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domenica 1 settembre 2019

Conte Bis 20 punti per fare il Governo

Conte Bis 20 punti per fare il Governo

20 punti imprescindibili del Movimento 5 Stelle per fare il governo con il Pd
Il Movimento diffonde la lista di impegni da assumere per dar vita al Conte Bis


Il M5S ha diffuso il documento consegnato al premier incaricato, Giuseppe Conte, con 20 punti programmatici che i gruppi 
parlamentari pentastellati ritengono fondamentali per formare il nuovo governo.

Al termine delle consultazioni con Conte, lo stesso capo politico M5S, Luigi Di Maio, ha accennato ad alcuni di questi punti come il taglio parlamentari, i tempi della giustizia, il conflitto di interessi.

Ecco i 20 punti ne dettaglio:

1. Taglio del numero dei parlamentari. Manca un solo voto per completare la riforma, che deve essere un obiettivo di questa legislatura e tra le priorità del calendario in aula.

2. Una manovra equa: stop all’aumento Iva, salario minimo, taglio del cuneo fiscale, sburocratizzazione, famiglie, disabilità e emergenza abitativa.

3. Cambio di paradigma sull’Ambiente. Un’Italia 100% rinnovabile. Dobbiamo realizzare un Green New Deal che nei prossimi decenni porti l’Italia verso l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia al 100 per cento. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la tutela dell’ambiente, la questione dei cambiamenti climatici e la nascita di nuove imprese legate a questo settore. Basta con inceneritori e trivelle, sì all’economia circolare e alla eco-innovazione. Norme contro l’obsolescenza programmata. Una legge su rifiuti zero ed investimenti pubblici sulla mobilità sostenibile.

4. Una seria legge sul conflitto di interessi e una riforma del sistema radiotelevisivo.

5. Dimezzare i tempi della giustizia e riformare il metodo di elezione del Consiglio superiore della Magistratura. I cittadini e le imprese hanno bisogno di una giustizia efficace e veloce: noi abbiamo pronta una riforma che porta al massimo a 4 anni i tempi per una sentenza definitiva.

6. Autonomia differenziata e riforma degli enti locali. Va completato il processo di autonomia differenziata richiesta dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, istituendo contemporaneamente i livelli essenziali di prestazione per tutte le altre regioni per garantire a tutti i cittadini gli stelli livelli di qualità dei servizi. Va anche avviato un serio piano di riorganizzazione degli enti locali abolendo gli enti inutili.

7. Legalità: carcere ai grandi evasori, lotta alle mafie e ai traffici illeciti. È necessario intervenire per tutelare i cittadini onesti, colpendo innanzitutto i grandi evasori con il carcere. Serve una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari e un inasprimento delle pene per i reati finanziari, per contrastare i traffici illeciti delle mafie. Contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, con politiche mirate dell’Unione Europea nei Paesi di provenienza e transito. 
Oltre alla modifica del Regolamento di Dublino.

8. Un piano straordinario di investimenti per il Sud, anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese.

9. Una riforma del sistema bancario. Serve separare le banche di investimenti da banche commerciali.

10. Tutela dei beni comuni. La scuola pubblica è un bene comune: serve prima di ogni altra cosa una legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti. L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito la legge sull’acqua pubblica. La nostra sanità va difesa dalle dinamiche di partito spezzando il legame tra politica regionale e sanità valorizzando il merito. Le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che va avviata la revisione delle concessioni autostradali. La cittadinanza digitale va riconosciuta ad ogni cittadino italiano dalla nascita per favorire l’accesso alla partecipazione democratica, all’informazione e per favorire la trasformazione tecnologica.

11. Politiche di genere in attuazione dei diritti costituzionali della persona, in conformità ai principi dell’Unione europea; superamento della disparità retributiva, conciliazione vitalavoro.

12. Tutela dei minori: revisione del sistema degli affidi e delle adozioni, lotta alla dispersione scolastica e al bullismo.

13. Porre fine alla vendita degli armamenti ai Paesi belligeranti, incentivando i processi di riconversione industriale e maggiore tutela e valorizzazione del personale della difesa, delle Forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco.

14. Politiche espansive con una quota di investimenti in infrastrutture, in ambiente e in cultura da scomputare dai parametri di Maastricht.

15. Giovani e futuro: innovazione digitale, sviluppo delle imprese e promozione delle eccellenze del Made in Italy, crowdfunding, semplificazione apertura nuove attività, 
fondo previdenziale integrativo pubblico.

16. Ricerca, università ed alta formazione artistica e musicale: riforma dei sistemi di reclutamento e dell’accesso universitario con ingenti investimenti per garantire pari opportunità di diritto allo studio, di sviluppo e formazione su tutto il territorio nazionale.

17. Tutela del cittadino: del consumatore, del lavoratore, dell’utente dei servizi; il potenziamento della sicurezza sul lavoro e delle infrastrutture e della protezione dalle calamità naturali, con particolare riguardo ad un testo unico per le post emergenze e per la ricostruzione del tessuto infrastrutturale, economico e sociale. Provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e riforma dell’AIRE.

18. Riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari territoriali e riforma del percorso formativo medico: integrazione ospedale-territorio, l’adeguamento del FSN e l’attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico Nazionale. Contrasto al gioco d’azzardo.

19. Tutela degli animali: misure per garantire il rispetto degli animali. Contrasto alle violenze e al maltrattamento, tutela della biodiversità e lotta al bracconaggio.

20. Sostegno ai piani di settore e alle filiere agricole e promozione di pratiche agronomiche e colturali sostenibili e a difesa del suolo.


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sabato 10 novembre 2018

Sondaggi elettorali: scendono Lega e Movimento 5 Stelle

Sondaggi elettorali:   scendono ancora i consensi per Lega e Movimento 5 Stelle
SIAMO IN MANO A DEI CREDULONI
DI IMMAGINI ED ICONE FINTE

Sondaggi elettorali: 
scendono ancora i consensi per Lega e Movimento 5 Stelle

Il calo di Lega e Movimento 5 Stelle è iniziato da qualche settimana e lo conferma il sondaggio 
realizzato per La7. Nonostante ciò, la coalizione giallo-verde mantiene abbondantemente la 
maggioranza, ma non arriva più a toccare il 60% dei consensi: si ferma infatti al 58,6, l’1% in meno 
rispetto al dato della scorsa settimana.



La coalizione giallo-verde ha perso un altro punto percentuale. Secondo il sondaggio politico realizzato da Swg per La7 infatti, il governo Lega-Movimento 5 Stelle mantiene una solida percentuale al di sopra del 50%, come nelle ultime settimane, ma rimane sotto il 60%. Se nei primi mesi di governo i due alleati erano riusciti a toccare picchi molto alti, fino a superare il 62%, ora il totale delle intenzioni di voto per i due partiti si ferma al 58,6, mentre secondo il sondaggio della scorsa settimana Lega e Movimento 5 Stelle toccavano il 59,6. Un leggero calo dovuto probabilmente alla presentazione delle misure 
contenute nella legge di bilancio, alle conflittualità con l'Unione europea.

