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giovedì 4 agosto 2016

Giochi Olimpici 2016 in Brasile



Quando, sette anni fa, il Brasile – all’epoca governato da Lula e considerato una nazione in grande progresso economico – ottenne l’organizzazione dei Giochi Olimpici, sembrava essere finalmente arrivata l’occasione giusta per migliorare le infrastrutture di Rio de Janeiro e far sì che la città fosse capace di attrarre grandi investimenti e capitali stranieri. 

Le Olimpiadi, raccontava in un TED nel 2012 il sindaco di Rio, Eduardo Paes, avrebbero consentito di realizzare “la città del futuro”, socialmente integrata, in grado di «mettere in relazione i ricchi e i poveri, di portare i servizi di base (principalmente, istruzione e sanità) nelle favelas e di favorire la coesione sociale, attraverso investimenti in infrastrutture, eco-compatibilità e tecnologie».
 Ma, continua Alex Cuadros, la "città del futuro" non ha mai visto la luce. 
I Giochi Olimpici – che, secondo uno studio della Said Business School dell’Università di Oxford (che ha analizzato i costi di trenta olimpiadi estive ed invernali), scrive il Financial Times, costeranno 15 miliardi di dollari, circa 5 in più rispetto al budget iniziale – non hanno ridotto il divario tra ricchi e poveri, come prometteva il sindaco Paes solo 4 anni fa. 

Il Costo delle ultime 30 Olimpiadi invernali ed estive – via Financial Times Alcuni progetti, come le nuove linee veloci degli autobus, aiuteranno le classi operaie a raggiungere più facilmente i luoghi di lavoro, ma il piano di riurbanizzazione delle favelas è stato molto ridimensionato. Gran parte del denaro olimpico, infatti, è stato utilizzato per il ricco sobborgo di Barra di Tijuca, abitato da soli 300mila residenti, per realizzare il prolungamento della linea della metro verso la spiaggia di Ipanema e di nuove linee veloci degli autobus. A Barra abita il miliardario 92enne Carlos Carvalho, che ha progettato il cosiddetto “villaggio degli atleti”, che alla fine dei Giochi vedrà trasformare 17 delle 31 torri in condomini di lusso. 

A Barra, si trova anche il nuovo campo da golf, che sarà utilizzato durante i Giochi Olimpici, realizzato nonostante Rio avesse già due campi, con grande sorpresa del Comitato Olimpico Internazionale. E poi, ci sono i costi umani. Sotto il sindaco Paes, più di 20mila famiglie sono state sfrattate dalle loro case, il più grande spostamento coatto di persone della storia di Rio, e, nonostante l’ambiziosa campagna governativa per pacificare le favelas governate da gang che trafficano droga, la violenza non è diminuita. Come recentemente ammesso anche dal sindaco di Rio, le Olimpiadi sono state, dunque, un’occasione persa, tranne che per i più ricchi. Tuttavia, le responsabilità, scrive Cuadros, non sono tutte di Paes, che ha amministrato la città solo negli ultimi 8 anni. Il Brasile viene da decenni di abbandono dei cittadini più poveri e ha dovuto affrontare una situazione generale critica dal punto di vista politico, economico e ambientale. Crisi economica a Rio de Janeiro, tra disservizi, scioperi e rischi sicurezza .

Un mese e mezzo prima l’inizio delle Olimpiadi, il governatore di Rio de Janeiro ha dichiarato lo stato di emergenza finanziaria e ha pregato il governo centrale di fornirgli un supporto economico per evitare “un totale collasso nella pubblica sicurezza, nella salute, nell’educazione, nei trasporti e nella gestione ambientale”, scriveva il 17 giugno scorso il corrispondente del Guardian nella città brasiliana. Una situazione che ha portato comunque il governo dello Stato federato a tagliare i bilanci della polizia, sanità e istruzione. 
Raccontava gli stessi giorni David Biller su Bloomberg: Quasi il 70% degli insegnanti e dei lavoratori del settore pubblico sono in sciopero da marzo per i ritardi degli stipendi, dicono i loro sindacati. Il comune di Rio è stato costretto a prendere il controllo di due ospedali pubblici, e secondo un gruppo di medici altri ancora potrebbero chiudere presto per mancanza di finanziamenti. Quest’anno lo Stato di Rio ha anche ridotto del 32% i fondi destinati alla sicurezza e ha ritardato il pagamento degli stipendi ai poliziotti e alle loro famiglie .

Agenti di polizia e vigili del fuoco hanno inscenato proteste come quella all’aeroporto internazionale in cui i turisti in arrivo sono stati accolti con un striscione con su scritto “Benvenuti all’inferno”, in un periodo in cui, come racconta Globo, gli omicidi a Rio sono aumentati del 15% nei primi quattro mesi del 2016. La protesta di agenti di polizia e vigili del fuoco all'aeroporto internazionale di Rio . 
Una crisi che si inserisce in un contesto politico e sociale problematico in Brasile: l’impeachment dell’ex presidente Dilma Rousseff, giudicata colpevole da una commissione di aver truccato i bilanci dello Stato e la conseguente formazione di un nuovo governo; una profonda recessione (nel primo trimestre il Pil ha registrato un -5,4%); il grande scandalo per la corruzione nella compagnia petrolifera di stato Petrobras (indagine nata da un confessione di un ex manager che ha raccontato alla polizia che la divisione raffineria distribuiva in maniera illecita denaro ai partiti politici); l’epidemia del virus Zika. L'andamento dell'economia brasiliana – via Financial Times Inoltre, si legge ancora nell’articolo del Guardian, «l’economia del paese quest’anno dovrebbe ridursi del 4% a causa del debole prezzo delle materie prime, la bassa domanda proveniente dalla China e la paralisi politica». 


