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lunedì 7 settembre 2015

Muro Colorato per #Imago


Il valore di una persona 
risiede in ciò che è capace di dare 
e non in ciò che è capace di prendere.
(Albert Einstein)




"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente, è che perdono la salute per fare i soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro, che dimenticano di vivere il presente, in tal maniera che non riescono a vivere nè il presente, nè il fututo. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."

 Dalai Lama



"Non ho più pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. 
Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare. I sensazionalismi mi annoiano. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza".


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è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. 
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sabato 8 novembre 2014

Muro di Berlino e Guerra Fredda


il muro adesso



il muro prima


Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città,
 ma un intero paese.
 Fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica, 
fu il simbolo più crudele della Guerra Fredda. 
La caduta del muro di Berlino
I rappresentanti dei paesi vincitori della seconda guerra mondiale
alla conferenza di Potsdam (1945) che hanno deciso la divisione della Germania:



Seduti, da sinistra a destra: 
Clement Attlee (Primo Ministro della Gran Bretagnia)
Harry S. Truman (Presidente degli Stati Uniti)
Josef Stalin (Segratrio Generale del Partito Communista dell'Unione Sovietica)

dietro in piedi, da sinistra a destra:
William D. Leahy (Ammiraglio americano e Ambasciatore in Francia)
Ernest Bevin (Ministro degli Esteri della Gran Betagna)
James F. Byrnes (Ministro degli Esteri degli Stati Uniti)
W. M. Molotow (Ministro degli Esteri dell'Unione Sovietica)
foto: Autore sconosciuto
1949: la divisione della Germania

Già nel 1945, appena finita la seconda guerra mondiale scoppiò la Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti e la Germania fu il territorio di questa guerra che si sarebbe trascinata in forme più o meno aspre fino agli anni ottanta.

La Germania era occupata dai vincitori della guerra e divisa in quattro zone. L'Unione Sovietica cominciò immediatamente a ricostruire la "sua" parte della Germania secondo i propri piani. Durante la guerra aveva pagato il prezzo più alto in vite umane e risorse e ora chiese un risarcimento altissimo alla Germania: intere fabbriche, tra cui quelle più importanti, furono portate in Russia, ingenti quantità di materie prime furono pretese per anni come pagamento dei danni della guerra. Ma in questa maniera Stalin si creò molti nemici in Germania, compromettendo molto l'immagine dei russi come "liberatori dal nazismo".

Gli americani invece avevano capito che in questa Guerra Fredda avevano bisogno di alleati in Germania affinché diventasse l'avamposto contro l'Unione Sovietica. Quasi subito cominciarono ad organizzare aiuti per la Germania. Decine di migliaia di pacchi "Care" con generi alimentari, medicine e vestiti arrivarono in Germania nei primi anni del dopoguerra. Ancor più che un aiuto materiale reale era un segnale politico e psicologico: gli americani, dopo essere stati nemici dei tedeschi volevano dimostrare di essere adesso loro amici. Fin dall'inizio gli americani cercarono di unire la loro zona a quelle occupate da inglesi e francesi, con l'intenzione di rafforzare la propria posizione contro la zona occupata dai russi.

Già pochi mesi dopo la fine della guerra la divisione della Germania era diventata praticamente inevitabile, anche se dovevano passare ancora 4 anni fino alla definitiva separazione nel 1949. In realtà, tranne la maggioranza dei tedeschi stessi, nessuno voleva veramente una Germania unita, nonostante le parole contrarie di tutti gli alleati.

In fondo, la divisione accontentò un po' tutti, a parte naturalmente i tedeschi, e creò meno problemi nella gestione della Germania vinta. La Germania era diventata oggetto della Guerra Fredda e non aveva ancora né la forza, né la reale possibilità di sottrarsi al dominio e alla concorrenza delle 2 superpotenze USA e URSS.

Le due Germanie

La "DDR" (Deutsche Demokratische Republik" - Repubblica Democartica Tedesca) all'est stava sotto l'influenza dell'Unione Sovietica e la "BRD" ("Bundesrepublik Deutschland" - Repubblica Federale della Germania) all'ovest, sotto l'influenza degli Stati Uniti. Sul piano economico la Germania occidentale visse negli anni 50 un fortissimo boom, erano gli anni del cosiddetto "Wirtschaftswunder" (miracolo economico). Aiutata all'inizio dai soldi americani, la Germania Federale riuscì in breve tempo a diventare nuovamente una nazione rispettata per la sua forza economica.

La parte orientale faceva molto più fatica a riprendersi: era svantaggiata all'inizio per le pesanti richieste economiche fatte dall'Unione Sovietica per riparare i danni subiti nella guerra e per la mancanza di aiuti paragonabili a quelli che riceveva la parte occidentale. Inoltre la rigida struttura di pianificazione nazionale dell'economia non favorì lo stesso sviluppo come nella parte occidentale del paese. Più i due paesi si stabilivano al livello politico, più si facevano sentire le differenze per quanto riguarda lo standard di vita.