Il partito che mantiene il primato 
all'interno del governo Conte è la Lega di Matteo Salvini. Dopo una scalata che lo ha portato dal 17,4% delle elezioni del 4 marzo fino a toccare anche il 33,8% dei consensi nella prima metà di ottobre, adesso il Carroccio sembra essere in leggera flessione. Secondo quanto riportato dal sondaggio, nella prima settimana di novembre sarebbe il 30,4% degli italiani a votare il partito di Salvini se si tornasse subito alle urne. Lo 0,2% in meno della scorsa settimana. Ma non è l'unico partito a soffrire: il Movimento 5 Stelle ha perso lo 0,8% e si allontana sempre di più dalla soglia del 30%, superata quando gli italiani erano stati chiamati a votare. Ora, il partito di Luigi Di Maio avrebbe il consenso del 28,2% dei cittadini.

Insieme ai due partiti, l'analisi condotta da Swg sottolinea che a inclinarsi è anche il consenso su tutto l'operato del governo Conte: esaminando il gradimento a partire dalla seconda settimana di giugno fino alla prima di novembre, i cittadini che si potevano ritenere molto o comunque abbastanza soddisfatti del frutto del lavoro realizzato fino a quel momento erano il 53%. Una percentuale che però ha subito una flessione verso il basso con lo scorrere dei mesi fino ad arrivare al 45% a settembre, riguadagnando qualche punto e toccando il 48% a inizio ottobre, per poi rincominciare la discesa fino alla percentuale più bassa degli ultimi cinque mesi: il 42% dei primi giorni di novembre.

Gli altri partiti
Il maggior incremento dei consensi lo ottiene il Partito Democratico, che a quanto registrato dal sondaggio raccoglie il 17,5% delle intenzioni di voto. Dopo aver toccato percentuali ben più basse, il PD torna ad avvicinarsi alla percentuale raggiunta alle elezioni del 4 marzo (18,7%), che per ora rimane quella più alta toccata dal partito negli ultimi sette mesi. Possono accennare un sorriso anche gli altri partiti del centro-destra: Forza Italia di Silvio Berlusconi guadagna lo 0,4% e si arresta all'8,3% degli ipotetici voti, un leggero aumento che però non è sufficiente a portarlo al risultato raggiunto alle elezioni, ovvero il 14%. 
Anche Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni cresce dello 0,4% questa settimana e si ferma al 3,9%.





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venerdì 20 aprile 2018

Berlusconi è il Male Assoluto


Sondaggio : 
Emg Acqua per Cartabianca ha chiesto a circa duemila italiani 
se fossero d'accordo con la definizione 
che l'esponente del Movimento 5 Stelle sull'ex Cavaliere.

Berlusconi è il male assoluto come dice Di Battista



Una definizione di Alessandro Di Battista su cui è stato chiesto il parere degli italiani. È quanto fatto da Emg Acqua in un sondaggio per Cartabianca, la trasmissione Rai di Bianca Berlinguer. Oggetto? Silvio Berlusconi, definito dall’esponente del Movimento 5 Stelle come “il male assoluto“. I risultati sono sorprendenti. La domanda posta a circa duemila intervistati era la seguente: “Di Battista del Movimento 5 Stelle ha definito Berlusconi ‘il male assoluto’. Lei quanto è d’accordo con questa affermazione?”. Bene: per il 50,6 per cento delle persone intervistate la risposta è stata “Molto”, mentre solo il 2 per cento ha detto “Per nulla“. In mezzo ci sono il 28,1 per cento che ha detto “abbastanza” e il 10,6 per cento che ha risposto 
“Poco“. L’8,7 per cento, infine, si è trincerato dietro un “non so”.

Più politica la seconda domanda, strettamente legata all’attuale mancanza di un esecutivo. “Se non si dovesse trovare un accordo tra le forze politiche, lei sarebbe favorevole ad un governo di altro profilo istituzionale con il sostegno di tutti i partiti?”. Alla domanda di Emg Acqua, il 25,1 per cento dei circa duemila italiani intervistati si è detto favorevole, mentre il 43,3 per cento si è dichiarato contrario. I “non so” sono stati il 32,6 per cento.



Non è questione di disprezzo personale. 
Certo, c’è anche quello per un uomo ricco sfondato che per passare il tempo non trovava di meglio che organizzare festini con ragazzine dell’età delle sue nipoti negli scantinati della sua dimora e che ha fatto della Menzogna e dell’Inganno una Filosofia di Vita Pubblica e Privata. Non è neanche questione di Ribrezzo Politico. Certo, c’è anche quello per un personaggio che ha umiliato per anni la nostra Repubblica costringendola ad occuparsi dei suoi processi personali e delle sue aziende sfruttando un conflitto di interessi da terzo mondo. Non è neanche questione di rivalità partitica. Certo, c’è anche quello ma dopo un quarto di secolo il programma politico di Forza Italia lo conosciamo a memoria, è sempre lo stesso, difendere gli interessi di Mediaset e tener fuori il suo padrone dalla galera, una farsa che reggeva quando era al trenta percento e quando Renzi stava al gioco e i tempi sono cambiati. 
Non è neanche una questione penale. 
Certo c’è anche quello ma si sa che in Italia finiscono in Galera solo i poveri cristi. 
Lo Stato deve fermare il delinquente
Berlusconi ha sempre usato il suo potere politico ed i suoi soldi per impedire alla giustizia di fare il suo corso e alla fine se l’è cavata con decine di Prescrizioni, Multe e con una Condanna ai Servizi Sociali. E allora perché lo Stato deve fermare questo delinquente naturale, come lo definiscono i giudici? Lo deve fermare per ragioni di decenza, igiene e tenuta democratica. Lo deve fermare perché Berlusconi è un traditore dello Stato. A dirlo sono i Giudici. L’unica condanna di Berlusconi è per una gigantesca Evasione Fiscale. Per aver cioè truffato lo Stato con l’aggravante di averlo fatto anche mentre ricopriva la carica di premier. E grazie a questa condanna definitiva è decaduto da senatore e diventato non eleggibile. Lo Stato ha cioè ritenuto e ritiene ancora 
Berlusconi indegno di far parte del Parlamento


Che Berlusconi sia quindi “disonorevole” lo dice la legge, non i suoi nemici politici. Ma c’è di più. Berlusconi è riuscito a star fuori dalla galera barando, ma le sentenze dei suoi processi certificano un’infinità di fatti infamanti che dovrebbero impedire a chiunque anche solo di avvicinarsi allo Stato. Dalle sentenze, risulta come Berlusconi abbia corrotto giudici, testimoni, forze dell’ordine, politici e quant’altro per sottrarsi alla Giustizia. Ha cioè ancora una volta ingannato lo Stato corrompendo perfino servitori dello Stato. Ma c’è di più. Dalle sentenze è stato certificato come Berlusconi abbia addirittura stretto un patto con la mafia e l’abbia pagata per anni in cambio di protezione. È cioè sceso a patti col nemico numero uno dello Stato, con l’organizzazione criminale che lo Stato lo vuole distruggere.  Ma c’è di più. Nella complicità dei vecchi partiti come il Pd che con un personaggio del genere hanno governato, nell’impossibilita della Giustizia di punirlo per i suoi crimini, nell’inerzia delle istituzioni che gli hanno permesso addirittura di fare campagna elettorale col suo nome nel simbolo pur essendo Ineleggibile (e qualcuno un giorno dovrà spiegare come è stato possibile), ci hanno pensato i cittadini il 4 marzo a reagire scatenando un vero e proprio tsunami che ha travolto un sistema marcio e complice e succube di Berlusconi. 


Forza Italia – nonostante l’enorme potere economico e mediatico alle spalle – è stata battuta dalla Lega e clamorosamente umiliata dal Movimento 5 Stelle che i soldi li restituisce e aveva contro la stampa intera. Un urlo impetuoso in nome del cambiamento che almeno Mattarella non può ignorare. Le pagliacciate di Berlusconi al Quirinale, il suo ruolo nelle consultazioni e lo spazio che gli viene concesso dalle macerie del vecchio sistema, sono una umiliazione inaccettabile per tutti i cittadini che hanno espresso nelle urne una inequivocabile voglia di voltare pagina. 
Almeno ora, su mandato popolare, lo Stato deve reagire e 
fermare quel Delinquente in nome della dignità della nostra democrazia.
Scritto da : Tommaso Merlo



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venerdì 26 gennaio 2018

Razzi contro Di Maio



Razzi contro Di Maio: «Parlassi l’italiano come lui mi vergognerei»

Antonio Razzi contro Luigi Di Maio sull’uso corretto della grammatica. Alla domanda durante 

un’intervista a Radio Padova se la mancata ricandidatura dell’esponente di Forza Italia sia dovuta 

anche alla fatica a coniugare correttamente i verbi, Razzi controbatte: «Non sono l’ultimo della 

classe  spiega - sa quante ne sento io di fregnacce, da certi professori, 

ed anche dai Cinque stelle che ce ne 

sono parecchi qui al Senato, che poi si mettono a ridere tutti. Almeno io sono andato a lavorare da 

bambino perché avevo altre sorelle a cui dare da mangiare, anche se a me mi piaceva studiare. Ma in 

compenso conosco tre o quattro lingue». «Mi vergognerei - rincara riferendosi a Di Maio del 

Movimento 5 stelle - a voler fare il leader del Paese, 

quando sa l’italiano peggio di me. Almeno io ho fatto 41 anni di 

lavoro in Svizzera, quello quando cazzo ha lavorato?». Sulla sua esclusione dalle liste il senatore non 

nasconde la delusione. «Nella vita io ho imparato l’educazione, 

anzi i miei genitori che non ci sono più 

mi hanno imparato sempre il rispetto. Io quando non voglio dire una cosa a uno, gli vado

 personalmente e gli dico: guarda mi dispiace questo non si può fare - sottolinea -. 

Mi piacerebbe sapere il motivo, come 

mi hanno chiesto il voto nel 2010 potevano dire guarda che adesso non ti possiamo ricandidare per 

tanti motivi». Alla domanda se abbia parlato con Silvio Berlusconi o con Niccolò Ghedini, Razzi 

aggiunge: «ho il telefono, lo chiamo, ma non te lo passano e quindi è inutile che lo chiamo. 

Ho lavorato così bene che mi sentivo orgoglioso di fare ancora una legislatura». 

QUESTO è UN RUBASTIPENDIO IGNORANTONE


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giovedì 21 aprile 2016

Gianroberto Casaleggio




Casaleggio morto, dall’Olivetti al blog di Beppe Grillo: addio all’inventore del Movimento 5 stelle
Il co-fondatore del M5s si è spento in un istituto di Milano. Aveva 61 anni ed era malato da tempo.
Il Movimento 5 Stelle ha perso uno dei suoi leader. Gianroberto Casaleggio è morto a 61 anni dopo aver perso la battaglia con la malattia contro la quale ha lottato a lungo. Il Guru, così è stato chiamato col passare del tempo, si è spento all’istituto Scientifico Auxologico di Milano. Casaleggio, ideologo e co-fondatore del M5s, ha lavorato fino agli ultimi giorni. Beppe Grillo ha saputo della sua scomparsa mentre si trovava a Napoli, per una tappa del suo show, subito annullata. “Ha combattuto fino all’ultimo” ha commentato sul blog. I funerali saranno celebrati giovedì 14 aprile a Milano alle ore 11 presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie“. Camera e Senato volevano ricordarlo con un minuto di silenzio e la commemorazione in Aula durante i lavori parlamentari. Ma i parlamentari dei Cinquestelle hanno rifiutato, in linea con il carattere riservato del cofondatore, che non amava le celebrazioni, soprattutto quando lo riguardavano.

Nato a Milano il 14 agosto del 1954, Casaleggio si diploma in informatica ma non consegue la laurea. Ha due figli: il primogenito Davide avuto con l’ex moglie Elizabeth Clare Birks e Francesco, nato dalla successiva unione con Sabina Del Monego. Il fondatore M5s muove i suoi primi passi professionali presso l’Olivetti di Ivrea negli anni ’70. In seguito si mette in proprio e fonda in joint venture la Webegg, società di consulenza e comunicazione per grandi aziende. La svolta arriva nel 2004 quando dà vita alla Casaleggio Associati, nella quale figura anche il figlio Davide e inizia ad interessarsi di politica. Nello stesso anno si candida per una lista civica a Settimo Vittone (Torino) e ottiene sei voti.

Nel 2005 l’incontro con Beppe Grillo: Casaleggio crea sul web il blog per raccogliere i fan degli spettacoli del comico genovese e pubblica i suoi libri. Il sito dell’attuale leader del M5S diviene il più seguito in Italia ed uno dei primi nel mondo. I due si sono conosciuti al termine di uno spettacolo a Livorno nel 2004: Casaleggio si presenta e invita l’ex attore a lavorare insieme. Il comico gli risponde: “Sei pazzo”. Da allora inizia il loro sodalizio. E’ il via dell’ascesa politica di Grillo.

Dal 2006 al 2010 gestisce la comunicazione online dell’allora leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Nel 2007 la Casaleggio Associati realizza due video “Prometeus – La Rivoluzione dei media” e “Gaia“: si tratta di una “visione” del futuro nel quale i media tradizionali sono scomparsi mentre il mondo, dopo una catastrofica guerra mondiale, viene governata da intelligenze messe in “rete”. I filmati contribuiscono a creargli un’aura di mistero e l’accusa di essere vicini alla massoneria esoterica, cosa smentita da Casaleggio in alcune delle sue rare interviste.

Nel 2009 insieme a Grillo fonda il M5S. Il 2013 è l’anno del “boom”: i 5 stelle sono il partito più votato in Italia (escluse le circoscrizioni estere) e mandano 109 parlamentari alla Camera e 59 al Senato. Casaleggio evita i riflettori, lascia che sia Grillo il “front-man” del Movimento. Pochissime dichiarazioni ai giornalisti, evita i fotografi. Soltanto in qualche rara occasione riesce a superare la timidezza: sale sul palco di piazza San Giovanni a Roma per la chiusura della campagna elettorale per le Europee 2014 quando cita Enrico Berlinguer. Torna sul palco ancora una volta per la Festa Cinquestelle al Circo Massimo a Roma. Con lui c’è sempre l’amico Beppe Grillo.