L’inquinamento dell’acqua e dell’aria.
 Secondo uno studio durato 16 mesi, commissionato da The Associated Press, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici, i corsi d’acqua di Rio de Janeiro sono inquinati da liquami umani pieni di virus e batteri molto pericolosi ed è a rischio la salute degli atleti che saranno impegnati nelle competizioni in acqua e dei turisti che affolleranno le spiagge di Ipanema e Copacabana. I primi risultati, pubblicati più di un anno fa, avevano mostrato una concentrazione di virus 1,7 milioni di volte superiore ai livelli considerati preoccupanti in Europa o negli Stati Uniti. Da allora, gli atleti hanno cominciato a prendere delle precauzioni per evitare malattie e infezioni. 

 I punti più contaminati sono la Laguna Rodrigo de Freitas e la Baia di Guanabara, dove si svolgeranno le gare di nuoto di fondo, di canottaggio e vela. In queste aree, nel marzo 2015 era stata registrata la presenza di 1,73 miliardi di adenovirus per litro, scesa a 248 milioni per litro nella campionatura dello scorso giugno. Un livello ritenuto ancora molto alto. «Le oscillazioni dei livelli di contaminazione riscontrate sono conseguenza più delle variazioni climatiche che delle misure adottate», ha dichiarato il dottor Fernando Spilki, uno dei più importanti virologi brasiliani. Ai nuotatori è stato consigliato di gareggiare in acqua con la bocca chiusa. 

«Gli atleti nuoteranno letteralmente in mezzo a feci umane e c’è il rischio che possano ammalarsi per i tanti microrganismi presenti», 
ha dichiarato al New York Times il pediatra Daniel Becker. 



immondizia galleggiante nella Baia di Guanabara – via The Independent 

Anche l’Istituto Ambientale di Stato, che quasi ogni giorno pubblica un grafico a colori con i dati del livello di batteri presenti nelle acque della città, ha confermato che le principali spiagge di Rio sono costantemente non idonee alla balneazione. Come ha spiegato la professoressa Renata Picão, microbiologa all’Università Federale di Rio, nelle acque delle cinque più frequentate spiagge brasiliane ci sono elevati livelli di microbi resistenti ai farmaci. Nonostante il sindaco di Rio abbia riconosciuto il fallimento dei progetti per la depurazione delle acque, i rappresentanti del Comitato Organizzatore locale continuano a garantire che i corsi d’acqua saranno al sicuro per turisti e atleti. Il problema delle acque reflue a Rio non è nuovo e ha visto la sua esplosione, scrive l’Independent, a partire dagli anni Settanta, soprattutto dopo il massiccio esodo rurale di abitanti verso la città che ha portato
 a raddoppiare l’estensione dell’area metropolitana.

 Per quanto riguarda la Baia di Guanabara, un anno fa il governo aveva promesso di bonificare l’80% dell’area ma, secondo le stime più realistiche, solo il 20-30% sarà depurato, a fronte di uno stanziamento di 450 milioni di dollari. Tubi improvvisati che versano acque reflue nella Baia di Guanabara, nella favela di Pica-Pau a Rio de Janeiro .

 Le condizioni igienico-sanitarie peggiorano, poi, negli slum o nelle favelas, che si trovano nei pressi della baia, come nel caso di Pica-Pau, una favela con 7mila abitanti. L’Epatite A è endemica tra i suoi abitanti e i bambini, scrive Andrew Jacobs sempre sul New York Times, rischiano di ammalarsi per gli agenti patogeni che dalle condutture cariche di acque reflue finiscono in tubature improvvisate di acqua potabile. «Sono decenni che i funzionari locali promettono di affrontare la crisi igienico-sanitaria e poi non fanno nulla», racconta Irenaldo Honorio Da Silva, capo del comitato dei residenti di Pica-Pau. E, per quanto gli ambientalisti ritengano che le Olimpiadi possano essere un’occasione per portare l’attenzione pubblica sulle condizioni sanitarie del Brasile, la professoressa Picão è pessimista: «Se non hanno pulito per le Olimpiadi, temo che non lo faranno mai più». Oltre l’inquinamento dell’acqua c’è anche quello dell’aria. Secondo quanto è emerso, infatti, da un’analisi elaborata dal governo brasiliano e dalla Reuters, l’aria a Rio de Janeiro è più sporca e nociva rispetto a quanto descritto dalle autorità e dall’organizzazione delle Olimpiadi. 

L’inquinamento, secondo l’Inea, l’agenzia di protezione ambientale di Rio, è causato per tre quarti dei casi dai gas di scarico dei milioni di veicoli in strada. «Questa non è un’aria per Olimpiadi» dice Paulo Saldiva, patologo all’Università di San Paolo e membro del comitato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel 2006 ha introdotto criteri più severi per misurare i livelli di inquinamento. «Una grande attenzione è stata data all’inquinamento delle acque, ma molte più persone muoiono a causa di quello atmosferico», continua Saldiva, «non si è obbligati a bere nella Baia di Guanabara, ma sei comunque costretto a respirare l’aria di Rio». Il Comitato Olimpico ha comunque assicurato che le gare si svolgeranno in condizioni sicure. La cerimonia d'apertura sarà sabato 5 agosto, all'1 italiana, con la cerimonia d'apertura. A Rio parteciperanno atleti provenienti da 203 paesi, che si sfideranno, fino al 21 agosto, in 39 sport diversi. Ci sarà anche un team di rifugiati, composto da 10 atleti, tra cui la nuotatrice siriana Yusra Mardini. Intanto, continuano le proteste durante il percorso della torcia olimpica in Brasile: «a Niteroi ci sono stati scontri fra i poliziotti e i manifestanti che stavano protestando contro le risorse investite nei Giochi, considerate una spreco per molti».


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venerdì 14 agosto 2015

Esaurite le Risorse del Pianeta per il 2015



Oggi è l’Earth Overshoot Day, 
il giorno del sovrasfruttamento della Terra:
 la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – 
disponibili per il 2015.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita. A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre... contina a leggere e guarda il VIDEO http://cipiri6.blogspot.it/2015/08/esaurite-le-risorse-del-pianeta-per-il.html



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mercoledì 31 luglio 2013

..AMORE..: Video del parto che sta facendo commuovere Faceboo...

Video del parto che sta facendo commuovere Facebook



Il video del parto che sta facendo commuovere Facebook (GUARDA) Su Facebook questo video ha già ricevuto moltissime condivisioni. 
guardalo qui ...
..AMORE..: Video del parto che sta facendo commuovere Faceboo...: Il video del parto che sta facendo commuovere Facebook (GUARDA) Su Facebook questo video ha già ricevuto moltissime condivisioni. . ....

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lunedì 8 luglio 2013

ECOLOGIA: Acqua : libertà di inquinare

Acqua : libertà di inquinare




Acqua, nel "decreto del fare" la libertà di inquinare

 Il Forum pronto alla mobilitazione

 FATE GIRARE!!!

Chi inquina le falde acquifere non pagherà più.

 Tra le tante sorprese del cosiddetto ‘Decreto del Fare’ c’è anche la “epifania 

degli inquinatori” ovvero la subordinazione del disinquinamento alle 

cosiddette compatibilità economiche di chi ha commesso il reato.

 Detto in altre parole,,,
continua a leggere ...
ECOLOGIA: Acqua : libertà di inquinare: Acqua, nel "decreto del fare" la libertà di inquinare  Il Forum pronto alla mobilitazione  FATE GIRARE!!! Chi i...

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domenica 29 luglio 2012

ECOLOGIA: Acqua potabile, 112 Comuni fuorilegge


Acqua potabile, 112 Comuni fuorilegge




Acqua potabile non conforme ai limiti di legge nei rubinetti di quasi un milione di italiani. E’ quanto emerge dal dossier “Acque in deroga” di Legambiente e Cittadinanzattiva, che denuncia: sono ben 112 i Comuni italiani “che ancora per quest’anno usufruiscono delle deroghe su alcune sostanze, boro, fluoruri e soprattutto arsenico, presenti in concentrazioni superiori a quelle stabilite dalla legge”.  leggi tutto,,,
ECOLOGIA: Acqua potabile, 112 Comuni fuorilegge: Acqua potabile non conforme ai limiti di legge nei rubinetti di quasi un milione di italiani. E’ quanto emerge dal dossier “Acque in d...

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sabato 2 giugno 2012

LINKS: ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi...

ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi"



 Roma, 02 Giugno - Manifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi"
LINKS: ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi...:  Roma, 02 Giugno - Manifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi" Roma, sabato 2 Giugno 2012 Ore 15.00 ...

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mercoledì 23 maggio 2012

LINKS: ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi...

ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi"



 Roma, 02 Giugno - Manifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi"
Roma, sabato 2 Giugno 2012
Ore 15.00 P.zza della Repubblica

LA REPUBBLICA SIAMO NOI

Manifestazione nazionale


LINKS: ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi...:  Roma, 02 Giugno - Manifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi" Roma, sabato 2 Giugno 2012 Ore 15.00 ...

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giovedì 3 maggio 2012

LINKS: ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI ...

ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI



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IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
PER I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA

ROMA NON SI VENDE!

SABATO 5 MAGGIO
MANIFESTAZIONE CITTADINA
PARTENZA PIAZZA VITTORIO ORE 15.00



LINKS: ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI ...: - IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI PER I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA ROMA NON SI VENDE! SAB...

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giovedì 22 marzo 2012

Giornata Mondiale dell'Acqua


 71 % - Н2O

Giornata Mondiale dell'Acqua

 ( World Water Day)

è una ricorrenza istituita dalle

 Nazioni Unite nel 1992, 

prevista all'interno delle direttive

 dell'agenda 21, 

risultato della conferenza di Rio.

Cade regolarmente ogni 22 marzo. Le Nazioni Unite invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l'Assemblea Generale e alla promozione di attività concrete all'interno dei loro Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici delle Nazioni Unite, il giorno internazionale dell'acqua 2005 determinò l'inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata all'azione per l'acqua.
In aggiunta agli stati membri, una serie di organizzazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l'acqua come un momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla critica questione dell'acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Ogni tre anni dal 1997, per esempio, il "Consiglio Mondiale sull'Acqua" ha coinvolto migliaia di persone nel World Water Forum durante la settimana in cui cadeva il giorno internazionale dell'acqua. Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non hanno accesso all'acqua pulita e la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi, che determina la priorità nella fruizione dell'acqua disponibile.

E' partita in tutta Italia
 la campagna di Obbedienza Civile
 per il rispetto del voto referendario. 
Ovunque sono previste iniziative
 dal Piemonte alla Sicilia. 
klikka sulla foto
Qui 
l'elenco completo delle date e dei luoghi della mobilitazione

 i Boscimani festeggiano

 dopo 10 anni di sete


(Adnkronos) - Per la prima volta dopo dieci anni, i Boscimani del Botswana possono festeggiare la Giornata Mondiale dell'Acqua. Lo rende noto Survival International ricordando che il pozzo nel deserto del Kalahari che i Boscimani utilizzavano, era stato sigillato nel 2002 dal governo del Botswana, determinato a sfrattare la tribù dalla terra per aprire le porte allo sfruttamento dei diamanti. Nel settembre scorso, l'organizzazione no-profit Vox United ha scavato un nuovo pozzo a Mothomelo, nel cuore della Central Kalahari Game Reserve.

 Un importante passo avanti, fa sapere l'associazione, per un popolo a cui le autorità hanno continuato a negare il diritto all'acqua a dispetto della sentenza del 2006, con cui l'Alta Corte ha riconosciuto ai Boscimani il diritto di tornare a vivere nella propria terra. Eppure, i Boscimani hanno dovuto aspettare altri cinque anni prima di vedersi accordare legalmente il diritto di accedere all'acqua dentro i confini del loro territorio. Oggi Survival International continua a lavorare per garantire il rispetto dei diritti dei Boscimani e sostiene gli sforzi in corso per aprire nuovi pozzi.


''Il fatto che quest'anno i Boscimani possano celebrare il diritto all'acqua insieme al resto del mondo è un vero trionfo - commenta Stephen Corry, direttore generale di Survival International - E' vero, nella riserva del Kalahari ci sono altre comunità che hanno bisogno di potersi procurare l'acqua più facilmente, ma non dobbiamo mancare di celebrare gli storici traguardi raggiunti a garanzia dei diritti dei Boscimani alla loro terra ancestrale. La riapertura del pozzo di Mothomelo ha un enorme valore pratico e simbolico''.

 leggi anke

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ISRAELIANI RUBANO SORGENTI D’ACQUA PALESTINESI



  ISRAELIANI RUBANO

SORGENTI D’ACQUA

 PALESTINESI

Sottratte ai palestinesi trenta fonti ma l’esercito israeliano ha fatto poco o nulla per impedirlo, denuncia Ocha, l'ufficio di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite.


Ocha, l’ufficio di coordinamento degli interventi umanitari delle Nazioni Unite, ha oggi esortato Israele a punire i raid dei coloni ebrei in Cisgiordania volti a sottrarre acqua ai palestinesi e a restituire le sorgenti ai legittimi proprietari. In un rapporto diffuso oggi, Ocha riferisce che i coloni con intimidazioni e recinzioni impediscono ai palestinesi l’accesso a 30 sorgenti d’acqua. In altri 26 casi, i coloni hanno provato ad impadronirsi di altre fonti, anche dando nome ebraici alle località palestinesi, oltre a costruire strutture «turistiche» fisse intorno ad esse e a descriverle come «ebraiche».
Un esempio è la sorgente di Ein al Qaws, vicino al villaggio di Nabi Saleh, della quale si sono impadroniti i settler di Halamish, obbligando i contadini palestinesi ad irrigare i loro campi con acqua proveniente da altre fonti. «Con quell’acqua irrigavamo centinaia di alberi d’olivo e da frutta e se ora proviamo ad andare alla nostra fonte, i coloni e i soldati ci cacciano via», riferisce uno degli abitanti Nariman Tamimi.
Quasi tutte le sorgenti d’acqua «confiscate» si trovano  in proprietà private palestinesi ma, sottolinea Ocha, l’esercito israeliano ha fatto poco o nulla per impedire le azioni dei coloni. 

Nena News

leggi
http://cipiri.blogspot.it/2012/03/giornata-mondiale-dellacqua.html


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venerdì 6 maggio 2011

referendum privatizzazione acqua




referendum privatizzazione acqua
 Per salvaguardare la democrazia in questo paese, fate girare questa lettera
 Ciao a tutti, confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.
È arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
 Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè il Governo non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum, lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum.
E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone  Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.     
QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!

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lunedì 2 maggio 2011

Primo maggio al concerto vietata parola referendum

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Primo maggio, al concertone è vietato parlare dei referendum su acqua e nucleare

1 maggio 2011

Gli artisti costretti a firmare una liberatoria: chi apre bocca rischia una multa di decine di migliaia di euro

Il Comitato ‘Vota si’ per fermare il nucleare’, e’ fortemente contrario alla liberatoria che e’ stata fatta firmare agli artisti del Concertone del primo maggio ‘e che prevede decine di migliaia di euro di multa se si parla di acqua o nucleare’.

