Le Carte Parlanti

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venerdì 26 gennaio 2018

Razzi contro Di Maio



Razzi contro Di Maio: «Parlassi l’italiano come lui mi vergognerei»

Antonio Razzi contro Luigi Di Maio sull’uso corretto della grammatica. Alla domanda durante 

un’intervista a Radio Padova se la mancata ricandidatura dell’esponente di Forza Italia sia dovuta 

anche alla fatica a coniugare correttamente i verbi, Razzi controbatte: «Non sono l’ultimo della 

classe  spiega - sa quante ne sento io di fregnacce, da certi professori, 

ed anche dai Cinque stelle che ce ne 

sono parecchi qui al Senato, che poi si mettono a ridere tutti. Almeno io sono andato a lavorare da 

bambino perché avevo altre sorelle a cui dare da mangiare, anche se a me mi piaceva studiare. Ma in 

compenso conosco tre o quattro lingue». «Mi vergognerei - rincara riferendosi a Di Maio del 

Movimento 5 stelle - a voler fare il leader del Paese, 

quando sa l’italiano peggio di me. Almeno io ho fatto 41 anni di 

lavoro in Svizzera, quello quando cazzo ha lavorato?». Sulla sua esclusione dalle liste il senatore non 

nasconde la delusione. «Nella vita io ho imparato l’educazione, 

anzi i miei genitori che non ci sono più 

mi hanno imparato sempre il rispetto. Io quando non voglio dire una cosa a uno, gli vado

 personalmente e gli dico: guarda mi dispiace questo non si può fare - sottolinea -. 

Mi piacerebbe sapere il motivo, come 

mi hanno chiesto il voto nel 2010 potevano dire guarda che adesso non ti possiamo ricandidare per 

tanti motivi». Alla domanda se abbia parlato con Silvio Berlusconi o con Niccolò Ghedini, Razzi 

aggiunge: «ho il telefono, lo chiamo, ma non te lo passano e quindi è inutile che lo chiamo. 

Ho lavorato così bene che mi sentivo orgoglioso di fare ancora una legislatura». 

QUESTO è UN RUBASTIPENDIO IGNORANTONE


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Previsioni per il 2018






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lunedì 5 settembre 2016

Parlamento Italiano Assenteisti domina Forza Italia



Parlamento Italiano Assenteisti domina Forza Italia

Il record di Angelucci

 L'azzurro che straccia ogni record di assenteismo si chiama Antonio Angelucci, è il re delle cliniche romane e ancora si ricorda mentre "sgommava" nel cortile di Palazzo Grazioli a bordo di una sgargiante Ferrari gialla. Non vota praticamente mai: in tre anni a Montecitorio, 86 volte su 16.365. In pratica, salta l'appello il 99,47% delle volte. L'onorevole comanda incontrastato la lista dei cinquanta deputati "invisibili". Ed è capofila di una pattuglia infarcita di nomi targati Forza Italia. E già, perché proprio nella legislatura più disastrosa dell'era berlusconiana è questo l'unico primato conquistato dal partito dell'ex Cavaliere.

Qualche mese fa, per contrastare l'inarrestabile declino, proprio Berlusconi lanciò una proposta ai dirigenti: "Cerchiamo di recuperare terreno stando un po' meno a Montecitorio e battendo di più il territorio". L'hanno preso letteralmente in parola: nella top ten degli assenteisti della Camera - quelli cioé che secondo l'associazione Openpolis non sono presenti o non partecipano al voto, senza essere "giustificati" in missione - ben 4 (il 40%) sono di Forza Italia. Angelucci, il recordman, ha ritoccato il primato da una legislatura all'altra, visto che in quella precedente si era accontentato della quarta piazza. Tra gli azzurri, comunque, lo tallonano Rocco Crimi (secondo posto con il 92,09% delle assenze), Piero Longo (quarto con il 77,42%) e Daniela Santanché (sesta con 73,88%). Tra i primi dieci spiccano anche due onorevoli di Fratelli d'Italia (Giorgia Meloni e Pasquale Maietta, presidente del Latina calcio), Gregorio Gitti (Pd), Filippo Piccone (Ap), la grillina Giulia Di Vita e il montiano Alberto Bombassei.

Allargando il campo, il quadro non cambia: quindici azzurri (il 30%) sono presenti nella classifica dei primi 50 assenteisti (in realtà ce ne sono altri due di FI che non frequentano il Parlamento per ragioni di salute, e altri due perché sottoposti a misure cautelari). Comunque tantissimi, se si considera che i deputati berlusconiani sono solo l'8,43% del totale (53 su 630). A guidare il gruppo, per paradosso, è uno stakanovista come Renato Brunetta: "Io lavoro alla Camera dalle otto di mattina alle otto di sera - ricorda - dal lunedì al venerdì". E i suoi deputati poco presenti, presidente? "Tutti bravissimi".





