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domenica 22 settembre 2019

Il disco rotto e falso di Salvini sugli sbarchi

Il disco rotto (e falso) di Salvini sugli sbarchi dei migranti   che aumentano per colpa di Conte e Lamorgese




Durante una diretta Facebook ieri pomeriggio Matteo Salvini ha rivendicato come durante il suo mandato ci sia stato «un costante calo delle partenze dei morti e degli sbarchi». Il leader della Lega ha anche attaccato il governo Conte – e senza mai nominarla, la ministro Lamorgese – quando ha “scoperto” che gli sbarchi stanno aumentando: «vedo che ad esempio nel primo mese del nuovo governo, per la prima volta dopo un anno e mezzo aumentano gli sbarchi rispetto all’anno scorso». Successivamente a CartaBianca su Rai 3 Salvini ha provato, invano, a difendere la tesi che con con il nuovo esecutivo i porti sono stati aperti.

Il disco rotto (e falso) di Salvini sugli sbarchi dei migranti 
che aumentano per colpa di Conte e Lamorgese

Le solite balle di Salvini sul calo di partenze e di morti
La prima cosa da dire è che i porti non sono mai stati chiusi, nemmeno quando c’era Salvini al Viminale. Perché ad eccezione dei casi in cui l’ex ministro ha fatto la voce grossa contro le navi delle ONG (ma alla fine sono stati fatti sbarcare anche quei migranti) o contro quelle della Guardia Costiera i migranti hanno continuato a partire dalla Libia e a sbarcare sulle nostre coste.  Durante la “gestione Salvini” ne sono arrivati complessivamente oltre ottomila.

Come abbiamo spiegato la prima affermazione di Salvini è falsa. Sono infatti diminuiti solo gli sbarchi mentre i morti in mare sono aumentati (anche in termini assoluti) rispetto alla gestione Minniti. Le partenze invece pur essendo diminuite non sono calate in maniera direttamente proporzionale agli sbarchi. Questo nonostante le ONG siano state fatte allontanare dalla zona delle operazioni degli scafisti e della guardia costiera libica.


Del totale degli oltre ottomila migranti che sono arrivati in Italia in questi 14 mesi Salvini ha concentrato l’attenzione mediatica sull’unico aspetto che poteva dare l’impressione di essere in grado di controllare: quelli che venivano salvati dalle ONG. Le ragioni sono semplici: si tratta di casi “simbolo” dove il Ministero e il governo poteva indicare il presunto colpevole. Poco importa che le inchieste per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico delle ONG siano state quasi tutte archiviate.

Perché Salvini ha fatto la guerra alle ONG e non agli scafisti?
È invece molto più difficile fermare i singoli barchini degli scafisti, anche perché c’è il problema di identificare lo scafista di turno. E agli italiani in fondo importa poco se viene arrestato, perché è un “nemico” molto meno identificabile. Le ONG sono sempre le stesse, riconoscibili da tutti e già inserite nella narrazione che le vede come complici dei trafficanti e come fattore di attrazione (in realtà non è quello il pull factor che spinge i migranti a partire perché “sanno che saranno salvati”. Ma i migranti – ha mostrato su Twitter Matteo Villa dell’ISPI – partono lo stesso anche se non ci sono le ONG.