INACCETTABILE – ‘E’ un fatto inaccettabile – si legge in una nota del comitato che riunisce oltre 70 associazioni per il referendum del 12 e 13 luglio – che si aggiunge alla truffa in atto per scippare i referendum agli italiani. Ma aggireremo la censura: quello che non hanno potuto dire dal palco gli artisti lo hanno detto alle nostre telecamere. Le loro dichiarazioni saranno da domani sul sito http://www.fermiamoilnucleare.it/ Secondo il Comitato, in particolare, ‘e’ inaccettabile che da una parte non sia ancora stato approvato il regolamento che governa l’informazione per i referendum, che avrebbe dovuto gia’ essere in vigore, e dall’altra, invece, si applicano regole estemporanee e che, con ogni evidenza non rispettano il sentire degli italiani. Lo dimostrano anche le bandiere in piazza e la protesta degli artisti’. Insomma, conclude la nota, ‘quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla liberta’ d’espressione degli artisti sono un’offesa inaccettabile alla liberta’ d’espressione e al pluralismo. Un’offesa agli italiani’.

… E GRAVE - ‘E’ veramente grave che qualcuno abbia pensato di impedire la libera espressione del pensiero in un’occasione pubblica come il concertone di oggi. E’ necessario capire chi, con spirito anti-libertario e anche arti-artistico, possa avere concepito simili condizioni per vietare agli artisti di esprimersi o di far parte di un comitato referendario. Sono clausole degne di un ministero della cultura popolare. Cose del genere non accadevano in Italia dai tempi del regime. Forse chi ha scritto quel testo pensava di essere in Iran! Gli artisti che hanno saputo reagire e denunciare la censura meritano un grazie per il loro gesto’. Lo afferma Ignazio Marino del Pd. In ogni caso le molto visibili bandiere di Greenpeace hanno accertato che lo spirito sui due referendum c’è.


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venerdì 8 aprile 2011

A Parigi l'acqua torna pubblica e il prezzo scende dell'8%



Francia: a Parigi l'acqua torna pubblica
e il prezzo scende dell'8%

Il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe ha annunciato la riduzione dell'8% del prezzo dell'acqua potabile nella capitale francese a partire dal primo luglio. Si tratta della prima riduzione del prezzo dell'acqua "da piu' di 25 anni" e interviene 18 mesi dopo che il servizio idrico e' tornato in gestione pubblica, ha sottolineato Delanoe. In media le fatture per l'acqua dei parigini erano di 300 euro e la parte dell'acqua potabile rappresentava il 37% del totale. Il prezzo dell'acqua potabile, escluse tasse e abbonamenti, passera' da 1,0464 euro per metro cubo a 0,9627 euro.


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mercoledì 19 gennaio 2011

Boscimani, lotta per la vita, per l'accesso all'acqua






Il popolo africano, il 17 gennaio, davanti alla Corte per l'accesso all'acqua
La data è fissata: il 17 gennaio prossimo la Corte d'Appello dello stato africano del Botswana celebrerà la prima udienza per decidere se la popolazione dei Boscimani del Kalahari ha diritto all'acqua.
Questo antico popolo ha già dimostrato di saper lottare contro una modernità che per loro, troppo spesso, ha avuto solo il volto dell'abuso e della violenza. Nel 2002, infatti, i Boscimani hanno vinto un processo storico, ottenendo una sentenza favorevole al loro ritorno nelle terre ancestrali, quelle adesso occupate dalla Central Kalahari Game Reserve. La corte ha posto così fine agli sfratti forzati che i Boscimani hanno subito in questi anni.
Nel 2010, però, la Corte Suprema del Paese ha negato loro l'accesso al pozzo dove, da sempre, i Boscimani prendono l'acqua per vivere. Non si sono persi d'animo e, memori della vittoria del 2002, hanno presentato ricorso. Con ottime possibilità di vittoria, considerato che la sentenza che nega l'accesso al pozzo è arrivata una settimana prima che le Nazioni Unite - in colpevole ritardo - sancissero l'accesso all'acqua come un diritto umano.
La chiusura del pozzo ha costretto i Boscimani a viaggiare per ore, a piedi o a dorso d'asino, in zone inospitali del Botswana per reperire le risorse idriche necessarie alla loro sopravvivenza. Un trattamento disumano e degradante che viola tutti i parametri del rispetto dei diritti umani, come sottolinea da anni l'ong Survival che si batte per il rispetto dei diritti dei Boscimani.
I Boscimani sono suddivisi in diverse tribù e non esiste neanche un nome che li rappresenti tutti. Molti di loro utilizzano e accettano il nome Boscimani, anche se deriva dalla traduzione inglese della parola olandese/afrikans bosjemans o bossiesmans, ovvero 'banditi' e 'fuorilegge'. Le tribù parlano lingue diverse e vivono divise tra Botswana, Namibia, Sudafrica, Zimbabwe, Angola e Zambia. Vivono di caccia e agricoltura e sono riuscite a sopravvivere nel deserto per migliaia di anni. Prima dell'arrivo dei sedentari e dei colonizzatori. Dopo si calcola che le persecuzioni subite dai Boscimani abbiano causato un massacro, riducendo la popolazione da milioni che erano a sole cento mila persone.
Quelli che son rimasti, con la forza, sono stati (fino al 2002) costretti ad abbandonare la loro terra. Le principali organizzazioni internazionali indipendenti che si battono per il rispetto dei diritti dell'uomo ritengono che la causa degli sfratti dei Boscimani siano i diamanti. Le terre ancestrali dei Boscimani si trovano nel cuore della zona diamantifera più ricca del mondo. Un piano di 'pulizia etnica' che, fallito nel 2002, ha forse trovato nella sete una nuova leva per espellere i Boscimani dalle loro terre.

