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martedì 9 aprile 2019

Salvini: farà i conti con la Storia

Salvini: farà i conti con la Storia

Buon appetito, ministro .
Porti chiusi, dice Salvini, lui che ha imparato come incendiare la guerra degli ultimi contro i penultimi mentre si diverte a mostrarci quale olioso trancio di pizza si è ingurgitato. Il commento di Giulio Cavalli

Porti chiusi. Si risponderà così, ai nostri figli. Diremo loro che il ministro dell’inferno voleva i porti chiusi per dare un segnale all’Europa secondo una legge del taglione per cui prendi la disperazione di qualcuno che non c’entra un cazzo e al posto di curarla la sbatti sul tavolo della politica e dell’Unione europea convinto che sia moneta sonante e senza nemmeno renderti conto che invece stai facendo la figura del meschino che sei.

Porti chiusi accenderà nella memoria la stessa indignazione delle camere a gas, con l’unica differenza che questi si riempiono i polmoni di acqua in fondo al mare e che ti va bene che non si vedono nemmeno, non fanno nemmeno fumo, non escono dai camini, al massimo li trovi, ma solo qualcuno, bolliti e spiaggiati come dei pesci vestiti.

Porti chiusi racconta di una deportazione che avviene in Libia, il porto sicuro in cui intanto la guerra impazza, tutta in nome dei giacimenti petroliferi che valgono molto di più di qualche straccione da inviare in Europa via mare. Cosa volete che interessi a questi dei migranti che da fuggitivi sono pronti a tutto pur di non morire nel proprio Paese. Disperati che preferiscono addirittura morire nelle rotte del Mediterraneo o nelle carceri libiche che ci indignano giusto il tempo del ruttino dopo cena durante il telegiornale.

Porti chiusi, dice Salvini, e lo dice con l’autorevolezza di chi ha imparato come incendiare la guerra degli ultimi contro i penultimi mentre si gode l’essere arrivato all’apice, lui che per modi al massimo lo mettono a giocare in porta quando ne manca uno alla partitella serale. E si offende, anche. Non vuole sentire parlare di morti, li nega in diretta televisiva, si diverte a mostrarci che olioso trancio di pizza si è ingurgitato mentre nel Mediterraneo sparivano altre cinquanta persone.

L’amico dei libici, Salvini, di quei libici che nemmeno esistono, divisi per bande e una volta carcerieri, una volta poliziotti, una volta scafisti, una volta guardiacostieri. Che schifo che deve fare la politica quando mentre la fai devi sperare che non ci siano troppi curiosi in giro, devi credere che la gente si berrà una narrazione che è contraddetta dalla comunità internazionale, dia numeri, dai fatti e da quei cadaveri che qualche Ong si intestardisce di mostrarci.

Buon appetito, ministro Salvini, verrà un tempo in cui ci saranno da fare i conti con la Storia, la Storia chiede sempre il conto, e non vorrei essere nei tuoi panni quando da padre di famiglia dovrai raccontare che il Mediterraneo è diventato un cimitero liquido in cui al massimo, quando ti andava male, usciva qualche scarpina dall’oblò di un finestrino.

Ti illudi di fermare la gente che scappa dalla fame e dal piombo. E mai nella Storia si è fermata la gente che scappa dalla fame e dal piombo. Buon appetito, Salvini.


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lunedì 13 agosto 2018

Il Sindaco chiede le dimissioni del ministro Lorenzo Fontana

PER NON DIMENTICARE   Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944. La strage, 560 persone trucidate, 130 delle quali bambini sotto i quattordici anni, (la più piccola, una femmina, aveva 20 giorni), rientrava nei piani tedeschi e nella direttiva del giugno 1944, di Albert Kesselring, il capo supremo dell’esercito germanico in Italia, di terrorizzare la popolazione civile. Quel mattino, di 74 anni fa, le belve naziste accompagnate da fascisti italiani, travestiti da tedeschi, irruppero nel piccolo paese delle Alpi Apuane e uccisero tutti coloro che trovarono, donne, bambini e vecchi, nel giro di poche ore. Sant'Anna di Stazzema era stato dichiarato dal comando tedesco un luogo adatto a raccogliere sfollati. Apparentemente protetto. Invece no. Le vittime vennero rastrellate, chiuse nelle case, nelle stalle e brutalmente uccise con colpi di mitra e bombe a mano. Dopo, tutto venne bruciato. Fu un atroce atto terroristico premeditato, un crimine contro l’umanità. Quei morti, quei bambini che nei giorni prima facevano il girotondo sul piazzale della chiesa, ci chiedono di ricordare e tramandare la storia, di tenere sempre alta la guardia, di lottare senza tregua contro qualsiasi forma di fascismo e nazismo. #oraesempreresistenza

Sant'Anna di Stazzema, 
Venga qui a dire 
che bisogna togliere la legge Mancino!

PER NON DIMENTICARE   Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944. La strage, 560 persone trucidate, 130 delle quali bambini sotto i quattordici anni, (la più piccola, una femmina, aveva 20 giorni), rientrava nei piani tedeschi e nella direttiva del giugno 1944, di Albert Kesselring, il capo supremo dell’esercito germanico in Italia, di terrorizzare la popolazione civile. Quel mattino, di 74 anni fa, le belve naziste accompagnate da fascisti italiani, travestiti da tedeschi, irruppero nel piccolo paese delle Alpi Apuane e uccisero tutti coloro che trovarono, donne, bambini e vecchi, nel giro di poche ore. Sant'Anna di Stazzema era stato dichiarato dal comando tedesco un luogo adatto a raccogliere sfollati. Apparentemente protetto. Invece no. Le vittime vennero rastrellate, chiuse nelle case, nelle stalle e brutalmente uccise con colpi di mitra e bombe a mano. Dopo, tutto venne bruciato. Fu un atroce atto terroristico premeditato, un crimine contro l’umanità. Quei morti, quei bambini che nei giorni prima facevano il girotondo sul piazzale della chiesa, ci chiedono di ricordare e tramandare la storia, di tenere sempre alta la guardia, di lottare senza tregua contro qualsiasi forma di fascismo e nazismo. #oraesempreresistenza

PER NON DIMENTICARE 
Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944. La strage, 560 persone trucidate, 130 delle quali bambini sotto i quattordici anni, (la più piccola, una femmina, aveva 20 giorni), rientrava nei piani tedeschi e nella direttiva del giugno 1944, di Albert Kesselring, il capo supremo dell’esercito germanico in Italia, di terrorizzare la popolazione civile. Quel mattino, di 74 anni fa, le belve naziste accompagnate da fascisti italiani, travestiti da tedeschi, irruppero nel piccolo paese delle Alpi Apuane e uccisero tutti coloro che trovarono, donne, bambini e vecchi, nel giro di poche ore. Sant'Anna di Stazzema era stato dichiarato dal comando tedesco un luogo adatto a raccogliere sfollati. Apparentemente protetto. Invece no. Le vittime vennero rastrellate, chiuse nelle case, nelle stalle e brutalmente uccise con colpi di mitra e bombe a mano. Dopo, tutto venne bruciato. Fu un atroce atto terroristico premeditato, un crimine contro l’umanità. Quei morti, quei bambini che nei giorni prima facevano il girotondo sul piazzale della chiesa, ci chiedono di ricordare e tramandare la storia, di tenere sempre alta la guardia, di lottare senza tregua contro qualsiasi forma di fascismo e nazismo. #oraesempreresistenza 


Il ministro Lorenzo Fontana venga a Sant'Anna di Stazzema a dire che bisogna togliere le leggi che puniscono i reati contro i sostenitori di razzismi e violenze.


"Il ministro Lorenzo Fontana venga a Sant'Anna di Stazzema a dire che bisogna togliere le leggi che puniscono i reati contro i sostenitori di razzismi e violenze. Che venga a raccontarlo ad Enrico, Enio, Adele, Cesira, Mauro, Milena, Siria e a tutti gli altri superstiti della strage che hanno visto cadere accanto a loro padri, madri, fratellini e sorelle, che negli anni successivi non hanno più ritrovato amici di scuola e compagni di gioco perché nazisti e fascisti avevano distrutto tutto". Lo ha detto il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, nel suo intervento al Sacrario di Sant'Anna per il 74/o anniversario della strage. Verona ricorda che "il 7 agosto 2018 il consiglio comunale di Stazzema ha votato un ordine del giorno con cui si chiede conto delle affermazioni del ministro che ha proposto di abolire la legge Mancino che a suo dire 'si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano'. 
Attendiamo le sue scuse, attendiamo le sue dimissioni".

Inoltre oggi il sindaco di Stazzema ha annunciato che sarà dedicato uno spazio del Parco a Carlo Azeglio Ciampi ed ha espresso l'intenzione di organizzare un Festival dei Valori a Sant'Anna di Stazzema coinvolgendo artisti, sportivi, personaggi della cultura. Vogliamo parlare ai giovani ed amplificare il messaggio di Sant'Anna". Verona ricorda l'Anagrafe Antifascista del Comune di Stazzema, che ha superato 40.000 iscritti, e la Carta di Stazzema.