In quegli anni il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni '50 centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall'est all'ovest, per la maggior parte erano giovani con meno di 30 anni e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un serio pericolo per la Germania dell'est ed era un'ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.
1961: l'erezione del muro

Nelle prime ore del 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziavano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di tutte e due le parti, un muro insuperabile che avrebbe attraversato tutta la città, che avrebbe diviso le famiglie in due e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra est ed ovest diventò una trappola mortale. I soldati ricevettero l'ordine di sparare su tutti quelli che cercavano di attraversare la zona di confine che con gli anni fu attrezzata con dei macchinari sempre più terrificanti, con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione, e addirittura con degli impianti che sparavano automaticamente su tutto quello che si muoveva nella cosiddetta "striscia della morte".



Muro di Berlino
13 agosto 1961: viene eretto il muro di Berlino
foto: Helmut J. Wolf

Bloccato quasi completamente il dissanguamento economico dello stato, negli anni 60 e 70 la DDR visse anch'essa un boom economico. Tra gli stati dell'est diventò la nazione economicamente più forte e i tedeschi, sia all'est che all'ovest, cominciarono a rassegnarsi alla divisione. Di riunificazione si parlava sempre meno e solo durante le commemorazioni e le feste nazionali.
L'est comincia a cambiare

Quello che infine, per la grande sorpresa di tutti e nel giro di pochissimo tempo portò alla riunificazione furono due fattori: l'arrivo di Gorbaciov come leader dell'Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell'est e specialmente della DDR. Con la "Perestroika", cioè la radicale trasformazione della politica e della economia e con la "Glasnost", che doveva portare alla trasparenza politica. Decisivo per gli eventi che portarono infine alla caduta del muro fu invece la decisione di Gorbaciov di lasciare libertà agli altri paesi del Patto di Varsavia promettendo di non intromettersi più nei loro affari interni.


Michail Gorbaciov
foto: Yuryi Abramochkin
9 novembre 1989: la caduta del muro

I dirigenti della DDR videro questo processo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza. In Polonia e in Ungheria, dove la crisi economica e le spinte per una riforma sono più forti, la politica di Gorbaciov trovò invece più amici anche tra i governanti. Più arrivavano dall'URSS e dagli altri stati dell'est notizie di riforme economiche e democratiche, e più la popolazione della DDR chiedeva di fare lo stesso nel loro paese, più i leader della DDR si chiudono a ogni richiesta del genere. Lo stacco tra popolazione e governo diventa un abisso ma la reazione più diffusa tra la gente è ancora la rassegnazione. Alla fine degli anni 80 la DDR è, o almeno sembra, economicamente abbastanza forte, l'apparato statale sembra indistruttibile e così nessuno può prevedere il crollo verticale che nel 1989 sarebbe avvenuto in pochissimi mesi.

Ogni tentativo di lasciare la DDR in direzione ovest equivaleva ancora a un suicidio, ma nell'estate del '89 la gente della DDR trovò un'altra via di fuga: erano le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest il territorio occidentale dove si poteva arrivare molto più facilmente!

Cominciò un assalto in massa a queste tre ambasciate che dovevano ospitare migliaia di persone stanche di vivere nella DDR. Ma il colpo decisivo all'esistenza della DDR arrivò quando l'Ungheria, il 10 settembre del 1989, aprì i suoi confini con l'Austria. Ora, la strada dalla Germania dell'est all'ovest (attraverso l'Ungheria e l'Austria) era libera!

Mentre il flusso di persone che arrivò nella Germania dell'ovest attraverso l'Ungheria e l'Austria aumentò di giorno in giorno, anche nella DDR crescevano le proteste e la gente si fece più coraggiosa. Ogni lunedì a Lipsia decine di migliaia di persone manifestavano contro il governo ed ogni lunedì le manifestazioni erano più affollate - anche se manifestare apertamente contro il governo era ancora un rischio enorme dato che il regime aveva ancora il pieno controllo della polizia, dell'esercito e dell'intero apparato repressivo.

Ma anche l'ultimo tentativo da parte del governo della DDR di salvare il salvabile, cioè il cambiamento dei vertici del partito comunista e del governo non servì a nulla. Quando la sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annunciò una riforma piuttosto ampia della legge sui viaggi all'estero, la gente di Berlino est lo interpretò a modo suo: il muro doveva sparire. Migliaia di persone si riunivano all'est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall'altra parte del muro, all'ovest, con ansia e preoccupazione. Nell'incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l'ordine ai soldati dei posti di blocco di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall'est e dall'ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 29 anni.

La caduta del muro di Berlino



Novembre 1989: cade il Muro di Berlino
foto: Autore sconosciuto
3 ottobre 1990: la riunificazione della Germania

Il muro era caduto ma esistevano ancora due stati tedeschi, due stati con sistemi politici ed economici completamente diversi. Le leggi, le scuole, le università, tutta l'organizzazione della vita pubblica era diversa. La riunificazione era di colpo diventata possibile, ma nelle prime settimane dopo il 9 novembre dell'89 nessuno sapeva ancora come realizzarla e quando. Tutti, anche i più ottimisti, prevedevano un periodo di alcuni anni, ma ancora gli eventi stravolsero tutti i progetti.

Adesso la libertà tanto a lungo desiderata c'era, mancava però il benessere e la gente all'est non voleva più aspettare: infatti, dopo la caduta del muro il flusso dall'est all'ovest non diminuì, anzi aumentò di colpo e di nuovo si poneva il problema di un dissanguamento dell'est, di nuovo erano soprattutto i giovani che volevano tutto e lo vogliono subito, e non fra dieci anni. "Se il marco non viene da noi, saremo noi ad andare dov'è il marco" era uno degli slogan più gridati contro quelli che chiedevano pazienza.