di Christian Elia

http://it.peacereporter.net/
I Boscimani sono un popolo nomade che vive nel deserto del Kalahari, in Africa. Essi quando nel deserto trovano un albero carico di frutti smettono per un po’ di tempo il loro vagabondaggio e costruiscono delle capanne provvisorie nella steppa sabbiosa. Si dividono in gruppi di trenta o quaranta persone. Gli uomini sono magri e le donne sono grasse con delle sopracciglia folte, occhi a mandorla, zigomi alti e grandi seni, colorito bruno, quasi sempre completamente nude salvo dei perizomi di pelle morbida.
La donna è un dei due pilastri economici della comunità Boscimana, e lei principalmente a preoccuparsi della raccolta dei frutti, delle piante e delle radici che costituiscono il fabbisogno alimentare annuo e anche il fabbisogno idrico, mentre l’uomo contribuisce al vitto con la cacciagione.

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giovedì 1 aprile 2010

Acqua , Forum movimenti contro Italia dei valori




Acqua. Forum movimenti contro Italia dei valori

Il partito di Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori, contravvenendo agli accordi presi con il Forum dei movimenti per l’acqua ha annunciato la promozione autonoma e solitaria di un alcuni referendum, tra i quali anche quello sull’acqua, che sarà depositato a metà aprile. «Si tratta di una grave decisione che, se attuata, da una parte renderebbe più complicata la raccolta di firme, dall’altra minerebbe un percorso ricco e inedito di partecipazione e inclusione come quello sin qui realizzato», commentano quelli del Forum. Per questo, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua chiede a tutte e tutti di attivarsi e di esercitare la massima pressione possibile per scongiurare questo esito. «Chiediamo a tutte e tutti di prendere contatti con i rappresentanti locali e istituzionali, con i parlamentari del territorio di riferimento per dire loro la gravità di questa scelta e per chiedere loro che si attivino per evitarla.
Proponiamo inoltre di inondare gli indirizzi dei parlamentari e degli europarlamentare dell’Italia dei Valori, scrivendo loro il seguente messaggio, a partire da oggi Giovedì 1° Aprile fino a Sabato 3 Aprile, con in oggetto: “Il referendum per l’acqua pubblica deve essere una battaglia comune”

“Ho saputo che l’Italia dei Valori ha annunciato di voler procedere a promuovere autonomamente un proprio referendum sull’acqua, nonostante una vastissima coalizione sociale abbia appena depositato tre quesiti referendari per l’acqua pubblica e abbia lanciato l’avvio di una grande raccolta firme.
Voglio che sappiate che ritengo questa scelta gravissima.
Perché irrispettosa di un percorso che tantissime donne e tantissimi uomini come me hanno costruito in questi anni in tutti i territori del Paese.
Perché antepone gli interessi di partito ad un obiettivo grande, condiviso e di civiltà, come quello per l’acqua bene comune.
Chiedo pertanto a tutti voi di recedere immediatamente dal proposito annunciato e di incontrare il Comitato promotore dei quesiti depositati per collaborare alla comune battaglia.”

Questi sono gli indirizzi email a cui inviare il messaggio:

barbato_f@camera.it, borghesi_a@camera.it, cambursano_r@camera.it, cimadoro_g@camera.it, digiuseppe_a@camera.it, dipietro_a@camera.it, distanislao_a@camera.it, donadi_m@camera.it, evangelisti_f@camera.it, favia_d@camera.it, formisano_aniello@camera.it, messina_i@camera.it, monai_c@camera.it, mura_s@camera.it, orlando_l@camera.it, paladini_g@camera.it, palagiano_a@camera.it, palomba_f@camera.it, piffari_s@camera.it, porcino_g@camera.it, razzi_a@camera.it, rota_i@camera.it, scilipoti_d@camera.it, zazzera_p@camera.it, FRANCESCOBARBATO81@LIBERO.IT, RENATO.CAMBURSANO@GMAIL.COM, INFO@HELVETIA.BG.IT, DIPIETRO@ANTONIODIPIETRO.IT, INFO@AUGUSTODISTANISLAO.COM, MASSIMODONADI@LIBERO.IT, FABIO.EVANGELISTI@GMAIL.COM, DAVIDFAVIA@HOTMAIL.COM, SEGRETERIA@LEOLUCAORLANDO.IT, FEDERICO.PALOMBA@LIBERO.IT, SERGIO@SCUOLAINMONTAGNA.IT, PIEFFEZETA@TIN.IT

belisario_f@posta.senato.it, giambrone_f@posta.senato.it, fabio.giambrone@libero.it, carlino_g@posta.senato.it, bugnano_p@posta.senato.it, caforio_g@posta.senato.it, detoni_g@posta.senato.it, dinardo_a@posta.senato.it, lannutti_e@posta.senato.it, ligotti_l@posta.senato.it, mascitelli_a@posta.senato.it, pardi_f@posta.senato.it, pedica_s@posta.senato.it, BUGNANO.P@TISCALINET.IT, INFO@GIUSEPPECAFORIO.COM, RUSSO.MI@LIBERO.IT, NELLODINARDO@LIBERO.IT, FABIO.GIAMBRONE@LIBERO.IT, ELIOLANNUTTI@ADUSBEF.IT, AVVLIGOTTI@TISCALI.IT, MASCITE@LIBERO.IT, F.PARDI@CHEAPNET.IT, STEPEDIC@TIN.IT, info@soniaalfano.it, pino.arlacchi@europarl.europa.eu, scrivimi@demagistris.it, vincenzo.iovine@europarl.europa.eu, niccolo.rinaldi@europarl.europa.eu, giommaria.uggias@europarl.europa.eu, gianni.vattimo@europarl.europa.eu, info@italiadeivalori.it, IDV_SEGRETERIA@CAMERA.IT, FBELISA@TIN.IT, FELICE.BELISARIO@SENATO.IT

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lunedì 22 marzo 2010

Il popolo blu a Roma per l'acqua pubblica

Il popolo blu a Roma. In duecentomila per l'acqua pubblica

Sono in duecentomila i partecipanti alla manifestazione azzurra per l’acqua pubblica, partita da Piazza della Repubblica e diretta a Piazza Navona, secondo gli organizzatori. Il corteo è aperto dallo striscione «ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni» e porta la sigla del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Numerosi i gonfaloni dei comuni di città di tutta Italia. Sono molte le bandiere di partiti, da Sinistra ecologia e libertà, al Prc e ai verdi, dei sindacati [di base e confederali]. Sono tante anche le fasce tricolore: i sindaci hanno partecipato numerosi. «Gli enti locali, sia amministrati dal centrodestra che dal centrosinistra, sono al nostro fianco – spiega infatti il segretario del Forum movimenti per l’acqua, Paolo Carsetti – perché hanno capito che vengono espropriati anche loro di una importante competenza sancita dalla Costituzione».
Il corteo si oppone al decreto Ronchi approvato lo scorso novembre. Un decreto che privatizza definitivamente la gestione del servizio idrico stabilendo che la quota in capo al pubblico debba scendere progressivamente nei prossimi cinque anni. E’ proprio questo il punto, secondo i manifestanti, che va modificato perché apre alla mercificazione dell’acqua.
Sul camion in testa al corteo c’è uno striscione blu che recita: «L’acqua è un bene comune. Fuori l’acqua dal mercato! Fuori i profitti dall’acqua!». In coda al tir un enorme pallone blu da cui spunta un rubinetto che lascia ciondolare una goccia blu fatta da un palloncino.
Tanti gli slogan che i manifestanti portano addosso attraverso piccoli cartelloni appesi al collo con una goccia d’acqua parlante: «Liberami dalle multinazionali», «Acqua generosa gratuita, oggi ed ora ristoraci ancora», «Ce la vogliono dare a bere», «Sono un portatore d’acqua», «L’acqua è vita non è merce», «Acqua e terra beni comuni. Ribellarsi è giusto», «Chi controlla l’acqua controlla la vita», «Acqua pubblica senza se e senza Spa».
Dietro lo striscione di testa, che sta per giungere a Piazza Navona meta finale del corteo, c’e’ anche padre Alex Zanotelli che ha detto «Se nei prossimi mesi riusciremo a raccogliere le firme necessarie per far svolgere i tre referendum contro la privatizzazione dell’acqua e poi riusciremo anche a vincerli, sarà il primo colpo che verrà dato alla privatizzazione, che per ora sembra purtroppo vincere in tutto il mondo. A farne le spese sono come sempre i poveri e i deboli e se le cose continueranno cosi’ credo che ci saranno anche 100milioni di morti per mancanza d’acqua nel Sud del mondo».
«Una manifestazione con una presenza forte della societa’ civile e per ribadire l’importanza di governare i beni comuni». Cosi’ Roberto Musacchio della segreteria di Sinistra Ecologia e Liberta’, spiega la presenza del partito alla manifestazione di Roma per la privatizzazione dell’acqua.
Sul fatto che il Pd non ha aderito alla manifestazione ha detto: «Non vi e’ dubbio che il Pd ha abbracciato una cultura della privatizzazione avendone una sorta di ubriacatura. Ma anche questo, mi pare, sta cambiando ed un po’ d’acqua fara’ certamente bene». Proprio sull’acqua pubblica ha poi detto che si potrà trovare un «largo consenso trasversale negli schieramenti anche sul territorio. La privatizzazione selvaggia dell’acqua, d’altronde è addirittura in controtendenza rispetto alle politiche europee».
Il portavoce della federazione della Sinistra Paolo Ferrero ha detto che il prossimo obiettivo «sono i tre referendum contro il decreto Ronchi, affinché l’acqua torni pubblica». La raccolta di firme dovrebbe partire il 15 aprile, dopo le elezioni regionali.
«A Roma c’è chi manifesta per la sua impunità e chi vuole diritti uguali per tutti. Se ne renda conto anche il ministro Ronchi». Sottolinea invece Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. «L’acqua pubblica è un diritto umano fondamentale, è trasparente ed è di tutti – ha aggiunto Migliore -. La Sinistra è qui per questo».
«La gestione dell’acqua deve restare fuori dal mercato: questo e’ il profondo convincimento che oggi ha spinto queste persone a riunirsi a Roma in un solo grido che il governo non puo’ ignorare». Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
«Le migliaia di persone che stanno manifestando per la difesa dell’acqua pubblica sono la dimostrazione migliore dell’assurditaà della decisione del governo di correre verso la svendita di un bene che appartiene alla nostra comunità e che, di fatto, sta per essere consegnato nelle mani delle multinazionali e dei privati. – continua Zingaretti – Una decisione preoccupante perché sembra celare una strategia per diminuire il valore di beni comuni la cui proprietà pubblica e’ da sempre un diritto inalienabile».
«Invece di intraprendere strade cosi’ pericolose, sarebbe molto piu’ opportuno e saggio cercare di migliorare l’intero sistema del ciclo dell’acqua, rendendo più efficiente l’attività industriale svolta a servizio dei cittadini come stiamo facendo nel nostro territorio con un impegno di oltre 420 milioni di euro per l’Ato2 – continua Zingaretti – Sono convinto, infine, che questo debba valere anche per l’Acea, una delle più grandi aziende italiane e della Capitale, che deve restare di tutti i romani- conclude – il suo futuro non può essere frutto di scelte affrettate, ma di una attenta e ponderata decisione che non tolga alla comunità diritti che ha fin qui vantato».
«La manifestazione in difesa dell’acqua pubblica di oggi e’ stata un grande successo, con una straordinaria partecipazione dei cittadini. E’ evidente che nel Paese c’e’ un forte malcontento nei confronti del Governo e delle sue scelte. Da ultima quella di privatizzare la gestione del servizio idrico, un bene inalienabile e sul quale non sono ammesse speculazioni". Lo ha dichiarato l’ assessore al Bilancio della Regione Lazio [Sinistra Ecologia Libertà] Luigi Nieri , che oggi ha preso parte alla manifestazione per l’acqua pubblica.
«In piazza c’erano anche tante persone preoccupate della decisione del Sindaco Alemanno di cedere ai privati l’Acea – ha sottolineato Nieri – Nel Lazio gia’ altre esperienze di questo tipo hanno dimostrato l’esito fallimentare della gestione affidata ai privati, con tariffe aumentate e disservizi»
«Penso che quella in difesa dell’acqua pubblica sia una grande battaglia di civilta’ – ha concluso – Anche nel Lazio si dovra’ fare tutto il possibile, nella prossima legislatura, per arginare questa pericolosa e selvaggia privatizzazione che rischia di sottrarre alla cittadinanza uno dei suoi beni piu’ preziosi».