C'è stato anche l'intervento del vicepresidente del Parlamento Europeo David Sassoli: "Il razzismo non è mai una goliardata. Chi avrebbe pensato agli inizi del Novecento, vivendo nella Belle Epoque, che da lì a poco si sarebbe scatenata una guerra provocando fra i 15 e 17 milioni di morti? Chi avrebbe creduto che uno scialbo pamphlet scritto da un caporale austriaco sarebbe diventata la nuova Bibbia per una generazione di tedeschi e non solo?".

La cerimonia ha avuto inizio con la messa officiata dall'Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto. Successivamente c'è stata una via crucis per raggiungere il Monumento Ossario, dove si sono tenute le orazioni.

Il messaggio di Mattarella. "Tutti gli italiani e tutti gli europei considerano irrinunciabile quel patrimonio di libertà, di diritti, di solidarietà che, dopo la Liberazione, i nostri popoli sono riusciti a costruire e che siamo sempre chiamati a difendere da ogni minaccia". Il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella giunge nel giorno del 74esimo anniversario dell'eccidio nazifascista di Sant'Anna di Stazzema.

Nel ricordare uno dei "vertici di più sconvolgente disumanità" della seconda guerra mondiale, il capo dello Stato rimarca la "fermezza e dignità" della popolazione della cittadina toscana, che contò 560 vittime civili. Seppero "ricostruire la comunità e trasmettere ai giovani valori fondamentali", a partire da quelli di democrazia e pace. La memoria di quell'orrore, che ebbe alla base "violenza, odio e smania di dominio", consegna "alle nostre coscienze - sottolinea Mattarella - un monito che mai può essere cancellato". Nei "tempi nuovi" che stiamo vivendo "sta al nostro impegno e alle nostre responsabilità, personali e collettive, rafforzare la cultura della vita, la pace tra uomini e popoli liberi, la solidarietà per uno sviluppo davvero condiviso e sostenibile".





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lunedì 23 luglio 2018

Il Ministro Savona Indagato per Usura Bancaria

Ministro Paolo Savona Indagato per Usura Bancaria

Coinvolte altre 22 persone in una inchiesta a Campobasso relativa ai parchi eolici. Ci sono anche i banchieri Profumo e Gallia, tra gli altri. Il legale dal quale è partita la denuncia:
 "E' un atto dovuto sui vertici dell'istituto"

Indagato a Campobasso il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, nell'inchiesta del pm Rossana Venditti che coinvolge altre 22 persone per presunta usura bancaria. Savona all'epoca dei fatti contestati era al vertice di Unicredit, dove siedeva a seguito della fusione con Capitalia, in particolare alla presidenza della Banca di Roma.

Secondo quanto riporta l'Ansa citando fonti legali, a conferma dalle indiscrezioni rimbalzate a livello locale, il nome del ministro Savona risulta presente dell'atto della Procura della Repubblica di Campobasso relativo alla richiesta di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari nell'inchiesta relativa ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania. L'iscrizione del ministro nel registro degli indagati, resa pubblica dalla richiesta di proroga delle indagini fatta dal magistrato, sarebbe "un atto dovuto". Alcune fonti vicine allo stesso ministro fanno presente che all'epoca dei fatti Savona non aveva per altro competenze sui tassi d'interesse, oggetto del contendere.

Nel faldone della Procura ci sono tutti i manager della Banca di Roma e del gruppo, dal 2005 fino al 2013. Oltre a Savona, si tratta di Alessandro Profumo, ora alla guida di Leonardo (ex Finmeccanica), Fabio Gallia, che è alla Cdp in attesa del suo sostituto, con altri noti banchieri italiani, dettaglia il Quotidiano del Molise sul suo portale. Tra gli altri nomi, si fanno quelli di Aristide Canosani (che era anche sindaco di Ravenna), Franco Bellei della CariModena, Alessandro Cataldo, Giovanni Chelo, Antonio Ciarallo, Giuseppe D'Onofrio, Cesare Farsetti, Paolo Fiorentino, Federico Ghizzoni, Luca Majocchi, Edoardo Massaglia, Roberto Nicastro, Dieter Rampl, Francesco Antonio Ricci, Rosario Spatafora, Nicolangelo Testa, Adolfo Toti, Giuseppe Vita.

