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domenica 26 luglio 2015

Fukushima: la Situazione Oggi

Fukushima: la situazione oggi

A quattro anni dal disastro dell'11 marzo 2011, 
spieghiamo in dieci punti qual è la situazione oggi a Fukushima.





1. Noccioli fusi. La precisa ubicazione dei diversi noccioli fusi resta sconosciuta a TEPCO come a chiunque altro, ma è accertato che una buona parte si è fusa attraversando i vessel (contenitori d’acciaio a pressione) e scendendo nella parte bassa della struttura di contenimento. L'operazione di raffreddamento del combustibile fuso dovrà continuare ancora per molti anni.

2. Acqua contaminata. L’acqua utilizzata per il raffreddamento rappresenta la maggior parte dell'acqua contaminata immagazzinata nelle circa mille vasche d'acciaio montate sul sito dal 2011 ad oggi. A dicembre 2014, un totale di 320 mila tonnellate di acqua altamente contaminata era immagazzinata nei serbatoi. TEPCO sta utilizzando diverse tecnologie per rimuovere fino a 62 radionuclidi da quest'acqua, ma non l'isotopo radioattivo trizio che non si sa ancora come trattare. L’acqua già trattata ma contenente trizio ammontava lo scorso 8 febbraio a 297 mila tonnellate.

3. Il programma di TEPCO. Inizialmente TEPCO stimava di riuscire a completare il trattamento di tutte le acque altamente contaminate entro la fine di marzo 2015, ma questo piano è stato rivisto a gennaio, quando la società ha annunciato di aver completato "circa il 50 per cento" del lavoro. Un nuovo programma dovrà essere annunciato in questi giorni, con TEPCO che ora prevede di completare il trattamento delle acque entro il prossimo maggio. Allo stesso tempo, circa 300 tonnellate di acqua sono necessarie ogni giorno per raffreddare il nocciolo rimanente e il combustibile fuso nei tre reattori...





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domenica 21 luglio 2013

ECOLOGIA: Fukushima : foto di frutta e verdura mutanti



Colpa delle radiazioni? 


 Un blogger giapponese ha raccolto sulla piattaforma imgur una serie di fotografie scattate quest'anno a piante e fiori della zona della centrale nucleare di Fukushima
guarda tutte  le foto ...
ECOLOGIA: Fukushima : foto di frutta e verdura mutanti: Fukushima shock: le foto di frutta e verdura mutanti.  Colpa delle radiazioni?   Un blogger giapponese ha raccol...

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martedì 15 marzo 2011

GIAPPONE: radiazioni FUKUSHIMA e TOKYO


GIAPPONE: AUMENTA IL LIVELLO DI RADIAZIONI INTORNO ALLA CENTRALE DI FUKUSHIMA E A TOKYO


Il livello delle radiazioni nei pressi della centrale di Fukushima è “considerevolmente aumentato” e la popolazione entro un raggio di 30 chilometri dall’impianto deve essere evacuata: lo ha annunciato il premier nipponico, Naoto Kan, dopo le due nuove esplosioni registrare in nottata, la prima nel reattore 2, la seconda nel reattore 4.
Inizialmente erano stati sgomberati i circa 200mila residenti nel raggio di 20 chilometri dall’impianto; per quelli della fascia immediatamente successiva era stato imposto un vero e proprio coprifuoco per motivi precauzionali. Poi, la decisione di evacuare nel raggio di 30 chilometri, non più di 20, a dimostrazione del fatto che la situazione è grave e in continua evoluzione. I venti, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, stanno per ora spingendo la nube radioattiva verso l’oceano, ma i venti sono in continuo cambiamento.
Nel reattore numero 4, quello interessato dall’ultimo scoppio della serie, si è sviluppato anche un incendio che ha favorito la fuoriuscita di radiazioni. Benché il reattore fosse fermo per manutenzione al momento del sisma e del maremoto, il combustibile nucleare spento si sarebbe surriscaldato, generando idrogeno e innescando l’esplosione. Probabile che l’incidente sia legato al fatto che il sistema di scarico e raffreddamento del reattore 4 è in collegamento con quello del reattore 3.
Sono dunque quattro su sei i reattori di Fukushima colpiti da esplosioni. Nei due rimasti fino ad ora indenni si è però registrato un lieve aumento della temperatura che desta ulteriore preoccupazione. Potrebbe comunque essere in ebollizione l’uranio esaurito custodito nel bacino di stoccaggio del reattore numero quattro, proprio nell’area dove si è sviluppato l’incendio seguito allo scoppio di stanotte. Il rogo è stato spento, ma si teme che il calore prodotto nelle ultime ore possa causare un nuovo rischio fusione. Rischio a cui sono sottoposti, da un paio di giorni, anche i reattori 1, 2 e 3.
Intanto il caos posto terremoto e tsunami continua ad affondare l’economia e la finanza nipponiche. La Borsa di Tokyo appare ormai fuori controllo: dopo gli oltre 6 punti persi ieri, oggi la flessione è stata addirittura del 10,55%, il terzo peggior crollo di tutti i tempi. Aggiornato infine il bilancio ufficiale delle vittime: 2.722 morti accertati, 3.742 dispersi, 1.892 feriti. Ascolta la corrispondenza dal giappone con Pio Damilia, giornalista del Manifesto.
Ascolta il commento di Salvatore Barbera,fisico nucleare e responsabile della campagna contro il nucleare di Greenpeace.
Quali sono inoltre le motivazioni anche geopolitiche che stanno alla base dell’uso del nucleare? Ascolta l’intervista a Giulietto Chiesa, giornalista e coautore del libro “La menzogna Nucleare”.



