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martedì 16 febbraio 2016

Sanità in Lombarda e Appalti Truccati




Sanità lombarda, appalti truccati: 
arrestato Rizzi, braccio destro di Maroni

 Tra gli arrestati l’autore della riforma della Sanità lombarda. Al centro l’imprenditrice Maria Paola 

Canegrati, definita dalla Procura di Monza la principale indagata

Il presidente della commissione Sanità della regione Lombardia, il leghista Fabio Rizzi, è stato arrestato martedì 16 febbraio 2016 nell’ambito dell’indagine “Operazione Smile”. Rizzi è uno dei leghisti più vicini a Roberto Maroni, tanto che il presidente lombardo gli ha affidato  uno dei compiti più importanti dell’attuale consiliatura, la redazione della riforma sanitaria regionale. Ex sindaco di Besozzo, cittadina che si trova vicino a Varese che è stata uno dei primi comuni conquistati dalla Lega Nord negli anni novanta, Rizzi è diventato consigliere regionale nel 2013 dopo esser diventato senatore nel 2008. Secondo le agenzie Fabio Rizzi è stato sottoposto a misura cautelare per l’indagine “Smile”. Stando a una nota dei Carabinieri, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende Ospedaliere della Lombardia, nonchè analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema Sanitario Nazionale per quanto riguarda gli appalti nel settore odontoiatrico, effettuati da un gruppo imprenditoriale. Oltre a Rizzi, che di professione fa il medico anestesista, sarebbe stata arrestata anche la moglie.


Ancora arresti nella Sanità lombarda. Ancora imprenditori e politici accusati di corruzione. Dopo gli 
scandali San Raffaele e Maugeri, ai tempi dell’allora giunta guidata da Roberto Formigoni, e l’arresto dell’ex assessore Mario Mantovani, le manette stavolta colpiscono il numero uno del Carroccio nella 
sanità lombarda, il presidente della Commissione regionale Sanità ed ex senatore leghista Fabio Rizzi. Varesino, braccio destro del governatore Roberto Maroni, Rizzi è il padre della nuova riforma della Sanità in Lombardia approvata lo scorso agosto. L’inchiesta «Smile» condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Milano ha visto martedì mattina l’esecuzione di 21 ordini di custodia cautelare (9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con obbligo di firma) emessi dal gip del Tribunale di Monza, su richiesta della Procura, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio. Tra gli arrestati anche Valentino Longo, imprenditore vicino allo stesso Rizzi. Ai domiciliari le mogli di Rizzi e Longo: a loro era intestato il 50% delle quote di società odontoiatriche aperte insieme all’imprenditrice 55enne Maria Paola Canegrati, arrestata, definita dalla Procura di Monza la principale indagata nell’ inchiesta. Fu lei a finanziare interamente la campagna elettorale di Rizzi. Le indagini, avviate nel 2013, vertono su un giro d’affari per oltre 400 milioni di euro.

Servizi odontoiatrici
L’indagine «Smile» ha consentito di ricostruire come un gruppo imprenditoriale abbia turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici — banditi da diverse Aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici - corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare. È stato il componente di un collegio sindacale di un’azienda ospedaliera lombarda a far partire le indagini della Procura di Monza. «Sono quattro gli imprenditori che si sono aggiudicati importanti gare d’appalto per la gestione dei servizi odontoiatrici nel territorio lombardo, su cui ha indagato il Nucleo investigativo di Milano - spiega il Comandante Provinciale dei carabinieri di Milano, colonnello Canio Giuseppe La Gala -. Le gare di appalto pubbliche venivano vinte illecitamente da questo gruppo con la complicità di undici funzionari pubblici. Gli arresti sono stati eseguiti prevalentemente nelle province di 
Milano, Monza, Como, Bergamo e Varese».

Vincevano tutti gli appalti
Le indagini, svolte dal Nucleo Investigativo di Milano ed avviate nell’autunno del 2013, hanno riguardato il servizio di gestione di ambulatori odontoiatrici. Il tutto era nelle mani di un gruppo imprenditoriale con sede ad Arcore (Odontoquality), vincitore della pressoché totalità degli appalti. Dall’indagine sono emersi funzionari pubblici di diverse Aziende Ospedaliere che, corrotti dalle imprese fornitrici dei servizi sanitari, hanno reso loro favori illeciti nella gestione delle pratiche di loro competenza; corruttori che hanno beneficiato dell’aggiudicazione di importanti appalti pubblici truccati o di altre prestazioni illecite, accaparrandosi i proventi di un giro d’affari complessivo stimato in circa 400 milioni di euro dal 2004 ad 
oggi; un consigliere della Regione Lombardia ed un componente del suo staff che hanno garantito, con il loro appoggio strategico, le condizioni per far perdurare l’esistenza del «sistema» clientelare. 