Per ora - si dettaglia - c'è solo una richiesta di proroga indagini. Come persona offesa figura la società Engineering srl, presunta vittima di usura bancaria e facente capo ai fratelli Pietro ed Angelo Santoro, ex presidente dell'Acem Molise e vice presidente dell'Associazione nazionale imprese edili manifatturiere. La società con un fatturato milionario fino a qualche anno fa, con sede a Campobasso, nel passato ha realizzato diversi ed importanti parchi eolici in Molise, in Puglia e in Campania anche per conto della Erg della famiglia Garrone. Al 2017 risale la denuncia dell'avvocato Luigi Iosa dalla quale è scaturita l'inchiesta penale condotta dal pm Venditti. Il legale dettaglia oggi che "è un atto dovuto in quanto la Cassazione penale impone di indagare i vertici della banche per via del loro ruolo di controllo e garanzia".


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mercoledì 9 ottobre 2013

LINKS: RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE NELLE SCUOLE



firma qui : http://firmiamo.it/ripristiniamo-storia-dell-arte-nelle-scuole#petition


RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE
 NELLE SCUOLE ITALIANE

Nell’auspicio che la prossima legislatura veda il tema della Scuola al centro di una nuova Politica, all’insegna del recupero di valori quali legalità e senso civico, una delle prime scelte che andrebbero fatte, e che segnerebbe un evidente punto di discontinuità con le precedenti gestioni, è sicuramente il recupero di alcune discipline tagliate e vilipese in maniera davvero gravissima per un Paese come l’Italia. Mi riferisco in particolar modo alla Storia dell’arte. E’ ormai nota a molti l’entità dei tagli subiti da questa materia in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori. Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si impara la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà capire chi siamo e maturare quel valore imprescindibile del rispetto per i luoghi e gli spazi comuni? Alcune proposte in passato auspicavano lo studio della storia dell’arte fin dalla scuola primaria, invece abbiamo dovuto assistere al paradosso della eliminazione di questa fondamentale disciplina dai bienni della scuola superiore! Ecco, un atto non solo fortemente simbolico ed emblematico, ma necessario in un Paese come il nostro, sarebbe proprio quello di porre rimedio a tale scempio e, perché no, potenziare ulteriormente la possibilità di studio del nostro patrimonio artistico.

LINKS: RIPRISTINIAMO STORIA DELL'ARTE NELLE SCUOLE: Storia dell’Arte a scuola?  Cancellata dal decreto Gelmini,  non viene reintrodotta dal Ministro Carrozza.  E parte l’appello...

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giovedì 25 luglio 2013

LINKS: Dimissioni del Ministro degli Interni ALFANO ed Es...


Dimissioni del Ministro degli Interni ALFANO ed Esteri BONINO



Governo Italiano: Dimissioni del Ministro degli Interni ALFANO ed Esteri BONINO

Scandalizzati per il sequestro e deportazione di Alma Shalabayeva e sua figlia di 6 anni Aula, organizzata dai più alti vertici dei Servizi di Sicurezza Italiani con 50 Agenti, la reclusione in un CIE di Roma e l'espulsione sommaria dall'Italia utilizzando incredibilmente un jet privato invece che aerei di linea e la scorta a bordo. Il tutto per compiacere il Presidente del Kazakhistan Nazarbajev che aveva tempestato il Viminale attraverso il suo Ambasciatore e in questo modo ha preso in ostaggio la moglie e la figlia di Ablyazov,,,
continua a leggere e firma la petizione ...
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domenica 7 aprile 2013

FREE - WEB: Gino Strada


Gino Strada

 In Italia..nove milioni di persone non hanno più accesso alla sanità. Io eliminerei tutto questo. Ecco perché nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità. A me piacerebbe in futuro aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos’è un ospedale, non una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico”

Gino Strada
Gino Strada ministro della sanità.
 guarda il video ...
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lunedì 25 marzo 2013

India e i sottufficiali italiani Latorre e Girone

Figuraccia internazionale e, come al solito, nessun responsabile

Lo scorso 17 luglio la nave della Marina Usa Rappahannock, appena al largo dello Stretto di Hormuz, è stata avvicinata da pescherecci indiani.
In una copia esatta dell’incidente che ha portato al tormentato caso dei sottufficiali italiani Latorre e Girone. Dopo avere dato gli stessi segnali di ricognizione dei marò, i militari americani hanno aperto il fuoco uccidendo un pescatore indiano e ferendone gravemente altri tre. Il governo del premier indiano Singh ha espresso «profonda tristezza», il governo americano ha inviato «condoglianze». Nessun graduato americano è stato fermato, interrogato, tratto in arresto o processato in India. L’ambasciatore di Washington non è stato fermato o ha visto negata l’immunità internazionale diplomatica, Washington e Nuova Delhi sanno che le acque dell’Oceano Indiano sono zona ad altissima tensione, tra pirati, terroristi, crescente influenza di Pechino. La vicenda — triste e tragica - è stata chiusa subito, tra due nazioni amiche. Il caso della Rappahannock è, ripetiamo, identico nella meccanica a quello in cui sono rimasti uccisi i pescatori Ajesh Binki e Gelastine: ma tra India e Stati Uniti niente ombre.
Se, davanti al disastro del ritorno dei sottufficiali del San Marco in un’India ora infuriata per il doppio voltafaccia del nostro governo il lettore riflettesse, «Beh l’India tratta l’America con maggiore rispetto dell’Italia, diverso peso nel mondo» sbaglierebbe. Perché nella discussione che da più di un anno divide due Paesi di solito amici, due democrazie, due tra le culture più antiche del pianeta, India e Italia, nessuno ricorda mai che la Marina Militare di Sri Lanka, non certo una flotta da paura, ha ucciso negli ultimi anni 500 (cinquecento) pescatori indiani, ferendone migliaia, sequestrando pescherecci e attrezzature senza che i diplomatici mai venissero presi in ostaggio, i militari di Sri Lanka processati, che i governi montassero la propaganda etnica e populista.
All’Italia gli indiani non hanno concesso quel che concedono agli Usa e a Sri Lanka. Chiunque, gli indiani per primi sulla loro difficile frontiera atomica con Cina e Pakistan, si occupi di zone militari a rischio sa che gli incidenti sono frequenti, dolorosi, inevitabili. E che la diplomazia serve dopo, a non farli degenerare in aggressività. Ma sull’Italia le autorità indiane, con passione militante le locali, riluttanti le nazionali, hanno deciso di puntare i piedi. Volevano una prova di forza che, agli occhi dell’inquieta opinione pubblica della sterminata democrazia e sulla scena mondiale dove la nuova India cerca prestigio, desse loro credibilità. Gliel’abbiamo data con ingenuità, l’hanno stravinta.
Il governo Monti era, nel difficilissimo febbraio del 2012, distratto da mille altri impegni e ha delegato la gestione al ministro Terzi e al suo vice De Mistura: due esperti diplomatici, abituati però dal loro mestiere a cercare sempre la conciliazione, il negoziato, lasciando poi che semmai la rottura, il pugno sul tavolo, sia sbattuto dai politici. Solo che, stavolta, «i politici» erano loro. E dall’incuria con cui i sottufficiali sono stati fatti scendere dalla nave Enrica Lexia, che proteggevano, alla conduzione casual del negoziato, le offerte di fiducia all’India non sono mai state contraccambiate. Nessun processo per gli americani che hanno fatto vittime tra i pescatori a Hormuz, abitudine rassegnata alle vittime quotidiane della Marina di Sri Lanka, inflessibili con gli uomini del San Marco.
L’opinione pubblica italiana ha ignorato Latorre e Girone. Qualcuno, a destra, ha provato a strumentalizzarli in campagna elettorale, altri a sinistra, specie sul web, li hanno considerati «assassini». In generale indifferenza, «abbiamo ben altro a cui pensare». Poi, mentre l’esperienza del governo Monti si avvia al crepuscolo, l’irrigidimento, «i marò non tornano a casa», figuraccia internazionale che almeno avrebbe schermato i militari da un processo umiliante.
Qui l’India ha trasformato una ragione in torto, violando il diritto internazionale da Grozio in avanti, la Convenzione di Vienna e mettendo in pratica agli arresti il nostro ambasciatore Mancini, reo di avere fatto il suo lavoro: garantire il proprio governo. Il premier Singh poteva cacciarlo, non fermarlo. A questo punto pressioni economiche, l’Italia è quarto partner europeo in India, dove operano oltre 400 nostre aziende, e il silenzio europeo, con Lady Ashton, ministro degli Esteri che ha fatto da Ponzio Pilato azzittendo l’Ue, hanno fatto capire a Roma che dall’estrema mollezza si passava a
una grinta assurda. Invece di «vedere» il bluff di New Delhi, trattare, fare altre concessioni, si rimandano i due militari Latorre e Gfrone, da soli, a fronteggiare l’ira indiana e a pagare le colpe della nostra inanità diplomatica.
Storia triste, l’Italia ne esce male, l’India vince la mano ma non riuscirà a ripetere con partner meno fragili il colpo riuscito con l’Italia.
Fedeli alla disciplina militare Latorre e Girone tornano in India. Chi resta, tranquillo, in Italia dovrebbe riflettere sulla disciplina politica, economica, civile, diplomatica che ci servirebbe per essere rispettati nel mondo globale come gli Usa o almeno come Sri Lanka. I due pescatori indiani, i due militari italiani a processo in un tribunale ora ostile, con il presidente della Corte Suprema che anticipa il verdetto annunciando di non fidarsi più degli italiani, sono vittime. Tutti gli altri troveranno
una scusa per pensare ad altro, destra, centro, sinistra, Grillo. Povera Italia.


La Stampa

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giovedì 25 ottobre 2012

- LAVORO -: Fornero : Choosy sarai tu

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"Choosy" a chi? La rete contro Fornero


Il ministro dice che i giovani dovrebbero adattarsi per entrare nel mercato del lavoro. E la rete risponde con un blog collettivo. Ecco parole e immagini di chi, spesso con laurea e specializzazione, pur di lavorare ha accettato di tutto. Dimostrando che il problema non è essere schizzinosi, ma non essere sfruttati.
 "Chooosy" è la parola del momento. "Schizzinosi", come secondo il ministro del Lavoro Elsa Fornero non dovrebbero essere i giovani quando si tratta di entrare nel mercato del lavoro. Lei usa parole forbite, la rete le risponde con l'ironia della realtà. Che a volte tanto ironica non è. Nasce così il tumblr temporaneo http://choosysaraitu.tumblr.com/ dedicato a raccogliere l'indignazione di quanti tanto "choosy" non si sentono, anzi, se proprio si devono definire in qualche modo preferiscono la parola "sfruttati".

leggi tutto e guarda video ...
- LAVORO -: Fornero : Choosy sarai tu: . "Choosy" a chi? La rete contro Fornero Il ministro dice che i giovani dovrebbero adattarsi per entrare nel mercato del lavoro....

- Trucchi e Risorse per lavorare  -

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venerdì 19 ottobre 2012

LINKS: No alle cattedre di 24 ore

No alle cattedre di 24 ore


No alle cattedre di 24 ore. Fermiamo il ministro Profumo

La proposta di Profumo di aumentare il numero delle ore di insegnamento da 18 a 24 è perniciosa e creerà ulteriore scompiglio nelle vite di migliaia e migliaia di famiglie di docenti e di studenti.
Non si tratta soltanto di un ennesimo attacco al salario (l'aumento delle ore, infatti, non equivarrebbe a un aumento dello stipendio mensile!). Se dovesse passare il piano che il Ministro dell'Istruzione ha intenzione di proporre, le condizioni di lavoro degli insegnanti di ruolo diventerebbero a dir poco disumane.
Facciamo un esempio...
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giovedì 18 ottobre 2012

ACCESSO AI PROFILI FACEBOOK


IL MINISTRO DEGLI INTERNI HA CHIESTO ( E OTTENUTO ) L'ACCESSO AI PROFILI FB.
  VISTO QUESTO  HO DECISO DI FARE COPIA-INCOLLA SULLA MIA PAGINA.

...Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge.
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Siete tutti vivamente consigliati di pubblicare un bando tipo questo, o se preferite, copiare e incollare direttamente questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, permette indirettamente l'uso di oggetti quali immagini e informazioni contenuti nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.

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SOLITAMENTE LA VITA MATRIMONIALE 
COMPORTA SEDENTARIETA'

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QUESTA SIGNORINA USA IL LINGUAGGIO DEI SEGNI
FACILE DA CAPIRE
MA FORSE TI STA DICENDO CHE
 NON SEI CAPACE DI COMUNICARE CON LEI




TI PREGO NON EMOZIONARTI TROPPO
 
A QUESTO PUNTO BEVIAMO ALLA SALUTE PER UNA LUNGA AMICIZIA
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DICONO CHE GLI OCCHI CHIARI
SONO SOGGETTI
SENSIBILI ALLO SCHERMO DEL PC
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ACCESSO AI PROFILI FACEBOOK


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per chi non ha niente da nascondere
puo' mettere questa foto sul diario

 vedi anche http://cipiri9.blogspot.it/2012/10/blog-di-cipiri-accesso-ai-profili.html

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