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martedì 27 marzo 2018

Lega e M5s: Prove Tecniche di Fallimento



Nell’immediatezza del loro indubbio successo nell’elezione dei presidenti delle Camere, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno iniziato a scambiarsi segnali di fumo programmatici, con l’intento evidente di sondare il terreno per un’eventuale intesa di Governo.

Tant’è che a un capo della Lega che ha parlato dell’esigenza di abbassare le tasse, investire in 

sicurezza e abolire del tutto la Legge Fornero, ha risposto quasi all’unisono quello grillino, 

ribadendo il taglio delle tasse e il superamento della stessa Fornero, 

per poi aggiungere l’aria fritta della lotta alla 

disoccupazione giovanile e un non ben precisato welfare per le famiglie.

 Il tutto poi, onde confermare il 

forte avvicinamento tra onesti a 5 Stelle e populisti padani, sostenuto dalle parole di apprezzamento 

espresse tanto da Di Maio che dal suo garante Beppe Grillo, 

i quali hanno tenuto a sottolineare quanto 

Salvini sia un personaggio che abbia dimostrato di mantenere la propria parola.

Ora sul piano delle convergenze programmatiche, 

quasi tutti i giornali italiani hanno messo in evidenza 

la repentina scomparsa della flat tax e del reddito di cittadinanza, ossia i due principali cavalli di 

battaglia di Lega e Movimento 5 Stelle, 

valutando ciò come una chiara quanto reciproca intenzione di 

raggiungere un accordo di Governo. Ma è proprio qui che casca l’asino, come si suol dire, dato che 

anche ciò che sembra rimasto sul tappeto, considerando le sempre precarie condizioni del Paese, è 

ampiamente sufficiente per ottenere in brevissimo tempo un clamoroso fallimento. 

Un fallimento che, in 

estrema sintesi, può essere di due tipi: politico o economico-finanziario.

Il primo, quello politico, deriverebbe dalla successiva presa d’atto, 

una volta che l’unione dei populisti 

italioti avesse raggiunto la stanza dei bottoni, che neppure quel che resta delle grandi promesse 

elettorali potrà mai essere messo in pratica, dato che abbattere la pressione fiscale aumentando 

ulteriormente, con l’abolizione delle Legge Fornero, la già colossale spesa previdenziale non è cosa 

praticabile all’interno di un sistema che voglia restare agganciato

 ai criteri di una minimale stabilità sul piano del bilancio pubblico.

Al contrario, e veniamo al fallimento di secondo tipo, nel caso il futuro

 Esecutivo giallo-verde decidesse 

di realizzare in deficit i citati punti di convergenza, 

magari aggiungendo qualche altra spesa pazza così 

da non farsi mancare nulla, prima che sia l’Europa della moneta unica a 

reagire ci penserebbero i tanto 

bistrattati mercati finanziari, neutri per definizione e sostanza, 

i quali comincerebbero a surriscaldare 

pericolosamente i nostri attuali tassi d’interesse che gravano sul nostro gigantesco debito pubblico, 

trascinando il Paese di Pulcinella e di Meneghini sulla soglia di un catastrofico default.

In questo modo, i milioni di ingenui e sprovveduti che continuano a credere agli asini che volano 

dovranno prendere atto che la somma di due populismi che promettono facili scorciatoie per 

problemi assai complessi non può che peggiorare le cose.



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lunedì 26 marzo 2018

Presidente della Camera Roberto Fico



Oggi il neopresidente della Camera, Roberto Fico, è andato al lavoro in bus. 
Pubblicano quasi tutti su Facebook oggi lunedì 26 - 03 - 2018
A parte i rischi per la sicurezza non c'è nulla di male, anche se dai dati (se corretti) presi su maquantospendi.it, risulta che l'onorevole Fico, nel 2017, il bus non l'abbia preso quasi mai (preferendo il taxi). Più che una vecchia abitudine è stata una bella trovata pubblicitaria.
Anche perchè oggi non Lavorano alla Camera dei deputati , cominciano domani.


Nato a Napoli nel 1974, si laurea in Scienze della comunicazione all'Università degli Studi di Trieste con indirizzo alle comunicazioni di massa, discutendo la tesi Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana. Ha studiato per un anno presso l'Università di Helsinki, grazie ad una borsa di studio Erasmus.

Prima della sua ascesa politica ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma anche come manager in un hotel, dirigente per un tour operator internazionale, importatore di tessuti (dal Marocco) e come impiegato (per circa un anno) in un call-center.