Lui il “cervello”, Grillo la “pancia” in un rapporto quasi simbiotico, di cui è sempre stato consulente, consigliere, editore e coautore di libri, forse anche ghostwriter. Sua è la stesura del “Non Statuto” del Movimento e nelle regole per la selezione on line delle candidature. Il blog di Grillo ha ricordato, tra l’altro, una citazione di una frase di Casaleggio presa da una lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 30 maggio 2012: “Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”.

Nell’aprile del 2014 Casaleggio era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano. Proprio pochi giorni fa, il 7 aprile, Casaleggio aveva replicato dal blog di Grillo a un articolo della Stampa che parlava di una presunta volontà di “abdicare” a favore del figlio Davide. “Non ci sono capi – aveva ribadito per l’ennesima volta – e l’unico leader riconosciuto sono i cittadini che fanno parte della comunità del M5s”. Da circa due settimane era ricoverato a Milano con uno pseudonimo per evitare che la notizia si diffondesse.

Era considerato da sempre il “Guru 2.0″, la vera mente e fonte di ispirazione del Movimento. Capelli ricci, occhialini tondi, pochissime foto in circolazione e un alone di mistero che lo segue. Personaggio riservato – tanto da essere ricoverato (dice Repubblica) con un falso nome – ha lasciato volentieri a Grillo la luce dei riflettori della politica, ha sempre concesso pochissime interviste. “Non sono mai stato dietro a Beppe Grillo, ma sempre al suo fianco”, raccontò in una delle sue rare uscite pubbliche. Personaggio controverso, anche per le sue “visioni” che erano state prese in giro anche in una parodia di Maurizio Crozza. Amato dalla maggior parte degli attivisti M5s e guardato con sospetto da parte degli avversari politici, è finito spesso al centro della polemica per due motivi, in particolare. Il primo, il presunto conflitto d’interessi tra il ruolo di leader politico (anche se la parola è sempre stata invisa) e imprenditore nel settore della comunicazione sul web (e proprietario del blog di Grillo). Il secondo, l’accusa della gestione del Movimento, per esempio sull’attendibilità delle primarie online o sulle espulsioni di attivisti e parlamentari.

E’ stato spesso accusato da alcuni parlamentari di gestire in modo verticistico il M5s. Il primo scontro è quello con Giovanni Favia nel 2012. L’ex consigliere regionale in fuorionda poi trasmesso da Piazza Pulita su La7 disse: “Casaleggio prende per il culo tutti, da noi la democrazia non esiste”. L’ultimo caso a far discutere in ordine di tempo è stata invece la piattaforma per le email dei deputati grillini che nel 2013 faceva capo all’ex M5s Massimo Artini. Il sistema venne smantellato da un tecnico, secondo i fuoriusciti mandato dalla Casaleggio associati.

Amante di Asimov e McLuhan, appassionato del mondo cavalleresco e della leggenda di Camelot, raccontano che nella sua precedente società, la Webegg, le riunioni si tenessero attorno a una tavola rotonda nel castello di Belgioioso, vicino a Pavia. Difficile fare il suo identikit. Non ha profili né su Facebook, né su Twitter. Molti lo considerano una sorta di “profeta-manager”, se non un “visionario del web”. Ha scritto alcuni libri. Tra questi: “Il Web è morto, viva il Web” nel 2001; “Web ergo sum” nel 2004. Nel 2001 ha firmato insieme a Beppe Grillo il volume “Siamo in guerra. [La rete contro i partiti. Per una nuova politica]; mentre nel 2013 con il comico e Dario Fo il libro “Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle. Sempre nel 2013 ha firmato l’ebook “Insultatemi! Insulti (e risposte) dalla A alla V”.


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venerdì 6 dicembre 2013

Berlusconi : Via la scorta e la polizia da davanti Palazzo Grazioli





 al Presidente del Senato Pietro Grasso
Annullare tutti i dpcm e le leggi che assegnano i 40 uomini di scorta,
 le due auto blindate 
al semplice cittadino Silvio Berlusconi 
che ci costano 2,5 mln di euro l'anno.

Nonostante il signor Berlusconi Silvio, non sia più Senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale, in attesa di altri giudizi pendenti per cui è già stato anche condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, nonostante sia stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato, nonostante il signor Berlusconi Silvio attualmente come semplice cittadino italiano vale meno del sottoscritto, continua a girare indisturbato per il Paese a nostre spese con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati dai nostri “Servizi”. Le sue abitazioni private sono presidiate da centinaia di carabinieri e tutte le sue residenze mi risulta siano state elevate, sempre dal signor Silvio Berlusconi quando rappresentava indegnamente il nostro Paese, a sedi istituzionali e, pertanto presidiate, controllate, ristrutturate, manutenute con i soldi dei contribuenti.

  Movimento 5 stelle: "Via la scorta a Silvio Berlusconi e la polizia da davanti Palazzo Grazioli"

Via la scorta a Silvio Berlusconi. Non solo. Via anche i carabinieri davanti a Palazzo Grazioli. Con un'interrogazione parlamentare, il Movimento 5 stelle chiede al ministro dell'interno Angelino Alfano di chiarire a che titolo il leader di Forza Italia gode ancora di un sistema di sicurezza e protezione a carico dell'erario pubblico. "È assurdo che i cittadini debbano pagare per la sicurezza di un pregiudicato che non è più parlamentare e che tra l'altro ha tutti i mezzi per pagarsi da solo guardie del corpo e sistemi di protezione", ha spiegato all'agenzia Dire il vicepresidente del gruppo M5s Mario Michele Giarrusso, che annuncia la presentazione dell'atto di sindacato ispettivo al Senato, mentre annuncia che analoga iniziativa e' stata presa dal gruppo alla Camera dei Deputati.

Due i capitoli dell'interrogazione. "Il primo riguarda la scorta: ci risulta che si tratti di personale di varia provenienza con stipendi da favola. Dei veri e propri pretoriani probabilmente inquadrati nei servizi. Alfano ci risponda: pagano i cittadini e perché?". Altra questione è il presidio delle forze dell'ordine davanti alla residenza romana di Silvio Berlusconi: "Perché Carabinieri e Polizia invece di dedicarsi alla sicurezza dei cittadini vengono impiegati per stazionare davanti alla casa di un pregiudicato?".


Si chiede pertanto, dopo aver verificato quanti uomini di scorta ha ancora il signor Berlusconi pagati dai cittadini, quante auto blindate di proprietà dello Stato sono ancora in suo possesso, quante abitazioni e residenze private sono sotto il controllo e presidiate dalle forze dell’ordine, quali residenze sono state elevate con DPCM a rango di sedi istituzionali e quindi con oneri e costi a carico dei cittadini italiani, 
ANNULLARE TUTTI I DPCM E LEGGI CHE ASSEGNANO I BENEFICI DI CI SOPRA, REVOCARE CON EFFETTO IMMEDIATO LE SCORTE, DEGRADARE A SEDI PRIVATE LE RESIDENZE SOTTO PROTEZIONE DEL SIGNOR BERLUSCONI E LICENZIARE TUTTI I BODY GUARD EX FININVEST E STANDA E SUCCESSIVE ASSUNZIONI PERSONALI SENZA CONCORSO.