L'abitudine a disertare l'Aula, a dire il vero, sembra coinvolgere anche parecchi dei parlamentari che hanno voltato le spalle ad Arcore dopo l'elezione. Nella "top 50", infatti, spiccano anche 5 alfaniani di Ap, 4 verdiniani di Ala, 3 Conservatori di Fitto. Sommati agli assenteisti di FI, il numero diventa addirittura sorprendente: 27 su 50, il 54% del totale. E se questo monopolio berlusconiano alla Camera fosse solo un caso? Il dubbio è legittimo, ma i dati dicono altro: anche al Senato, infatti, la situazione è pressoché identica. Guida la classifica Niccolò Ghedini, seguito da Denis Verdini: in tutto, 4 berlusconiani (Ghedini, Altero Matteoli, Maria Rosaria Rossi e Francesco Nitto Palma) e tre di Ala (Verdini, Riccardo Conti e Sandro Bondi) tra i dieci senatori più assenti. Tredici (8 di FI e 5 di Ala) tra i primi 25.

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DANNI CREATI ALL' ITALIA

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venerdì 19 agosto 2016

Passerella di Christò uno spreco di soldi pubblici


 Indaga la Corte dei Conti
Punto chiave della denuncia Codacons, che quindi non è caduta nel vuoto: i costi dell’opera a carico della collettività. La Guardia di Finanza acquisisce i documenti

Strascichi dell’«effetto Christo». Non sull’indotto del Sebino, stavolta, ma nelle «aule» di giustizia. Per il Codacons i conti non tornano. E a deciderlo sarà proprio (giochi di parole a parte) la Corte dei Conti, che ha deciso di aprire un’indagine proprio a seguito di un esposto presentato dall’associazione a tutela dei consumatori nelle scorse settimane in relazione alla passerella installata dall’artista bulgaro sul lago 
d’Iseo tra giugno e luglio.

The Floating Piers: dalla carta alla realtà

Nel mirino i costi sostenuti dagli enti locali
Punto chiave della denuncia, che quindi non è caduta nel vuoto: i costi dell’opera a carico della 
collettività. E per vederci chiaro, su delega della magistratura, gli uomini della Guardia di Finanza hanno acquisito tutta la documentazione contabile necessaria agli accertamenti del caso negli uffici della Comunità Montana del Sebino. Nel mirino, i costi sostenuti dagli enti locali per la realizzazione della passerella. Nel dettaglio, si legge a pagina cinque dell’esposto del Codacons, si chiede di «mettere in luce molteplici aspetti sintomatici dell’esistenza di condotte che potrebbero aver posto in essere sprechi di rilevanza tale da poter configurare, oltre a un vero e proprio danno erariale, anche un danno a tutti i cittadini residenti in Lombardia e nei paesi limitrofi al luogo di installazione della passerella che finanziano i servizi pubblici fortemente compromessi e a tutti i titolari di piccoli esercizi commerciali che 
hanno visto ridotta l’affluenza». Situazioni «non conformi» denuncia il Codacons «a un corretto operato tanto nella gestione dei servizi pubblici essenziali - trasporti, ambulanza ed elisoccorso, pronto intervento dei vigili anche del fuoco - che nella programmazione di un evento al fine esclusivo di creare un indotto economico e non solo per la comunità di riferimento». Quindi, «si chiede alle procure di indagare». Anche su eventuali «responsabilità dei soggetti coinvolti nei confronti dell’erario», oltre che al 
fine di «accertare i fatti». E la Corte dei Conti, a quanto pare, 
non ha buttato la segnalazione nel cestino.


Miracolo italiano o baracconata?

Record di presenze. Ha pagato (quasi) tutto Christo
Dalla sua inaugurazione, The Floating Piers avrebbe causato esborsi non indifferenti, a partire dagli interventi messi in campo dai presidi ospedalieri e dalle forze di soccorso pubblico (per Areu 1600 interventi in poco più di due settimane) che «hanno messo in risalto un impiego di risorse economiche e di personale le quali di fatto hanno finito per gravare esclusivamente sui cittadini e non sull’autore dell’opera», cioè Christo. Che, di suo, ha messo sul piatto 15 milioni di euro. Più altri 3, stanziati da Regione Lombardia. Sulla passerella hanno camminato un milione 200 mila visitatori: record di presenze che, va di pari passo con «non meno rilevanti ricadute sul territorio». Capitolo trasporti: per Trenord 1.200 treni per 460 mila visitatori. Oltre ai 400 mila che hanno scelto invece il battello. Preso atto quindi 
che «la scelta del lago d’Iseo per l’esposizione di un’opera capace di attrarre milioni di turisti e portare la cultura internazionale a disposizione dei residenti in Lombardia costituisca un momento importante di crescita e sviluppo (pagina tre dell’esposto firmato dall’avvocato Giuseppe Ursini) al tempo stesso il Codacons rileva come programmare questo evento «avrebbe imposto una maggiore preventivazione 
dell’impatto sul territorio, sia in termini di pregiudizi che di individuazione di azioni idonee a migliorare e catalizzare il turismo». Prima della firma, l’elenco dei «mancata»: dalla stima degli utenti alla previsione dell’impatto sul territorio, passando all’assenza di previsione di misure straordinarie «finalizzate a garantire livelli essenziali dei trasporti».


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sabato 5 marzo 2016

NOSSO LAR


NOSSO LAR : 

La nostra dimora il film completo . 

 Dopo averlo intravisto sul web ho avuto il piacere di vedere NOSSO LAR (la nostra dimora) un bellissimo film spirituale basato sui libri di Andrè Luiz “Nosso Lar” e “Una città nell'aldilà”, psicografati da...
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domenica 21 febbraio 2016

Umberto Eco : scrivere bene in Italiano


Umberto Eco e le regole per scrivere bene in italiano

Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
Esprimiti siccome ti nutri.
Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
Non generalizzare mai.
Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”I paragoni sono come le frasi fatte.
Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza 
s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
Solo gli stronzi usano parole volgari.
Sii sempre più o meno specifico.
L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
Metti, le virgole, al posto giusto.
Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
C’è davvero bisogno di domande retoriche?
Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi 
lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione 
che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore 
lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
Cura puntiliosamente l’ortograffia.
Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
Una frase compiuta deve avere.

Bello, in fondo ci dice di essere semplici e chiari, cosa molto, molto difficile!

Totò e Peppino - Lettera
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COSA PENSA DEI SOCIAL NETWORK

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venerdì 21 agosto 2015

Nuovi Analfabeti ed i Social Network



I nuovi analfabeti che usano Facebook,  non sanno interpretare la realtà
Se chiudo gli occhi e immagino un analfabeta, penso ad una persona che firma con una X al posto del nome.





Ma sbaglio.
Un analfabeta, ci ha ricordato l’OCSE pochi giorni fa, è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status  su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Certo, sono due analfabetismi diversi: quello di secondo tipo si chiama analfabetismo funzionale e
riguarda quasi 3 italiani su 10, il dato più alto in Europa.

Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno, come invece
succedeva una volta, quando esisteva una vera e propria professione – lo scrivano – per indicare le
persone che, a pagamento, leggevano e scrivevano le lettere per i parenti lontani.
Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non capisce i termini di una
polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico.


Non è capace, quindi, di leggere e comprendere la società complessa nella quale si trova a vivere.

Tre italiani su 10, ci dice l‘OCSE, si informano (o non si informano), votano (o non votano), lavorano (o non lavorano), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi,
che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare.
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle
conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.

Sarà che forse sono un po’ analfabeta funzionale anche io, ma leggendo i dati dell’OCSE ho subito
pensato ad un dialogo di qualche anno fa, tra me e una collega.
All’epoca ero una maestra della scuola primaria. Era una bella giornata di sole: io e la mia collega di
italiano avevamo portato le classi in terrazza per la ricreazione e parlavamo del più e del meno. Ad un certo punto mi è venuto in mente di consigliare alla collega di italiano la lettura di un libro che avevo
appena terminato e lei mi rispose, candidamente: Grazie, ma io non leggo libri.
Mai? chiesi.
Mai – rispose la collega – l’ultimo libro l’ho letto quando ho preso la maturità, perché dovevo portarlo all’esame. Non ho mica tempo, per leggere, e poi mi annoio.

Davanti ai dati dell’OCSE l’ex Ministro Carrozza si è affrettata a sottolinearne la drammaticità chiedendo una forte inversione di tendenza.
Ma, anche se all’allarme corrispondesse un reale investimento dell’attuale Governo – e, purtroppo, la
storia recente ci porta a dubitarne – quale diga fermerà il crollo verticale della cultura degli italiani, se a chi ci deve rappresentare e a chi ci deve insegnare non si impone di essere più preparato, e non meno preparato, del proprio popolo, dei propri impiegati, o della propria classe?
Non esiste cura, se i primi a rifiutare la complessità e l’approfondimento sono i nostri insegnanti, i nostri manager, i nostri politici.

La scuola italiana, da sempre fondata sul dogmatismo, ha visto annullate le proprie spinte verso un
insegnamento diverso, riducendosi alla trasmissione di competenze inutili, perché si dimenticano il
giorno dopo l’interrogazione, e che non insegnano a capire, ad analizzare, a criticare, a soppesare, a
riassumere.
Era il 1974, quando Sergio Endrigo, ispirandosi a Gianni Rodari, incise su un disco questo prologo
illuminante: Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769. Il 22 ottobre del 1784 lasciò la scuola militare di Briennes con il grado di cadetto. Nel settembre del 1785 fu promosso sottotenente.

Nel 1793 fu promosso generale, nel 1799 promosso primo console, nel 1804 si promosse imperatore.

Nel 1805 si promosse re d’Italia. E chi non ricorderà tutte queste date, sarà bocciato!

Dal 1974 le cose, se possibile, sono generalmente peggiorate.
I parametri Invalsi – lo strumento Europeo per la valutazione delle competenze – sono diventati in fretta praticamente l’unica cosa che la scuola si preoccupa di insegnare, riducendo la lungimiranza
dell’insegnamento alla verifica in programma, all’esame di fine anno.
Ma cosa rimane fuori da una scuola sdraiata sui parametri Invalsi (per i quali, in ogni caso, non
brilliamo, come competenza, in particolar modo nel Sud Italia)?
Rimangono fuori proprio le competenze che fanno di una persona un cittadino attivo, e non un
analfabeta funzionale: la capacità di scegliere un libro interessante, e di immergersi nella lettura, la
scelta di comprare un quotidiano, la capacità di valutare le proposte economiche e politiche nella loro (grandissima) complessità.

Per rispondere all’allarme dell’OCSE questo paese deve ribaltare il concetto stesso di competenza.
Una scuola dogmatica è una scuola che respinge, e che insegna senza insegnare.
Una scuola che costruisce e valorizza le competenze, invece, è una scuola capace di accogliere, e di
insegnare gli strumenti di comprensione del mondo.
Un analfabeta può anche imparare a memoria che Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, e che nel 1805 si promosse re d’Italia, ma non per questo avrà gli strumenti per accogliere ed analizzare la complessità della società in cui vive.
E anche lui, come i ragazzi che spesso la nostra scuola respinge – quelli che non vengono messi in
grado neanche imparare le date a memoria – rischia di entrare a far parte di quel folto gruppo per i quali la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta la bolletta del gas.



LEGGI ANCHE : 




L'Italia è un paziente malato di mente. Malato grave.
Dal punto di vista psichiatrico, direi che è da ricovero. Però non ci sono più i manicomi”. Il professor Vittorino A...CONTINUA A LEGGERE http://cipiri.blogspot.it/2015/07/litalia-e-un-paziente-malato-di-mente.html




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martedì 13 maggio 2014

LISTA degli INDAGATI CONDANNATI nel PARLAMENTO ITALIANO



QUESTO POI E' UN CASO A PARTE

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Antonio Razzi - E I Veri Motivi Per Fare Politica
Questo è uno dei parlamentari che ci tocca mantenere,
senza averlo mai scelto, grazie al sistema elettorale in vigore in Italia...

ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

Dopo l'articolo che ha suscitato un certo clamore, se così possiamo dire (quello della lista dei 35 deputati/senatori indagati all'interno del PDL) in molti mi hanno chiesto un elenco completo e dettagliato di tutti i parlamentari indagati o condannati del nostro parlamento (qui la lista degli indagati del PD) ... devo ammettere la cosa non è assolutamente facile, con circa 1000 persone tra deputati e senatori l'impresa è ardua ... tanto più che il nostro parlamento non è sicuramente un modello da prendere come esempio!!! Ho provato a raccogliere tutti gli indagati che ho trovato sulla rete, nei vari siti, blog, facebook, Repubblica , Corriere della Sera, Fatto Quotidiano ect ect .. spero di esser riuscito a fare una lista il più possibile realistica con la situazione attuale!! Sono sicuro mancano ancora molte persone all'appello, proprio per questo chiedo a tutti voi di collaborare segnalandomi eventuali errori (non voluti) o eventuali mancanze nella lista qui sotto.

Ecco l'elenco:

(Lista aggiornata a ottobre 2012)

ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare.

ALESSANDRI Angelo (Lega Nord) - indagato per finanziamento illecito ai partiti.

ANGELUCCI Antonio (PDL) - Indagato per associazione a delinquere, truffa e falso.

ARACU Sabatino (PDL) - Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese.

BARANI Lucio (PDL) - Richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’uffici.

BARBARESCHI Luca (Gruppo Misto) - Indagato per abusivism.

BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills).

BERNARDINI Rita (PD) - Condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto.

BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato in appello a 2 anni e 10 mesi nell'inchiesta per i fondi neri Fininvest.

BOSSI Umberto (Lega Nord) - condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato.

BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale.

BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione. Condannato in appello a due anni per appropriazione indebita e ricettazione.

BRIGANDI' Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte.

BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso d'ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto.

BOSI Francesco (UDC) - Indagato per abuso d'ufficio

CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto. Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere.

CALIENDO Giacomo (PDL)- Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2).

CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito.

CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto.

CARLUCCI Gabriella (Udc, eletta nel Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice.

CARRA Enzo (UDC): ai tempi di Tangentopoli finì in manette davanti alle telecamere, è stato condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm.

CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.

CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità.

CATONE Giampiero (PDL) - condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.

CESA Lorenzo (UDC) - condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere.

CESARO Luigi (PDL) - Indagato per associazione camorristica.

CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi.

CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004.

COSENTINO Nicola (Pdl): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.

CUFFARO Salvatore (UDC) - condannato per favoreggiamento. Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo. La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonché all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna 7 anni di reclusione inflittagli l'anno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazione dell'aggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.

CURSI Cesare (PDL) - Indagato per corruzione.

CUSUMANO Stefano (Udeur) - Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.

D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto.

D’ALI' Antonio (PDL): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva.

DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa e truffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.

DELL'UTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.

DEL PENNINO Antonio (PDL) - ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.

DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.

DE Luca Vincenzo (PD) - Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

DI STEFANO Fabrizio (PDL): rinviato a giudizio per corruzione.

DI GIUSEPPE Anita (IDV): indagata per abuso di ufficio, turbativa d’asta e associazione a delinquere.

DELLA VEDOVA Benedetto (FLI): È stato condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di due milioni delle vecchie lire per aver distribuito hashish a Porta Portese nel corso di una manifestazione, nel 1995, di disobbedienza civile per promuovere la liberalizzazione delle droghe leggere.

DRAGO Giuseppe (UDC) - condannato in appello per peculato e abuso d'ufficio.

ESPOSITO Stefano (PD) - Indagato, ha versato un'oblazione di duemila euro per evitare l’accusa di aver violato la legge elettorale. Prosciolto dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Torino in data 3 dicembre 2007.

FARINA Renato (PDL) - condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.

FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato.

FAZZONE Claudio (PDL): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.

FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).

FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito.

FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione.

GALATI Giuseppe (PDL) - indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta.

GALIOTO Vincenzo (PDL) - Condannato in primo grado per falso in bilancio. GENOVESE Fracantonio (PD) - Indagato per abuso d’ufficio per affidamenti fatti durante la sua sindacatura a Messina a un’azienda di servizi.

GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto.

GRASSANO Maurizio (Responsabili) - Sotto processo per truffa.

GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa.

IAPPICA Maurizio (Gr.Misto, eletto nel PDL): rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto.

LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

IAPICCA Maurizio (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d'ufficio, prescritto.

LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) - condannato per finanziamento illecito. Al termine dell'iter processuale, la Cassazione gli riconobbe l'assenza di "ogni profitto personale", e la "lealtà processuale", concedendogli il beneficio della non menzione nel casellario penale.

LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato.

LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre".

LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione.

LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento.

LOMBARDO Angelo (Gruppo Misto) - Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

LUMIA Giuseppe (PD) - Indagato per diffamazione. È stato querelato dal suo ex addetto stampa.

LUNARDI Pietro (PDL) - Indagato per corruzione.

LUONGO Antonio (PD) - Rinviato nel 2009 a giudizio per corruzione nell’inchiesta su affari e politica a Potenza.

LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate.

LUSI Luigi (Gr. Misto, eletto nel PD): indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore. MALGIERI Gennaro (PDL) - Condannato dalla Corte dei Conti per la nomina di Alfredo Meocci a dg della Rai.

MANNINO Calogero (UDC) - condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d'appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata. Nel 2010 la cassazione ha annullato definitivamente la condanna. Oggi indagato nell'inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia presso la Procura della Repubblica di Palermo.

MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (pena commutata in multa).

MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera.

MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.

MILANESE Marco (PDL) - Indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere (P4).

NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto.

NARO Giuseppe (UDC) - condannato per abuso d'ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta.

NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione.

NESPOLI Vincenzo: (PDL): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato. ORLANDO Leoluca (IDV) - condannato per diffamazione.

PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto.

PAPA Alfonso (PDL) - accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulla Loggia P4. Lo scorso luglio 2011 è arrivata dalla giunta per le autorizzazioni della Camera l'ok all'arresto per la stessa inchiesta P4. Finito per mesi in carcere è stato poi scarcerato.

PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio.

PASSERA Corrado (Ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti): indagato lo scorso giugno 2012 per reati fiscali (evasione fiscale) riconducibili all'anno 2006.

PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

PINI Gianluca: (Lega Nord): indagato per millantato credito.

PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collega avvocato.

PISTORIO Giovanni (Gruppo Misto) - Condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.

PORFIDIA Americo (Responsabili) - Richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento alla Camera.

RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta.

RIZZOLI De Nichilo Melania (PDL) - Indagata per concorso in falso.

ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai "Responsabili") - Assolto dall'acusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, è attualmente indagato per corruzione.

ROSSO Roberto (ex Fli, ora al Pdl e attuale sottosegretario all’Agricoltura del governo Berlusconi): indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Vercelli.

RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale.

RUTELLI Francesco (API): condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti.

SAVINO Elvira (Indagata per concorso in riciclaggio).

SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato poi prosciolto. E' indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.

SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d'ufficio aggravato.

SCELLI Maurizio (PDL) - E' stato condannato a pagare 900 mila euro per irregolarità nell'acquisizione di servizi informatici.

SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione alla Guardia di finanza.

SCILIPOTI Domenico (Popolo e Territorio): Nel luglio 2009 è condannato (in secondo grado) al pagamento di 200.000 euro, Scilipoti subisce il pignoramento dell'abitazione e di sette immobili di sua proprietà. Il tribunale ravvisa inoltre un profilo penale e indaga Scilipoti per calunnia e produzione di documenti falsi in merito ai debiti contratti; a novembre 2010 riceve un avviso di garanzia. Nel novembre 2011 la condanna viene confermata anche in Cassazione, Scilipoti è condannato a pagare 230 000 euro, in caso contrario sarà avviato il pignoramento dei suoi beni.

SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione.

SERAFINI Giancarlo (PDL) - Ha patteggiato una condanna per corruzione.

SPECIALE Roberto (PDL) - condannato in appello a 18 mesi per peculato: è accusato di essersi fatto arrivare un carico di spigole nel paesino trentino in cui era in vacanza.

TEDESCO Alberto (Partito Democratico): agli arresti domiciliari, indagato per turbativa d'asta e corruzione. Il 20 luglio scorso la Camera dei Deputati l'ha salvato negando l'autorizzazione all'arresto.

TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso.

TORTOLI Roberto (PDL) - condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione.

VALENTINO Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani. E' stata chiesta l'archiviazione per entrambi i procedimenti.

VERDINI Denis (PDL): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio.

VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli .

VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont.


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martedì 28 gennaio 2014

ECOLOGIA: I Rifiuti sono il Petrolio Italiano



I Rifiuti sono il Petrolio Italiano

La questione rifiuti ha messo a rischio la credibilità del sistema Italia nel mondo. L’incapacità delle nostre città nella gestione delle più elementari norme ambientali ha reso palese l’assenza di una qualsiasi programmazione di settore. Le mafie si sono dimostrate le realtà più pronte a sviluppare business all’interno delle maglie dell’inefficienza pubblica , inquinando aria, acqua, terra e generando così milioni di morti per... continua qui sotto

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sabato 11 gennaio 2014

Governo Italiano: Fermate l'acquisto degli F35


Governo Italiano: Fermate l'acquisto degli F35!!!

Il paese è in ginocchio, i cittadini si suicidano e tutti stanno facendo sacrifici per tirare avanti. Abbiamo bisogno di risorse da destinare alle famiglie in difficoltà e per rilanciare l'economia, non possiamo comprare questi caccia e sopratutto non possiamo permetterci di mantenerli (manutenzione, adeguamento porta aerei, armamenti....etc.). Destiniamo queste risorse a qualcosa di veramente utile!

To: On. Enrico Letta, Presidente del Consiglio Fermate l'acquisto degli F35!!! Il paese è in ginocchio, i cittadini si suicidano e tutti stanno facendo sacrifici per tirare avanti. Abbiamo bisogno di risorse da destinare alle famiglie in difficoltà e per rilanciare l'economia, non possiamo comprare questi caccia e sopratutto non possiamo permetterci di mantenerli (manutenzione, adeguamento porta aerei, armamenti....etc.). Destiniamo queste...

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mercoledì 6 novembre 2013

Italia : Scivolo d'oro per la pensione ai militari


Scivolo d'oro per la pensione ai militari, 

Cgil: "Iniquità e disuguaglianze"

Pensioni, che ingiustizia: esercito "sotto attacco" Militari congedati con lo scivolo d'oro "contro" semplici lavoratori per i quali la pensione resta un miraggio. L'attacco della Cgil: "Disuguaglianza e ingiustizia grave"

 ROMA - Da un lato i militari. Dall'altro i civili. Da un lato chi, fra scivoli d'oro e pensioni piene, ha assicurato un futuro agiato. Dall'altro chi, fra riforme e controriforme, non sa cosa succederà domani.
 E' sempre più evidente, purtroppo, l'inadeguatezza e la disuguaglianza del sistema pensionistico italiano.

Un sistema contro il quale la Cgil ha deciso di fare sentire la propria voce. "Con lo scivolo verso la pensione dei militari cresce l'iniquità del sistema previdenziale e crescono le diseguaglianze". Duro il commento del segretario nazionale Fp Cgil, Salvatore Chiaramonte, e del segretario confederale Cgil, Vera Lamonica, che spiegano: "Abbiamo più volte e in più sedi espresso un giudizio molto critico sulla legge Di Paola di revisione dello strumento militare, soprattutto perchè abbiamo considerato tale legge non in grado di produrre alcuna vera riorganizzazione, per mettere in efficienza il servizio difesa, eliminare sprechi e spese improduttive e rimuovere privilegi. Gli schemi di decreto che dovrebbero attuare la legge confermano e rafforzano il nostro giudizio negativo".

Troppo ampio, secondo i due sindacalisti, il divario fra i militari che potranno godere dello scivolo e i "semplici" cittadini. "L'istituto dell'esenzione del personale militare dal servizio nel decennio antecedente il limite di età per la pensione, il cosiddetto scivolo, stabilisce per legge trattamenti che determinano un aumento del livello, già grave, di disuguaglianza e ingiustizia nella determinazione del diritto alla pensione, messo in discussione dai ripetuti interventi sul sistema previdenziale, ultimo quello della riforma Fornero".

L'attacco va avanti. "Tale istituto - osservano - è la punta iniqua di un iceberg di privilegi e guarentigie riconosciute alla sola categoria dei militari (di ogni corpo e grado): si va, infatti, dalla promozione al grado successivo il giorno precedente al pensionamento, alle abbondanti riserve in tutti i concorsi pubblici dal 30 al 50%, all'indennità di campagna riconosciuta anche a militari mai effettivamente impegnati in missioni o missioni militari ed erogata anche dopo la conclusione della campagna stessa".

E ancora, in un'offensiva che appare sempre più dettagliato e ricco di colpevoli. "Questi trattamenti - precisano Chiaramonte e Lamonica - paiono a noi il frutto dell'attività di pressione e di vera e propria lobbying che da sempre svolgono i corpi militari nel nostro ordinamento e di certo non rispondono ad esigenze di equità e di efficienza del servizio difesa, il tutto con insopportabili carichi per la spesa pubblica e con effetti certamente drammatici sull'opinione pubblica e sul giudizio di lavoratrici e lavoratori, di esodati, di pensionati e di giovani disoccupati e precari".

Trasformare le pensioni in un simbolo dell'iniquità potrebbe, a detta dei sindacalisti, creare un "giudizio negativo che, unito alla non condivisione delle scelte costosissime di riarmo dei governi, F35 e non solo, rischia di privare del giusto riconoscimento del Paese il ruolo delicato e difficile svolto dai militari italiani nelle missioni all'estero".

Quindi, per fare sì che questo non accada, chiedono i dirigenti sindacali "si ponga mano ai punti dei decreti attuativi che abbiamo segnalato, ripristinando inoltre criteri di equità di trattamento di militari e civili coinvolti nei processi di riorganizzazione, riduzione del personale e riallocazione delle risorse che pure riteniamo necessari. Si proceda ad ammodernare una amministrazione che deve tornare ad essere strategica per il paese, adeguandola alle necessità attuali in tema di difesa e mantenimento della pace. Il tutto si faccia, rimuovendo, invece che aumentando, diseguaglianze e cancellando insopportabili privilegi e riconoscendo imprescindibili diritti.

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giovedì 3 ottobre 2013

Scontro politico al Senato Italiano ; Chi ha vinto e chi ha perso


the winner is… la Troika

InGlass-Steagall su 3 ottobre 2013 a 7:44 AM
Draghi-e-NapolitanoChi ha vinto e chi ha perso nello scontro politico al Senato? 
Che cosa rappresenta l’ennesimo strappo in Parlamento? 
Il contesto nel quale collocare questo scontro è lo stesso che provocò la caduta del Governo Berlusconi nel 2011, si constata che la morsa della Troika non accenna a allentare la presa sull’Italia.
Andiamo con ordine, nei giorni scorsi il Fatto Quotidiano ha riportato la notizia che il presidente del Consiglio Enrico Letta, il governatore della Banca centrale europea MarioDraghi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sono dati appuntamento a casa di Eugenio Scalfari, che la domenica seguente, nell’editoriale “Napolitano-Letta-Draghi: lo scudo Italia-Europa” si è lasciato andare ad un bel po’ di indicazioni.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-eccola-vera-p4-eu-genio-scalfari-attovaglia-napolitano-mario-draghi-ed-enrico-letta-63536.htm
Scalfari ha dettato così le regole di ingaggio al Governo Letta: deve durare, i Ministri Pdl devono prendere le distanze dalle indicazioni del ‘padrone’ del Pdl, rivelando le preoccupazioni dell’establishment europeo per le influenze del Cavaliere:
“Ma ora è emerso, con la condanna a lui inflitta dalla magistratura sua nemica, che quel governo necessario è diventato impossibile. A meno che non faccia atto di sottomissione ai suoi voleri, collabori alla sua difesa e al suo riscatto e soprattutto capovolga la sua politica e adotti quella da lui perseguita. Quella politica ci porterebbe fuori dall’euro? Pazienza. Fuori dall’Europa? Ancora pazienza. Forse sarebbe addirittura un vantaggio, potremmo tornare padroni della nostra moneta, padroni di stamparla, di svalutarne il cambio per incentivare le esportazioni, riguadagnando così una maggiore competitività. E dopo tre o quattro anni di questa cura, rientrare in Europa e nella moneta europea a bandiere spiegate.
Questo è l’obiettivo di fondo, ma non è detto che non si possa realizzare “senza spargimento di sangue”. Perciò, per ora, il governo Letta resti pure in vita ma ad una condizione: adotti quella politica. I cinque ministri del Pdl restino pure ai loro posti ma impongano al riluttante presidente del Consiglio il programma prescritto dal loro padrone. Se non lo faranno saranno sconfessati come traditori; se tenteranno di fare quanto possono ma senza risultati, allora il governo cadrà e si andrà a votare.“
http://www.repubblica.it/politica/2013/09/22/news/napolitano_letta_draghi_lo_scudo_italia-europa_di_eugenio_scalfari-67005465/
lettera-e-firma-enrico-lettaQuanto accaduto al Senato il 2 ottobre 2013 ricorda molto da vicino il 12 novembre 2011 quando alle 21:42 Silvio Berlusconi si dimise da presidente del Consiglio.
Scrivemmo del Governo dei Banchieri, della intromissione della Troika nella politica interna (ricorderete la lettera di agosto a firma di Trichet e Draghi), ma chi ne parlava era bollato come cospirazionista.
Senonchè l’ex membro della BCE Lorenzo Bini Smaghi se ne è uscito con dichiarazioni sorprendenti nel libro pubblicato nell’aprile 2013 ma evidentemente ancora poco letto, “Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro“. Lo ha segnalato il 12 settembre in un articolo Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph: nel 2011 Silvio Berlusconi minacciò di uscire dall’Euro, e subito dopo venne “assassinato politicamente”.
http://vocidallestero.blogspot.it/2013/09/telegraph-litalia-aveva-formulato-dei.html
Ci troviamo tuttora in quel contesto: il Governo Letta si muove in continuità con il bocconiano Mario Monti, lo certifica Gustavo Piga sul Sole24Orequesto Governo è più austero di quello Monti.
http://www.gustavopiga.it/2013/fatto-questo-governo-e-piu-austero-di-quello-monti/
Del resto, di che stupirsi? Enrico Letta inviò all’insediamento di Mario Monti il foglietto: “Mario, quando vuoi indicami forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno sia ufficialmente, sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo, ed allora i miracoli esistono! Enrico
In buona sostanza, il governo italiano è sotto la cura dell’Austerità, chi tenta di allontanarsene viene estromesso, è quanto avvenuto anche in Grecia. Siamocommissariati.
Poniamoci qualche riflessione:
1) Se lo domanda KrugmanMa dove sono gli economisti pro-austerity?
Cioè perfino i cattivi maestri sono spariti di scena, non tentano più di giustificare la scelta; ma i governi continuano a seguire ricette sbagliate.
enrico-letta2) Troppo comodo offrire al popolino la chiave di lettura di uno scontro tra pro e contro Berlusconi e così ecco servito l’assist per disinformare: ci hanno fatti fessi e contenti. Quanta strada avremo da compiere prima di tornare a un’Italia da miracolo economico? Prima di allora, abbiamo 2 opzioni: o con umiltà diffondiamo le analisi dei più seri economisti (anzichè affidarci alle decisioni prese a cena nella casa di Scalfari con Draghi Napolitano e Letta) oppure ancora una volta verremo catturati nel rito collettivo di accendere dei ceri per placare l’ira delle divinità dello spread e farci il miracolo.
3) Lor Signori, portatori delle direttive della Troika, stanno facendo la loro carriera. Godono di protezioni e sponde importanti, difendono l’Euro e l’ideologia ‘più mercato, meno stato‘. E quando Telecom è finita com’è finita non hanno mosso un dito, guardavano altrove, d’altronde è la mano invisibile dei mercati che risolve ‘casualmente’ le faccende.
Avanti quindi con lo smantellamento dell’apparato industriale, via le perle di stato, ciao ciao a Eni, Enel, Finmeccanica. 
Per certo le sofferenza delle banche italiane determinano l’impegno di nuove importanti risorse per la ricapitalizzazione e quindi prevedibilmente parti del sistema bancario finiranno per essere preda di qualche fondo estero: così si riduce il lavoro, i contributi allo stato sociale, per forza di cose il gettito fiscale sarà minore, e giocoforza si dovrà intervenire a operare tagli alla spesa pubblica.
Questo programma ha un nome in codice: Riforme Strutturali.
E così Mario Draghi rilancia: l’Italia: “Faccia le riforme (strutturali, ndr), per il suo bene”
A voi le parole di Enrico Letta, sembra che il video risalga al 2011, viene da commentare che fanno carriera perché sanno bene ciò che fanno.
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