, manifestazioni contro il gay pride (i volantini lo definivano «la saga del pervertito») e risse davanti al Campidoglio (Marcello Fiori, vicecapo di gabinetto di Rutelli, denunciò di essere stato spintonato da Lucarelli).

Nel who's who della cerchia di Alemanno ci sono anche altri ex camerati di rango. Vincenzo Piso, ex militante di Terza posizione e di Ordine nuovo, siede oggi in Parlamento ed è coordinatore del Pdl regionale. Venne arrestato nel 1980, restò in carcere per quattro anni con l'accusa di banda armata, venne poi prosciolto.

Influente consigliere di Piso e del sindaco è poi Marcello De Angelis, anche lui di Terza posizione, cinque anni di carcere alle spalle e una carriera come cantante del gruppo musicale 27Obis, riferimento all'articolo del codice penale sulle associazioni con finalità di terrorismo. Fratello del leader di Terza posizione Nanni, morto in circostanze misteriose in carcere, Marcello ora è senatore e direttore di Area, la rivista fondata da Alemanno e Storace.

Duri e puri
Da un anno al Comune lavora anche Loris Facchinetti (nell'ordinanza del 31 dicembre 2009 si specifica che la collaborazione è «a titolo gratuito»), ex leader di Europa civiltà, un movimento neopagano e paramilitare di estrema destra nato nel 1969 che aveva rapporti pure con la massoneria. Fermato «per reticenza nell'inchiesta di piazza Fontana», come ricorda Ugo Maria Tassinari nel suo libro "Fascisteria", Facchinetti - sposato con la sorella di Fabio Rampelli - oggi è delegato del sindaco di Roma per il Mediterraneo, ed esperto di "Politiche internazionali" della fondazione di Alemanno.

Che ha voluto vicino a sé pure Claudio Corbolotti, aiutante di Lucarelli al Comune, arrestato nel 2004 per gli scontri avvenuti fuori l'Olimpico durante il derby Lazio-Roma. A proposito di ultrà, anche Guida Zappavigna, ex dei Boys della Roma ed ex Fuan, arrestato come presunto Nar e prosciolto in istruttoria, ha avuto un incarico dalla Polverini: ora è presidente del parco del Lago Lungo e Ripa. Grande tifoso di Totti e compagni è anche Mirko Giannotta.

Le cronache ricordano che è stato arrestato nel 2003 insieme al fratello perché accusato di rapine ai danni di banche e gioiellerie, e che dal 2008 è diventato capoufficio del decoro urbano del gabinetto del sindaco. Già. Alemanno, cuore nero, non molla mai nessuno.

DI EMILIANO FITTIPALDI
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2010/12/09/news/roma-poltrone-ai-fascisti-1.26718



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ALEMANNO, IL SINDACO FALLITO

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 che in quattro anni di Campidoglio
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lunedì 28 aprile 2014

Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci




Il 28 aprile del 1945 vengono catturati sul lago di Como 
dai partigiani il dittatore Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci, il 29 aprile saranno appesi a testa in giù in Piazzale Loreto a Milano insieme a 16 gerarchi fascisti.

SFATIAMO UN MITO CHE SENTO SPESSO

Mussolini non ha inventato la pensione.

In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai , un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni…,l’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito de l‘Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Dunque se prendiamo la pensione non dobbiamo certo ringraziare Benito Mussolini! Sperando così che una volta per tutte certa gente la smetta di far regressivamente propaganda a favore del ‘bene’ che Mussolini fece all’Italia.

Il primo statista a promulgare una legge che assicurava un trattamento previdenziale al termine della vita lavorativa fu il cancelliere prussiano/tedesco Otto von Bismarck, nel 1889. 
L’obiettivo di questo primo esempio di Stato assistenziale era quello di alleggerire le tensioni sociali con la classe operaia.

Precedenti
Tuttavia, altre forme di assistenza pensionistica da parte dello Stato, sia pure informali e non regolamentate in modo preciso, furono erogate ai reduci della guerra di indipendenza americana (1775-1783)
e poi di quella di civile (1861-1865).

