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lunedì 5 settembre 2016

Parlamento Italiano Assenteisti domina Forza Italia



Parlamento Italiano Assenteisti domina Forza Italia

Il record di Angelucci

 L'azzurro che straccia ogni record di assenteismo si chiama Antonio Angelucci, è il re delle cliniche romane e ancora si ricorda mentre "sgommava" nel cortile di Palazzo Grazioli a bordo di una sgargiante Ferrari gialla. Non vota praticamente mai: in tre anni a Montecitorio, 86 volte su 16.365. In pratica, salta l'appello il 99,47% delle volte. L'onorevole comanda incontrastato la lista dei cinquanta deputati "invisibili". Ed è capofila di una pattuglia infarcita di nomi targati Forza Italia. E già, perché proprio nella legislatura più disastrosa dell'era berlusconiana è questo l'unico primato conquistato dal partito dell'ex Cavaliere.

Qualche mese fa, per contrastare l'inarrestabile declino, proprio Berlusconi lanciò una proposta ai dirigenti: "Cerchiamo di recuperare terreno stando un po' meno a Montecitorio e battendo di più il territorio". L'hanno preso letteralmente in parola: nella top ten degli assenteisti della Camera - quelli cioé che secondo l'associazione Openpolis non sono presenti o non partecipano al voto, senza essere "giustificati" in missione - ben 4 (il 40%) sono di Forza Italia. Angelucci, il recordman, ha ritoccato il primato da una legislatura all'altra, visto che in quella precedente si era accontentato della quarta piazza. Tra gli azzurri, comunque, lo tallonano Rocco Crimi (secondo posto con il 92,09% delle assenze), Piero Longo (quarto con il 77,42%) e Daniela Santanché (sesta con 73,88%). Tra i primi dieci spiccano anche due onorevoli di Fratelli d'Italia (Giorgia Meloni e Pasquale Maietta, presidente del Latina calcio), Gregorio Gitti (Pd), Filippo Piccone (Ap), la grillina Giulia Di Vita e il montiano Alberto Bombassei.

Allargando il campo, il quadro non cambia: quindici azzurri (il 30%) sono presenti nella classifica dei primi 50 assenteisti (in realtà ce ne sono altri due di FI che non frequentano il Parlamento per ragioni di salute, e altri due perché sottoposti a misure cautelari). Comunque tantissimi, se si considera che i deputati berlusconiani sono solo l'8,43% del totale (53 su 630). A guidare il gruppo, per paradosso, è uno stakanovista come Renato Brunetta: "Io lavoro alla Camera dalle otto di mattina alle otto di sera - ricorda - dal lunedì al venerdì". E i suoi deputati poco presenti, presidente? "Tutti bravissimi".





L'abitudine a disertare l'Aula, a dire il vero, sembra coinvolgere anche parecchi dei parlamentari che hanno voltato le spalle ad Arcore dopo l'elezione. Nella "top 50", infatti, spiccano anche 5 alfaniani di Ap, 4 verdiniani di Ala, 3 Conservatori di Fitto. Sommati agli assenteisti di FI, il numero diventa addirittura sorprendente: 27 su 50, il 54% del totale. E se questo monopolio berlusconiano alla Camera fosse solo un caso? Il dubbio è legittimo, ma i dati dicono altro: anche al Senato, infatti, la situazione è pressoché identica. Guida la classifica Niccolò Ghedini, seguito da Denis Verdini: in tutto, 4 berlusconiani (Ghedini, Altero Matteoli, Maria Rosaria Rossi e Francesco Nitto Palma) e tre di Ala (Verdini, Riccardo Conti e Sandro Bondi) tra i dieci senatori più assenti. Tredici (8 di FI e 5 di Ala) tra i primi 25.

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