Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta sotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sotto. Mostra tutti i post

giovedì 24 settembre 2015

Whatsapp Sotto Attacco Virus



Vi arriverà tramite WhatsApp ed è un virus che vi ruba i dati, state attenti, avvisate tutti.


Whatsapp continua ad essere pesantemente sotto attacco.

Un nuovo virus sta girando in rete in questi giorni, e rischia seriamente di “rapire” il nostro profilo.

Il dispositivo viene bloccato e ci viene impedito di accedere alle nostre foto ed ai nostri video.

L’unico modo per evitare questo rischio è non aprire assolutamente il messaggio che riceviamo, cancellare il 

Fare molta attenzione in caso si riceva questo messaggio in chat:

“Congratulazioni, il tuo numero di telefono +39XXXXXXXXXX è stato selezionato casualmente come dispositivo mobile...

CONTINUA A LEGGERE



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

venerdì 14 settembre 2012

Libia: L'Innocenza dei Musulmani


Libia: sotto accusa regista israeliano che ha girato film

Si chiama Sam Bacile e dice di aver girato il film allo scopo di avvertire americani e occidentali che "l'Islam e' un cancro"
- Fino ad oggi come regista non lo conosceva nessuno. Eppure Sam Bacile, israeliano con doppia cittadinanza residente in California, agente immobiliare più che regista, è riuscito ugualmente a ottenere donazioni per cinque milioni di dollari. Fondi che gli hanno permesso di realizzare « L'Innocenza dei Musulmani », il film che ha scatenato proteste in Egitto e le gravi violenze della scorsa notte a Bengasi in cui sono rimasti uccisi l'ambasciatore americano in Libia John Christopher Stevens e tre funzionari del consolato Usa.

Il film, della durata di ben due ore, è recitato in modo amatoriale da attori di fatto dilettanti. I testi sono un lungo attacco alla figura di Maometto, che appare come un venditore di frottole capace di ingannare un popolo di ingenui e creduloni. Il profeta dell'Islam viene mostrato mentre fa sesso, giustifica abusi sessuali e invoca «massacri».

Il film, alla «prima» a Hollywood ha visto una sala praticamente vuota. Pareva destinato a sparire nel nulla ma poi stato doppiato in arabo da qualcuno, che Bacile dice di non conoscere, e diffuso in Egitto, dove ha poi provocato le prime proteste. Fino alle gravissime violenze di ieri notte in Libia.
 Nena News

 Protesters Storm US Embassy in Yemen
 .
.
Hundreds of protesters chanting "Death to America" stormed the U.S. Embassy compound in Sanna, Yemen on Thursday. The protesters burned the U.S. flag. (Sept. 13)

Centinaia di manifestanti oggi sono scesi in strada in Yemen in segno di protesta contro il film su Maometto e hanno preso d'assalto l'ambasciata americana a Sanaa. La polizia ha esploso colpi d'arma da fuoco in aria per disperdere la folla. Alcuni dimostranti pero' sono riusciti a oltrepassare il recinto dell'ambasciata e hanno dato fuoco a diverse automobili. Inizialmente gli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza non avevano provocato vittime. Poi si sono fatti piu' intensi e fonti locali hanno riferito di almeno un morto e diversi feriti. Scontri anche al Cairo dove almeno 10 manifestanti sono rimasti feriti nelle cariche della polizia contro i cortei di protesta. Raduni anche nella Striscia di Gaza dove pero' non si sono registrati, almeno fino ad adesso, incidenti di rilievo.
"Troppo cordinato per essere spontaneo" così un ufficiale dell'intelligence americana definisce l'attaco costato la vita all'ambasciatore Stevens. Dubbi anche sulla vera identità del regista.
Gerusalemme, 13 Settembre 2012. Nena News.

 Forti ombre si addensano sull'attacco di Bengasi che è costato la vita all'ambasciatore americano in Libia.

Una fonte anonima dell'intelligence USA ha definito l'attacco "troppo cordinato e professionale per essere spontaneo".