Gli albori delle "pensioni" in Italia furono sotto il governo Giolitti II (novembre 1903 - marzo 1905).
In quel periodo furono varate norme a tutela del lavoro (in particolare infantile e femminile),
sulla vecchiaia, sull'invalidità e sugli infortuni.

Nel concreto, il sistema italiano della previdenza sociale sorse nel 1898 con la costituzione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai (CNAS). Si trattava di una assicurazione volontaria, finanziata dai contributi pagati dai dipendenti, ed integrata dall’intervento statale e da versamenti volontari dei datori di lavoro.

L’assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia divenne obbligatoria nel 1919... Ripeto nel 1919 (anno in cui Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento... ma non era al potere) l'assicurazione per l'invalidità e vecchiaia divenne obbligatorio... tale passaggio da volontaria a obbligatoria avvenne sotto il Governo Orlando...

Poi nel periodo fascista il sistema previdenzale fu solo potenziato...
per le famiglie numerose , mettendo una tassa sugli uomini/donne single.
Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, costituito in ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma. Successivi interventi del legislatore ampliarono in modo significativo i compiti dell’Istituto, cui già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto). Nel 1943 assunse la denominazione attuale senza l'aggettivo "Fascista".

Quindi il sistema pensionistico fu anteriore a Mussolini... Mussolini ebbe il merito di averlo solo potenziato
 per quanto riguarda le famiglie numerose... ma non quello di costituirlo...
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leggi anche
http://cipiri2.blogspot.it/2014/05/il-duce-nascose-in-america-loro-della.html

il Duce Nascose in America l’Oro della Patria


Quando il Duce nascose in America l’oro della Patria
Il governatore della Banca d'Italia in una lettera del 1939 dà istruzioni per trasportare negli Usa 25 tonnellate di metallo prezioso.
leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2014/08/le-buffonate-su-benito-mussolini.html

Le Buffonate su Benito Mussolini


Con questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici di quel “xxxx” di 
Benito Mussolini

E’ sufficiente una minima verifica storica dei fatti per portare a galla la verità.


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lunedì 9 dicembre 2013

Torna il movimento dei Forconi e la Polizia toglie i caschi e' una BUFALA



9 dicembre 2013 l'Italia si ferma

 A Torino negozi chiusi nella stragrande maggioranza dei casi. 
Presidi in diversi punti della città. In piazza Castello, manifestazione divisa tra ambulanti/organizzatori che si dissociano dalla violenza e un gruppo di ultrà che si è scontrato duramente con la polizia lanciando mattoni e altro.

Torna il movimento dei Forconi

Il movimento dei Forconi, che a gennaio 2012 paralizzò la Sicilia (e non solo) per nove giorni bloccando strade, raffinerie e rifornimenti in tutta l’isola, sta per tornare all’attacco. Dalle 22 dell’8 dicembre partirà un “blocco totale della penisola“, che dovrebbe concludersi il 13 dicembre ma non è ancora sicuro, perché si parla di “protesta a oltranza”. Memori di quanto accadde quasi due anni fa, quando tutta l’isola fu colta di sorpresa dall’iniziativa del neonato movimento, i siciliani stanno correndo a fare rifornimento ai distributori, in modo quantomeno da non rimanere senza benzina.

In realtà, però, il reale impatto della nuova protesta è tutto da vedere, e c’è chi giura che non si replicherà quanto accaduto nel 2012. Ora infatti il fronte della protesta è più che mai diviso, e le sigle Aias e Forza d’urto hanno deciso di non aderire più, dopo l’accordo raggiunto alla Prefettura di Catania con i governi regionale e nazionale. Queste defezioni, che secondo alcuni trasformeranno la protesta in un flop, non sembrano però spaventare Mariano Ferro, il leader carismatico dei Forconi,

Come ha distrutto il Paese Berlusconi con i suoi alleati. 

Una storia di vera dittatura mediatica spiegata e ricostruita dai giornalisti stranieri.