La ricerca della necessaria «copertura politica» da parte dell’imprenditrice al vertice del gruppo, Maria Paola Canegrati, si è tradotta in un interessato connubio tra i livelli imprenditoriale e politico, dando vita ad una associazione per delinquere responsabile della commissione di molteplici reati contro la pubblica amministrazione.

L’imprenditrice e i favori
Dominus del «gruppo» Maria Paola Canegrati, amministratrice del complesso sistema societario che, 
nel corso degli anni, ha potuto procurarsi «attraverso turbative d’asta, la corruzione di Mario Longo, 
imprenditore e Fabio Rizzi e di funzionari pubblici che si occupavano della gestione dei servizi di 
odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi». Rizzi e Longo, scrivono gli inquirenti, «nelle rispettive qualità, il primo di consigliere Regionale e presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale, il secondo di appartenente allo staff del primo con incarichi pubblici nell’ambito dell’odontoiatria, abusando dei propri 
ruoli e poteri, inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle 
forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili alla Canegrati». In particolare per quanto riguarda due gare d’appalto bandite dagli Istituti Clinici di Perfezionamento (del 2015, da 45 milioni di euro) e dall’Ospedale di Circolo di Busto Arsizio (del 2014, da 10 milioni di euro); -Longo e Rizzi avrebbero ricevuto un finanziamento per a campagna elettorale per le regionali del febbraio 2013 e una tangente da 50.000 euro (pagata in contanti grazie all’intermediazione
 di un soggetto accusato di riciclaggio).

MENTRE SALVINI TUONA CONTRO LA MAGISTRATURA, 
ed elogia LE BUFFONATE DI MUSSOLINI


 VENGONO ARRESTATI 
FABIO RIZZI ( AIUTO DI MARONI) CON LA MOGLIE ED ALTRI VENTI LEGHISTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, RICICLAGGIO E TURBATIVA DI ASTA NEL SETTORE DELLA SANITA' LOMBARDA CHE MANEGGIA INTERESSI MILIARDARI.
E COSI' NASCE UN PALASPORT NELLA PICCOLA ADRO E VENTI MILIONI VANNO A VARESE INTERESSATA ALLA ELEZIONE DEL SINDACO.
AZZERATA OGNI CIFRA PER L'EDILIZIA SCOLASTICA E LA CULTURA.

Nella finanziaria del Pirellone spuntano 600mila euro per il Palasport del piccolo comune di Adro e oltre venti milioni di euro per la città-vetrina di Varese, dove in primavera ci saranno le elezioni. Mentre vengono azzerati i fondi per l’edilizia scolastica e la cultura
e mentre della riforma della sanità lombarda, un settore che muove interessi miliardari. 

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giovedì 11 ottobre 2012

FORMIGONI: e la banda del Pirellone


Il cerchio si stringe sulla banda del Pirellone!
Ormai abbandonati da tutti, senza più appoggi, non hanno più scampo!
Dopo che gli sono cadute, ad una a una tutte le loro mascalzonate ai danni dei malati e della regione lombarda, dopo aver perso anche l'appoggio dei leghisti, che vedono in questa banda, il suo crepuscolo,non hanno più nessuno che li difende!
Milano è ostile e alla Minetti gli hanno tolto http://cipiri9.blogspot.it/2012/09/nicole-minetti.html

 il saluto!


LA LEGA NORD SALVA IL “CELESTE CIELLINO”.