Come ha distrutto il Paese Berlusconi con i suoi alleati. 
Una storia di vera dittatura mediatica spiegata e ricostruita dai giornalisti stranieri.

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Documentario USA su Berlusconi censurato in Italia.

lunedì 2 dicembre 2013

MoVimento 5 Stelle, ieri con Grillo il V3Day a Genova


MoVimento 5 Stelle, ieri con Grillo il V3Day a Genova.

QUALCUNO STA INSINUANDO CHE GRILLO ABBIA DETTO CHE NON VUOLE I PARLAMENTARI SUL PALCO.. LA QUESTIONE E' BEN DIVERSA I PARLAMENTARI SARANNO NEI GAZEBO INSIEME ALLA GENTE.. NON HANNO CAPITO CHE IL SISTEMA DEI VECCHI POLITICI E’ CAMBIATO, NOI SIAMO OLTRE, NOI SIAMO LA GENTE, NOI SIAMO IL POPOLO, NOI CI SIAMO! Beppe Grillo torna in piazza a Genova.
 Si svolge oggi il terzo V-Day, sigla ormai arcinota che identifica il ritrovo di tutta la galassia del MoVimento 5 Stelle.

L’appuntamento, terzo nella storia del soggetto politico guidato dal duo Grillo-Casaleggio, si tiene a cinque anni di distanza dal meeting precedente, il V2-Day che mobilitò moltissime piazze d’Italia, e a tre di distanza dal raduno musicale, a Cesena, della Woodstock 5 Stelle.

L’integrale dell’intervento di DARIO FO:

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L'URLO DI DARIO FO AL V3DAY
Nel frattempo, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia: il MoVimento, da oggetto misterioso della politica italiana, è diventato il primo partito in Italia alle ultime elezioni nazionali, complice anche una campagna elettorale travolgente – il cosiddetto Tsunami Tour – dove proprio il blogger la fece da protagonista.

Oggi, il movimento cerca di riorganizzarsi attorno al proprio leader: la doppia sconfitta a caldo dopo le urne, con la conferma al Quirinale del mai amato Napolitano, e il successivo incarico di governo a Enrico Letta sostenuto dalla maggioranza di Pd e Pdl, non hanno intaccato l’umore delle truppe grilline.

Ora, dunque, si apre una nuova fase per il MoVimento 5 Stelle e, forse, anche per il Paese: da qualche giorno, Silvio Berlusconi non è più senatore della Repubblica e c’è da attendersi che Grillo, salendo sul palco, rivendicherà i meriti dei “suoi” parlamentari nella cacciata dell’ex presidente del Coniglio, come fatto negli ultimi giorni sul proprio blog.

Il V3day sarà anche l’occasione di lanciare la campagna elettorale per il 2014, dove si terranno certamente le elezioni europee e, in caso di improvvise crisi, anche quelle politiche: a questo proposito, è lecito attendersi da Grillo anche qualche parola sul Porcellum, su cui sta per pronunciarsi la Corte costituzionale.

Il programma, per la giornata di oggi a Genova in piazza Della Vittoria, prevede l’inizio alle ore 11 con, in cartellone, le esibizioni di alcuni musicisti locali. L’intervento di Grillo è atteso per le 14. Quindi a seguire, altri ospiti si avvicenderanno sul palcoscenico, parlando degli argomenti cari ai 5 Stelle: sostenibilità, liste pulite, giustizia. L’hashtag ufficiale è #sonogiàoltre

 L’integrale dell’intervento di Beppe Grillo a Genova, al V3Day, dove elenca 7 proposte per andare in Europa a debellare il predominio delle banche, a disconoscere il Fiscal Compact e il Pareggio di Bilancio, a discutere di uscita dall’Euro o di un’eventuale zona Euro2 con Francia, Spagna, Grecia e tutte le economie che hanno bisogno di una marcia diversa per smettere di impoverirsi arricchendo la Germania. Nel suo intervento, Grillo annuncia anche l’Impeachment a Giorgio Napolitano. VIDEO:

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L'integrale dell'intervento di Beppe Grillo a Genova, al V3Day, dove elenca 7 proposte per andare in Europa a debellare il predominio delle banche, a disconoscere il Fiscal Compact e il Pareggio di Bilancio, a discutere di uscita dall'Euro o di un'eventuale zona Euro2 con Francia, Spagna, Grecia e tutte le economie che hanno bisogno di una marcia diversa per smettere di impoverirsi arricchendo la Germania. Nel suo intervento, Grillo annuncia anche l'Impeachment a Giorgio Napolitano.
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NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

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domenica 3 marzo 2013

Referendum sulla fiducia : agli iscritti al MoVimento 5 Stelle

Referendum agli iscritti al MoVimento 5 Stelle sulla fiducia

Caro Beppe,
sono una donna che, dopo tante delusioni dai classici partiti, ha votato il MoVimento 5 Stelle perchè convinta che avrebbe davvero cambiato il nostro Paese e forse, partendo da qui, il mondo intero. La cosa che mi è sempre piaciuta del MoVimento è che tu non ti sei mai definito il leader dello stesso ma hai sempre preferito la parola "portavoce", "garante". Una ragazza qualche giorno fa ha aperto una petizione per chiedere che il MoVimento 5 Stelle appoggi un Governo che faccia quelle riforme che tu tanto vorresti portare avanti. Una petizione firmata da quasi 200mila persone. Siete pronti a giurare che quelle persone siano solo "ingenui"? Iscritti del PD? Gente che non ha votato il MoVimento 5 Stelle?
Le alternative a una non-fiducia sono nuove elezioni a breve, con una legge elettorale pessima o peggio, un Governo PD-PDL che ci ricorderebbe fin troppo la pessima esperienza Monti. Naturalmente, memore del passato, io sarei a favore della fiducia.
Ma un singolo individuo NON può decidere su una questione così importante ed è chiaro che qui c'è un'emergenza democratica. Proprio in nome della democrazia diretta su cui affonda le basi (o dovrebbe) il MoVimento, ti chiedo di fare un referendum on-line a tutti gli iscritti al MoVimento 5 Stelle - magari gli iscritti prima della data delle elezioni, se temi che si possa infiltrare qualcuno - chiedendo se LORO siano d'accordo oppure no a dare la fiducia a un nuovo Governo che possa realizzare quei punti che sono in comune con il MoVimento 5 Stelle. Di fronte a una questione così delicata, ti sembra giusto che debba decidere UNA SOLA persona (TU)? Per favore Beppe, non ci deludere.

PER FIRMARE CLICCA QUI SOTTO

https://www.change.org/petitions/beppe-grillo-referendum-agli-iscritti-al-movimento-5-stelle-sulla-fiducia?utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_false

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venerdì 11 gennaio 2013

Movimento 5 Stelle e i loghi truffa


La denuncia di Beppe Grillo su Facebook. 

A rischio le elezioni?



Le conseguenze di quello che vedete potrebbero essere molto gravi. Come fa notare Beppe Grillo sulla sua pagina Facebook qualcuno ha depositato un logo falso del Movimento 5 Stelle prima che lo facessero quelli del Movimento "vero".

L'ipotesi è che possa trattarsi di una mossa premeditata per far escludere il Movimento dalle elezioni. Non possono essere ammessi loghi simili ed entro i prossimi due giorni verrà presa una decisione in merito alla spinosa questione.

Nel caso in cui dovesse arrivare un parere negativo e venisse bocciato il simbolo del Movimento "vero", l'alternativa sarebbe quella di cambiare il simbolo, raccogliere nuovamente le firme e depositare un logo diverso per poter correre alle elezioni. 

È iniziato stamattina alle 8 come previsto al ministero dell'Interno il deposito dei contrassegni delle liste elettorali in vista del voto del 24 e 25 febbraio. I primi ad entrare nel palazzo del Viminale, dopo una attesa che è iniziata lunedì sera, sono stati i rappresentanti della lista 'Italiani all'estero'. Al secondo posto si piazza Movimento 5 stelle che però non ha nulla a che fare con il simbolo del movimento di Beppe Grillo 'Movimento Cinque stelle' con la dicitura beppegrillo.it. «La tenevano nascosta, non ne sapevamo nulla ma ce lo aspettavamo». Così il candidato al Senato in Lombardia del movimento di Beppe Grillo, Vito Crimi, commenta la presentazione della lista civetta e annuncia un ricorso.

Stesso problema si presenta anche per la lista di Antonio Ingroia. Il terzo contrassegno elettorale presentato, infatti, è costituito dalla lista civetta 'Rivoluzione civile' nella quale non compare il nome del magistrato candidato. Il simbolo del movimento 'Rivoluzione civile' di Ingroia, è al ventiduesimo posto.
Tra i candidati premier alle prossime elezioni, c'è anche Samuele Monti, al settimo posto, omonimo del presidente del Consiglio uscente Mario Monti. Samuele, consigliere comunale in una lista civica di un piccolo comune della provincia di Cuneo è il candidato di una lista civetta 'Monti presidente' depositata questa mattina al ministero dell'Interno. Il contrassegno con la dicitura Monti (in carattere nero) presidente per l'Europa precede le due liste 'Con Monti per l'Italia' e 'Scelta civica con Mario Monti per l'Italia', rispettivamente all'ottavo e al nono posto. «Chiamarmi Monti un problema? La definite una fortuna? Io sono oggetto di scherno e di offese», dice Samuele Monti davanti ai cronisti che chiedono come sia nata l'iniziativa di presentare una lista che ha un altro Monti candidato. «Non l'ho presentata io ma un delegato», risponde. Alla domanda quanto può valere in termini di voti la sua lista, Samuele Monti risponde: «Non lo so, vedremo». Teme a questo punto un ricorso? «Ricorso per cosa? Mi chiamo Monti».
Il simbolo del partito di La Russa, Meloni e Crosetto, Fratelli d'Italia centrodestra nazionale, si è aggiudicato il decimo posto in bacheca tra i contrassegni che per tre giorni saranno esposti al Viminale.

AL VIMINALE DEPOSITATO ANCHE SIMBOLO 'IO NON VOTO'
Tra i simboli presentati figura anche una lista 'Io non voto'. Il contrassegno è stato depositata da Carlo Gustavo Giuliana, palermitano ma residente da trent'anni a Belluno. «Sembra un ossimoro ma non lo è - spiega Giuliana -. 'Io non voto' è il primo partito d'Italia se si considera che l'area dell'astensionismo rappresenta oltre il 40% degli elettori. Perché non dare visibilità a chi non vota?».

I SIMBOLI PIÙ STRANI
Tanti i loghi di piccoli movimenti e realtà territoriali, alcuni dei quali a dir poco particolari. Come i due simboli presentati da Loreto Aratari, 74 anni, dal volto rubizzo e un forte accento abruzzese, leader del movimento Lega Federale del Sud che promette, in caso di vittoria, di «mandare a casa quelli che c'hanno governato da venti anni a questa parte e portarli tutti all'isola di Pianosa, nudi. E levargli tutti i peli che hanno».
O ancora Domenico Savio, settantaduenne segretario del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista: «L'unico vero partito comunista della classe lavoratrice oggi esistente in Italia. Il primo punto del nostro programma è cambiare l'attuale costituzione borghese della Repubblica Italiana, attraverso l'elezione di una apposita costituente che introduca i primi elementi di una società socialista».
Non potevano mancare gli estremisti di destra, come Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale che si autodefinisce «erede di Pino Rauti»: «Noi ci presentiamo in molte regioni d'Italia, correndo da soli, per affermare un dato storico, la presenza dei missini in Italia, con un programma ben preciso, la tutela dello stato sociale e dei diritti degli indifesi». Della stessa area anche il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, i cui rappresentanti si sono presentati davanti al Viminale con una camicia marroncina e un cravattino nero, che qualcuno potrebbe aver scambiato per una divisa nazista: «Noi siamo italiani perciò tra i nostri punti c'è anche che non dobbiamo più usare l'inglese, io infatti non sono la candidata premier sono il capo perché premier è una parola inglese -, spiega Maria Antonietta Canizzaro, “capo” del movimento che si definisce “nazionalista e conservatore”.
Tra i simbolo presentati anche quello della Fratellanza Donne, movimento presieduto da Mirella Batini: «Il punto fondamentale del nostro programma è la carta dei diritti delle donne, non siamo né di destra né di sinistra». O ancora il Movimento Autonomo degli Autotrasportatori Europei.

http://www.unita.it/italia/m5s-ingroia-e-monti-br-dalle-liste-civetta-ai-loghi-copiati-1.478147

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venerdì 26 ottobre 2012

Dario Fo per il Movimento 5 Stelle

Dario Fo sta con Grillo: è quello che serve ora

Il Premio Nobel spende parole di elogio per il Movimento 5 Stelle: «Non è vero che non hanno un programma. I partiti hanno paura perché stanno per essere spazzati via».

A Beppe Grillo ancora mancava l'appoggio di un Premio Nobel al suo movimento. Ora è arrivato, con Dario fo, che, ospite di Tiziana Panella a Coffee Break su La7, ha detto: «In un momento come questo, con questo clima, dove tutto è soft e leggero, serve qualcuno che entri con i piedi giunti nel piatto come Grillo».

Poi fo ha spiegato: «E qualcuno raccoglie, non solo i disperati che accolgono lo sfogo, ma anche chi in piazza non è mai stato e non è vero che non hanno un programma, ce l'hanno eccome, io l'ho letto con grande attenzione e alcuni punti di questo programma sono stati anche ripresi dalla sinistra. Non è uno scherzo, è partito da un 5% scarso ora il suo movimento è arrivato al 20%. Alcuni dei partiti minimizzano: passerà, non regge. Ma c'è anche chi invece inizia ad aver paura perché i politici non hanno un ricambio e si rendono conto di aver deluso la gente. E sempre quei politici continuano a dire che si vede una luce in fondo al tunnel, ma se fosse un camion?». 

 http://www.globalist.it/Detail_Reportage?ID=106&Loid=111

 leggi anche ...
 http://cipiri.blogspot.it/2012/10/siciliani-nel-mondo-ascoltatemi.html

Siciliani nel mondo, ascoltatemi!

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Trucchi e Risorse per ...
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lunedì 24 settembre 2012

Grillo a Parma: "Dietro di me ci sono solo io"


Grillo a Parma: "Dietro di me ci sono solo io" "Dietro Casaleggio c'è Casaleggio e dietro di me ci sono io". Così Beppe Grillo, da Parma, ha rilanciato il proprio Movimento 5 stelle in un momento nel quale non mancano le polemiche, interne ed esterne. Il comico, poi, ha denunciato un particolare accanimento sul Comune di Parma "perché - a suo avviso - a Parma c'è il Movimento 5 stelle". - - Parma (TMNews) - "Dietro Casaleggio c'è Casaleggio e dietro di me ci sono io". Così Beppe Grillo, da Parma, ha rilanciato il proprio Movimento 5 stelle in un momento nel quale non mancano le polemiche, interne ed esterne. Il comico, poi, ha denunciato un particolare accanimento sul Comune di Parma "perché - a suo avviso - a Parma c'è il Movimento 5 stelle". - -
 invito tutti a vedere il discorso di Beppe Grillo a Parma.. forse capirete perché le tv e i giornali non ne parlano.. .
i giornali e i tg nazionali hanno riportato piccoli stralci del discorso di Grillo tralasciando stranamente, la parte più pesante ed interessante delle sue parole, come se non fossero mai state neppure pronunciate... Grillo li ha def

initi “Giornalisti carogne” e “schiavi dei loro editori”


Parlando del debito pubblico .."Non ho detto di uscire dall'euro ma che sono i cittadini che devono decidere.. l'Europa è oggi vittima di un "circuito schizofrenico" per il quale "non ci hanno fatto ancora fallire perché Germania e Francia hanno i nostri debiti e finché non li rimborseremo non ci faranno fallire. Monti è lì per garantire quello".


"Via alla rivoluzione.. una “rivoluzione di civiltà, di cultura e di pensiero”


"Il vecchio sistema politico è finito.. e in merito all’esito delle trattative sulla nuova legge elettorale ribadisce: “Facciano ciò che vogliono, tanto saranno spazzati via.. io non sono contro l'Europa e contro l'euro, dico che a decidere devono essere i cittadini con un referendum propositivo senza quorum".

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5 STELLE e democrazia , decide tutto Casaleggio


Favia:

 “Nessuna democrazia
decide tutto Casaleggio”


http://cipiri.blogspot.it/2012/09/5-stelle-e-democrazia-decide-tutto.html


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venerdì 7 settembre 2012

5 STELLE e democrazia , decide tutto Casaleggio


Favia:

 “Nessuna democrazia
decide tutto Casaleggio”


E’ una bomba l’intervista strappata da Piazzapulita, il programma de La7 condotto da Corrado Formigli, a Giovanni Favia, consigliere regionale dell’Emilia Romagna e diventato volto e “numero due” del moVimento.
Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende”.
E’ Casaleggio la vera mente del movimento? Il problema è suo” spiega Favia. “Quindi o si levano dai coglioni oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.


Piazzapulita : 5 STELLE: FUORIONDA SHOCK, FAVIA: "DEMOCRAZIA NON ESISTE"

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 L'intervista di Gaetano Pecoraro a Favia ed il fuorionda in cui io consigliere regionale eletto in Emilia traccia un quadro della situazione interna al Movimento 5 stelle

Lui (Beppe Grillo, ndr) espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla un dibattito che stava nascendo in rete in contrapposizione alla gestione Casaleggio”. Giovanni Favia spiega come sulle linee guida e anche sulle iniziative pubbliche che prende il movimento per fare un referendum o non farlo “ha sempre deciso Casaleggio da solo”, “ha sempre fatto cosi’”
Se lui (Gianroberto Casaleggio, ndr) - continua - non facesse il padre padrone io il simbolo glielo lascerei anche: adesso in rete non si può più parlare, neanche organizzare incontri tipo quello di Rimini che non usavano il logo del movimento”.
Casaleggio controlla dall’alto tutta questa roba? Tutta. Lui quando qualcosa non va telefona o fa telefonare Grillo. Il problema è che loro hanno messo in moto una macchina che sarebbe davvero un faro, potrebbe esserlo anche al livello mondiale se loro superassero quella complicità di sistema padronale che hanno. Sarebbe una bomba incredibile”.
Tra gli eletti ci sono degli infiltrati di Casaleggio, quindi noi dobbiamo stare molto attenti quando parliamo. Casaleggio è spietato, è vendicativo. Adesso vediamo chi manda in Parlamento, perché io non ci credo alle votazioni on line, lui manda chi vuole”.
Una testimonianza che rischia di sconquassare il moVimento già attraversato da dubbi e polemiche per la mancanza di democrazia interna.
Aggiornamento 23:48
Successivamente durante la trasmissione, Enrico Mentana ha spiegato di aver sentito telefonicamente Giovanni Favia dopo la messa in onda del video. Il consigliere 5Stelle ha spiegato di aver rilasciato quelle dichiarazioni “in un momento particolare in cui aveva litigato con Casaleggio”, ha aggiunto però di essere “distrutto” e che la sua carriera politica “è finita”. Non ha comunque commentato nel merito la messa in onda del colloquio.

http://pubblicogiornale.it/attualita/favia-nessuna-democrazia-decide-tutto-casaleggio/

E ADESSO VEDIAMO CHI E' GIANROBERTO CASALEGGIO.
Vi ricordate quando nel 2000 Beppe Grillo distruggeva computer sul palco?
Come tutti abbiamo potuto notare, dopo qualche anno, è avvenuta la conversione, grazie ad un signore di nome Gianroberto Casaleggio webmaster del blog del comico genovese, si occupa anche della distribuzione di tutti i suoi gadget (video, libri).
Gianroberto Casaleggio presiede, la “Casaleggio Associati”, fondata il 22 gennaio 2004 a Milano per volere dello stesso e altri 4 soci.
Quattro di loro provenivano da una società, la “Webegg spa”, che si occupava di consulenza strategica per Internet.
WEBEGG spa nasce come Joint venture tra Olivetti e Telecom Information & Technology, costituita nel febbraio 2000 e specializzata in web-consultancy e web-integration.
Ha 260 dipendenti e sedi a Milano, Torino, Bologna e Roma.
Amministratore delegato e direttore generale è Gianroberto Casaleggio.
WebEgg ha importanti partecipazioni in Domino (web design), Garage (comunicazione integrata e produzione cinematografica e tv) E@rchimede (incubatore Internet) e controlla al 100% TeleAp (Crm) e Performer (consulenza e-business).
Nel 2002 Telecom diventa socia maggioritaria come si legge da un verbale di allora
[…]
27 giugno 2002 - I consigli d'amministrazione di Telecom Italia e di Olivetti hanno approvato, oggi, l'acquisizione da parte di IT Telecom S.p.A (100% Telecom Italia) della partecipazione detenuta da Olivetti S.p.A. in Webegg S.p.A., pari al 50% del capitale. Il prezzo della transazione ammonta a 57,5 milioni di euro ed è stato determinato sulla base di apposite valutazioni effettuate da KPMG Corporate Finance per Telecom Italia e da UBM per Olivetti.
Il Gruppo Webegg opera come consulente strategico per il posizionamento di aziende in rete (Web Consulting), attraverso soluzioni sia proprie sia derivanti da partnership con società leader mondiali nelle soluzioni di rete.
L'operazione consentirà di integrare le competenze specifiche di Webegg con quelle già presenti all'interno del comparto Information Technology del Gruppo Telecom Italia, permettendo la creazione di centri di competenza in grado di offrire servizi all'interno del Gruppo stesso e al mercato.
A seguito dell'operazione, l'azionariato di Webegg sarà così composto: IT Telecom 69,8%, Finsiel 30,2%.
[…]