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Documentario USA su Berlusconi censurato in Italia.
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Forconi, i capi della protesta


Forconi, i capi della protesta

Calvani in Jaguar. Chiavegato pro Putin. E l'ex ultrà Zaccardelli. 

 I leader della rivolta.
Hanno annunciato una MARCIA SU ROMA , vi fidereste di questi soggetti ?
marciate verso casa vostra ormai il danno e' stato fatto c'e' da
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Fascisti del "9 dicembre": 
un primo screening non lascia dubbi


LA FOTO - Altra prova della presunta solidarietà usata da molti è la seguente foto dove si vedono due poliziotti dietro un cartello tenuto da altri manifestanti (si badi al particolare dei guanti: la vera mano del poliziotto è lungo il suo fianco)

PECCATO CHE NON SIA QUEL CHE SI PENSI 

- A smentire la bufala (ovvero l’aver attribuito arbitrariamente a un gesto normale per i poliziotti una finalità politica ben specifica) ci han pensato le stesse forze dell’ordine. I poliziotti impegnati oggi a Torino nei servizi di ordine pubblico si sono tolti il casco perché «erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Lo precisa una nota della Questura di Torino, escludendo che il gesto – come ipotizzato da alcuni – fosse riconducibile a forme di condivisione della protesta e lo riprende l’Ansa. D’altra parte in nessun video si vedono i poliziotti mettersi dalla parte dei manifestanti.

Qualche disinformato – e anche qualche finto ingenuo, più spesso provocatori consapevoli 
– chiede retoricamente: ma come fate a dire che gli organizzatori del “9 dicembre” sono fascisti?

Non abbiamo dovuto faticare molto, né lavorare di fantasia. Abbiamo preso dai siti che “lanciano l'iniziativa” l'elenco dei “Comitati territoriali”, cercando di capire – banalmente: via Google – chi sono i “referenti” locali, ovvero i coordinatori, i “punti di riferimento”. Insomma, non abbiamo dovuto scomodare né il Kgb né la Stasi, che certo ci avrebbe fatto sapere molto di più, se fossero ancora in vita.

Ma già quel che abbiamo trovato ci sembra sufficiente. Provateci anche voi, non c'è che l'imbarazzo dei link da scegliere (per esempio questo: https://www.facebook.com/events/177577899109170/permalink/177801995753427/)

Mettiamo in corsivo e "rientrato" ne nostre “note critiche”, in moda facilitare la lettura e non fare confusione.

*****

CONTATTI TERRITORIALI:

VENETO: Giorgio Bissoli, Segretario Azione Rurale – referente Verona / Veneto, Tel 3493657967 – mail: bissoligiorgio@libero.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Patrizia Badii Tel. 349 2587764, info@lifeveneto.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Giorgio Bissoli, forse a sua insaputa, è il segretario di “Azione Rurale”, dipartimento “contadino” dell'area proveniente da Alleanza Nazionale.

Patrizia Badii, ex candidata sindaco a Verona, nel 2012, per la lista “Veneto Stato”, com'è chiaro “indipendentista”, ex leghista, uscita “a destra”.

LAZIO: Barbara De Propris – tel. 3467810040 – barbararoma76@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Alessio Provaroni – Tel. 3471957026 – mail: aprovaroni@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Roberto Reginaldi , tel. 346.8783165 – mail: robertoreginaldi@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Alessio Provaroni è - “casualmente”, sia chiaro - uno dei “costitutori” della Unione per il SOCIALISMO NAZIONALE – RSI (Raggruppamento Sociale Italiano)”, citando il loro stesso sito: “fondata il 28 Ottobre 2011 a SANSEPOLCRO – d’ora in avanti semplicemente SOCIALISMO NAZIONALE - che va ad integrare al suo interno il vissuto del Centro Studi Socialismo Nazionale (CSSN) – fin qui entità metapolitica – e che diviene CSP (Centro Studi Propaganda) quale ufficio propaganda funzionale alla realtà politica costituita”. Il gruppo è costituito anche da Stelvio Dal Piaz, Maurizio Canosci, Fernando Volpi, Stefano Carboni, Riccardo Berti. Basta navigare un attimo per trovarvi iconografia e slogan del peggio “nazional-socialismo”.