Vertice sul futuro della Regione Lombardia nella sede romana del Pdl con Formigoni, Alfano e Maroni. ‘Non mi dimetto, non ho fatto errori’, ha ribadito il governatore lombardo, chiedendo in maniera piuttosto spavalda a Maroni “se la Lega intende restare nella coalizione”. “Altrimenti”, aggiunge sibillino il Celeste”, ci “saranno ripercussioni in Piemonte e Veneto: C’é un accordo politico, abbiamo dato a loro quei due governatori”. Dalla montagna di parole è atteso un topolino di fatti concreti: fonti del Carroccio rendono noto all’Ansa che l’accordo fra Lega e Pdl consentirà a Formigoni di non dimettersi in cambio dell’azzeramento della giunta e del dimezzamento del numero degli assessori.
Dopo anni di scandali, inchieste e mal affare politico, l’esponente ciellino non ci sta  a lasciare il coacervo di interessi e intrallazzi costruiti in 20anni al Pirellone. Non  sembra essere scalfito, il Governatore, dall’arresto dell’assessore regionale alla Casa, il Pdl Domenico Zambetti, accusato di aver pagato 200mila euro alla ndrangheta in cambio di 4000 voti nelle regionali del 2010. Zambetti è in buona compagnia: sono già 5, infatti, gli assessori formigoniani finiti in galera. 14, invece, i consiglieri lombardi indagati.
Al Pirellone, intanto, i consiglieri di Sel, Pd, Idv e Misto, 27 in totale, hanno mostrato ai giornalisti le loro dimissioni in bianco invitando quelli della Lega Nord a fare altrettanto. “Le sorti della Regione Lombardia – hanno detto i capigruppo – si stanno decidendo in queste ore proprio a Roma, nella città tante volte accusata di ogni nefandezza proprio dal Carroccio”. E proprio la Lega in questa vicenda sembra essere quella rimasta con il cerino in mano: da un lato la realpolitik delle poltrone, dall’altra la pantomima della “scopa padana” e del partito che continua ad affermare (a parole) di non poter governare accanto a persone accusate di collusione con la ndrangheta.
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Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e' stato condannato a 900 euro di multa per diffamazione a mezzo stampa perche' avrebbe accusato i Radicali di aver manipolato le firme raccolte a sostegno della sua lista per le regionali del 2010. Il pm aveva chiesto un anno di carcere e 500 euro di multa.  ( Il giudice ha stabilito anche che agli esponenti del partito di Marco Pannella vadano 110 mila euro come risarcimento. notizia da verificare )
 La sentenza dovra' essere pubblicata sul Corriere della Sera. 
Risarcito l'onore. Se fossimo in democrazia ora sarebbero da annullare le elezioni regionali 2010 in Lombardia #firmigoni #radicali #formigoni

"Con la sentenza di oggi si è quantomeno riparato al tentativo formigoniano di ledere a reti unificate e senza possibilità di replica l'onore dell'unica forza politica che si è sempre battuta per la legalità delle elezioni: il Partito Radicale. Se fossimo
in una democrazia e in uno Stato di diritto, ora ci dovremmo aspettare che finalmente dopo oltre due anni e mezzo siano anche annullate quelle elezioni regionali del 2010 totalmente illegali, in ragione della truffa elettorale che noi Radicali abbiamo scoperto, costringendo la giustizia a occuparsene.

Purtroppo siamo invece in un Paese, l'Italia, dove bisogna aspettare anche 6-7 anni per ottenere giustizia ed è esattamente questo su cui fanno conto Formigoni, Alfano e Maroni. Sono infatti PdL e Lega a adoperare ogni tecnica dilatoria per impedire che la truffa elettorale sia sanzionata prima che Formigoni abbia lasciato il suo posto di Presidente abusivo.

Noi Radicali continueremo questa battaglia e domani chiederemo di costituirci parte civile nell'udienza preliminare davanti al Tribunale Penale di Milano per la falsificazione delle firme elettorali, contro Podestà e i quindici autenticatori del PdL".

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente dei Radicali – Federalisti Europei al Comune di Milano e di Lorenzo Lipparini (Lista Bonino - Pannella)

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FORMIGONI DIMETTITI! Studenti in Movimento: Blitz in Università Statale e Regione Lombardia

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http://milanoinmovimento.com/studentiinmovimento/occupy-regione-la-citta-vi-s...

Ballarò : MAURIZIO CROZZA del 09/10/12 - - "Il ministro Cancellieri ha sciolto il Comune di Reggio Calabria per Mafia. Per mafia! Io avrei detto più 'ndrangheta"... "Formigoni: alla regione Lombardia ci sono i fantasmi: perché mi son sparite le ricevute?... gli ascensori ti chiedono i favori... ci sono i bagni che ti ricattano"... "Facciamo uno scambio, votiamo la legge e salviamo Ruby, salviamo anche la Minetti, ma non salviamo Berlusconi..." questi ed altri sono i temi al centro della pungente satira del comico genovese.


http://cipiri.blogspot.it/2012/10/reggio-calabria-beppe-grillo-nuoto-in.html

REGGIO CALABRIA: Beppe Grillo a nuoto in Sicilia


REGGIO CALABRIA –  Ce l’ha fatta.
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Formigoni dimissioni : subito al voto


Formigoni

 http://cipiri.blogspot.it/2012/05/formigoni-dimissioni-subito-al-voto.html
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