Nella DDR cominciò a regnare il caos. Già dopo pochi mesi la riunificazione non era più una possibilità, ma una necessità, era diventata l'unico modo per poter fermare il degrado dell'est. Ma riunire due stati non è così facile e nel caso della Germania si doveva considerare anche il fatto che la DDR faceva ancora parte di un sistema di sicurezza militare e con l'Unione Sovietica e che anche la Germania Federale non poteva agire senza il consenso degli ex-alleati della Seconda Guerra Mondiale. Questo rendeva la riunificazione un problema internazionale e solo dopo trattative non facili tra Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia e Gran Britannia e dopo il "sì" definitivo di Gorbaciov, la strada per la riunificazione era libera.

Il modo in cui alla fine i due stati vennero unificati era senz'altro dettato più dalla fretta che da considerazioni ragionevoli, ma probabilmente non c'era altra possibilità. Infatti, il 3 ottobre del 1990, i due stati non vengono riuniti, ma uno dei due stati, cioè la DDR, si auto-scioglie e le regioni della DDR vengono annesse in blocco alla Repubblica Federale.



La caduta del muro di Berlino
3 ottobre 1990: grande festa davanti al palazzo del Reichstag
foto: Grimm, Peer


Conclusioni:

Nessun politico dell'ovest può reclamare alcun merito concreto per quanto riguarda gli eventi che portarono alla riunificazione. Tutti, compreso il cancelliere Helmut Kohl, erano trascinati e travolti dai fatti, Kohl ebbe solo la fortuna di essere cancelliere della Germania quando si verificarono questi eventi. Kohl ha comunque avuto il fiuto giusto di scavalcare la valanga che si era messa in movimento senza nessuna guida politica. L'unico uomo politico che, in realtà, ha contribuito in modo decisivo a iniziare e ad accelerare il processo della caduta del muro è stato Gorbaciov, che con la sua politica ha reso possibile tutto quello che è successo. I tedeschi lo sanno bene, e ancora oggi, Gorbaciov gode di una straordinaria popolarità in Germania.



Grazie, Gorbaciov!
La data scritta sui resti del muro, il 3 ottobre 1990, è quella della riunificazione
I tedeschi chiamano Gorbaciov affettuosamente "Gorbi".
foto: Boris Babanov

Poi c'è stato il governo dell'Ungheria che nell'agosto dell'89 prese la coraggiosa decisione di aprire i confini con l'Austria e che diede così inizio a quella valanga inarrestabile che portò in pochissimo tempo alla caduta del muro di Berlino. Un ruolo molto importante e spesso trascurato hanno avuto anche i centinaia di migliaia di cittadini della Germania dell'est che sfidarono, negli ultimi mesi prima della caduta del muro, l'apparato statale della DDR, rischiando anche la propria vita.

Il crollo del Muro di Berlino, 9 novembre 1989, sancisce la nascita della Germania unita ed è considerato il simbolo della fine dei regimi comunisti in Europa. Il Muro di Berlino era stato fatto costruire il 13 agosto 1961 dal governo della Germania Est per evitare che gli abitanti della Berlino Ovest potessero circolare liberamente proprio nella Germania Est. Il Muro spezzava in due la città di Berlino. Dal momento della sua costruzione, anche persone della stessa famiglia erano state divise tra chi viveva nella Berlino Est e chi nella Berlino Ovest. Molte sono state, negli anni, le persone uccise perché stavano cercando di scavalcare il muro per passare nella Berlino Ovest. Il 9 novembre 1989 il Governo della Germania Est ha annunciato l'apertura della "frontiera" tra Berlino Est ed Ovest. E migliaia di persone si arrampicarono sul muro per raggiungere Berlino Ovest. Nelle settimane successive molte parti del muro sono state portate via dalla popolazione, finalmente in festa per la ritrovata libertà di poter passare da una parte all'altra della città (e della Germania intera) senza il pericolo di essere arrestato o ucciso.


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domenica 27 ottobre 2013

Great Wall of Vagina


Jamie McCartney sta realizzando un pannello insolito che verrà messo all’asta per beneficenza.
 Si tratta di più di 400 calchi di vagina, al momento ne ha solo 370 e ha indetto un casting per raggiungere il numero prefissato, ogni pannello sarà composto da 40 calchi per un totale di 10 pannelli, un vero e proprio Great Wall of Vagina.
 In ogni opera c’è un intento, quello di Jamie è quello di mostrare le varietà di forme che la vagina può avere, rendendola “pubblica” in modo da ristabilire l’equilibrio tra imbarazzo e consapevolezza.

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Genitali femminili sono stati a lungo una fonte di fascino, recentemente di festa, ma in generale di confusione. Oggi sembra che la creazione di immagini della vagina è l'unico appannaggio di pornografi, artisti erotici e femministe. Passo in artista inglese Jamie McCartney, che ha colto l'ortica per creare una scultura monumentale muro tutto su questa più intima dei luoghi. Per 400 donne i loro privati ​​sono andati pubblico ...

La metà di un decennio da quando le sue umili origini, La Grande Muraglia della vagina ha sedotto le donne provenienti da diversi paesi e di tutti i ceti sociali di volontariato che viene espresso dal McCartney in una reazione estremamente positiva per il progetto.

Il lungo polittico 9 metro consiste di quattrocento calchi in gesso di vulve, tutti unici, organizzati in dieci grandi pannelli. McCartney ha precisato per rendere questo progetto più ampio e inclusivo possibile. La fascia d'età delle donne è 18-76. Sono inclusi madri e figlie, gemelli identici, uomini transessuali e donne così come una donna di pre e post natale e un altro pre e post labiaplasty.

Non è volgare, è vulva! Questo non è solo sensazione, è l'arte con una coscienza sociale e McCartney vuole la gente a fermarsi, guardare e ascoltare. Qui si tratta di catturare l'attenzione, con umorismo e spettacolo, e poi educare le persone su ciò che le donne normali davvero assomigliano. Descritto come "I monologhi della vagina di scultura" questo pezzo è destinato a cambiare la vita delle donne, per sempre.

"Per molte donne il loro aspetto genitale è una fonte di ansia e io ero in una posizione unica per fare qualcosa al riguardo."

Vulve e piccole labbra sono diversi come i volti e molte persone, in particolare donne, non sembrano saperlo. McCartney spera che questa scultura aiuterà a combattere l'aumento esponenziale, visto negli ultimi anni, di cosmetici ambulatori labiali. Questa nuova moda per creare vagine 'perfetto' imposta una tendenza preoccupante per le future generazioni di donne.

La Grande Muraglia della vagina rende la visione affascinante e rivelatrice che è un grido lontano dalla pornografia. Non è arte erotica. Non si tratta di eccitazione. McCartney ha tirato fuori un trucco incredibile - per rendere deliberatamente la non sessuale sessuale e vi porterà molto più profondo. Uno è in grado di fissare senza vergogna ma con meraviglia e di stupore per questa denuncia della varietà umana.

"E 'ora la nostra società è cresciuta intorno a questi temi e sono certo che l'arte ha un ruolo da svolgere."

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Jamie McCartney

Jamie McCartney è uno scultore inglese, formatosi alla Scuola d'Arte di Hartford, Stati Uniti d'America, da dove si è laureato con il massimo dei voti nel 1991.

Jamie è un artista che è difficile da definire. Ammette di avere una Oevre gran parte scultorea,
 ma il suo lavoro attraversa molte discipline e che rifugge qualsiasi etichetta particolare. 
"Do la colpa mia laurea in Experimental Studio Art ... Sto ancora sperimentando ".
 Questo è vero. 
Se c'è una firma McCartney è il suo approccio completamente nuovo per fare arte. 
Nessun argomento è tabù, nessun processo o il materiale è off limits. 
Egli abbraccia esperimento come la forza trainante dietro la sua creatività, spesso mettendosi in extremis per realizzare i suoi slip autoimposti. Interrogato, 
"Ho appena faccio roba" è il suo mantra. 
Questa finta umiltà nasconde una forte, alcuni direbbero eccentrico,
 pharacter con un preciso je ne sais quoi ... 
E 'un maerick, un enfant terrible e quello che fa sta causando una molto scalpore.

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NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

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giovedì 26 settembre 2013

Roger Waters: Muro israeliano peggio di Berlino


Intervista a Roger Waters dei Pink Floyd
 apparsa il 18 Settembre 2013 sul giornale israeliano Yedioth Ahronoth.

L'Istituto per la Conoscenza del Medio Oriente ha pubblicato la traduzione di un'intervista in ebraico fatta a Roger Waters apparsa il 18 Settembre 2013 sul giornale israeliano Yedioth Ahronoth. Roger Waters è diventato una figura molto controversa in Israele per il suo solido sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). Nell'intervista che segue difende le sue posizioni sull'uso del termine apartheid per descrivere l'occupazione israeliana, afferma che incolpare i palestinesi per questo conflitto è come dare la colpa di uno stupro a chi l'ha subito e che il muro di separazione israeliano è cento volte più raccapricciante del muro di Berlino.

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La traduzione dell'intervista e' stata fatta da BDS Italia

Israele è uno dei pochi stati del Medio Oriente in cui un artista come te può andare ed esprimere le proprie opinioni senza temere per la propria vita. Invece che fare l'eroe all'estero, perchè non vieni qui e provi a convincerci delle tue opinioni? Ho provato a convincervi, ma è stato inutile. Non penso che la visita di un famoso musicista possa avere un impatto sulla politica di Israele, se non quello di legittimarla e normalizzarla.

Gli artisti internazionali che hanno ignorato il tuo appello dicono che non dovresti mischiare la politica con la musica Conosco bene queste argomentazioni: "Sono solo un musicista modesto", "Sto solo facendo il mio siparietto." Insomma, la posizione di Alicia Keys.

Hai provato a convincerla ma senza successo, è venuta e si è esibita qui da noi E' una donna adulta, può fare quello che le pare...

Ma nel frattempo, i tuoi fans qui si sono sentiti offesi da te Vorrei che i fans capissero che non parlo per fare critiche generali fini a sé stesse. La mia è una critica diretta alla politica del governo di Israele, non ai suoi cittadini.

Ma tuttavia, li boicotti.