La strategia di Salvini dietro le fregnacce sui porti aperti

Cos’è cambiato quindi quando Salvini era al Ministero dell’Interno? L’unica sostanziale novità è che è aumentato il numero di migranti intercettati dalla Guardia Costiera libica e riportati in Libia. Un paese dove per stessa ammissione di Salvini qualche giorno fa, c’è la guerra e che quindi non può essere considerato un porto sicuro. Ieri Bianca Berlinguer ha ricordato a Salvini che «gli sbarchi in questi mesi ci sono sempre stati, anche se si è parlato solo di quelli che arrivano con le navi delle organizzazioni non governative coi barchini fantasma ne sono arrivati molti di più di quanti ne sono arrivati con le navi delle ONG». Ed è vero, i migranti arrivati a bordo delle ONG da gennaio a settembre 2019 sono stati 472, gli altri 4.553 sono arrivati in altri modi. Chi a bordo di navi mercantili italiani (i vari Asso 25 e simili) o assetti della Marina Militare e della Guardia Costiera. Salvini ribatte che «non sono sbarchi fantasma, sono tutti censiti uno per uno, vengono identificati tutti e vengono messi tutti nei centri». Ed è vero che con sbarchi fantasma si intendono quelli che arrivano sulle coste e riescono a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine (è successo). Ma questi “fantasmi” sono invece degli spettri che non compaiono nella propaganda della Lega (ma sono ben evidenti dai dati statistici del Viminale).

«Perché quelli arrivano e altri con donne e bambini sono dovuti restare per settimane in mezzo al mare?» chiede la Berlinguer. La risposta di Salvini lascia il tempo che trova e non dà alcuna spiegazione: «l’obiettivo è bloccare tutti quelli che vengono portati qua dagli scafisti, se poi vengono portati dalle ONG o dai singoli scafisti per me non cambia nulla». Ma in realtà cambia, perché nessuno ha mai sentito Salvini fare polemica per i barchini che arrivavano tranquillamente in porto a Lampedusa mentre la Sea Watch era alla fonda con i migranti in ostaggio della propaganda sui porti chiusi. Porti chiusi di Shroedinger, visto che gli scafisti ci potevano entrare senza problemi mentre le ONG  dovevano starsene al largo.

C’è poi un altro dato interessante che emerge dalle statistiche del Viminale: il numero di migranti “in accoglienza” sul territorio italiano. Al 31 agosto 2019 c’erano 101.540 persone; a fine 2018  erano 135.858. Non si sa che fine hanno fatto gli altri, è probabile che molti siano quelli cui è stata tolta, da Salvini, la protezione umanitaria e che quindi sono usciti dal sistema. A questo punto la domanda è d’obbligo: cosa ha fatto davvero Salvini in questi quattordici mesi al governo quando lo stipendio glielo pagavamo noi?

#Solo #Selfie #Rutti   e #Scorregge da #Selfini


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e #Scorregge da #Selfini ...
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sabato 14 settembre 2019

Solo Selfie Rutti e Scorregge da Selfini

Solo Selfie Rutti e Scorregge da Selfini



#Selfini prima fa il cinico, poi recita da vittima

La forza del leader della Lega e del salvinismo sta nel fatto di non avere pudore. Bisogna ricordarlo anche alle anime belle che si scandalizzano se qualcuno usa toni forti contro di lui.

Gli esperti di immagine di Matteo Salvini, quelli che lo hanno portato al successo mediatico e all’improvvisa caduta, stanno cercando di trasformarlo da lupo cattivo nell’ultimo panda (“mannaro”) della democrazia.

Accade così che l’uomo che bloccava i porti, che rideva dei migranti, che ha fatto soffrire donne e bambini a centinia, che aizzava all’odio civile oggi viene descritto come vittima di una campagna che minaccia lui e i suoi bambini.

la Bestia come funziona la propaganda di #Selfini


SALVINI HA PUNTATO TUTTO SULL’EFFETTO EMOTIVO DELLA SUA PROPAGANDA
La forza di Salvini e del salvinismo sta nel fatto di non avere pudore. La cosiddetta Bestia non ha problemi morali, di coerenza, di affidabilità. Punta tutto sull’effetto emotivo del momento e traveste il proprio leader secondo i panni che servono per l’occasione. Finora ha in parte funzionato. Ha funzionato cioè la banale imitazione del mussolinismo, il presentarsi dappertutto con felpe diverse, il far dimenticare l’odio antimeridionale, radicatissimo nella Lega.

Il limite della leadership del leghista più sciocco della terra: l’aver ritenuto di non avere più nemici
Ha funzionato fino a che Salvini e la Bestia hanno pensato di avere già il mondo in mano, senza la fatica di una marcia su Roma. Qui c’è il limite della leadership del leghista più sciocco della terra: l’aver ritenuto di non avere più nemici credendo di averli abbattuti tutti e avendo ormai solo un dialogo diretto con la Madonna. Sono i frutti terribili dell’alcol.

NON BISOGNA LASCIARE LA PIAZZA  AL LEADER DELLA LEGA
Questa cambio di strategia comunicativa, aggressiva ma oggi con l’idea di presentarsi come il panda “mannaro” da tutelare, può essere contrastata in due modi. Il primo è non lasciare la piazza a lui e alla sua socia. La piazza si può tenere in tanti modi non solo con manifestazioni gigantesche. Si può tenere, ad esempio, con azioni positive, con banchetti che chiamino a giudicare, con iniziative soprattutto nei quartieri dove la rabbia potrebbe aumentare.


Il secondo è che questa volta l’uomo che è da 23 anni pagato dalla politica, che viene da un partito che ha combinato più disastri di Carlo in Francia, che è stato razzista e antimeridionale sia messo sempre di fronte a se stesso. Salvini va inchiodato a Salvini. Non deve passare giorno che una sua frase non debba essere ricordata. Non può accadere questa volta che lui si rifaccia una immagine contraria a quella che gli appartiene.

Salvini, per propria scelta, non è un avversario, è un nemico
Infine, bisogna anche che le anime belle che si scandalizzano se qualcuno usa toni forti contro Salvini si diano una calmata. A brigante, brigante e mezzo. Salvini, per propria scelta, non è un avversario, è un nemico. Non è il fascista Salvini, ma l’uomo che se avesse preso il potere ci avrebbe annichilito (cioè avrebbe tentato, perché si sarebbe fatto molto male). Con Salvini vale la massima del libretto rosso: bastonare il cane che annega. Io mi commuovo per gli avversari. Non regalo lacrime a Salvini, uomo politicamente cinico e crudele.

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Solo Selfie Rutti e Scorregge da Selfini


#Selfini prima fa il cinico, 
poi recita da vittima...





 la Bestia come funziona la propaganda di #Selfini


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giovedì 15 agosto 2019

salvini Dimettiti


salvini Dimettiti


salvini Dimettiti

Informare Salvini che “la parola agli italiani” 
è stata data pochi mesi fa. 
Lui, probabilmente non lo sa, 
ma la Costituzione recita all'articolo 60:

«La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.»

Cinque anni.

Informare Salvini che “la parola agli italiani”   è stata data pochi mesi fa.

salvini Dimettiti



Non è che uno si alza la mattina sulla Spiaggia al Papeete, dalla Sdraio,
 magari dopo una sbornia a base di mojito e sondaggi, e decide da solo quando si vota.

La Costituzione non è un orpello. È la spina dorsale della nostra democrazia. Abbiamo appena votato, un anno fa.

Di nuovo dobbiamo andare?

Ogni volta che cambiano i sondaggi si va a votare?

Cos'è, il nuovo sport nazionale?

Anche no.

La stabilità politica è un bene comune. La Borsa e i mercati finanziari hanno già bruciato miliardi in pochi giorni per colpa della hybris di Salvini. Senza considerare lo spettro dell'aumento dell’Iva, la tassa più iniqua che esista.

Anche no.

Rispettiamo la Costituzione e mettiamo al primo posto gli interessi delle persone. Gli italiani questo si aspettano dalla Politica, non la perdita di tempo di chi delira brandendo con una mano uno spritz e con l'altra una corona. E non parlo della birra.

Ora Salvini rilancia a Di Maio sul taglio dei parlamentari.

Personalmente, sempre nel rispetto della Costituzione, io lascerei stare. Gli italiani, anche su questo quesito, si sono espressi da poco con un referendum costituzionale. Ha vinto il NO. Ricordate?