Barbara De Propris è invece coordinatrice provinciale “Azione Donna Roma” (http://www.atuttadestra.net/?p=74966). Ma deve trattarsi di una semplice coincidenza.

Roberto Reginaldi invece è proprio quel consigliere comunale di Forza Nuova, di Sezze (Frosinone) di cui si parla nell'articolo di ieri (//www.contropiano.org/politica/item/20727-forza-nuova-si-camuffa-e-cerca-confusioni-rosso-brune).

SICILIA: Salvatore Riggi – Tel.3936026110 – mail: riggi.salvatore@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Ex “Popolo delle libertà” a Caltanissetta.

FORLI e RAVENNA: Claudio Marconi – tel 3472258116 – ipharra-fcalice.it

Il giornali locali ne hanno resocontato la recente uscita da Forza Nuova, “rimasta nel tunnel del fascismo” - parole sue – ma ha anche voluto rassicurare i suoi camerati vecchie nuovi: “

"Questo non significa un mio disimpegno politico - rassicura Marconi -, continuerò la mia attività politica con il Circolo Culturale Clemente Graziani, che è aderente al Laboratorio Politico Forza Uomo,suffragato anche dall'appoggio di molti giovani che, usciti anche loro da Forza Nuova, hanno voluto intraprendere con noi questo cammino. Non più anticomunisti, non più antifascisti,ma uomini liberi per la costruzione del Laboratorio Politico Forza Uomo, per una azione politica liberata dalle ideologie, che abbiamo gettato una volta per tutte e per sempre nella pattumiera della storia, uniti per combattere il liberal capitalismo". (http://www.romagnaoggi.it/cronaca/forli-claudio-marconi-abbandona-forza-nuova.html)

Nel frattempo è una star su siti anti-demo-pluto come frontediliberazionedaibanchieri.it/ e così via

TOSCANA: Bruno Zoppi, – Cell 348/6466025 – mail: bruno.zoppi@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Se non è un caso di ominimia, era candidato di La Destra - Fiamma Tricolore, con Santanché e Buontempo buonanima.

CALABRIA: Salvatore Brosal – mail: mailto:superhit33@yahoo.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Tel.339 638 2018

Dice aulicamente di se stesso:

Io non mi sento più figlio di questa terra che calpesta i diritti inviolabili dell’uomo, che calpesta la nostra Costituzione, che affama la sua gente. Io rimpiango il mio passato: il Regno delle due Sicilie. Splendido periodo storico, quando tutto il Meridione, ma soprattutto Calabria e Sicilia erano regioni ricchissime e non conoscevano la disoccupazione. Poi arrivarono i Savoia: gli usurpatori. Io non mi sento più figlio di questa terra che ha mandato al massacro i miei fratelli Istriani e Dalmati. Io non mi sento più figlio di questa terra che ha dimenticato l’Italianità della Corsica. Io non mi sento più figlio di questa terra, dove abbiamo un presidente del Consiglio massone, nominato senatore a vita, senza merito, da un presidente della Repubblica comunista, non eletto dal popolo, che viola con la sua stessa presenza al Quirinale la nostra Carta Costituzionale. Io sono un uomo del Sud, figlio di quel Grande Sud, cha ha dato Gloria ed Onore all’Italia intera. Io sono figlio della Calabria, di questa bella e gloriosa terra, dove l’Aspromonte, la Sila, il Pollino e ottocento chilometri di costa non bastano a questo governo ladro, usurpatore, assassino e criminale a far partire il turismo; quel turismo che porterebbe ricchezza, benessere, gioia, vacanza, allegria in tutto lo stivale. Io rimpiango il mio Passato, quel glorioso Regno delle due Sicilie, dove il benessere era solo una splendida realtà. Io sono un figlio della libertà, della legalità e della Democrazia. Io sono un figlio della “Magna Grecia”.

Io sono un uomo libero in una nazione che vuole rendermi, e renderci solo schiavi delle banche massoniche e dei poteri che uccidono i diritti. Io non riconosco il potere di questo parlamento abusivo. Io uomo del Sud, figlio della “Magna Grecia”, suddito libero nel “Regno delle due Sicilie”, dichiaro la mia indignazione ed esterno il mio disappunto verso questo stato governato da poteri che opprimono il Popolo. In una Repubblica davvero libera e democratica solo il Popolo è sovrano. Viva la Calabria, viva il Sud, viva l’Italia libera ed unita dove il diritto sia l’espressione delle intelligenze di tutti e non l’illegalità di pochi. (salvatore brosal)

PORDENONE: Claudio Sist, Pordenone, mail: sistclaudio@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell 3493091400

Di Claudio Sist emerge invece un momento quasi “comunista” rispetto agli altri: era stato candidato nell'Unione di Centro, nelle elezioni comunali del 2011. Un casiniano, insomma...

*****

A noi questa prima scrematura sembra sufficiente, addirittura esaustiva. Diciamo che si tratta di un'iniziativa fascista perché tutti i promotori-referenti-coordinatori (meno uno, Udc) sono provenienti o militanti in organizzazioni fasciste.

Chi voglia “indagare” oltre non ha che da mettersi al lavoro. E farci sapere cos'ha trovato.

L'elenco, naturalmente, continua....

DA  http://www.contropiano.org/articoli/item/20751

NON E' UN CASO CHE ABBIANO SCELTO IL GIORNO DOPO LE PRIMARIE DEL PD 
PER AFFOSSARE LA NOTIZIA DEL NUOVO SEGRETARIO E FAR PARLARE DI LORO

leggi anche 
http://cipiri.blogspot.it/2013/12/forconi-9-dicembre-e-la-farsa-di.html

Forconi : 9 dicembre e la farsa di un’“insurrezione”


L’ultimo travestimento di Forza nuova Chi si nasconde dietro il coordinamento del 9 dicembre

leggi anche 
 http://cipiri.blogspot.it/2013/12/bruciate-i-libri-lincredibile-assalto.html


E' arrivato in piazza a bordo di una Jaguar Danilo Calvani, il leader del Movimento nazionale 9 dicembre.
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lunedì 26 novembre 2012

Anonymous attacca i fascisti di Casapound


Anonymous ha colpito Casapound, i "fascisti del terzo millennio". Una "vendetta telematica" che ha ATTACCATO il sito dei militanti di estrema destra, ospitato sul server "Vivamafarka", che risulta in manutenzione. Gli attivisti italiani della rete hanno diffuso un comunicato in cui scrivono a tutti i cittadini, i ragazzi, i lavoratori, i migranti per denunciare l'esistenza del "razzismo e dell'autoritarismo" che in Italia avrebbe la sua "roccaforte" in Casapound. "Settimane fa - rivendicano - abbiamo attaccato Radiobandieranera (emittente dell'occupazione non conforme in via Napoleone III e delle sue costole regionali). Oggi Anonymous chiude casapounditalia.org, contro ogni fascismo e  ogni razzismo. Domani, vogliamo che venga chiusa Casapound. Siamo Anonymous, siamo Partigiani".

Il blog ufficiale di Anonymous Italia


http://anon-news.blogspot.it/
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lunedì 14 maggio 2012

Comune di Roma : 11 milioni per Casapound, Fascisti del III millennio


11 milioni per Casapound,

 regalo del Comune di Roma per i 

“Fascisti del III millennio”

Dal bilancio sbucano 11 milioni destinati all’acquisto della sede del movimento di estrema destra chiamato Casapound. Ed è polemica, con il segretario Pd Roma Miccol che dichiara: "Si tagliano servizi e si svende Acea e poi si dona un palazzo ad un’associazione fascista”.