Funzionari americani ed europei hanno dichiarato che mentre molti dettagli circa l'attacco sono tuttora poco chiari, gli assalitori sembravano organizzati, ben addestrati e pesantemente armati, e sembravano avere almeno un certo livello di pianificazione anticipata. I funzionari hanno detto che vi sono indicazioni che i membri di una fazione militante che si fa chiamare Ansar al Sharia - Sostenitori della Legge Islamica - sono stati coinvolti nell'organizzazione l'attacco al Consolato degli Stati Uniti. "È raro che un RPG7 (un'arma portatile anticarro, ndr) sia presente in una protesta pacifica" hanno affermato fonti ufficiali americane.
 Ma i funzionari ritengono che sia troppo presto per dire se l'attacco fosse collegato all'anniversario dell'attacco alle Twin Towers, anche se questa ricostruzione sembra non convincere gli esperti.
Alcuni analisti si sono spinti a definire l'attacco all'ambasciata americana come una vendetta per l'omicidio, avvenuto lo scorso giugno, del numero due di Al Qaeda Abu Yahya al-Libi. Morte confermata nei giorni scorsi da Al-Zawahiri.
Secondo quanto affermato dalla Quilliam Foundation - un think tank con base a Londra guidato da uno dei leader della rivolta anti Geddafi - l'assalto al consolato di Bengasi si è svolto in due fasi. Dopo la prima ondata di proteste, i funzionari americani hanno organizzato l'evacuazione del Consolato da parte delle forze di sicurezza libiche. Mentre l'evacuazione era in corso, una seconda ondata di attacchi è stata avviata nei confronti di funzionari statunitensi che erano già stati spostati in un luogo apparentemente sicuro. Dal canto suo, il vice-ministro degli interni libico, Wanis al-Sharif, ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie e difensive circa l'attacco. Ha riconosciuto di aver ordinato il ritiro delle forze di sicurezza dalla scena nelle prime fasi della protesta con l'obiettivo di evitare il confronto diretto con i manifestanti arrabbiati. Il vice ministro ha ammesso di aver sottovalutato l'aggressione dei manifestanti, ma ha criticato l'esiguo numero di guardie americane all'interno della missione e la loro risposta ai manifestanti, affermando che probabilmente essa ha esasperato ulteriormente gli animi.

Il film

In tanti adesso cercano di capire di più del film che, almeno come ritenuto inizialmente, è stato la causa delle rivolte. Molti giornalisti sono sulle tracce di quello che si pensa sia il regista del film, Sam Bacile. Per adesso nessuno è riuscito a mettersi in contatto con lui, e di lui non c'è traccia.
Jeffrey Goldberg, corrispondente del giornale americano The Atlantic, è riuscito a mettersi in contatto con Steve Kleim, un attivista militante cristiano in California, definito da alcuni giornali come il consultant del film "The Innocence of Muslims". Kleim, che dice di aver incontrato il regista per un'ora, nega che sia di origine israeliana e si dice incerto anche sulla sua origine ebraica, come in un primo momento riportato dalle agenzie internazionali. Lo stesso Kleim afferma che Sam Bacile non è il vero nome, ma più probabilmente è uno pseudonimo. L'attivista cristiano dice che erano circa 15 le persone associate alla produzione del film: "Vengono dalla Siria, Turchia, Pakistan, sono alcuni che sono dall'Egitto. Alcuni sono copti, ma la stragrande maggioranza è evangelica".
Un'attrice californiana, Cindy Lee Garcia, che appare nel film, afferma che era inconsapevole che le riprese fossero sulla vita di Maometto dato che era stata scritturata per un film storico a basso costo chiamato "i guerrieri del deserto". Secondo l'attrice nessuno dei personaggi scritturati era identificabile con la figura del profeta Maometto.
Garcia racconta che in una scena è stata costretta a consegnare suo figlio ad un personaggio chiamato Master George. Ma nel trailer di 13 minuti postato su internet il suo personaggio, doppiato, si rivolge a Maometto.
E vedendo il trailer del film anche la storia dei cento finanziatori ebrei che avrebbero sborsato 5 milioni di dollari per la realizzazione del film sembra non reggere.

di Luca Salerno

Nena News http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=34481

leggi anche

 http://cipiri.blogspot.it/2012/09/trovato-il-regista-un-truffatore-copto.html

Trovato il regista: un truffatore copto californiano


Trovato il regista: un truffatore copto californiano

L'autore del controverso film è un produttore di droga in carcere per truffa. Gli attori si difendono: ha doppiato i dialoghi...

NEW YORK, 28 SET - Nakoula Basseley Nakoula, il cristiano copto di origini egiziane che vive a Los Angeles e che dice di essere uno dei produttori del film anti-islam che ha scatenato proteste in tutto il mondo, e' stato arrestato. L'udienza per stabilire la cauzione e' fissata per giovedi' prossimo. Nakoula, 55 anni, era in liberta' condizionata dopo una condanna per truffa.

IRAN: blocca Google e Gmail



L'Iran censura Google e si auto produce la propria rete internet. L'annuncio del governo è giunto oggi, dalla tv di stato iraniana: basta con Google e Gmail, d'ora in poi i cittadini iraniani avranno un server su misura per navigare in internet.
http://cipiri4.blogspot.it/2012/09/iran-blocca-google-e-gmail.html



-



-


.
 .
 .

-

giovedì 5 luglio 2012

LINKS: Giudice Luigi Tosti: rifiuta di tenere le udienze ...

Giudice Luigi Tosti: rifiuta di tenere le udienze sotto il crocifisso cattolico



rifiuta di tenere le udienze sotto l’imposizione del crocifisso cattolico

 https://www.facebook.com/events/440508569303129/445195145501138/?notif_t=plan_mall_activity


 ASSOLTO
Siamo felici di comunicare che il Giudice Tosti è stato assolto in quanto il fatto non sussiste. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate il 15 settembre 2012.
Facenti parte del collegio di difesa l'Avv.to Carla Corsetti e l'Avv.to Dario Visconti.


LINKS: Giudice Luigi Tosti: rifiuta di tenere le udienze ...: rifiuta di tenere le udienze sotto l’imposizione del crocifisso cattolico Il 5 luglio 2012 prossimo verrà discusso dinanzi...

-


.
 .
 .
-

venerdì 29 maggio 2009

I rifiuti sotto i manifesti elettorali

I rifiuti sotto i manifesti elettorali. Scricchiola il consenso di Berlusconi

Tonia Limatola

Sotto il sole cocente in Campania crescono i cumuli di spazzatura e diminuisce il consenso di Berlusconi, che proprio sull'«emergenza rifiuti» aveva incentrato la sua campagna elettorale, facendone il cavallo di battaglia. L'emergenza c'è ancora, la raccolta differenziata non è ancora partita e le inchieste sui rifiuti fanno discutere.

Berlusconi aveva fatto della risoluzione dell’emergenza rifiuti in Campania il suo cavallo di battaglia elettorale e l’anno scorso aveva strappato al centrosinistra decine di Comuni impegnati nelle amministrative. Ora, sotto il sole cocente di maggio, la propaganda si fa ancora più aspra e calda in vista del rinnovo dei vertici della Provincia di Napoli e delle Europee. Anche perché i cumuli di spazzatura, che non erano mai spariti, adesso stanno crescendo a dismisura un po’ ovunque e lo testimoniano anche le decine di video pubblicati dai cittadini su youtube.
Nel Casertano, ad Aversa, ma anche e soprattutto nel napoletano, tra Giugliano, Quarto, Marano, Villaricca e Qualiano. Rifiuti che bruciano agli angoli delle strade mentre quelli rimossi ingolfano l’ex Cdr della zona Asi, ora diven­tato impianto di tritovagliatura [Stir]. E qui, nei comuni che ospitano il maggior numero di impianti per lo smaltimento e di discariche autorizzate realizzate in Italia, la presenza di quelle abusive in strada è una vera beffa per chi ci vive accanto. La situazione non migliora nemmeno nei luoghi del turismo.
E’ salva solo Napoli, vetrina del maggio dei monumenti e, a metà giugno, sede del G8 dei Capi di Stato; mentre ad Ercolano è assediato dai rifiuti anche l’ingresso degli scavi archeologici. Così mentre nel resto d’Italia Berlusconi si conferma l’uomo dei consensi con percentuali che inquietano gli osservatori politici di centrosinistra, in Campania il premier rischia di vedere scricchiolare la sua popolarità sotto i colpi dei sacchetti di spazzatura, specie nel napoletano.
A far storcere il naso non è solo la puzza. Il dissenso arriva anche dopo l’inutile attesa dell’avvio della raccolta differenziata che, fatta eccezione di qualche piccola esperienza, resta ancora un miraggio. Nel giuglianese le situazioni di allarme sono tante. C’è un’intesa col Ministero dell’Ambiente per la bonifica. Ci sarebbero anche i fondi. Ma i cumuli sono ancora al loro posto e si continuano a gettare carta e plastica nei sacchetti del «tal quale». Non sono spariti manco i roghi che hanno regalato l’appellativo di «terra dei fuochi» a queste zone. Insomma, la Campania è di nuovo sull’orlo di una nuova crisi e per il premier sarà difficile arginarla.

