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lunedì 7 settembre 2015

Muro Colorato per #Imago


Il valore di una persona 
risiede in ciò che è capace di dare 
e non in ciò che è capace di prendere.
(Albert Einstein)




"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente, è che perdono la salute per fare i soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro, che dimenticano di vivere il presente, in tal maniera che non riescono a vivere nè il presente, nè il fututo. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto."

 Dalai Lama



"Non ho più pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. 
Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare. I sensazionalismi mi annoiano. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza".


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Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, 
è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. 
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C’era una volta un popolo così IGNORANTE
 che conosceva di più le REGOLE DEL CALCIO 
che i propri DIRITTI.
L'Italia è un paziente malato di mente. Malato grave. 
Dal punto di vista psichiatrico, direi che è da ricovero...


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L'amicizia non cresce da sola e per non naufragare nell'abisso dell'incomprensione e del disinteresse, va nutrita con rispetto e custodita come un tesoro prezioso e raro. E' un giuramento di fedeltà che non ha bisogno di essere formulato perché si basa sulla fiducia reciproca. L'amicizia non teme confronti e giudizi, è l'accettarsi per migliorarsi.




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lunedì 8 luglio 2013

ENERGIAINFINITA: le mani della mafia sulle rinnovabili italiane

le mani della mafia sulle rinnovabili italiane





Europol: le mani della mafia sulle rinnovabili italiane

L'ultimo rapporto di Europol conferma gli interessi dei clan nei confronti del settore delle energie pulite, che consente di riciclare facilmente il denaro sporco così come di intercettare le sovvenzioni pubbliche.

La mafia ha diversificato in modo considerevole le proprie attività criminali,,,
continua a leggere ...
ENERGIAINFINITA: le mani della mafia sulle rinnovabili italiane: Europol: le mani della mafia sulle rinnovabili italiane L'ultimo rapporto di Europol conferma gli interessi dei clan nei confronti...

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mercoledì 18 aprile 2012

Gherardo Colombo : c’è qualcuno che non ruba?


 Gherardo Colombo


Tangentopoli oggi sembra roba da scolaretti. Caramelline in confronto ai milioni di euro che quasi quotidianamente si scopre mancano dalle casse dei partiti. Dove tesorieri lombrosianamente inquietanti fanno sparire fiumi di denaro e nelle more del magna magna ci scappano pure spaghetti da 180 euro a piatto. Per non parlare delle inchieste per tangenti aperte in mezza Italia. C’era una volta la Procura di Milano, fulcro dell’indagine che secondo la vulgata avrebbe spazzato via un’intera classe dirigente. Invece – assolti, prescritti e riciclati – sono ancora tutti lì, comprese le mele marce del famoso cestino che, diceva Bettino Craxi, era sano. Come siamo arrivati a un’invasione di frutta avariata? Lo abbiamo chiesto a Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani pulite.
Dottor Colombo, c’è qualcuno che non ruba? I giornali sembrano un bollettino di guerra, con la Finanza che cerca nelle sedi dei partiti lingotti d’oro e diamanti, manco fossero il deposito di zio Paperone.
Mi sembra di capire ci sia una grandissima diffusione della trasgressività.
La classe politica si sente intoccabile?
Quando smisi la toga nel 2007, feci un’intervista al Corriere: dicevo già allora che a mio avviso si stava riaffacciando un senso d’impunità che caratterizzò anche la fase precedente a Mani pulite. Chiaramente scemato nel corso degli indagini di quegli anni. Ma che si è riaffermato con il susseguirsi di prescrizioni, norme che indebolivano le indagini e depenalizzavano i reati.
La responsabilità è del legislatore ?
Sicuramente. Ma la classe dirigente è in sintonia con il Paese. Abbiamo gli stessi politici da vent’anni.
Questo perché non ci sono mai state epurazioni, lo si ripete spesso.
Epurazione è una brutta parola. Ci sono molte persone oneste, ma la cultura generale vede le regole, a qualsiasi livello, come un impedimento. Siccome la legalità è un fastidio, tanti pensano di poter trasgredire.
All’epoca di Mani pulite ci furono molte polemiche sull’uso della custodia cautelare in carcere, perfino Bobbio sollevò dei dubbi. Oggi è molto meno utilizzata: questo cambia la percezione dell’opinione pubblica?
Vediamo i numeri: in oltre tre anni d’indagini abbiamo richiesto al gip circa un migliaio di custodie cautelari, più o meno trecento all’anno. Solo a Milano in 12 mesi venivano arrestate circa 7mila persone. Si disse che usavamo la misura in maniera abnorme, non era vero. Non credo che ci sia più o meno consapevolezza della gravità della situazione perché si fa meno ricorso al carcere. Io giro molto e mi sento spesso dire: “Non se ne può più”. Forse c’è più rassegnazione, mancano le manifestazioni pubbliche degli anni 90, che però io talvolta trovavo sopra le righe.
Va bene, le monetine sono sopra le righe. Ma almeno produssero un allarme, fecero pressing sulla classe politica. Il referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è figlio di quella stagione.
Secondo me anche ora i politici sono preoccupati. Però non sono in grado di prendere contromisure efficaci.
I tre leader della maggioranza extralarge sostengono che in caso di eliminazione dei rimborsi elettorali, i partiti finirebbero nelle mani delle lobby: d’accordo?
È difficile pensare che il finanziamento da parte di privati e imprese sia innocuo. Un contributo pubblico alla vita dei partiti è necessario per evitare discriminazioni. Il problema sta nell’entità: troppi, troppi soldi. E nell’utilizzo.
Per questo la gente è arrabbiata.
Sì certo, la rabbia deriva dalla constatazione di un eccesso. Però attenzione: i politici non vengono da Marte. In molti pensano: perché loro sì e io no? Gli italiani vivono ancora come se le regole della società fossero quelle antecedenti alla Costituzione: non hanno ancora capito che non sono più sudditi, ma cittadini.
Se politici e cittadini si assomigliano, come si spiega il 4 per cento di gradimento ai partiti?
Il basso gradimento dipende da quel che abbiamo appena detto. Dovessimo affidarci alla logica, la politica dovrebbe adottare misure necessarie. Ma non succede.
Come se ne esce, ammesso che si possa uscirne?
La soluzione auspicabile è sostanzialmente impraticabile: la politica dovrebbe avere il coraggio di applicare riduzioni consistenti – direi formidabili – alle spese dei partiti, oggi inaccettabili. Ma non solo la riduzione dei rimborsi elettorali, anche l’abolizione delle Province, il ridimensionamento del numero dei parlamentari, delle indennità. E un controllo, rigoroso ed efficace, della spesa pubblica. Detto questo, il problema resta educare a un diverso modo di intendere la relazione tra persone e collettività.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/gherardo-colombo-cosi-e-risorta-tangentopoli/


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domenica 28 agosto 2011

Siria , mani spezzate al vignettista



vignettista Ali Ferzat
Gli hanno spezzato le mani per punirlo di aver disegnato Assad che faceva l'autostop con Gheddafi e altre vignette satiriche anti regime. E' quanto accaduto in Siria al celebre vignettista Ali Ferzat. All'uomo è, infatti, stato detto che si è trattato «solo di un avvertimento» e gli hanno ordinato di smettere di disegnare. Dal canto suo l'uomo ha ribadito: "Le nostre vite sono in pericolo".


SIRIA


gli Usa protestano per le mani spezzate al vignettista siriano. 
Ma la repressione va avanti


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Ali Farzat - علي فرزات - VIGNETTE

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Sono state messe in circolazione le foto del vignettista Ali Ferzat, rapito e picchiato giovedì mattina da degli uomini armati col viso coperto. Ha le mani spezzate, oltre a diversi segni di violenza sul viso e sul corpo ed è comprensibilmente terrorizzato. Una punizione e un chiaro avvertimento che ha costretto gli Stati Uniti a chiedere a Bashar al-Assad di fermare, quantomeno, le violenze contro i dissidenti pacifici. Ma il presidente siriano non sembra granché impressionato dalle timide dichiarazioni che arrivano dalla comunità internazionale. Un po’ per la protezione che gli assicurano ancora Russia e Turchia e un po’ perché gli interessi occidentali sono rivolti altrove al momento. Continuano infatti la carneficina quotidiana e gli arresti in tutto il Paese. Anche oggi gli attivisti hanno contato almeno una decina di morti, un bilancio che potrebbe salire nelle prossime ore al termine del venerdì di preghiera.

vedi anche il video:
http://www.nuovaresistenza.org/2011/08/26/siria-ali-farzat-dopo-essere-rapito-e-torturato-dalle-forze-di-sicurezza-youtube/

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