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lunedì 16 febbraio 2009

Emilia Romagna arte e magia : 'Il diavolo e l'acqua santa'

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Forli'-Cesena - Arte, magia e suggestione in mostra a Sarsinia con "Il Diavolo e l'AcquaSanta - Tarocchi fantastici". Al Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (Fc), fino al 31 maggio, ventidue artisti interpretano gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, sotto l'egida di un decano d'eccezione, l'architetto-scultore Ilario Fioravanti. "Il Tarocco e' un camaleonte. [...] Ciascun arcano, essendo uno specchio e una verita' di per se', si tramuta in quello che tu ci vedi dentro". E' tutto in questa frase, estrapolata da un saggio di Alejandro Jodorowsky, regista e scrittore cileno, coinvolto in questo progetto, il senso della mostra.

Ventidue diverse personalita' che, attraverso il linguaggio della pittura e della scultura, si sono fatti "... medium verso una visione misterica, alchemica, indefinibile, presa nella ruota del tempo, per convertire in mille modi il caos in cosmos, il relativo in assoluto", come suggerisce Marisa Zattini, curatrice della mostra insieme al direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci.

Arte e magia, suggestioni ed esoterismo si fondono insieme in una mostra e in un luogo, Sarsina, che per le sue origini ben si presta ad ospitare un evento di questo genere. La patria di Tito Maccio Plauto, cittadina del primo Appennino romagnolo, e' infatti nota per la figura di San Vicinio, Protovescovo esorcista venerato perche' la sua intercessione presso il Signore poteva guarire da mali dell'anima derivanti da possessioni demoniache: la Cattedrale di Sarsina, dedicata a San Vicinio, festeggia quest'anno il Giubileo. A guidare i 22 maestri dei Tarocchi, lo scultore Ilario Fioravanti, che si e' misurato con le carte degli Arcani Maggiori.

A lui e' stata affidata la realizzazione di tutti e ventidue i Tarocchi, che tra le sue mani sono diventati 22 formelle in terracotta ingobbiata, che propongono una riflessione raffinata e sapiente sul segreto dei Segni. A questi si aggiungono 3 tarocchi ideali, che l'artista ha realizzato secondo la sua personale poetica.

Si tratta dell'"Arcano 000", l'"Arcano Supremo", che vede uniti il maschile e il femminile, l'uomo e la donna, in un cammino paritetico nel viaggio della vita. E dei due "Arcani 00", uno monocromo e uno a campiture policrome, che aprono e chiudono il viaggio ideale nel fantastico universo dei tarocchi. Sua anche l'opera scultorea "L'Ossesso", bronzo a tutto tondo, icona ideale del progetto, che raffigura un uomo dalla cui bocca fuoriescono sette diavoli muniti di zampe e corna.

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