Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta difende. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta difende. Mostra tutti i post

sabato 17 dicembre 2011

Mussolini , difende i delinquenti come Razzi


RAZZI
 
Razzi e la compravendita:
“Per dieci giorni mi fottevano la pensione”
In Parlamento? “Siamo qui a fare i cazzi nostri”. Ecco il racconto di come si diventa “responsabili” in parlamento, da gli Intoccabili, in onda su La7. 
Dalla fiducia del 14 dicembre 2010 , alla Svizzera, tutto finalizzato a prendere il vitalizio. Perché, come dice l’onorevole Razzi: “Qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro”.
-

Mussolini , difende i delinquenti come Razzi 


La casta si scaglia contro Barbato, reo di aver sputtanato Razzi (15Dic2011) Razzi : le deliranti parole carpite dalla telecamera nascosta di Barbato
.
.
. La Mussolini e molti altri se la sono presa con Barbato. Senza fiatare sulle accuse che razzi ha implicitamente rivolto a tutti i parlamentari valutati come delinquenti.

 .
 SESSO E DINTORNI: Mussolini Alessandra , Dai Film Hard alla politica...: . Mussolini Alessandra Dai Film Hard alla politica ecco le immagini . . Film con Alessandra ...

 .


. .

 Ampia sintesi del dibattito alla Camera contro il deputato Idv Barbato che ha filmato di nascosto dichiarazioni scottanti di alcuni colleghi passando poi il video alla trasmissione di La7 "Intoccabili".



,

venerdì 10 dicembre 2010

PARLA CHIARO IL PRESIDENTE LULA

PARLA CHIARO IL PRESIDENTE LULA


Parla chiaro il presidente Lula, ventidue giorni prima di lasciare il potere, e non è la prima volta. Fino ad oggi, 9 dicembre, è l’unico uomo di governo ai massimi livelli che ha avuto l’ardire di difendere Assange: “Invece di incolpare chi ha divulgato quei documenti, bisognerebbe accusare coloro che li hanno scritti.” Una semplice verità, questa di Lula, che fa sempre meno parte del sentire comune. Invece di accusare il corruttore, si accusa il giudice che lo accusa. Invece di lavorare a Copenaghen prima, a Cancun adesso, per l’urgente rispetto del Trattato di Kioto, le grandi potenze si rimbalzano scuse e pretesti. Invece di togliere il segreto bancario che consente ai grande narcotraffico di far circolare il loro denaro di banca in banca, si permettono gli eccessi sanguinari di polizia, esercito, sicari e paramilitari.. Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, lo ha detto chiaro: “Credete forse che il grande narcotrafficante, il pesce grosso del narcotraffico se ne vada trascinando il suo denaro nello zaino, in valigia, viaggiando in aereo? No. Quel denaro circola nelle banche.” Invece di sbrigarsi a portare ad Haiti tutto l’aiuto necessario, si insiste su una popolazione ribelle e ingovernabile.
Torno a Lula: era davvero scandalizzato quando a Brasilia, dove pronunciava uno dei suoi ultimi discorsi da Presidente, ha protestato contro l’attentato alla libertà di espressione rappresentata dall’arresto di Assange. Lula denuncia la caccia l’uomo e ironizza sul fatto che ci mancava solo che affiggessero dappertutto i cartelli di “Cercasi vivo o morto”, come nei film western. Ci sarà chi lo seguirà in questa presa di posizione al fianco del creatore di Wikileaks?

Non parla chiaro (ma non è una novità), lo scrittore peruviano con passaporto spagnolo Mario Vargas Llosa, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura. Il suo discorso all’Accademia di Svezia, condito da commozione e lacrime, pieno di riferimenti biografici, con uno sperticato ringraziamento a sua moglie, vera anima della sua carriera di scrittore grazie alle sue doti organizzative e di pianificazione economica, è stato un elogio –senza se e senza ma- al liberalismo come un sistema senza macchia, un meccanismo perfetto che conduce l’uomo ala sua realizzazione totale. Ha rivolto il suo pensiero non solo all’amato Perù natale, ma anche a tutti gli altri paesi del suo continente dividendoli fra buoni e cattivi. Inutile dire che Cuba e il Venezuela sono cattivi, molto cattivi; da Mario Vargas Llosa non potevamo aspettarci altro. Ma che fra i buoni ci mettesse il Messico supera davvero la fantasia più sfrenata. Il Messico è oggi fra i paesi più violenti e corrotti del mondo. I cartelli del narcotraffico fanno il buono e il cattivo tempo, il femminicidio è un crudelissimo strumento di eliminazione delle donne. Ma di tutto questo Mario non si accorge. Gli vorrei suggerire, se gli avanzasse un pò di tempo nella sua agenda dei festeggiamenti a Stoccolma, di leggere il País del 9.12 dove troverà una notiziola che, nella sua leggerezza, ci dà la misura del potere ormai raggiunto dai cartelli messicani: Venti sicari membri del famigerato cartello Los Zetas, hanno attaccato un carcere in Guatemala e hanno liberato Elmer Aroldo Zelada Galdaméz, in galera con l’accusa di aver ucciso un calciatore e di svariati altri omicidi. Ma tant’è, in Messico si tengono regolarmente elezioni –spesso truccate-, non viene messa in discussione la collaborazione con gli Stati Uniti e non si parla nemmeno di integrazione latinoamericana. Viva il liberismo!