Salvini e Di Maio avevano vinto quella battaglia. Il voto degli italiani, in quel caso, non si rispetta?

L'unico taglio che va fatto oggi è quello dei ministri della Lega e del M5S, che si devono dimettere immediatamente dai loro incarichi di Governo.

Salvini in primis.

Poi a ruota Di Maio, complice di questo disastro.

I populisti hanno fallito e se ne devono assumere la responsabilità davanti al Paese.

(dal web)

Informare Salvini che “la parola agli italiani”   è stata data pochi mesi fa.

Informare Salvini che “la parola agli italiani”   è stata data pochi mesi fa.

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Informare Salvini che “la parola agli italiani”   è stata data pochi mesi fa.

Informare Salvini che “la parola agli italiani”   è stata data pochi mesi fa.





#Finita la #Pacchia sulla #Spiaggia #Matteo 
Non vuole #Tav dopo #SiTav
#Roma #Ladrona e va a #Rubare a Roma
Prima il #Nord , poi il #Sud, poi boh!
Aboliamo le #Accise ,teniamo accise
600.000 #Rimpatri, meno di quelli di prima
#Cambiamo l' #Europa , non conta un ca@@o in Europa
#Lega non voglio #Poltrone , sono #Attaccati alle poltrone
Non vuole la #Crisi , e cerca la crisi...
Era la #Cubista Non la #Madonna
#Sfiducia #Salvini #Selfini . #FIRMAQUI'.


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domenica 11 agosto 2019

Salvini: Pieni Poteri per Governare dalla Spiaggia



Se in questo tornante della storia il pericolo è massimo, i socialisti, la sinistra italiana, devono assumersi la responsabilità di parlare chiaro.


 Voglio Governare dalla Spiaggia
Dice #Selfini

Voglio Governare dalla Spiaggia



Salvini Vuole Governare dalla Spiaggia


"Chiediamo i pieni poteri perchè vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete benissimo che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di volonterose collaborazioni che accetteremo cordialmente, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito. Il paese ci conforta ed attende". 
cit. Benito Mussolini, Discorso del bivacco, 16 novembre 1922  .

Benito Mussolini, Discorso del bivacco, 16 novembre 1922
Obiettivo: fronteggiare l’intolleranza dilagante, ripristinare lo stato di diritto, evitare ulteriori cadute.

Salvini Vuole Governare dalla Spiaggia


Il “diciannovismo” non è una parola desueta, almeno non in Italia. Ha un significato preciso: alla crisi della democrazia parlamentare la folla reagisce evocando l’uomo solo al comando, nella follia di ritenere obsoleti e inutili gli strumenti base del liberalismo e del riformismo.

Al disordine e alle paure originate dalla crisi economica (e dalla globalizzazione infarcita di veloci processi tecnologici che rendono vacuo il futuro) si fa fronte con l’uomo forte. L’Europa “matrigna” si combatte con l’uomo forte. È l’uomo forte che scioglie il nodo migranti. Che questa pericolosa semplificazione sia una chimera interessa a pochi. L’urgenza è fare in fretta, fare comunque, meglio sulle rovine della costituzione e dintorni, istituzioni democratiche in testa.

Ieri si proclamava la necessità di uno Stato diverso che cancellasse “il nulla che è la democrazia della plebe”, oggi le istituzioni si divorano dall’interno, un pezzo per volta.

Sia chiaro: non credo a riverberi neofascisti, a bastone e olio di ricino. Immagino semmai una situazione niente affatto dissimile dal quadro politico prevalente in diverse province del mondo: dall’Ungheria alla Russia passando per il Brasile di Bolsonaro. Ritengo che l’orologio della democrazia si sia fermato e che questo inizio di secolo si contraddistingua per forme illiberali di governo. Inclusa l’Italia. Si isola la stampa avversaria, sindaci che schedano professori progressisti, la polizia che ti entra in casa se appendi uno striscione contro il ministro dell’Interno, moltiplicazione di atti in conflitto con i diritti civili fondamentali.

L’uomo nuovo è Salvini. Proprio ieri, da Pescara, ha tuonato: “Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri”. Il Duce nell’estate 1922 dalle colonne del Popolo d’Italia.

Uno. È un errore pronosticare rapidi cambiamenti di vento. Insomma, non si torna domani al passato. Due. Sarebbe letale consegnargli l’Italia senza combattere. Invocare nuove elezioni senza predisporre un piano significa fargli un regalo che non merita. Significa affidargli le chiavi del Quirinale. Significa rischiare una riforma costituzionale promossa da una maggioranza assoluta di segno illiberale. Significa consegnargli senza contrappesi il governo della giustizia
 con la nomina del nuovo CSM.

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Se in questo tornante della storia il pericolo è massimo, i socialisti, la sinistra italiana, devono assumersi la responsabilità di parlare chiaro. Mai in Italia è stata paventata una maggioranza della destra radicale e reazionaria. Antieuropea, filorussa, inneggiante alla triade Dio-Patria-Famiglia come nel Ventennio. È un azzardo che non possiamo correre.
Allora la strada maestra è abbandonare gli interessi di parte, costituire un’Alleanza Repubblicana che riunisca le forze democratiche parlamentari, che coinvolga la società di mezzo e i tantissimi sindaci civici. È difficile farla? Cominciare con chi ci sta e parlare agli italiani. Obiettivo: fronteggiare l’intolleranza dilagante, ripristinare lo stato di diritto, evitare ulteriori cadute.
Tra una manciata di giorni il Parlamento potrebbe essere chiamato a esprimersi e quella è la sede dove il fronte repubblicano può emergere. Consiglio a ciascuno di noi di non ripetere il drammatico sbaglio fatto dai socialisti e dai popolari tra il 1921 e gli inizi del 1922. 
Ne abbiamo portato a lungo le cicatrici.
A differenza di allora, oggi non regna un Savoia. 
C’è un Presidente della Repubblica con la testa sulle spalle. Non va abbandonato. 

Hanno Governato per 20 Anni Portando alla Rovina l'Italia

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venerdì 5 luglio 2019

Ora Quereliamo Salvini per Insulti ed Istigazione a Delinquere #Bacioni

L'avvocato di Carola:   "Ora quereliamo Salvini per insulti e l'istigazione a delinquere"  Il legale: "Propaganda del ministro invereconda ed irresponsabile".

L'avvocato di Carola: 
"Ora quereliamo Salvini per insulti e l'istigazione a delinquere"
Il legale: "Propaganda del ministro invereconda ed irresponsabile".
#Bacioni #Selfini



Non si placa lo scontro tra Salvini e Carola Rackete. Alessandro Gamberini,  legale dell’attivista tedesca, a Radio Cusano Campus promette di querelare il ministro dell’Interno. Il leader leghista risponde su Facebook: “Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca! Bacioni”.

“Carola Rackete rimane attualmente indagata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e del reato previsto dall’articolo 1100 del Codice della navigazione. Io mi sono subito affrettato a dire che abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. Il procedimento continua. Carola è tornata libera senza alcuna limitazione e il giudice ha sgombrato il campo dalla possibilità che quella della Guardia di finanza possa essere considerata nave da guerra”. afferma l’avvocato della comandante tedesca, a Radio Cusano Campus.

Il legale in rad prosegue: “Espulsione? Quando esiste un procedimento a carico di una persona, è fisiologico che venga chiesta l’autorizzazione al magistrato, il quale deve concedere un nullaosta rispetto all’espulsione di una persona, addirittura accompagnandola alla frontiera. Per i cittadini comunitari l’espulsione deve essere accompagnata da un provvedimento che ne sottolinei i validi motivi. Lasciamo perdere la propaganda truculenta che la qualifica come delinquente, quella che è abituato a fare il ministro dell’interno in maniera invereconda e irresponsabile, il giudice ha detto che non c’è nulla, che quella condotta è stata nell’ambito di una risposta ad una situazione drammatica che c’era a bordo. Trattare come nemico principale una barca che ha salvato 50 naufraghi che si avvicina alle nostre coste è davvero ridicolo, considerando che contemporaneamente sono arrivati a Lampedusa centinaia di migranti con dei barconi. La battaglia contro le Ong è una battaglia pregiudicata, si è scelto un nemico. L’ong salva dei naufraghi in male nei limiti delle proprie possibilità, accusare le ong di essere responsabile di un’invasione barbarica è ridicolo. L’ong non fa politica. Abbiamo fornito alla Procura un report dettagliato di come è avvenuto il salvataggio. Il tema è evidente che non può essere quello di dirci: dovete portare i migranti in Libia. Chiunque sa che quello non può essere considerato un porto sicuro”.

Il ministro dell’Interno ha detto che se Carola non avesse forzato l’attracco, il Viminale il mattino dopo avrebbe autorizzato lo sbarco... “Questo non era stato assolutamente comunicato a Carola. Lei è una giovane, brillante comandante di nave, ma forse non è abituata ai giochini politici di cui Salvini è maestro. Questa barca atteso due settimane che qualcuno autorizzasse lo sbarco, non è stato detto e fatto nulla e quindi ha deciso di sbarcare. Ci sono dei report medici che evidenziano situazioni drammatiche di alcuni migranti a bordo. Alcuni minacciavano di buttarsi per raggiungere a nuoto la riva, altri di suicidarsi. La fiducia di una soluzione era venuta meno”.

E conclude: “Come Sea Watch noi abbiamo già preparato la querela nei confronti del ministro Salvini. Non è facile raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazioni a delinquere nei confronti di Carola, cosa che è ancora più grave se fatta da un ministro dell’interno. Nel circuito di questi leoni da tastiera abituati all’insulto, è lui che muove le acque dell’odio. Una querela per diffamazione è il modo per dare un segnale. Quando le persone vengono toccate nel portafoglio capiscono che non possono insultare gratuitamente”.

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Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, non parteciperà alla riunione dei ministri dell'Interno degli Stati membri a Bruxelles in cui si parla, tra le altre cose, di protezione dei confini, riforma di Dublino e politiche migratorie...  





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sabato 8 giugno 2019

Minibot Italiani la Solita Bufala di #Selfini

Minibot Italiani la Solita Bufala di #Selfini

In Germania la questione dei minibot italiani è presa molto seriamente. La diffusione di questi titoli statali di piccolo taglio, il cui valore sarebbe garantito dalla possibilità di usarli per pagare le tasse, porrebbe di fatto le basi per l’adozione di una nuova moneta nel Bel Paese. In uno scontro con l’UE, come avvenuto con la Grecia, l’Italia si troverebbe così a negoziare da una posizione di forza. Un paese che non ha beneficiato dei trattati attuali, che versa a Bruxelles più di quanto riceva in fondi europei, che ha un attivo di bilancia commerciale e con un’alternativa pronta già nelle tasche dei cittadini, potrebbe chiedere molto all’UE, oppure decidere che andarsene sia la scelta migliore. 







Di Daniel Eckert, 4 giugno 2019







Il governo italiano gioca con il fuoco. I politici della Lega di Matteo Salvini continuano a mettere sul tavolo l’idea di una moneta parallela. I minibot, ora resi possibili dal Parlamento, sono un primo passo in questa direzione.



Portano un nome che suona in qualche modo carino: i minibot. Ma una volta diffusi, i loro effetti potrebbero non essere carini. Perché i minibot sono uno strumento finanziario con il quale il governo populista d’Italia potrebbe scardinare l’eurozona. Quantomeno potrebbero sconfessare Bruxelles e l’Unione europea (UE) e seminare un nuovo dissidio nel cuore dell’unione monetaria.



Tra l’indifferenza dell’opinione pubblica interna, la Camera dei Deputati italiana ha votato la scorsa settimana per l’introduzione dei minibot. In futuro, lo stato dovrebbe avere il diritto di pagare i fornitori nazionali con questi titoli di credito. Si parla di una cifra di importo miliardario. Allo stesso tempo, il Tesoro può accettare queste carte anche per il regolamento dei debiti fiscali. Pertanto, la definizione di mezzi di pagamento sembra essere soddisfatta, soprattutto dal momento che i minibot, come suggerisce il termine “mini”, dovrebbero essere emessi in piccole denominazioni 
(ad esempio, 100 euro).



Da quel momento in poi, è solo un piccolo passo verso una valuta parallela, e questo è esattamente ciò che Matteo Salvini, leader della Lega di destra e vice primo ministro, potrebbe mirare a fare. Il portavoce economico della Lega, Claudio Borghi, è un acceso sostenitore dei piccoli mostri fiscali. Come per gli altri paesi dell’unione monetaria, vale anche per l’Italia: la moneta a corso legale è solamente l’euro.



I minibot come minaccia contro la Commissione Europea

Se i minibot si diffondessero in tutta l’economia italiana e venissero passati di società in società e di cittadino in cittadino, lo stato italiano potrebbe farsi il proprio denaro. Nel corso del tempo, i nuovi coupon sarebbero negoziati sul mercato e quotati ad un prezzo (presumibilmente inferiore) rispetto all’euro. Sarebbe l’inizio della strisciante uscita dell’Italia dall’euro.



Piani per i minibot erano discussi in Italia già prima delle elezioni parlamentari del 2018. Erano poi anche nell’accordo di coalizione, ma non furono perseguiti, poiché il desiderio della popolazione di un Italexit (un’uscita del paese dall’unione monetaria) non era particolarmente grande.



“Posso ben immaginare che i minibot ora tornino, per rappresentare una minaccia contro la Commissione europea nella prossima procedura di deficit”, afferma Thomas Mayer, capo economista e direttore fondatore del ‘Flossbach von Storch Research Institute’. Mentre ciò non permetterebbe a Roma di aggirare i criteri fiscali, poiché essi si concentrano su deficit e debito piuttosto che sul finanziamento: “Ma si può minacciare di lasciare gradualmente l’euro, se si è costretti dall’UE a ridurre il deficit”.



“I minibot non sono l’inizio di una nuova valuta”, afferma Erik Nielsen, Chief Economist presso UniCredit a Londra. Tuttavia, la retorica dello stesso governo italiano ha il potenziale di disorientare le persone. La confusa politica di comunicazione di Roma ha contribuito a confondere l’idea potenzialmente significativa di cartolarizzare il debito pubblico, con la dottrina voodoo di una valuta parallela. Così, gli investitori hanno reagito quasi freneticamente alla vitazione del Parlamento in merito al minibot, venerdì, prima che si calmassero, più tardi.



Yanis Varoufakis ha seguito una strategia simile durante il suo breve mandato come ministro delle Finanze greco nel 2015. Alla fine, tuttavia, non è riuscito a prevalere contro la troika composta dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale (FMI). “La sua valuta parallela era solo all’inizio della pianificazione e i creditori fecero sapere, che la Grecia poteva anche lasciare l’unione monetaria, se lo avesse voluto”, dice Mayer.



Al contrario, i minibot in Italia, secondo lui, sono già ben progettati. “La Commissione e altri paesi preferirebbero non minacciare una uscita dell’Italia. Salvini ha carte migliori oggi, rispetto a Varoufakis nel 2015”, dice Mayer, riferendosi all’importanza dell’economia italiana.

L’Italia è la terza economia più grande nella zona euro dopo la Germania e la Francia. A differenza di altre economie, tuttavia, il membro fondatore della Comunità europea del 1957 non ha apparentemente beneficiato dell’appartenenza all’unione monetaria. Soprattutto dopo la crisi finanziaria, la debolezza degli europei del Sud è divenuta sempre più evidente: l’indice della Borsa di Milano oggi è allo stesso livello di dieci anni fa. Il Dax è più che raddoppiato nello stesso periodo.



Mentre altre importanti economie europee possono indebitarsi a tassi d’interesse pari a zero o appena marginali, i partecipanti al mercato dei capitali italiani richiedono il 2,6 per cento per i titoli di stato decennali. L’agitata Grecia ora paga solo leggermente di più, il 2,8 per cento. Il debito è uno dei più alti del mondo, pari a oltre il 130 percento del prodotto interno lordo. Secondo le normative dell’UE, è consentito un massimo del 60 per cento.





Tuttavia, è ancora del tutto incerto se Salvini troverà una maggioranza parlamentare a sostegno della distribuzione dei minibot. Nell’elezione alla Camera dei Deputati nel 2018, la Lega aveva ottenuto il 17,4% dei voti. Nelle elezioni europee del 26 maggio, tuttavia, i populisti di destra hanno raddoppiato la loro percentuale di voti, arrivando al 34,3%.



Pertanto, l’uomo politico della Lega potrebbe impostare le eventuali elezioni anticipate come un voto sull’indipendenza del paese da Bruxelles. Da sola, la minaccia di una valuta parallela, potrebbe destabilizzare l’eurozona. Con un debito totale di 2,3 trilioni di euro, Roma ha un enorme potenziale di minaccia.



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lunedì 13 maggio 2019

Salvini è un Pallone Gonfiato Nullafacente


Salvini  non lavora, non sa governare, non sa fare nulla. Continua a essere coerentemente un nullafacente. Va preso in giro perché è un pallone gonfiato


Travaglio all’attacco: “Salvini è un cazzaro, non sa fare niente”

Direttamente dal Salone del Libro di Torino, Marco Travaglio usa parole al vetriolo contro Matteo Salvini. Parole davvero forti rilasciate ai giornali a margine della sua visita.
Il Direttore del Fatto Quotidiano, parte morbido con un auspicio per le Europee in cui augura a Salvini di avere lo stesso epilogo politico di Berlusconi e Renzi:

“Spero che Salvini vinca con la speranza che faccia la stessa fine di Berlusconi e Renzi. Se Salvini ci tiene tanto a vincere le elezioni europee, deve sapere che poi probabilmente perderà le politiche. È successo con Berlusconi e con Renzi, speriamo che succeda anche con lui”
A suo avviso infatti il banco di prova delle Europee non incide sulle nazionali, anzi per certi versi è inversamente proporzionale:

“Le elezioni europee danno un risultato che viene smentito alle politiche. Così è successo con Berlusconi e con Renzi. Quindi mi auguro che Salvini vinca questo referendum”.
Poi va dritto al sodo e attacca frontalmente il Ministro degli Interni:

“Salvini si sgonfia rinfacciandolo tutto quello che non ha fatto. I suoi talloni d’Achille sono una classe dirigente indecente non solo per motivi morali, di non avere idee e di usare le poche idee per propaganda senza fare nulla. Il problema di Salvini è che non lavora, non sa governare, non sa fare nulla. Continua a essere coerentemente un nullafacente.
 Va preso in giro perché è un pallone gonfiato”.
Infine chiosa con uno pseudo accostamento ai leader del ventennio:

“Quando qualcuno dice che è il nuovo Mussolini o il nuovo Hitler ci gode ma Mussolini era una cosa terribilmente seria. Salvini va preso in giro e va trattato per quello che è. Un cazzaro”.


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#Selfini  #Sparati #Buffone 


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