- Benedetto Monteleone – 29 Aprile 2012 – Sarà l’aria del 25 Aprile e le polemiche che ne sono seguite, ma a Roma la questione antifascismo tiene ancora banco. Cosa succede nell'Urbe? Roma non era la città antifascista per eccellenza?
A parole il fascismo dovrebbe essere “il male assoluto”, come la stessa Polverini ha dichiarato alla radio nei giorni scorsi facendo sua una espressione resa qualche anno fa da Gianfranco Fini e che suscitò parecchia attenzione. Eppure non basta una semplice “battuta” per tagliare il cordone con certe aree della ultra destra romana.
Tant’è che i rapporti con i poteri neri eversivi di chi ricopre una carica istituzionale generano delle contraddizioni che inevitabilmente vengono fuori in occasione di una festività come il 25 Aprile. Tanto più per chi, come Alemanno, il suo recentissimo passato non lo ha mai rinnegato.  Si sa, chi nasce tondo non può morir quadrato, ed infatti dopo le assunzioni di esponenti di estrema destra nelle varie municipalizzate e dopo l’invito – poi ritirato – reso all’ex terrorista nero Franco Freda al fine di farne presentare un suo libro in Campidoglio, non potevano mancare le regalie del Comune alle associazioni di estrema destra che da qualche anno pullulano sul territorio romano.
Nel bilancio del Comune di Roma spunta infatti l'acquisto dei locali di via Napoleone III occupati dall'associazione di estrema destra CasaPound. Quanto basta per far scoppiare la polemica. "E' un'aberrazione, una follia e una provocazione", secondo il segretario romano del Pd Marco Miccoli che sottolinea come l'operazione avvenga "in un bilancio di lacrime e sangue, che contempla ad esempio la vendita del 21% di Acea per ricavare 200 mln di euro, per poi spenderne 11 per acquistare e donare un palazzo all'associazione fascista capitanata da Iannone".
Miccoli aggiunge: "Stiamo parlando di una cifra enorme dentro un bilancio che taglia i servizi, taglia il sociale, non si occupa della crescita e dello sviluppo, aumenta le tariffe, vende Acea… ma compra Casapound! E poi ci si lamenta se gli antifascisti romani accusano il sindaco di essere ambiguo sul suo modo di essere antifascista".
Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere comunale Pd Paolo Masini: "È una vergogna – commenta – Chiediamo al sindaco Alemanno, che ha parlato di unità, di dare un segnale concreto alla vigilia del 25 aprile togliendo 11 milioni e otto per l'acquisto della casa dei fascisti del terzo millennio".

 DA http://www.articolotre.com/2012/04/11-milioni-per-casapound-regalo-del-comune-di-roma-per-i-fascisti-del-iii-millennio/80719

leggi anche 

le foibe della Guzzanti

http://cipiri9.blogspot.it/2012/05/le-foibe-della-guzzanti.html 

 ‘’Non ci turba vedere in tv Caterina Guzzanti che straparla nei panni di una improbabile militante di CasaPound Italia. Quello che troviamo osceno, violento e di una brutalità assoluta e’ il pericoloso intercalare che caratterizza il suo personaggio. ‘E allora le foibe?’, dice ‘Vichi di Casapau’ quando si sente messa alle strette, provocando risate fragorose nel pubblico del Valle occupato e dimenticando a cuor leggero la tragedia di 20mila morti infoibati e di 350mila italiani condannati all’esilio’. Lo afferma in una nota il leader di CasaPound Italia, Gianluca Iannone.

CATERINA GUZZANTI:

 VICHI DI CASA POUND

 E LA XENOFOBIA 

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Macao : un nuovo spazio di movimento

http://cipiri.blogspot.it/2012/05/macao-un-nuovo-spazio-di-movimento.html

Sabato 5 Maggio i cittadini e i lavoratori dell’arte, dello spettacolo e della cultura sono entrati nella torre Galfa per aprire Macao, il nuovo centro per le arti di Milano.

ALLORA ANCHE PISAPIA DOVREBBE ACQUISTARE QUESTO STABILE
 E DONARLO A MACAO

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