Carriera politica
Il 18 luglio 2005 fonda a Napoli uno dei 40 meetup "Amici di Beppe Grillo", sulla scia dei quali nascerà il Movimento 5 Stelle. Nel 2010 si è candidato Presidente della Regione Campania e alle elezioni ottiene l'1,35 % dei voti. Nel 2011 si è candidato sindaco di Napoli e ottiene l'1,38% non superando il primo turno.

Nel dicembre 2012 è primo alle Parlamentarie del M5S nella Circoscrizione Campania 1 e, grazie alle 228 preferenze ottenute sul web, viene candidato in prima posizione nella lista bloccata del M5S della circoscrizione, ed è eletto nella XVII legislatura della Repubblica Italiana alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013.

Viene candidato dal suo gruppo parlamentare alla presidenza della Camera dei deputati senza però essere eletto. Il 6 giugno 2013 è stato eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Fico ha rinunciato all'indennità di funzione a cui avrebbe avuto diritto come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai (26.712,00 euro l'anno) e all'auto blu.
Come presidente della Commissione di Vigilanza Rai, durante la sua presidenza, introduce la trasmissione in diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati di tutte le audizioni; la pubblicazione sul sito del Parlamento dei quesiti indirizzati dai commissari alla Rai e le relative risposte; la determinazione del termine massimo di 15 giorni per le risposte ai quesiti da parte dell’azienda radiotelevisiva pubblica. Tra gli atti approvati in Commissione, si annovera la risoluzione volta a risolvere ed evitare i possibili conflitti di interesse 
da parte degli agenti di spettacolo.

Come deputato, ha presentato come primo firmatario una proposta di legge sulla governance della Rai, di cui uno dei punti – il Piano per la trasparenza aziendale – è confluito nella riforma della Rai approvata nel 2015 dal Parlamento. A seguito dell’attuazione di questo Piano, l’azienda ha dovuto rendere pubbliche le retribuzioni delle figure apicali del management, delle direzioni editoriali e delle testate giornalistiche.

Il sito opentg.it è stato voluto da Fico, con l'obiettivo di rendere più facilmente accessibili e fruibili i dati sul monitoraggio televisivo sul pluralismo politico raccolti mensilmente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Da aprile e fino al 4 luglio 2017 è vicepresidente vicario e portavoce del gruppo parlamentare, poi sostituito da Simone Valente.

Alle politiche del 2018 è il candidato M5S nel collegio uninominale di Napoli Fuorigrotta. Ottiene 61.819 voti (57,6%), venendo così eletto per la seconda volta alla Camera. Il 24 marzo 2018 viene eletto presidente della Camera dei Deputati con 422 voti,divenendo così la terza carica dello Stato.

Si è dichiarato favorevole all'estensione del diritto al matrimonio e all'adozione da parte di coppie dello stesso sesso, all'eutanasia per i malati terminalie allo ius soli. Viene considerato esponente dell'ala ortodossa del Movimento, cosiddetta di sinistra.
Si oppone alla privatizzazione dell'acqua pubblica.

Nel proprio profilo sul sito personale, nel descrivere il percorso formativo, ha sostenuto di aver conseguito un master in Knowledge management organizzato dai Politecnico di Milano, Napoli e Palermo. Questa affermazione è stata sottoposta a verifica, anche per l'imprecisione sugli atenei citati (non esiste alcun Politecnico a Palermo o a Napoli). Il Politecnico di Milano, su richiesta di alcune testate giornalistiche, ha smentito di aver mai organizzato un master su quell'argomento. È stato ipotizzato che Fico facesse riferimento a un progetto promosso e bandito dal Ministero del lavoro, destinato a 150 giovani laureati meridionali privi di occupazione, organizzato da Poliedra (dello stesso PoliMi) in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Università degli studi di Palermo (e da una società privata di formazione, Academy 365, di Mondado Informatica e BisMedio), tra i cui percorsi formativi ve n'era anche uno incentrato sullo "Knowledge management".



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venerdì 9 marzo 2018

Reddito di Cittadinanza : Subito le Richieste ai Caf


Reddito di cittadinanza, i Caf ribadiscono: 
"È vero, picco di richieste dopo la vittoria M5s"

M5S ha bollato come fake news la richiesta di moduli ma dalla Puglia arrivano conferme. 
Pellegrino (dg del Comune di Bari): "Richieste da una cinquantina di utenti". 
Picchetto pentastellato nel centro per l'impiego.

La conferma più autorevole arriva dal direttore generale del Comune di Bari, Davide Pellegrino: "In questi giorni sono arrivate decine di richieste per il reddito di cittadinanza". Evidente effetto della vittoria del M5s. Proprio i Cinque Stelle, però, si erano affrettati a bollare come fake news le notizie diffuse giovedì 8 marzo sulle richieste arrivate ai Caf del Sud. "Una bufala" aveva smentito l'apparato di Di Maio diffondendo le foto delle sale d'attesa vuote.


Cittadini già chiedono reddito di cittadinanza.

Ma nel solo centro per l'impiego di Bari (Porta Futuro) si sono presentati circa 50 utenti negli ultimi due giorni, come conferma Pellegrino. "Questa è una caratteristica delle misure di lavoro - ha spiegato - l'utente poco informato sente la notizia al bar e si viene a informare negli uffici. Soprattutto i 50enni che sono diventati disoccupati con la crisi". 

Reddito di cittadinanza, in Puglia decine di richieste ai Caf: "Molti sono convinti che sia già attivo"

Proprio in questo centro per l'impiego si è presentato lo stato maggiore dei pentastellati pugliesi per chiedere al dirigente Franco Lacarra di smentire gli accessi a Porta Futuro da parte di utenti in cerca di moduli per il reddito di cittadinanza. Ma, nonostante il picchetto dei Cinque Stelle e i comunicati dai toni aspri, la posizione del Comune è ribadita dal dg Pellegrino. 

Il caso è esploso a Giovinazzo. Anche nel piccolo Comune alle porte di Bari circa 50 persone si sono presentate al Caf Uil: "Soprattutto giovani, gente che non ha mai avuto un posto di lavoro e lo sta cercando, o chi l'ha perso - spiega la referente Uil locale, Valeria Andriano - si sono presentate intere famiglie, marito e moglie, e in alcuni casi mi hanno fatto domande per strada". 

Bari, decine di persone al Caf: "Dateci i moduli per il reddito di cittadinanza"

Tommaso Tortelli, del Caf Cgil di Noicattaro (Bari) conferma. "La prima richiesta è arrivata martedì 6 marzo: un anziano mi ha chiesto di fare domanda per il reddito di cittadinanza, gli ho spiegato che forse confondeva e lui ha detto che aveva appurato che dopo la vittoria 5 Stelle era legge e gli spettava la differenza rispetto alla sua pensione sociale. Gli ho anche detto scherzando che se voleva il reddito cittadinanza poteva chiedere al sindaco, forse avrà lui i moduli. Non è stato unico caso, si sono avvicinate altre 4 persone in questi giorni.  Cifre non di poco conto se si considera che la media giornaliera è di circa venti, trenta accessi al giorno".

Maria Romanelli, responsabile provinciale Senas Brindisi conferma: "Le prime richieste sono arrivate subito dopo le elezioni perché pensavano potessero già redigere il modello per il reddito di cittadinanza e inviarlo, un po’ mandati dalla sede Inps che è qui di fronte e un po’ mossi da ciò che leggono su reddito di cittadinanza, che ha importi superiori a quello di inclusione. Erano Coppie di giovani disoccupati e ultra 50enni usciti fuori dal circuito lavorativo e anche extracomunitari".

"Ho già ricevuto tre telefonate da parte di persone che chiedevano informazioni su come e quando presentare domanda per il reddito di cittadinanza" conferma il presidente della Claai (Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane) di Lecce Gigi Pedone - erano convinti che gli uffici del nostro patronato fossero già attrezzati per fornire assistenza. C'è molta disinformazione e i cittadini confondono i programmi elettorali con le reali misure di Governo".

Anche l'Unsic, sindacato autonomo d'impresa, riferisce che in una decina di Caf si sono verificati casi di richieste riguardanti il tema del reddito di cittadinanza. A Palermo, dove i numeri dei cittadini richiedenti informazioni sono stati più rilevanti, gli operatori sono stati costretti ad affiggere un cartello, scritto anche in lingua araba, spiegando l'inesistenza di una tale pratica. "Alcune persone si sono presentate addirittura con un finto modulo per tale richiesta e non sappiamo chi l'abbia messo in giro" spiega Totò Barone, responsabile del Caf.

"Probabilmente c'è un'aspettativa da parte dei cittadini che hanno votato i 5 stelle" ribadisce Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil in Puglia. I numeri lo confermano: dal primo dicembre 2017 ad oggi in tutta la Puglia circa 20mila cittadini hanno fatto domanda per accedere alle principali misure di sostegno al reddito 
(Red-Reddito di dignità della Regione Puglia e Rei-Reddito di inclusione del Governo).

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