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mercoledì 9 gennaio 2013

POLITICI senza STIPENDIO fino al pareggio di bilancio


POLITICI senza STIPENDIO 
fino al pareggio di bilancio

A cosa serve un SOMMERGIBILE?
 A fare la guerra. E l’Italia ne ha comprati due di ultima generazione dalla Germania.
 Costano quasi 1 MILIARDO di euro che sommato a un altro miliardo già speso per altre due unità già entrate in esercizio e con base a Taranto fanno 2 miliardi di euro. Tanti soldi quelli dei contribuenti italiani destinati a questa operazione avallata da destra e da sinistra che, invece, non sono stati destinati a PENSIONI, OSPEDALI o SCUOLE.
 Ma con una società in crisi il governo non dovrebbe pensare attentamente ai propri investimenti e a cosa decide di tagliare? Meglio, allora ricordarselo all’interno della cabina elettorale, visto che in Italia si dimenticano troppo facilmente le decisione prese dalla politica. Indignarsi fa bene, perché un Paese senza memoria non ha futuro.

I trucchi degli onorevoli per godersi la vita - video

L'inchiesta di Piazza Pulita svela uno scenario davvero sconcertante

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L'ONOREVOLE SCROCCONE

Aereo gratis e albergo di lusso superscontato. La casta si concede le vacanze a spese nostre e, con la scusa del convegno politico, alla fine vince pure al Casinò. Grazie alla complicità di un deputato, Piazzapulita vi svela tutti i trucchi a disposizione degli onorevoli per godersi ancora la vita nonostante la crisi.
Sono di scena, ancora una volta, i privilegi della casta: stasera al programma de La7 condotto da Corrado Formigli verrà mostrata la candid camera in cui il protagonista è un parlamentare che è stato seguito da Montecitorio fino a Venezia.

Grazie alla complicità di un deputato, l'onorevole Barbato, Piazzapulita si è proposta di svelare tutti i trucchi a disposizione degli onorevoli per godersi ancora la vita nonostante la crisi.

Un viaggio superlusso pagato dai contribuenti, tra aerei e traghetti gratis, passando per suite iperscontate. Come contraltare, l'inviato del programma Gaetano Pecoraro ha ripercorso il medesimo viaggio. Ovviamente le differenze di trattamento e prezzo: sono evidenti. 

LEGGI ANKE ... http://cipiri.blogspot.it/2013/01/uruguay-jose-mujica-il-presidente-piu.html

Uruguay, Josè Mujica, il presidente più povero del mondo


Mentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell' Uruguay, Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri,
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lunedì 23 aprile 2012

Il pareggio di bilancio : di Giulietto Chiesa




Avv. Musa Paola : denuncia il Presidente della Repubblica ....

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/avv-musa-paola-denuncia-il-presidente.html

