Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta Assassinato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Assassinato. Mostra tutti i post

sabato 7 novembre 2015

Pablo Neruda è Stato Assassinato



Il Cile ammette che Pablo Neruda potrebbe essere stato assassinato

Un documento ufficiale del ministero dell’interno cileno riconosce per la prima volta la possibilità che il poeta Pablo Neruda sia stato assassinato. Il testo sostiene che il premio Nobel per la letteratura del 1971 non è morto “a causa del cancro alla prostata di cui soffriva”, ma che “risulta chiaramente 
possibile e altamente probabile l’intervento di terzi”.

Neruda è morto alle 22.30 del 23 settembre 1973 nella clinica Santa María di Santiago.
 Aveva 69 anni. 

Poche ore dopo, doveva partire per il Messico. Dodici giorni prima, l’11 settembre, l’esercito guidato dal generale Augusto Pinochet aveva preso il potere e il presidente Salvador Allende si era "suicidato" nel suo ufficio del palazzo della Moneda. Erano già cominciate le persecuzioni contro gli oppositori e la maggior parte degli amici di Neruda erano finiti in prigione. Chi era riuscito a nascondersi, aveva chiesto asilo in altri paesi. Nei giorni del golpe, Neruda non era a Santiago, ma nella sua casa di Isla Negra, sulla costa. Si informava da radio e televisione e aveva programmato un viaggio a Città del Messico per raggiungere amici cileni fuggiti in esilio e denunciare a livello internazionale il regime militare appena installato nel suo paese. Il 19 settembre, però, è tornato nella capitale per essere ricoverato.

Queste circostanze e il momento della morte di uno dei più celebri oppositori alla dittatura militare hanno da sempre alimentato forti perplessità sulla versione ufficiale: il certificato firmato dal medico nel 1973 imputa il decesso alle metastasi del tumore alla prostata. Il caso è stato riaperto nel 2011, quando l’autista del poeta, Manuel Araya, ha detto che Neruda era stato ucciso. Il Partito comunista cileno ha presentato una denuncia e quindi i magistrati hanno cominciato ad indagare. L’8 aprile del 2013 è stato addirittura riesumato il cadavere, affinché una squadra di periti potessero esaminarlo. Allora, non erano state trovate tracce di veleno nel corpo.

Ma nonostante la diffidenza diffusa tra i cileni e varie rivelazioni uscite negli anni, è la prima volta che la versione fornita dal regime di Pinochet è contraddetta ufficialmente da un governo del Cile.

“Di fronte ai persistenti dubbi sulla causa della morte di Neruda – si legge nella nota di oggi del 
ministero dell’interno di Santiago – il governo, attraverso il suo dipartimento sui diritti umani [che 
appunto fa capo al ministero dell’interno] ha costituito due commissioni di esperti internazionali e 
interdisciplinari per produrre perizie che permettano di arrivare ad una conclusione scientifica”.

Il documento che raccoglie i risultati cui sono giunti questi periti è stato inviato il 25 marzo al magistrato che indaga sulla morte del premio Nobel. Protetto dal segreto istruttorio, il rapporto è arrivato al quotidiano spagnolo El País che lo pubblica oggi. Santiago ha subito confermato l’esistenza del documento e la sostanza del suo contenuto in un comunicato stampa: “Quello che oggi pubblica El País effettivamente fa parte di uno scritto che questo organismo ha mandato al giudice per le indagini preliminari Mario Carroza”.

Il giudice Carroza, interpellato dal giornale di Madrid, ha riconosciuto che i documenti dei periti del 
ministero portano a credere all’omicidio, ma che bisogna aspettare la fine delle indagini: “Noi abbiamo sempre pensato che ci fosse qualcosa di strano. Neruda aveva il cancro, ma non era in agonia e nemmeno in fase terminale. Eppure, quel 23 di settembre la sua malattia peggiorò di colpo e in sei ore è morto”.

Lo studio del ministero rivela che quel giorno al paziente “fu applicata un’iniezione o gli fu somministrato qualcosa per via orale che ha fatto precipitare la sua prognosi in appena sei ore”.

