Il popolo africano, il 17 gennaio, davanti alla Corte per l'accesso all'acqua
La data è fissata: il
17 gennaio prossimo la
Corte d'Appello dello stato africano del
Botswana celebrerà la prima udienza per decidere se la popolazione dei
Boscimani del Kalahari ha
diritto all'acqua.
Questo antico popolo ha già dimostrato di saper lottare contro una modernità che per loro, troppo spesso, ha avuto solo il volto
dell'abuso e della violenza. Nel
2002, infatti, i Boscimani hanno
vinto un processo storico, ottenendo una sentenza favorevole al loro
ritorno nelle terre ancestrali, quelle adesso occupate dalla
Central Kalahari Game Reserve. La corte ha posto così fine agli sfratti forzati che i Boscimani hanno subito in questi anni.
Nel
2010, però, la
Corte Suprema del Paese
ha negato loro l'accesso al pozzo dove, da sempre, i Boscimani prendono l'acqua per vivere. Non si sono persi d'animo e, memori della vittoria del 2002, hanno
presentato ricorso. Con ottime possibilità di vittoria, considerato che la sentenza che nega l'accesso al pozzo è arrivata una settimana prima che le
Nazioni Unite - in colpevole ritardo - sancissero
l'accesso all'acqua come un diritto umano.
La chiusura del pozzo ha costretto i Boscimani a
viaggiare per ore, a piedi o a dorso d'asino, in zone inospitali del Botswana per
reperire le risorse idriche necessarie alla loro sopravvivenza. Un trattamento
disumano e degradante che viola tutti i parametri del rispetto dei diritti umani, come sottolinea da anni l'ong
Survival che si batte per il rispetto dei diritti dei Boscimani.
I Boscimani sono suddivisi in
diverse tribù e non esiste neanche un nome che li rappresenti tutti. Molti di loro utilizzano e accettano il nome Boscimani, anche se
deriva dalla traduzione inglese della parola olandese/afrikans bosjemans o bossiesmans, ovvero 'banditi' e 'fuorilegge'. Le tribù parlano lingue diverse e vivono
divise tra Botswana, Namibia, Sudafrica, Zimbabwe, Angola e Zambia. Vivono di
caccia e agricoltura e sono riuscite a sopravvivere nel deserto per migliaia di anni. Prima dell'arrivo dei sedentari e dei colonizzatori. Dopo si calcola che le persecuzioni subite dai Boscimani abbiano causato un massacro, riducendo la popolazione da milioni che erano a sole cento mila persone.
Quelli che son rimasti, con la forza, sono stati (fino al 2002) costretti ad abbandonare la loro terra. Le principali organizzazioni internazionali indipendenti che si battono per il rispetto dei diritti dell'uomo ritengono che la causa degli sfratti dei Boscimani siano i
diamanti. Le terre ancestrali dei Boscimani si trovano nel cuore della zona diamantifera più ricca del mondo. Un piano di
'pulizia etnica' che, fallito nel 2002, ha forse trovato nella
sete una nuova leva per espellere i Boscimani dalle loro terre.
di
Christian Elia
http://it.peacereporter.net/
I Boscimani sono un popolo nomade che vive nel deserto del Kalahari, in Africa. Essi quando nel deserto trovano un albero carico di frutti smettono per un po’ di tempo il loro vagabondaggio e costruiscono delle capanne provvisorie nella steppa sabbiosa. Si dividono in gruppi di trenta o quaranta persone. Gli uomini sono magri e le donne sono grasse con delle sopracciglia folte, occhi a mandorla, zigomi alti e grandi seni, colorito bruno, quasi sempre completamente nude salvo dei perizomi di pelle morbida.
La donna è un dei due pilastri economici della comunità Boscimana, e lei principalmente a preoccuparsi della raccolta dei frutti, delle piante e delle radici che costituiscono il fabbisogno alimentare annuo e anche il fabbisogno idrico, mentre l’uomo contribuisce al vitto con la cacciagione.
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