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Il pareggio di bilancio? «E’ un altro tassello del colpo di Stato strisciante, anticostituzionale, che è in corso in Italia dallo scorso autunno, cioè con l’arrivo al governo della coppia Napolitano-Monti». Giulietto Chiesa non ricorre a perifrasi: parla di “abuso di potere”, firmato da «un Parlamento di zombie, a legittimazione zero», dato che non rappresenta più il popolo italiano. Pareggio di bilancio significa, in pratica, la fine dello Stato: niente più investimenti, non un soldo destinato agli italiani. Per ogni tipo di sviluppo economico e sociale non resterà che una strada: la privatizzazione generale dell’Italia, per cessione diretta di beni e servizi o per via indiretta, cioè attraverso il ricorso ai famigerati “mercati” finanziari internazionali. Un suicidio scientifico, per mano “tecnica”, proprio mentre la politica affonda – non casualmente – nel fango degli scandali, suggerendo la peggiore delle conclusioni: perché andare ancora a votare, visto che ormai la democrazia non serve più?
Proprio il pareggio di bilancio introdotto forzatamente nella Costituzione, in ossequio all’ultimo diktat della Commissione Europea retta da tecnocrati Giulietto Chiesa non-eletti, oscuri emissari delle lobby del super-potere mondiale, segna l’inizio della fine delle democrazia europee, già amputate della loro sovranità vitale, quella monetaria: e se ora gli Stati non potranno più neppure spendere a favore dei propri cittadini, è come se cessassero di esistere. La “confisca” definitiva delle libertà nazionali è un piano europeo, che in Italia è stato appoggiato da un vasto fronte istituzionale, che «accomuna il presidente della Repubblica e il capo del governo, il governo stesso e i parlamentari che lo sostengono, cioè Alfano, Bersani, Casini e tutti i loro scherani». Nel suo ultimo video-editoriale su “Megachip”, Giulietto Chiesa parla apertamente di “alto tradimento”: ipotesi di reato da aggiungere all’elenco di imputazioni che l’avvocato cagliaritano Paola Musu ha trasmesso alla Procura, con Paolo Barnard, denunciando Monti e Napolitano come “golpisti”.
Siamo di fronte alla possibile fine della Repubblica italiana, sostiene Chiesa: se il Parlamento non sarà più autorizzato a decidere come spendere il denaro pubblico, non potrà più «adempiere ai diritti e doveri riconosciuti dalla Costituzione». Grazie al pareggio di bilancio, il Parlamento (attuale e futuro) «viene delegittimato totalmente». Quindi, non ci sarà più alcuna necessità della politica: «Con assoluta chiarezza», già oggi il governo dei tecnici «dice sostanzialmente che non ci sarà più da discutere di nulla». L’anonimo club dei tecno-commissari insediati nel Palazzo sta per raggiungere «l’apogeo della sua significazione», mettendoci di fronte al fatto compiuto: «Un governo dei tecnici, abilitato a prendere decisioni tecniche da una modifica costituzionale, trasformata a sua volta in atto tecnico e illegittimo».
La prima, grande decisione: privatizzare tutto e tutti, «perché è solo vendendo quello che abbiamo accumulato nella nostra storia, tutta intera, che potremo ancora fare investimenti, cioè pensare a una qualche forma di sviluppo». Parola di per sé preoccupante, se si pensa allo sviluppismo cieco che ha creato la crisi: ma è sviluppo anche quello dei diritti, delle pari opportunità per tutti, delle condizioni umane, della cultura. Bene, da domani non sarà più possibile: lo Stato sarà costretto a dare solo 100, dopo aver preso 100 sotto forma di tasse. In pratica, come soggetto socio-economico attivo, la Repubblica non esisterà più: privata di moneta sovrana e ora anche di capacità di spesa, potrà finanziare investimenti solo svendendo ai privati i “gioielli di famiglia”, o facendo nuovi debiti presso i Monti e Napolitanoben noti strozzini della finanza internazionale. E tutto questo, in base a una semplice decisione “tecnica”: senza più alcun bisogno dei partiti, del Parlamento, di nessuna istituzione legata alla politica.
«Date un’occhiata al cosiddetto quadro politico che abbiamo di fronte», dice Giulietto Chiesa: «Lo sfacelo dei partiti a cui stiamo assistendo, sotto molti profili, sembra fatto apposta per assecondare questa grande operazione di discredito definitivo della politica». Operazione sottile, perché abbina due elementi: il discredito dei partiti-vergogna fa crollare quel che resta della credibilità della politica come strumento democratico. «Vedo un rapporto netto – aggiunge Chiesa – tra il pareggio di bilancio e la grande canea sui lingotti d’oro e i brillanti della Lega, o sul partito della Margherita, o in generale sull’ondata di liquame che scivola sui partiti e nel quale i partiti nuotano. Sono due cose: una tecnica, che abolisce la politica, e l’altra politica, cioè la politica fangosa che abolisce i partiti».
Risultato: «Tra un anno dovremo votare, e ci sarà una politica azzerata: tecnicamente e moralmente. E ci sarà un’“antipolitica” che ovviamente sarà relegata ai margini, perché l’intero sistema della comunicazione sarà dispiegato per screditarla». Senza contare, naturalmente, la grande incognita: la massa degli astensionisti, che non andranno a votare. «E allora possiamo aspettarci che venga fuori qualcuno che dirà: ma perché andare a votare? Ha ancora senso andare a votare in queste condizioni?». Perché, attenzione: «La crisi è molto più grave di quello che immaginiamo». Il crollo della democrazia rappresentativa «avverrà nel contesto di una furia di milioni di persone, private della loro illusione di consumo indefinito e gettate in una situazione in cui non potranno più consumare», perché Paul Krugman«stiamo andando verso una recessione generalizzata e dovremo stringere la cinghia: tutti, salvo quello scarso 0,1% che ci ha portato in questa situazione».
C’è poco sa scherzare: «Il pericolo è straordinariamente grande: non ce n’è mai stato uno grande come questo – per la nostra vita e per il nostro futuro, oltre che per la nostra democrazia». Naturalmente, i media cantano tutt’altra canzone, mentre l’Italia sta per precipitare verso il baratro: il pareggio di bilancio è una strada pericolosa, senza ritorno, e segna l’atto finale dell’esautorazione dei cittadini, l’inizio dello smantellamento definitivo dello Stato, dapprima “disarmato” – con l’imposizione dell’euro, moneta “straniera” da prendere in prestito a caro prezzo – e ora neutralizzato anche come “sindacato dei cittadini”, privato di portafoglio, obbligato (per legge) a non spendere più. Lo dicono in molti: dagli americani della Modern Money Theory all’economista Paul Krugman, premio Nobel: il “rigore” e i diktat dell’Europa stanno preparando una catastrofe, un suicidio già scritto. L’alternativa? «Una sola: fermarli prima». Giulietto Chiesa auspica «una rivolta generalizzata, di massa, contro questo potere». Rivolta? Ebbene sì, perché saranno le condizioni sempre più disperate a renderla attuabile: «Dovunque possibile, dovremo rivoltarci e difendere il nostro territorio, con ogni mezzo legale di resistenza. Perché la legge siamo noi: e dunque, noi siamo l’alternativa».



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domenica 15 aprile 2012

MODIFICA DELL'ART. 81


 LA MOSTRUOSA MODIFICA DELL'ART. 81 COST. ?

DI JESTER FEED
rischiocalcolato.it

Fra qualche giorno in Senato dovrà essere votata la modifica dell’art. 81 Cost. che introdurrà il cosiddetto pareggio di bilancio, e cioè l’obbligo per lo Stato di pareggiare costi e ricavi. Una norma importante, ma che nasconde un terribile effetto: la consegna definitiva del nostro paese nelle mani delle oligarchie bancarie e finanziarie, perché con il pareggio di bilancio lo Stato non sarà più in grado di controllare e indirizzare l’economia nazionale attraverso le politiche anticicliche1.

La conseguenza è evidente: la nostra politica economica sarà gestita dal cosiddetto Fondo Internazionale Salvastati, dalla BCE e dalle oligarchie dei poteri finanziari mondiali che controllano i flussi di credito agli Stati tramite l’acquisto di titoli del debito pubblico (debito sovrano).
Ma andiamo indietro e torniamo al Governo Berlusconi. All’epoca c’erano parecchie resistenze per l’approvazione della norma che l’UE ci chiedeva proprio in ragione della crisi finanziaria. Già da questo dato è possibile una prima lettura del mostruoso provvedimento che sta per essere approvato. Berlusconi e il suo governo tentennavano, ma i poteri finanziari non intendevano aspettare. Ecco dunque la mossa regina: esautorare Berlusconi e sostituirlo con Monti, il quale il 2 marzo 2012 firma con gli altri paesi europei il cosiddetto Fiscal Compact, un trattato UE attraverso il quale si impongono regole più rigide nel rapporto tra deficit e PIL. In altre parole, il deficit non dovrà superare in alcun modo il 3% del PIL.
Ma il Fiscal Compact comporterà anche un impegno per gli Stati membri ad abbattere l’attuale debito pubblico per ridurlo fino a raggiungere il 3% del PIL. E siccome lo Stato italiano ha un deficit stratosferico, questo impegno comporterà per il nostro paese manovre pesantissime per i prossimi anni e una previsione di crescita che è pari a zero, poiché lo Stato a questo punto non avrà più sovranità di politica economica, non potendo sforare i limiti imposti dal Fiscal Compact, pena l’applicazione di forti sanzioni.
Le opinioni degli economisti e degli osservatori politici sul punto peraltro si sprecano, e c’è chi ritiene che il Fiscal Compact determina la nostra fine come nazione e come Stato sovrano. Il che pare essere vero al di là dell’evidente pregio di una politica che tenga sotto controllo gli eccessi della spesa pubblica. Del resto, è sufficiente vedere come è stata gestita la questione. In sordina. La Camera ha già approvato la modifica dell’art. 81 Cost. con una maggioranza bulgara che scongiura già in prima battuta il referendum costituzionale. Se la norma verrà approvata nella stessa maggioranza al Senato, i cittadini non verranno consultati in merito alla consegna della sovranità politico-economica a soggetti estranei ai meccanismi democratici. In altre parole, i cittadini si ritroveranno a essere governati dalle oligarchie finanziarie e i nostri politici saranno il paravento democratico attraverso il quale queste oligarchie decideranno i nostri destini.
Nessun organo di informazione ne ha parlato. Mentre tutti si spendono nel parlare di Renzo Bossi e dello scandalo leghista, che guarda caso capita proprio a fagiolo in un contesto politico dove si sta per approvare una modifica costituzionale più che importante e che ridisegnerà gli assetti e i rapporti all’interno dell’Unione Europea a favore netto di banche e finanza e del potere politico della Germania. Non a caso, sia Gran Bretagna, sia Repubblica Ceca non hanno aderito al trattato, mentre il nostro paese, prostituto dell’UE, è il primo che si è calato le braghe e ha accettato questi vincoli di bilancio suicidi che non permetteranno politiche di finanza congiunturale.
Del resto potevamo farci ben poco con la classe politica mediocre che ci ritroviamo. Siamo stati avvisati con un metodo finanziario-mafioso. Proprio ieri, alla riapertura dei mercati finanziari, lo spread (il rapporto tra BTP e Bund tedeschi) è risalito a quota 400 e la borsa di Milano ha perso 5 punti percentuali. Un vero crollo in vista della votazione della modifica costituzionale. Come a dire: votate a maggioranza dei 2/3 e approvate il Fiscal Compact, o questo è quello che vi aspetta, puttane italiane… Il default.
Jester Feed
Fonte: www.rischiocalcolato.it/