Di questa società hanno fatto parte quattro dei soci fondatori della “Casaleggio Associati” più alcuni dipendenti:
- Gianroberto Casaleggio, è stato amministratore nonché direttore generale.
- Enrico Sassoon, è entrato nel consiglio di amministrazione assieme a Renato Mannheimer nel 2001 al momento della collocazione in borsa della Webegg
- Mario Bucchich, e’ stato responsabile comunicazione e immagine del gruppo Webegg.
- Luca Eleuteri 2000 e il 2003 si occupa di organizzazione aziendale, Intranet Development, Web Marketing e posizionamento strategico attraverso il web della società.
- Maurizio Benzi è stato marketing consultant. Nonché Meetup Voghera.

Il 3 giugno 2004 IT Telecom S.p.A., sigla un accordo con Value Partners S.p.A. per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg S.p.A. pari al 69,8% del suo capitale, ad un prezzo pari ad euro 43 milioni.
2004.. Anno in cui nasce la “Casaleggio Associati”.
Ecco dopo aver letto tutte queste belle parole la domanda nasce spontanea:
* Com’è possibile che Beppe Grillo (che ha fatto battaglie così violente contro Telecom e contro i gruppi di potere) si fa consigliare da persone che fino a qualche anno prima probabilmente uscivano a cena con personaggi di spicco della New Economy che tra il 1999 e 2004 ha rovinato migliaia di risparmiatori con le scatole cinesi di società quotate in borsa e poi scomparse dopo qualche anno??
* Come si può dare ascolto ad una persona come Casaleggio GianRoberto che su rai 3 ha detto che la “democrazia diretta” significa VIGILARE i propri dipendenti, quando invece la democrazia diretta è avere POTERE DECISIONALE diretto…? (bella differenza)
"Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi."
Tra i maestri della CASALEGGIO ASSCIATI troviamo la BIVING GROUPS (da riferire il design dei due siti che appaiono completamente identici).
Tra i clienti della Biving group a cui forniscono servizi ci sono diverse multinazionali, ma quella che forse ci interesserà di più è la collaborazione con la Monsanto.
Vediamo perché (da fake persuaders ) :

"[...]Mentre, in passato, alcune aziende avevano creato associazioni fittizie di cittadini per delle campagne a favore della deforestazione o dell'inquinamento dei fiumi, ora inventano cittadini fittizi. Messaggi presuntamente provenienti da utenti disinteressati sono posti all'interno di apposite mailing list nei momenti critici, diffondendo informazioni fuorvianti nella speranza di reclutare gente reale alla causa. Il lavoro di indagine svolto dall'attivista Jonathan Matthews e dal giornalista free lance Andy Rowell mostra come un'azienda di pubbliche relazioni presa in appalto dalla multinazionale delle biotecnologie Monsanto, ha giocato un ruolo cruciale ma invisibile nell'indirizzare il dibattito scientifico.
La Monsanto conosce meglio di qualsiasi altra multinazionale il prezzo della visibilità. I suoi goffi tentativi, nel 1997, di convincere la gente del fatto di voler mangiare cibi OGM, tutto fecero meno che liberare il mercato per le sue sementi. Determinata a non ripetere più lo stesso errore, ha ingaggiato un'azienda che sa come persuadere senza essere vista. La Bivings Group, specializzata in Internet lobbyng.[...]

La BIVINGS GROUP utilizza il viral-marketing e la fake-persuasion per riallineare i "disallineamenti".
Ma facciamo un viaggio nell' esperienza della Bivings group e mettiamola a confronto con la Casaleggio associati.
Innanzitutto troviamo la Bivings group agenzia leader nel social network negli USA, nasce nel 1993 matura una esperienza decennale collaborando con corporation di massimo livello:
"Founded in 1993, TBG (Ndt: The Bivings Group) began as a traditional public affairs firm. As it became evident in the mid-1990s that the Internet was transforming the way people interact with each other, The Bivings Group shifted away from traditional, offline public affairs offerings to focus on web-based programs. As an early proponent of the Internet as communications platform, TBG is one of the few firms with over a ten-year history of achievement in the field of online communications"
Se pensiamo alla struttura dei due siti, che sono sostanzialmente identici, addirittura nella scelta dei colori, nella disposizione dei link, nella mappa e organizzazione del sito, che fra l'altro trattano la stessa materia, fanno gli stessi studi sull influenza di internet e sulle reti sociali on-line, con particolare interesse per le applicazioni in politica:
studio sulla politica, Bivings group - studio sulla politica, Casaleggio associati
curiosità, entrambe le società prendono il nome dal loro fondatore:
- Gary Bivings , chairman della "Bivings Group"
- Gianroberto casaleggio, chairman di "Casaleggio Associati"
Il fatto che le società si assomiglino cosi tanto sarà un caso?
è il sito della Casaleggio stessa che afferma di rifarsi alle agenzie leaders Statunitensi.
Inoltre la massiccia presenza di fake, la cui faccia è sconosciuta in un Blog come quello di BeppeGrillo che è nato per gli incontri vis a vis, lascia intendere che la Casaleggio imiti la Bivings anche nell' utlizzo della fake persuasion (forse con la consulenza della ENAMICS americana)
La storia attuale del blog ce lo conferma...

Ma andiamo ad approfondire un po' meglio, le vicende del giugno 2002 che hanno portato alla denuncia della Bivings group in relazione alla affaire Monsanto, qui uno degli articoli, quello uscito su The guardian del 29 maggio 2002:
"[...[Two weeks ago, this column showed how the Bivings Group, a PR company contracted to Monsanto, had invented fake citizens to post messages on internet listservers. These phantoms had launched a campaign to force Nature magazine to retract a paper it had published, alleging that native corn in Mexico had been contaminated with GM pollen[...]"
La Biving group ha utilizzato finti cittadini per lanciare una campagna contro il magazine "nature" e forzarlo a ritrattare una publicazione contro le sementi OGM....
"[...]The message came from the same computer terminal that "Mary Murphy" has used. New research coordinated by the campaigner Jonathan Matthews appears to have unmasked the fake persuaders: "Mary Murphy" is being posted by a Bivings web designer, writing from both the office and his home computer in Hyattsville, Maryland; while "Andura Smetacek" appears to be the company's chief internet marketer[...]"
I messagi sono venuti dallo stesso terminale risultato appartenente alla Bivings, e che i post di "Mary Murhpy" (primo fake) sono risultati provenire dal pc del desiner della Bivings, mentre i post di "andura Smetacek" sono risultati provenire dal terminale del direttore marketing della Bivings.
Freddy Trejo alias "Mary Murphi", web desiner Andrew Dimock alias "Andura Smetacek" direttore marketing.


DA http://www.namir.it/casalegg.htm
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