Fanno discutere anche le vicende giudiziarie dopo gli ultimi sviluppi del caso aperto dieci mesi fa con lo stralcio delle posizioni dei prefetti Guido Bertolaso e Alessandro Pansa dall’elenco degli imputati dell’inchiesta rifiuti. Un provvedimento che ha spaccato la Procura di Napoli e la diversità di posizioni tra il capo dell’ufficio giudiziario, Lepore, e i pm Giuseppe Novelli e Paolo Sirleo, titolari dell’indagine «Rompiballe», animerà il dibattito dell’assemblea alla quale si preparano i pm napoletani. In pratica, un’emergenza dentro un’altra.
Eppure dopo la crisi dell’anno scorso e l’apertura con la forza della contestatissima discarica di Chiaiano, per il governo la questione sembrava veramente archiviata. Impegni e promesse: un nulla di fatto. Adesso, a giusto un anno dalle cariche della polizia, i comitati contro la discarica di Chiaiano, assieme al movimento «Verso i rifiuti zero», hanno deciso di farsi sentire con una nuova iniziativa di protesta creativa. Avevano intenzione di invitare i cittadini a disertare le urne e, invece, hanno deciso di boicottare le elezioni distribuendo un «kit elettorale» sui generis. Lo presenteranno domani alle 12, nella storica caffetteria Gambrinus in Piazza Trieste e Trento, a Napoli. «Da tempo abbiamo deciso il boicottaggio delle elezioni sul territorio di Marano e Chiaiano. Sul restringimento degli spazi di democrazia, si è consumata una rottura insanabile tra cittadini e governanti – dice uno dei leader, Antonio Musella – Ma abbiamo comunque deciso di partecipare alle elezioni, attaccando sulla scheda un adesivo con il nostro alberello, ormai simbolo della nostra lotta». Insomma, si punta all’annullamento delle schede. Sull’adesivo c’è la scritta «Vota per me, i governi cambiano io sto sempre qua. No alla discarica». Cinquantamila esemplari verranno distribuiti da domani fino a sabato prossimo. Per il giorno di chiusura della campagna elettorale, il 4 giugno, i comitati hanno messo in calendario una serie di concerti, dalle 16 alle 19: alla stazione metro di Chiaiano, sul corso Chiaiano, in Piazza della Pace, a Marano.
Nel frattempo alla voce raccolta differenziata, si registra anche la protesa dei lavoratori dei bacino. Nel Consorzio numero 1, quello di Giugliano per intenderci, ci sono 180 dipendenti pagati e non inutilizzati che lottano – oggi l’ennesima protesta davanti all’ingresso della loro sede nella zona Asi – contro le logiche dei comuni che preferiscono affidare il servizio alle ditte vincitrici degli appalti della Nu. Per il momento vengono stipendiati dal commissariato di governo, ma col tempo rischiano di rimanere senza occupazione.

.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru