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lunedì 20 agosto 2018

Salvini nel 2008 votò a favore del salva Benetton


Salvini nel 2008 votò a favore del salva Benetton


E i soldi dei pedaggi non furono più vincolati alla manutenzione.

Il governo Prodi aveva legato gli utili agli investimenti per la messa in sicurezza. A maggio 2008 il IV governo Berlusconi, appena insediato, cancella quella norma. L’allarme della procura di Genova: “Pene ridicole per i responsabili” e lo Stato “ha abdicato alla funzione di controllo”.

E’ un pasticcio che oggi, i 43 morti di Genova, autorizzano a definire criminale quello sulla gestione delle autostrade italiane. Un pasticcio su cui la procura di Genova, il procuratore Cozzi, mette già le mani avanti dicendo che “le leggi sono inadeguate”, che i responsabili, una volta accertati, “andranno incontro a pene ridicole” e su cui lo Stato che doveva vigilare, fino al 2012 tramite Anas e da allora tramite una Direzione specifica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), invece non lo ha fatto perché le concessioni hanno nel tempo reso 
sempre più  marginale il ruolo del controllore pubblico. 

Si scopre che lo stesso Salvini, giovane deputato del Carroccio, entrato in Parlamento nel quarto governo Berlusconi (maggio 2008) votò con un vero e proprio blitz a favore di una leggina salva-Benetton che impedì l’obbligo per i concessionari di investire almeno la metà dei guadagni dei pedaggi nella messa in sicurezza della rete autostradale.  


Salvini nel 2008 votò a favore del salva Benetton

Salvini nel 2008 votò a favore del salva Benetton

Nel 2008 Matteo Salvini votò a favore del cosiddetto 'Salva Benetton', che diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade. (Il PD, invece, votó in blocco contro questo decreto). Salvini governava con Berlusconi, ora non se lo ricorda più? Meglio rinfrescargli la memoria". Così su twitter la deputata del Pd Debora Serracchiani, allegando lo screenshot dell'elenco dei voti, tra cui si legge il nome di Matteo Salvini e accanto "favorevole".


Un momento solenne e delicato come i funerali di Stato per le vittime del disastro di Genova è stato macchiato da una indegna claque organizzata, che ha accolto con ululati Salvini e Di Maio e ha contestato gli esponenti del Pd. Claque formata da persone che lo stesso Salvini aveva incontrato il giorno prima a Viareggio e che non avevano nulla a che fare con i familiari delle vittime del Ponte. Lo spazio sui media a questa claque indegna è stato sollecitato niente meno che dal portavoce di Palazzo Chigi Rocco Casalino, pagato con i soldi di tutti gli italiani”. E che a funerale in corso si chiedeva, nella chat dei giornalisti accreditati a palazzo Chigi, come i giornali avrebbero riportato quei fischi il giorno dopo.


Videostoria dei rimborsi scomparsi  Dallo scandalo che nel 2012 travolse il fondatore Umberto Bossi e il tesoriere della allora 'Lega Nord' Francesco Belsito, alla condanna del 2017 dei due per truffa ai danni dello Stato per aver sottratto per fini personali o di partito i rimborsi elettorali ricevuti tra il 2008-2010.

E l'attacco al leader della Lega arriva anche dal presidente del Pd Matteo Orfini. Che, ancora su Twitter, commenta così rivolgendosi all'alleato di governo di Salvini: "Caro Luigi Di Maio, dato che volevi smascherare quelli che hanno favorito i Benetton eccoti un aiuto: guardati a fianco, lo vedi Matteo Salvini? Ecco, parlane con lui. Oppure come sui 49 milioni fai finta di niente?".


LEGGI TUTTO SUI SOLDI 
DEI RIMBORSI ELETTORALI PERDUTI DALLA LEGA

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