di Gianni Minà

Fonte: giannimina-latinoamerica.it

-


.

venerdì 19 febbraio 2010

la Valle di Susa difende tutta l’Italia

la Valle di Susa difendendo il suo territorio difende tutta l’Italia

Luca Mercalli meteorologo


A cosa serve la Tav? Quale sarà il beneficio dell'opera? Un'analisi di Luca Mercalli climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana


Il dibattito sulla Tav Torino-Lione sembra una contrapposizione tra un disegno ambizioso di sviluppo e una resistenza locale di un partito del No. Ma la questione è diversa. E’ naturale che il Piemonte preferisca avere un’infrastruttura moderna che non averla. E’ comprensibile che gli abitanti della Valle di Susa si oppongano ad un investimento che ritengono li danneggi, nonostante le compensazioni promesse , e che a loro non serve. Ma bisogna che qualcuno faccia un conto sul pro e contro di una decisione di spesa che riguarda il Paese intero.

La linea, per la parte di competenza italiana, costerebbe tra i 15 e i 20 miliardi di euro, come tre ponti di Messina. I contributi europei coprirebbero meno del 30% della sola tratta internazionale [la galleria di base], il resto lo pagherebbe lo Stato italiano, quello che lamenta carenza di risorse e fatica a mantenere la sostenibilità della finanza pubblica.

La domanda è allora: quale sarà il beneficio dell’opera? Gli studi disponibili mostrano che la ricaduta della TavTorino-Lione sul sistema economico italiano ed in particolare piemontese sarebbe assai limitata. La Torino-Lione consentirebbe una riduzione dei tempi di spostamento di persone e merci circa un’ora verso la Francia, ma si tratta di una quota intorno all’1% dei movimenti che si effettuano in Piemonte e meno dello 0,1% a scala nazionale. Non siamo nella situazione di centocinquanta anni fa, quando fu costruito il traforo ferroviario del Frejus. La realizzazione di quel traforo significò ridurre i tempi di spostamento da un paio di giorni, a dorso di mulo, a poche ore.

L’attuale livello di utilizzo sia dell’autostrada sia della linea ferroviaria che collegano l’Italia con la Francia è molto al di sotto della capacità che servirà per i traffici per i prossimi decenni [il Fréjus ha funzionato bene anche con livelli di traffico doppi rispetto a quelli attuali nel periodo di chiusura del traforo del Monte Bianco].

Uno spostamento di domanda dalla strada alla ferrovia, a detta degli stessi sostenitori dell’opera, potrebbe avvenire solo con l’imposizione di divieti o di prelievi fiscali aggiuntivi sul trasporto su gomma, ossia incrementando il costo del trasporto e rendendo più difficoltose le esportazioni per le nostre imprese.

Anche i benefici ambientali dell’opera sarebbero del tutto trascurabili. Considerando gli elevatissimi consumi energetici nella costruzione dell’infrastruttura, le emissioni complessive di CO2 saranno forse più elevate con la Torino-Lione che senza.

Nel complesso, non solo «il debito aggregato degli Stati italiano e francese aumenterà di 16 miliardi , ma la gestione dell’opera andrà ad accrescere il loro deficit per i successivi quarant’anni» conclude un’analisi costi-benefici dell’opera che è stata effettuata sulla base dei pochi dati a disposizione. Se ci sono analisi che forniscono risultati diversi, che vengano pubblicate.

Il Corridoio Cinque non è molto di più che un tratto di pennarello su una carta geografica e non corrisponde ad un’infrastruttura unica, con caratteristiche omogenee. Contrariamente a quanto spesso affermato, la Commissione Europea non richiede affatto che l’attraversamento delle Alpi lungo il Corridoio sia effettuato con una Linea ad Alta Velocità/Capacità. Lungo quell’asse non risultano essere in costruzione altre linee AV/AC al di fuori della tratta Torino-Lione, mentre è realizzata la Torino-Milano ed è in progettazione avanzata la Milano-Venezia. Sia ad est che ad ovest dell’Italia le merci continueranno a viaggiare su reti ordinarie, come del resto da Lione verso Parigi, perché le linee AV francesi sono state costruite per far passare solo treni passeggeri.

Questi argomenti, nonostante il lavoro dell’Osservatorio tecnico governativo appositamente costituito, attendono ancora di essere dibattuti, con sereno equilibrio.

-

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru