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domenica 20 ottobre 2013

ROMA : Assediamo i palazzi del potere


"Assediamo i palazzi del potere!"

 Convocata un'assemblea sotto la statua del Bersagliere. Presidio almeno fino a quando saranno ricevuti dal ministro delle Infrastrutture. I manifestanti attaccano la stampa: "Parla solo di scontri" ROMA - Accampati ad oltranza nel piazzale di Porta Pia, a Roma. Dicono 'No' all'austerità e chiedono "una casa e un reddito per tutti". Gli antagonisti non si fermano e, dopo una notte passata nelle tende piantate sotto la statua del Bersagliere, convocano un'assemblea e invitano "la città di Roma".


Appare così, all'indomani della manifestazione di ieri Porta Pia e l'acampada proseguirà almeno fino a martedì. Una decisione quella di non fermare la protesta davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che in mattinata ottiene un risultato: un incontro con il ministro delle Maurizio Lupi. "Ci è arrivata comunicazione questa mattina". "Martedì prossimo, alle 18, il ministro sta convocando i sindaci di altre città per un confronto sulle condizioni che noi abbiamo dettato, che per noi rimangono valide. Su queste condizioni non faremo un passo indietro", dice Paolo Di Vetta, fra gli organizzatori della manifestazione. Sempre martedì il movimento annuncia " una nuova manifestazione, mentre alla fine della settimana è prevista anche un sit-in in concomitanza l'assemblea annuale dei sindaci a Firenze.

Alfano. All'indomani della manifestazione, il vice premier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, ringrazia le forze dell'ordine e i manifestanti pacifici. "Lo Stato si e' dimostrato più forte di chi vuole sovvertire le regole e le leggi. Le forze dell'ordine hanno contenuto, arginato e battuto le forze del disordine - dice - . Abbiamo espulso 5 black bloc francesi, abbiamo fermato sedici persone e tutto è andato bene". Proprio lunedì gli antagonisti si riuniranno a piazzale Clodio per assistere al processo per direttissima degli arrestati.

L'assemblea. L'assemblea è incominciata dopo una notte tranquilla. Un incontro che - spiegano gli organizzatori - deve rappresentare un momento di "discussione e rilancio del percorso" iniziato con la manifestazione. "I numeri e la qualità della partecipazione alla giornata di mobilitazione mostrano che le strategie di panico non hanno funzionato. Il messaggio del terrore non ha tenuto la gente a casa". Ed ecco perché "l'acampada non è il punto di arrivo, ma l'inizio della sollevazione". "L'unica grande opera che c'interessa - spiegano ancora i promotori - è casa e reddito x tutti!". Dall'acampada che sta assediando i palazzi dell'austerity a Porta Pia invitiamo la città di Roma ad un'assemblea di discussione e rilancio del percorso. Raggiungeteci a Porta Pia!! Assediamo i palazzi del potere!!".

Critiche alla stampa. Questa mattina diversi i manifestanti hanno criticato le cronache della manifestazione sui giornali. "Non mi ritrovo con quello che sto leggendo - racconta una ragazza -. Già dal principio si era creata attenzione mediatica, si parlava di un nuovo 15 ottobre, per distogliere l'attenzione dalle cause che ci hanno portati in piazza". Jacopo, un ragazzo di Torino, aggiunge: "In generale si tende sempre a calcare la mano sugli scontri, sullo spauracchio black bloc, mentre non si pone attenzione sulle motivazioni del corteo". Ma non ci sono solo giovani. Tra le voci c'è anche quella di Claudio, un cinquantenne arrivato da Torino che dice: "Dovete smetterla! Non ci sono manifestanti violenti e non violenti, abbiamo fatto una manifestazione unita!".

La manifestazione. Quello di ieri è stato un sabato caldo per la capitale e per le strade del centro di Roma hanno sfilato decine di migliaia di cittadini (forse 100.000) in lotta per la casa, in lotta contro la precarietà. Cittadini che si oppongono, in modo civile, allo spreco delle grandi opere. Durante la manifestazione un centinaio di persone fra anarchici, incappucciati, black bloc, con bandiere nere e bandiere rosse, sono entrati in azione a Roma, ma questa volta il servizio d'ordine del corteo stesso li ha arginati. E così gli episodi di violenza sono stati arginati. Alcune bombe carta sono state lanciate contro i ministeri.

La polemica. Oggi il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, risponde a quanto dichiarato dal sindacato dei cronisti che aveva criticato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in quanto assente nella capitale durante le manifestazioni di ieri. "Avrei capito se il sindaco non fosse rimasto a Roma" "perché occupato a tagliare un nastro o per andare in vacanza. Ma qui ad Auschwitz non è una vacanza". Pacifici ha sottolineato di essere "sicuro che il sindaco è partito nella piena consapevolezza che si potessero gestire entrambe le situazioni".

"Niente cariche, facciamoli giocare": quell'ordine dalla sala operativa della polizia .


Oltre centomila persone sono scese in piazza ieri #19O

per la manifestazione che ri-vendicava

casa, reddito, scuola e diritti per tutti.

Ma la #sollevazione generale è appena iniziata!

Continua

l'#assedio ai ministeri del potere! 

Raggiungi l'#acampada - attivati - partecipa lotta e vieni a darci una mano!

>> Leggi i testi di Shockpaper,

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Guarda qui le gallerie fotografiche in continuo aggiornamento:


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leggi anche 


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