Giapponesi uniti dalla tragedia e dalla solidarietà

di Toshiko Takase

Il sisma e lo tsunami colpiscono tutti i giapponesi, e stanno facendo emergere una forte solidarietà nazionale pur nelle difficoltà: razionamento della luce, del cibo, mancanza di coperte. Tutti, cristiani e non, ringraziano per il dono della vita e per l’aiuto ricevuto. La signora Toshiko Takase, che vive a Milano, è giunta in Giappone un’ora prima del disastro dell’11 marzo. Ecco quanto ha raccontato ad AsiaNews.

Gifu (AsiaNews) – Il disastro che ha colpito il nord-est del Paese, sta segnando tutti i giapponesi. Qui siamo a 700 km dall’epicentro [vicino a Nagoya-ndr], ma anche noi siamo nel dolore. Oggi ci sono stati due allarmi di terremoto. E si aspettano nuove forti scosse. Il dramma sembra non avere fine e adesso il problema più grosso è il timore di fughe radioattive dalle centrali nucleari. Alcune ore fa hanno assicurato che il raffreddamento delle centrali sta avendo successo, almeno per adesso.
Ma ci sentiamo tutti vicini alla gente più colpita. La corrente è razionata e tutti sono invitati a risparmiarla. E allora tutti i giapponesi accettano di vivere al buio: spengono luci, televisione, frigoriferi. Qui si attende un’ondata di freddo invernale, la notte la temperatura scende ancora a zero gradi, eppure molta gente ha spento il riscaldamento per non consumare elettricità e per sentirsi più vicini ai sopravvissuti, molti dei quali non hanno nemmeno una coperta per coprirsi la notte.

I sopravvissuti stanno dando a tutti noi una testimonianza di compostezza e di bontà. Via via che le squadre d’emergenza recuperano qualcuno ancora vivo, questi non fa che ringraziare i soccorritori e afferma che “l’importante è aver avuto salva la vita”. Nessuno si mostra adirato, o incattivito. Eppure la situazione è dura: non vi è acqua, gas, il cibo è poco e si ha solo un pasto al giorno. Tantissime persone non sono state ancora raggiunte dalle squadre di soccorso: l’area colpita è sterminata e non è ancora possibile procedere con mezzi su strada. L’unico modo per raggiungere i superstiti è attraverso l’elicottero e questo rallenta la distribuzione degli aiuti.

La gente, che segue ora per ora alla televisione, il procedere dei salvataggi, per solidarietà con i sopravvissuti non mangia. Alcuni cristiani mi hanno detto: Questa è la vera Quaresima ed è il modo in cui partecipiamo alle sofferenze di Gesù. A Tokyo, nella chiesa di sant’Ignazio, per la scossa, è caduto il crocefisso dell’abside. Per molti questo è il segno che Gesù è vicino a noi e al nostro destino.

Tutti partecipano al dolore e i giapponesi sono tutti uniti. Alcuni riflettono: questo terremoto ci sta aiutando a vivere come nel periodo subito dopo la Seconda guerra mondiale. Allora eravamo tutti uniti. Poi il benessere e la ricchezza ci hanno reso egoisti e chiusi ognuno in se stesso. Ma ora è tempo di ritornare ad essere uniti. Dobbiamo tornare poveri e semplici, come un volta.

Questa è già la terza notte che i sopravvissuti vivono negli alloggi di fortuna, senza coperte, nel freddo, senza lamentarsi, nel silenzio.

Ieri, nelle chiese abbiamo pregato per le vittime e ci siamo domandati cosa possiamo fare per aiutare tanti nostri fratelli e sorelle. Il parroco ci ha consigliato anzitutto di pregare, attendendo per ora che si chiarisca la situazione, per capire quali sono i bisogni a cui indirizzare il nostro aiuto. I giornali di oggi hanno riportato le parole di Benedetto XVI e questo aumenta la nostra gratitudine per il papa e per chiunque voglia aiutarci.

La televisione ha cancellato tutti gli altri programmi: vi è solo la cronaca continua del terremoto, dei salvataggi, dei drammi di uno o dell’altro.

La zona colpita dal terremoto è abitata da persone molto semplici, operai, pescatori, piccoli imprenditori. Un’ora fa hanno intervistato o di loro, proprietario di una ditta di sakè. Al momento del terremoto ha subito invitato i suoi 50 operai ad andare a casa e ad allontanarsi dalla riva del mare. Per ora è riuscito a mettersi in contatto solo con 25 dei suoi operai. Mentre lo intervistavano la televisione ha mandato in onda le immagini della sua fabbrica che veniva distrutta dallo tsunami. Il suo unico commento è stato: “Non mi duole per i soldi, ma perché quella fabbrica era nata con mio nonno e con lo tsunami finisce una storia. Ma tornerò a ricostruirla”.

Chiunque si è salvato, confida di voler vivere con maggiore verità e tutti – giovani o vecchi – ringraziano senza fine. Aver visto la morte da vicino li fa apprezzare ancora di più il dono della vita e l’aiuto donato loro dagli altri.

Le grandi ditte hanno deciso di ritardare la riapertura, in parte perché manca l’elettricità, ma soprattutto perché molti operai non sono riusciti a mettersi in contatto con la famiglia e hanno bisogno di tempo per le ricerche.

Forse è la prima volta dopo tanto tempo che i giapponesi vivono così uniti e solidali.

http://www.asianews.it/notizie-it/Giapponesi-uniti-dalla-tragedia-e-dalla-solidariet%C3%A0-21028.html
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