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sabato 6 agosto 2011

PAREGGIO DI BILANCIO ED UNA SPECULAZIONE ALLEGRA , POVERA ITALIA

PAREGGIO DI BILANCIO ED

UNA SPECULAZIONE ALLEGRA

POVERA ITALIA


L’economia é, nelle memorabili parole di John Maynard Keynes, che se ne intendeva parecchio, una scienza lugubre. Qualche volta si interessa anche della produzione di ricchezza. Per lo più, obbliga a fare i conti con quello che non va: poco o nessun reddito, male prodotto e peggio distribuito; non virtuosa competizione sui mercati, ma collusioni e monopoli; crisi di produzione e di occupazione. Gli economisti sarebbero sempre obbligati a trattare con la scarsità delle risorse di ogni tipo e, qualora abbiano un cuore (qualcuno ne dubita), non riuscirebbero mai ad essere allegri. Se aggiungiamo che, stando ad un altro grande economista, Adam Smith, sarebbero le mani nascoste, magari aiutate da solidi valori morali, a portare ad un equilibrio vantaggioso per tutti, il quadro si fa inquietante. Le mani che si vedono in queste settimane stanno speculando e sembrano mirare a tutto meno che alla creazione di equilibri. Di solidi valori morali in giro sembrano essercene davvero pochi. “Enrichissez-vous”, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, é probabilmente lo slogan degli speculatori in un mondo globalizzato, ma la conseguenza per molti, qui mi interessano gli Stati, é l’impoverimento.

Tuttavia, per rimanere nelle frasi fatte, che hanno spesso profonde radici nella realtà effettuale, la speculazione non é l’altro volto di un destino cinico e baro. Al contrario, deve essere considerata una legittima componente di qualsiasi mercato competitivo, locale, nazionale, globale. Quando investono o disinvestono, gli speculatori scommettono e rischiano, in proprio. Se sbagliano, pagano, di persona. Se esistono, come dovrebbero, regole serie, gli speculatori vengono puniti nei casi in cui traggano vantaggi indebiti da alcuni fattori, come il notorio insider trading. Chi é marxista potrebbe cavarsela sostenendo che la speculazione a livello mondiale é davvero l’ultimo (o il più recente) stadio del capitalismo. I liberali, ma anche i socialisti, dovrebbero vedere in quello che sta succedendo, Italia compresa, la debolezza della politica. Lo dicono un po’ tutti, in particolare troppi politici interessati a stravolgere l’economia per loro scopi personali e/o di partito. Ed é più che evidente che gli speculatori si guardano bene dall’aggredire Stati politicamente solidi e forti, in grado di difendersi.

La mia posizione é che la debolezza della politica, in particolare, di quella italiana (ma la diagnosi può essere facilmente estesa), dipende da due fattori: uno strutturale e uno, in senso lato, culturale (ovvero, se si vuole, per rimanere in compagnia di Adam Smith, “sentimentale”). Il fattore strutturale é rappresentato dall’esistenza di un governo, quello in carica, che gode di una maggioranza numerica, ma non effettivamente e operativamente politica, vale a dire convintamente tesa al conseguimento di obiettivi chiari, non più negoziabili e non soggetti a deprimenti conflitti fra i ministri. Contro una compagine governativa solida e compatta la speculazione farebbe più di due conti prima di lanciarsi a testa bassa. L’elemento “sentimentale” é costituito dalla credibilità. È una moneta che non si stampa. E’ una poderosa risorsa. E’ qualcosa che ciascun governante é riuscito a costruirsi, con la volontà e con i comportamenti, nel corso del tempo, mostrando carattere, superando crisi, agendo in maniera impeccabile, conquistando prestigio in patria e all’estero.

Se e quando i mercati e gli speculatori non vedono né la stabilità politica e operativa dei governi né la credibilità al di sopra di ogni sospetto dei governanti, allora alzano la posta delle loro scommesse. Questa mi pare la situazione italiana attuale, rimediare alla quale, nelle condizioni date, richiede un vero e proprio colpo d’ala. Nel frattempo, gli speculatori si rallegrano. Almeno per un po’ la loro “economia” sarà tutt’altro che lugubre. Per la maggioranza di noi, però, il rischio incombentissimo é che la nostra situazione economica personale e nazionale diventi effettivamente e rapidamente fin troppo lugubre.

(Gianfranco Pasquino)


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