Sono stato nel vostro paese, ho viaggiato per la Cisgiordania, ho visitato Jenin. Hi visto i checkpoint, le colonie, le forze di occupazione. E ho deciso di prendere una posizione di protesta riguardo tutto questo. E come si aspettino che io protesti? Incatenandomi ai cancelli di Buckingham Palace? Non penso sarebbe particolarmente efficace. Ma il boicottaggio culturale è un passo straordinariamente estremo. Quando gli attivisti bianchi iniziarono ad organizzare proteste fuori dal Sud Africa per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale, dicevano: "Dovete smontare il sistema perchè è ingiusto." Quel movimento è maturato lentamente negli anni fino ad arrivare allo sviluppo dell'idea del boicottaggio culturale. Perchè il boicottaggio è una pratica efficace.

Stai parlando del regime di apartheid in Sud Africa. Qui la situazione è diversa.

Nei Territori Palestinesi Occupati, gli ebrei sono giudicati meidante il codice civile, mentre palestinesi ed arabi sono sottoposti ad un diverso tipo di legge, quella militare. Esattamente come le vecchie Pass Laws che erano presenti in Sud Africa. Questo si chiama apartheid!E' chiaro ed evidente, non si può negare. A questo punto, Waters fa anche riferimento alla definizione di apartheid, per provare le sue ragioni, e infatti: "La separazione di un popolo basata sull'etnia, un regime dove l'etnia dominante possiede privilegi che l'altra non è concessa avere." E continua: "Quando una razza o un gruppo etnico controlla gli altri mediante la sua forza, questo è il crimine di apartheid e questo è lo status quo imposto quotidianamente nei Territori Occupati." E alzando la voce, Waters aggiunge: "E così è anche in Israele al di dentro della Linea Verde, ci sono leggi differenti a seconda che tu sia ebreo o arabo."

Ti riferisci alla Legge del Ritorno? Questa è il pilastro su cui si fonda l'idea di Israele come stato ebraico. Questa è una delle leggi a cui mi riferisco. In teoria c'è bisogno di solo cinque o sei leggi discriminanti per avere una stato di apartheid. Quindi, finchè voi non garantirete uguali diritti per tutti, voi state applicando un regime di apartheid. E sono pronto a ripeterlo centinaia di volta, e Netanyahu può anche negarlo migliaia di volta fine alla fine dei suoi giorni. E' evidente, mi spiace che alcuni dei miei fan in Israele siano sensibili a queste dichiarazioni, ma questi sono i fatti.

Dimentichi che Netanyahu ha già dichiarato la sua idea per una soluzione a due Stati, e ha fatto appello ai palestinesi affinchè siano avviati negoziati senza precondizioni esistenti.

Ci sono certi politici che dicono qualcosa riguardo una soluzione a due Stati e il fatto che vogliono la pace, ma le politiche che portano avanti dicono il contrario. Non fanno altro che continuare a costruire insediamenti e a mantenere l'occupazione.

Se incontrassi Netanyahu, cosa vorresti dirgli?

Sto pensando a come potrei dirgli ciò che penso senza sembrare maleducato. Sì, penso che gli direi che è sempre più palese che lui non idoneo per risolvere questo problema, quindi, se davvero ci tiene, dovrebbe impiegare quanto più tempo possibile nel ricercare un leader israeliano che potrebbe farlo al suo posto.

Israele non ha mai annesso i territori. Ad ogni occasione, dichiara che la situazione (dal 1967, Cisgiordania, Alture del Golan, Gerusalemme Est, ndr) è solo temporanea. Non c'è un solo cittadino israeliano che non sia interessato alla pace. Se guardi la mappa e fai attenzione a dove le colonie sono situate e dove è fatto passare il muro di separazione, vedrai che la situazione non è qualcosa di temporaneo. E' un deliberato tentativo di annettere l'intero territorio. A proposito, Israele ha già ufficialmente annesso Gerusalemme Est e le Alture del Golan. Ufficialmente, non de facto.

Stai guardando la situazione in bianco e nero, fatto di persone brave e persone cattive. E i palestinesi?

Non sono in parte da incolpare per la situazione? Penso che dare anche solo parte della colpa ai palestinesi sia come biasimare una donna stuprata per quello che le è successo. La vittima non può essere colpevole. In questo caso, i palestinesi sono stati espulsi con la forza armata dalla loro terra nel 1948 e non è mai stato concesso loro di poter tornare alle proprie case. Loro sono vittime. Ed è inevitabile che alcuni di loro provino a resistere in modi che non condivido.

Ti proclami un uomo di pace, eppure ti sei lanciato nel boicottaggio. Pensi sia davvero la via giusta?

Sì, proprio come in Sud Africa. Tra l'altro, alla fine è stato evidente come l'unico paese che ha continuato a sostenere le politiche dei bianchi in Sud Africa fu proprio Israele. E sebbene il Sud Africa non sia ancora un posto perfetto sotto molti aspetti, non c'è più una discriminazione legalizzata. E voglio che questo accada anche in Israele.

Questo non è un muro, è una barriera di separazione costruita dopo una serie di attacchi suicidi provenienti dalle aree dell'Autorità Palestinese. Invece tu continui a dire che è un simbolo di separazione etnica. Ascolta pure la posizione ufficiali di tutti gli ultimi governi israeliani, che quella barriera è costruita per difendervi, ma se guardi la mappa capisci che in realtà è costruita per rubare la terra e annettere quanto più terreno possibile. Quindi, perchè devi mentire? Perchè fate finta che quel muro abbia una qualsiasi relazione con motivi di sicurezza? Dovrebbe stare sulla Linea Verde, sui confini del 1967, se quello che dici è vero. Ma non lo è, è un altro pezzo di menzogna, i governi israeliani mentono e non capisco come pensino di poter portare avanti un processo di pace in questo modo.

E dai, pensi sia davvero fattibile comparare il muro di separazione col muro di Berlino?

Il vostro muro è cento volte più raccapricciante del muro di Berlino, e il vostro viene mantenuto in piedi, l'altro è stato distrutto molto tempo fa...

Definire la Stella di David come simbolo di oppressione offende i sentimenti delle gente ebraica.

Difendo assolutamente il mio diritto di espressione nel mio lavoro nel modo in cui lo trovo più appropriato e giusto. La Stella di David è il simbolo dello stato di Israele. Se voi iniziate a bollare come antisemita chiunque non lo sia ma che prova a criticare le vostre politiche (cosa che fate) andate direttamente ad indebolire i vostri futuri attacchi contro chi antisemita lo è veramente, contro chi odia davvero gli ebrei e qualsiasi cosa relativo al giudaismo. Io non sono antisemita.

E quindi perchè ti hanno accusato di esserlo? Così, senza motivo?

Due anni fa, ho spiegato all' Anti-Defamation League l'uso che faccio dello Stella di David relativa con il maiale, e mi dissero: "Non ci piace, ma non crediamo che tu sia antisemita." Improvvisamente, dopo che ho scritto una lettera aperta ai miei colleghi del rock'n'roll affinchè si unissero al boicottaggio culturale di Israele, hanno cambiato idea e mi hanno definito antisemita. Forse hanno pensato che la mia lettera fosse pericolosa. Quando mi hanno accusato di antisemitismo, gli ho detto che mi ricordavo ancora i nomi degli amici di mia madre dopo la seconda guerra mondiale. Mi ricordo di Miriam e Claudette, dei loro numeri incisi sugli avambracci. Loro che sono due dei pochi che sono riusciti a sopravvivere ai campi di sterminion nazisti sono stati una parte fondamentale della mia vita, quindi non chiamatemi antisemita.

Sei cresciuto in un ambiente familiare particolarmente politico?

Mia madre era una comunista dichiarata. La nostra casa era colma di documenti sui più crudeli crimini commessi nel nome dell'ideologia nazista nel Terzo Reich. Non ho mai visitato una camera a gas, ma da piccolo me ne hanno fatto vedere gli effetti, e da allora non mai dimenticato cosa fosse stato l'Olocausto. Mia madre, che è morta qualche anno fa, nel 1996, ha dedicato il resto della sua vita all'attivismo politico, che pensava potesse portare benefici a un gran numero di persone che ne hanno bisogno.

Tuo padre è stato ucciso quando avevi solo 5 mesi, in quella stessa guerra.

Mio padre è morto lottando contro i nazisti mentre era con l'esercito inglese in Sud Italia. Prima della guerra, era stato spesso in Palestina, era insegnante alla Saint George's School di Gerusalemme, e amava profondamente quella terra e suoi abitanti. Quindi è come se sentissi una specie di relazione con lui attraverso questa terre. Spesso mi chiedono "Perchè lo fai?" Non ho scelta se non fare quello che sto facendo: la mia vita politica e il sentire che devo prendere attivamente parte sono strettamente connessi a ciò che ho ereditato dai miei genitori. Se fossero stati due idioti magari adesso non sarei quello che sono oggi, mi sento molto fortunato ad aver avuto genitori che fossero persone buone, dignitose e riflessive.

E la Siria?

E' diverso, ci sono conflitti al mondo dove una parte è totalmente nel giusto, come in è stato in Sud Africa, negli Stati Uniti meridionali o [i palestinesi] nel vostro paese. Ma in Siria la situazione non è così. Israele ha una storia unica nel suo genre per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali, senza nessuno osi fare niente in risposta. Siete protetti alle Nazioni Unite al Consiglio di Sicurezza dell'ONU dal veto statunitense. Chi va a perorare la causa palestinese? Nessuno. E chi invece va ad attaccare l'Iran e la Siria e spinge per sanzioni internazionali? Quasi tutti.

Qualche giorno fa, sono state pubblicate immagini orribile sull'uso di armi chimiche da parte del regime di Assad. Devi convenire che gli Stati Uniti sono chiamati a dare una risposta, magari anche un attacco aereo. E' problematico quando dicono, senza avere alcuna prova, che non hanno dubbi che Assad abbia usato armi chimiche sulla popolazione civile uccidendo 1.500 persone.

Mi stai dicendo che non ci credi?

Guarda, non sono un fan di Assad e sicuramente non credo ad ogni sua parola. Ma dopo le menzogne dell'amministrazione Bush, sono felice che i cittadini degli Stati Uniti dicano: "Aspettate un attimo, questa storia l'abbiamo già sentita prima dell'invasione dell'Iraq." Non nel senso che stanno diventando dei santi, piuttosto egoisti. Ma questo tipo di egoismo è stato sufficiente fino ad ora per fermare Obama, che sembra dare leggermente di matto quando dice di voler lanciare missili su un paese già dilaniato e fatto a pezzi da una sanguinosa guerra civile.

Quindi vuoi che il mondo non faccia niente di fronte a queste immagini raccapriccianti?

Chi sa cosa è meglio per il popolo siriano, la padella o la brace? Putin ha mostrato un video in cui uno dei ribelli strappa il cuore dal cadavere di un soldato lealista siriano e se lo mangia. Quindi sei davvero sicuro di voler sostenere questi ribelli? Quello che sta ccadendo in Siria va ben oltre la catastrofe, l'esistenza di questi abominii serve solo a mantenere potenti i potenti, ricchi i ricchi ed estremisti gli estremisti.

Tutto quello che fai è criticare. Dicci allora, cosa dovrebbe fare il mondo occidentale nel chaos che è il Medio Oriente?

Il primo passo sarebbe di non metterci il naso. Non fare quello che la sa lunga, che vuole essere il poliziotto della situazione. Non dovrebbe più inviare rifornimenti di armi. Volete combattere? Bene, prendete le pietre. Ma non rendere il tutto un'industria che inizia una guerra e ne trae profitto per miliardi di dollari. Un giorno stai gocando nel cortile dietro a casa tua e un minuto dopo ti ritrovi senza le gambe. Perchè?...

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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/index.html

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LA FOTO


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mercoledì 10 luglio 2013

Palestinesi abbattono Muro israeliano



Video, palestinesi abbattono pezzo Muro israeliano E' accaduto ieri ad Abu Dis, un sobborgo di Gerusalemme Est, davanti al quale e' stato costruita una parte importante della barriera che circonda la citta'

Gerusalemme, 10 luglio 2013, Nena News - La nostra agenzia vi propone le immagini filmate di giovani palestinesi con il volto coperto che ieri hanno abbattuto un pezzo del Muro israeliano tra Abu Dis e Gerusalemme Est. I giovani vengono poi fermati dall'intervento della polizia di frontiera israeliana.

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Abu Dis, un villaggio-sobborgo all'ingresso orientale di Gerusalemme, e' uno dei centri abitati palestinesi piu' colpiti dalla costruzione della barriera. I suoi abitanti che pure risiedono a 1 km dalle mura antiche della Citta' Santa, per raggiungere Gerusalemme sono costretti girarvi intorno per circa 12 km, fino ad un posto di blocco della polizia. E per superarlo devono anche essere in possesso di un permesso israeliano. Un tempo abitare ad Abu Dis era come risiedere a Gerusalemme.

da http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80635

leggi anche - http://carnaval-fantasias.blogspot.it/2013/07/la-band-palestinese-dam-il-19-luglio.html

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mercoledì 4 aprile 2012

LEGALADRONA : muro di Pontida


MURO DI PONTIDA
giornale del partito
 GADGET



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Rflessione sull'Italia  e sui simboli Celtici.

Il sole delle alpi scolpito sul portale di un antico
casolare di Fossato Jonico  ( Reggio Calabria )
http://cipiri2.blogspot.it/2010/09/il-sole-delle-alpi-scolpito-sul-portale.html
"Nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito tra la documentazione contabile sequestrata ieri dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza vi è anche una cartella con l'intestazione "The family'. L'ipotesi degli investigatori è che i documenti siano relativi alle elargizioni ai familiari del leader del Caroccio Umberto Bossi"

(ANSA) - MILANO, 14 APR - La procura di Milano sta cercando i lingotti o i diamanti che l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui fondi sottratti al partito, avrebbe acquistato per conto del Carroccio l'anno scorso. Gli inquirenti vogliono accertare se esistono cassette di sicurezza intestate alla Lega o a Belsito dove possono essere custoditi, 5 chili in lingotti d'oro o diamanti acquistati dalla 'Intermarket diamond business' per un importo di circa 100 mila euro.

 The Bossi Family,  la parodia con la Famiglia Addams


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 IL DIPLOMA DEL TROTA, 

LA SUPERCAR E I LAVORI NELLA VILLA


I viaggi e l’auto lussuosa guidata dal Trota, le spese per il suo tormentato diploma di maturità, le cure costose dell’anziano leader, la ristrutturazione della sua casa di Gemonio, la scuola della moglie di Bossi, e persino i conti della pasionaria verde Rosi Mauro, leader di un piccolo sindacato capace di grandi spese. Persino le multe dell’irrequieto Riccardo Bossi, stando a quanto si dicono al telefono il tesoriere della Lega e altri collaboratori dello staff, finivano in conto a Roma ladrona. Francesco Belsito non badava a spese pur di far felice il segretario.

Il caro leader
Grazie a Umberto Bossi la sua vita era cambiata. L’ex autista del deputato forzista Alfredo Biondi aveva in mano le chiavi della cassaforte della Lega Nord e sapeva come ricompensare il caro leader e la sua famiglia. Il rapporto tra il tesoriere – con amicizie spericolate tra i calabresi – e il capo della Lega Nord filava liscio anche grazie all’elasticità di Belsito nell’interpretare la linea che divide il partito dalla famiglia del leader. Così, nonostante la gestione spericolata degli investimenti in Tanzania e a Cipro, Belsito è rimasto al suo posto fino a ieri. In realtà però il leader lo aveva ormai mollato e questa è stata la ragione dei guai peggiori per entrambi. Dopo i primi articoli di stampa negativi sul suo conto, l’aria per Belsito a via Bellerio era cambiata. Quando il tesoriere ha capito che il suo leader non lo avrebbe difeso e che presto qualcuno avrebbe messo le mani sui conti della Lega, ha cominciato a lamentarsi al telefono. Da quel momento l’inchiesta di Napoli condotta dai pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, che tenevano sotto controllo i suoi telefoni, è decollata. Gli uomini del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri dell’ambiente, coordinati dal colonnello Sergio De Caprio, hanno trascritto decine di pagine di conversazioni telefoniche del tesoriere della Lega Nord e delle sue segretarie.

“Come possono mollarlo…”
Tutte solidali con lui, commentavano con rabbia e delusione l’atteggiamento mutato di Bossi e compagni. “Ma come possono mollare così Francesco Belsito”, dicevano ignari delle intercettazioni, “dopo tutto quello che il tesoriere ha fatto per Umberto Bossi e per la sua famiglia?”. Anche Belsito, quando ha sentito la fine avvicinarsi, ha cominciato a elencare al telefono tutto quello che aveva dato alla famiglia Bossi e ha persino chiesto alla sua fidata segretaria di conservare le carte, chissà per farne quale uso. Certo l’elenco delle spese e dei regali, tutto da riscontrare, è impressionante .

Assegni e contanti
Si parte con i recenti lavori di ristrutturazione della casa di Gemonio dove Umberto Bossi vive con la moglie Manuela Marrone; poi ci sono le spese mediche per le visite specialistiche dell’anziano e malconcio leader della Lega. E ancora soldi, in assegno o contanti, sia per i familiari di Umberto Bossi che per la senatrice Rosi Mauro, segretaria del sindacato padano Sin.Pa. la cui sede ieri è stata perquisita. Stando a quanto si sente dire nelle intercettazioni confluite nelle informative dei Carabinieri, sarebbe stato pagato con i soldi della Lega (e quindi anche dei contribuenti) persino il tortuoso percorso che ha permesso a Renzo Bossi di agguantare il diploma di maturità scientifica, dopo tre bocciature, con la votazione di 69 su 100. Il “Trota ”, come è stato soprannominato dal padre, non avrebbe nuotato con le sue pinne nemmeno nella campagna elettorale che lo ha portato al consiglio regionale lombardo. Sempre stando alle indiscrezioni confluite negli atti dell’indagine, ancora non riscontrate, l’altro figlio del leader lumbard, Riccardo Bossi, si sarebbe fatto saldare dalla Lega una cartella esattoriale per una multa non pagata.

Lady Manuela
Anche la moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, è citata negli atti dell’inchiesta. La scuola Bosina, fondata nel 1998 da lady Bossi, maestra elementare e baby-pensionata all’età di 39 anni nel 1992, sarebbe stata finanziata con i fondi della Lega Nord. E se in questo caso forse un appiglio formale ci potrebbe essere per sostenere la regolarità del finanziamento, in altri casi i soldi escono dalle casse della Lega senza giustificazione alcuna magari per pagare viaggi senza collegamento con l’attività politica. I pm milanesi Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano scrivono nel loro decreto di sequestro che “Belsito ha usato la tesoreria della Lega Nord per impieghi non contabilizzati o contabilizzati in modo non veritiero e tra questi impieghi nelle conversazioni telefoniche indicate nella nota del Noe dei Carabinieri”, proseguono i pm, “ci sono i ‘costi della famiglia’, intendendosi per tali gli esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati”.

Tutta colpa di uno solo?
I pm milanesi e napoletani non hanno avuto il tempo di riscontrare la verità delle affermazioni contenute nelle conversazioni intercettate di Belsito e dei suoi interlocutori. Nessuno dei familiari di Bossi, né tanto meno il segretario della Lega, è iscritto nel registro degli indagati. È evidente però che l’inchiesta punta ad accertare se Belsito sia l’unico colpevole per tutti questi soldi usciti dai bilanci della Lega senza lasciare traccia né giustificazione alcuna. Un personaggio chiave dell’indagine è la segretaria amministrativa della Lega Nord, Nadia Dagrada. Ieri è stata perquisita e interrogata dal pm Henry John Woodcock a Milano. La durata dell’interrogatorio, ben nove ore, lascia intendere che la donna dei conti della Lega abbia deciso di dire tutto quello che sa. Nelle intercettazioni telefoniche non era tenera con i familiari di Bossi e anche nell’interrogatorio ha tenuto il punto: Belsito apriva i cordoni della borsa del partito per ingraziarsi il suo leader. Ma, secondo quello che avrebbe detto la segretaria amministrativa della Lega, mentre Umberto Bossi è sempre stato disinteressato al denaro e ai favori, i figli se ne sarebbero un po’ approfittati.
di Marco Lillo
la Lega Nord fuori dall'Italia

tutto sulla lega qui
http://cipiri.blogspot.it/2012/04/francesco-belsito-tesoriere-lega-nord.html

 http://cipiri.blogspot.it/2010/06/padania-o-morte-tutti-i-bluff-di-bossi.html

IL TROTA : Cocaina, escort e festini

http://cipiri.blogspot.it/2012/04/il-trota-cocaina-escort-e-festini.html
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