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venerdì 26 ottobre 2012

LA SICILIA PUÒ CAMBIARE

giulietto-sicilia

 

 

 

 

LA SICILIA RIBOLLE - Giulietto Chiesa -

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L'Alternativa c'è

Domenica in Sicilia si vota.
È un voto cruciale che può dare un segnale a tutto il Paese. Non sarebbe la prima volta che la Sicilia indica una svolta per tutta l’Italia.  E c’è un fatto nuovo, la possibilità di infliggere un colpo duro alla casta: a quella siciliana e a quella nazionale. Questo fatto nuovo si chiama MoVimento 5 Stelle.  Che ha svegliato l’Isola e si propone come una svolta chiara e inequivocabile. Ho letto la lettera aperta del MoVimento 5 Stelle siciliano al Governo Monti. Una lettera che mi sento di condividere in gran parte.   Non contiene tutto quello che ci avrei messo, ma contiene molto di quello che ci avrei messo anch’io. Io avrei aggiunto per esempio la richiesta al governo Monti di cancellare ogni autorizzazione al MUOS, o meglio al mostro di Niscemi. E di cancellare le troppe servitù militari che soffocano l’isola. Ma c’è tempo anche per questa discussione. L’essenziale è capire che noi abbiamo bisogno di pace, e non di guerra.  Soprattutto in questa lettera non c’è niente che io respingerei.
E questo è quanto basta.
Dunque io vorrei dire, a tutti i siciliani che mi conoscono e che mi hanno seguito in questi anni che, se fossi in Sicilia, voterei per il MoVimento 5 Stelle.
E aggiungo: che farei il possibile perché questo movimento si rafforzi, possa vincere e andare oltre le sue possibilità attuali, possa diventare una grande forza di rinnovamento, consapevole come sono che di fronte a questo movimento, ma anche a tutti noi, sta il compito di dare prova di fedeltà ai propri ideali e di distacco netto dalla “casta” e dai poteri forti.

Abbiamo tutti bisogno di una boccata di aria pulita.
C’è bisogno di gente nuova e pulita, che interpreti il potere che acquisirà come un servizio per i cittadini e come una difesa del Bene Comune.

Soprattutto c’è bisogno di gente non ricattabile, che possa sottrarsi ai veti incrociati della casta e al voto di scambio: sia quello mafioso sia quello clientelare.
La Sicilia giustamente ribolle di rabbia contro coloro che, con il loro malgoverno, sono di fatto diventati degli istigatori a delinquere, in Sicilia come in tutta l’Italia il governo Monti.
Penso che dobbiamo essere grati a Beppe Grillo se questa protesta - che ha portato e porta nelle piazze decine di migliaia di siciliane e di siciliani di ogni età – sia stata così misurata e così composta, direi saggia.
Altro che "antipolitica"! E’ questa l’unica politica che io riconosco. Quello che abbiamo visto è una grande prova di democrazia, di partecipazione e di protesta: proprio quello che ci vuole.
Per questo auguro successo a questa politica. Io sono con voi.

Giulietto Chiesa - Alternativa

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Dario Fo per il Movimento 5 Stelle

Dario Fo sta con Grillo: è quello che serve ora

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Dario Fo per il Movimento 5 Stelle

Dario Fo sta con Grillo: è quello che serve ora

Il Premio Nobel spende parole di elogio per il Movimento 5 Stelle: «Non è vero che non hanno un programma. I partiti hanno paura perché stanno per essere spazzati via».

A Beppe Grillo ancora mancava l'appoggio di un Premio Nobel al suo movimento. Ora è arrivato, con Dario fo, che, ospite di Tiziana Panella a Coffee Break su La7, ha detto: «In un momento come questo, con questo clima, dove tutto è soft e leggero, serve qualcuno che entri con i piedi giunti nel piatto come Grillo».

Poi fo ha spiegato: «E qualcuno raccoglie, non solo i disperati che accolgono lo sfogo, ma anche chi in piazza non è mai stato e non è vero che non hanno un programma, ce l'hanno eccome, io l'ho letto con grande attenzione e alcuni punti di questo programma sono stati anche ripresi dalla sinistra. Non è uno scherzo, è partito da un 5% scarso ora il suo movimento è arrivato al 20%. Alcuni dei partiti minimizzano: passerà, non regge. Ma c'è anche chi invece inizia ad aver paura perché i politici non hanno un ricambio e si rendono conto di aver deluso la gente. E sempre quei politici continuano a dire che si vede una luce in fondo al tunnel, ma se fosse un camion?». 

 http://www.globalist.it/Detail_Reportage?ID=106&Loid=111

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mercoledì 24 ottobre 2012

Siciliani nel mondo, ascoltatemi!

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 Siciliani nel mondo, ascoltatemi!

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http://www.beppegrillo.it/2012/10/siciliani_nel_mondo_ascoltatemi.html

Siciliani nel mondo, ovunque voi siate, a Toronto in Canada, a Little Italy a New York, ad Alice Spring al centro del deserto australiano o nelle mille terre del Sud America, ascoltatemi. Io ho bisogno del vostro aiuto, la Sicilia ha bisogno del vostro aiuto e anche l'Italia, che spesso vi è stata matrigna e vi ha costretto a lasciare la vostra isola, ha bisogno di voi. Potete fare molto, cambiare tutto perché, almeno una una volta nella Storia, tutto cambi veramente. I treni del vero cambiamento passano poche volte nella vita, uno di questi rarissimi treni sta percorrendo in questi giorni la Sicilia, da Messina a Palermo, da Termini Imerese a Cefalù. Lo vedi, il passaggio del treno, negli sguardi dei ragazzi siciliani che credono finalmente nella possibilità di creare sviluppo e ricchezza nella loro isola senza dover emigrare, lo vedi nel pianto di alcuni vecchi che mi hanno abbracciato come se fossi un loro figlio e nelle piazze piene all'inverosimile in cui si è accesa una speranza di buon governo, di futuro e di libertà dai ricatti dei capibastone. Ovunque voi siate telefonate a casa, inviate una mail, fate informazione presso i vostri amici e parenti in Sicilia. La libertà di informazione in Italia è agli ultimi posti nel mondo, al 61esimo posto dopo Haiti, Samoa, Guyana. Le televisioni e i giornali sono strumenti di propaganda dei partiti e delle lobby. Sono l'ultima barriera di una classe politica predatoria e vorace che ha prodotto i Cuffaro e i Lombardo. Collegatevi alla Rete, che in Sicilia è quasi inesistente, guardate le dirette su Ustream e su Youtube, ascoltate i ragazzi del MoVimento 5 Stelle e il loro portavoce Giancarlo Cancelleri, leggete il programma e poi chiamate i vostri conoscenti e spiegate che il loro voto alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre è importante sia per loro che per voi, perché domani potrete scegliere se ritornare dalle vostre nuove patrie nell'isola di luce al centro del Mediterranneo che avete lasciato. Quanti siete nel mondo? Milioni, decine di milioni? Il vostro potere è enorme. Il vostro passaparola deve sentirsi fino ai due poli. Un fragore mai sentito prima. Se cambia la Sicilia, cambia l'Italia. E poi, forse, anche l'Europa. Non lasciate soli i vostri ragazzi.


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sabato 11 settembre 2010

SCOPERTI BROGLI ALLE ULTIME VOTAZIONI ITALIANE



Riconteggio, primo round alla Bresso
"Ad Asti sono nulli nove voti su dieci"

DI :grazia longo

torino

Bresso-Cota, 1-0. La partita del riconteggio è solo all’inizio, ma il risultato di Asti dimostra che solo il 13% delle schede presenta la doppia croce. Una sul nome del candidato alla presidenza della Regione Roberto Cota, l’altra su quello di una delle lista di centrodestra che il Tar ha ritenuto illegittimamente presentate alle elezioni. Il rimanente 87% dei consensi è dunque da ritenere nullo. A favore, quindi, dell’ex governatore Mercedes Bresso.

Eppure, mentre Sergio Chiamparino, alla festa del Pd, dice che «se si va a rivotare la prima parola spetta alla Bresso», ai sprecano altri «se» e altri «ma». Non solo perché Asti è soltanto la prima tappa e perché il vero tavolo da gioco sarà quello di Torino. Ad alimentare dubbi e polemiche c’è sempre la diversa interpretazione da parte degli avvocati delle rispettive parti.

«L’esito di Asti è insignificante - esordisce Luigi Procacci, uno dei legali di Cota -, il riconteggio è inutile, in quanto la maggioranza degli elettori, di centrodestra o di centrosinistra che siano, ha ritenuto di avere espresso la propria volontà chiaramente con una croce sola, il metodo più veloce». E ancora: «Il riconteggio è inutile perché cerca qualcosa che non corrisponde alla reale volontà degli elettori». Ma la replica della controparte non si fa attendere. L’avvocato Sabrina Molinar Min, del collegio difensivo della Bresso, è lapidaria: «Il discorso di Procacci è valido solo se ci troviamo di fronte a liste valide. Ma sia quella di Scanderebech, sia quella dei Consumatori non lo sono, perché definite nulle dal Tar in quanto non erano legittimate dalla raccolta di firme di sostenitori. Di conseguenza, essendo considerate non valide le preferenze a queste due liste, può essere ritenuta legale solo quella data espressamente a Cota».

E gli scontri non finiscono qui. Procacci, a proposito del riconteggio a Biella (che dovrebbe concludersi a metà della prossima settimana), rileva l’anomalia di una scatola su cui era indicata una preferenza al centrodestra, mentre «all’interno le schede attestavano ben 167 preferenze». Ma anche in questo caso Molinar Min respinge al mittente le critiche: «Se davvero vogliamo stare tutti tranquilli abbiamo solo da ripetere la consultazione elettorale». Realtà che si potrebbe verificare se il Consiglio di Stato annullasse la sentenza del Tar, senza rinvio. E mentre quest’ultimo il 23 settembre si esprimerà sul riconteggio a Torino, si attende il 19 ottobre. Giorno in cui il Consiglio di Stato si pronuncerà anche sulla richiesta dei legali di Bresso di decidere subito cosa fare relativamente alla lista di Michele Giovine, senza attendere la procedura civile legata alla querela di falso, che allungherebbe a dismisura i tempi.

Lunedì mattina, intanto, partirà il riconteggio al tribunale di Alessandria. Mentre non si attenuano i battibecchi per le operazioni finora avvenute. L’ultimo, ieri, quando Aldo Tirone, presidente del tribunale di Asti (dove le preferenze a Scanderebech sono 362, quelle ai Consumatori 167) ha sigillato la scatola delle schede con scotch trasparente. «Così il timbro e le firme apposte sopra sono facilmente cancellabili», insiste l’avvocato Procacci. «Critiche pretestuose» la risposta di Sabrina Molinar Min. E non è certo finita qui.

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