C’è un’altra novità, svelata dal giudice Carroza al quotidiano di Madrid: “Sto aspettando il risultato di un’ultima analisi scientifica. Nel corpo del poeta è stato trovato un batterio, il germe dello stafilococco dorato”. Secondo gli esperti consultati dal País si tratta di una sostanza che non si usa nei trattamenti contro i tumori e che, se alterata e somministrata in dosi massicce, può essere tossica e mortale.


DA   CILE

.



Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


.

martedì 16 aprile 2013

Due anni fa veniva assassinato Vittorio Arrigoni



La memoria inutile.

Due anni fa veniva assassinato Vittorio Arrigoni.
Resto convinto che la pace tra israeliani e palestinesi passi prioritariamente da un approccio sopra le parti e che la risoluzione delle Nazioni Unite, “due stati per due popoli”, debba essere attualizzata.
Tuttavia un giudizio storico va dato sulla base della verità: Israele è uno stato terrorista che ha il precipuo fine di sterminare il popolo palestinese per odio razziale.
Il popolo che ha subito la shoah, dovrebbe provare nausea per il minimo gesto di violenza nei confronti di un qualsiasi essere vivente, mentre, invece, pratica, esso stesso, nei confronti di un popolo vicino, metodologie e finalità che mostrano terribili analogie con la shoah.
Questa abiezione vanifica la memoria dell’olocausto e rende la ripetutissima frase “facciamo memoria perché certi fatti non possano più accadere”, fatta di parole vuote di senso e piene di ipocrisia.
Nel mondo, stermini di massa sono avvenuti e continuano ad avvenire, anche e vorrei dire soprattutto, per l’inutilità della memoria dell’olocausto, tradita anzitutto dal popolo che ha subito quell’orrore e che, al contrario, dovrebbe essere il primo della fila ad avere in spregio ogni oppressione di un popolo verso un altro popolo.
Vittorio Arrigoni, come ogni uomo degno di questo nome, aveva scelto la parte degli oppressi contro quella degli oppressori. Era un partigiano, perché la verità non è vero che sta sempre nel mezzo, qualche volta, troppo spesso, sta da una parte.
Mi piace ricordare le parole di Benigni, che a proposito della Resistenza italiana contro il nazi-fascismo dice: “il peggiore dei partigiani stava comunque dalla parte giusta, il migliore dei fascisti stava comunque dalla parte sbagliata”.
Dal giudizio della storia non si scappa e solo i grandi uomini, come Vittorio Arrigoni, sanno spendersi per una verità che oggi appare parziale alle menti deboli della massa, ma che domani apparirà l’unica che la storia possa produrre.
Israele è dalla parte sbagliata. La sua violenza razzista uccide per la seconda volta ogni ebreo assassinato nell’olocausto, rendendo inutile ogni memoria che si fa di esso.
Solo la solidarietà partigiana di Arrigoni nei confronti del popolo palestinese, onora anche la memoria delle vittime della shoah e pone un fiore sulla tomba dei milioni di morti del più grande orrore che l’uomo abbia potuto compiere nel secolo scorso.
Anche io metto un fiore sulla tomba di Vittorio e lo ricordo con il suo testamento più famoso:
“restiamo umani”.

Diego Piccioli


.
iscrivendoti a questi siti guadagni ogni giorno
 
.
  Guadagna soldi

.

.

.

clicca sui banner per saperne di piu'
.

.

lunedì 5 aprile 2010

Brasile. Assassinato esponente dei Sem terra

Brasile. Assassinato esponente di spicco dei Sem terra
È stato assassinato nello stato nordorientale del Pará Pedro Alcantara de Souza, attivista per la riforma agraria nell’Amazzonia, presidente della locale Federazione per l’agricoltura familiare [Fetraf]. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, De Souza è stato colpito al capo da cinque pallottole sparate da due ‘pistoleiros’ in motocicletta, mentre lui e la moglie si trovavano in bicicletta. Benché non ci siano state dichiarazioni ufficiali in tal senso, per gli investigatori è piuttosto evidente che De Souza sia stato ucciso a causa delle sue attività a favore dei contadini senza terra e contro i latifondisti. L’omicidio è avvenuto poche ore dopo l’annuncio del rinvio al 12 aprile del terzo processo contro il presunto mandante dell’assassinio di suor Dorothy Stang, missionaria statunitense naturalizzata brasiliana uccisa brutalmente il 12 febbraio 2005 per il suo impegno a difesa dell’ambiente e dei ‘senza terra’.


.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru