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domenica 14 gennaio 2018

4 Errori di Trump a 1 anno dall’Elezione


 Se pensiamo all’intero corso della storia 
sono appena una manciata di secondi, 
ma a Trump sono bastati pochi mesi per peggiorare
 nettamente lo stato del mondo.

Il primo dei suoi misfatti è quello di essersi preso gioco della libertà e dello stato di diritto. Gli Stati Uniti hanno ancora contropoteri efficaci, ma ora che hanno scelto come presidente un lunatico rispetto al quale Silvio Berlusconi sembra una persona saggia, non sono certo nella posizione di dare lezioni al resto del mondo. Dopo esserne stata il baluardo, l’America sta umiliando la democrazia. Ma non è tutto.

Il secondo errore di quest’uomo deprecabile è quello di aver messo in dubbio l’alleanza tra le grandi democrazie. Fino all’elezione di Trump, l’alleanza formata dall’Europa e dagli Stati Uniti sembrava indistruttibile, ma facendo presente che ai suoi occhi l’indipendenza dell’Estonia non è necessariamente un casus belli per Washington, Trump ha indebolito lo strumento di difesa comune delle democrazie che è l’Alleanza atlantica, la Nato.

Trump ha rafforzato il nazionalismo a scapito del multilateralismo e del negoziato

Potremmo dire (senza sbagliare) che in questo modo gli Stati Uniti hanno convinto gli europei a dotarsi di un esercito comune, ma resta il fatto che, dopo aver umiliato la democrazia, 
Trump l’ha anche disarmata.

La sua terza malefatta è quella di aver rafforzato il nazionalismo a scapito del multilateralismo e del negoziato. Facendo di America first, l’America prima di tutto, il nuovo credo degli Stati Uniti, Trump ha riabilitato l’egoismo nazionalista, l’attenzione prioritaria all’interesse immediato dello stato, l’ognuno per sé e il tutti contri tutti. In questo modo il presidente americano ha reso il mondo ancora più instabile di quanto non fosse prima del suo avvento.

Il suo quarto sbaglio, il più inquietante di tutti, è quello di aver messo la stupidità alla guida degli Stati Uniti. Ogni giorno i suoi tweet rappresentano un insulto all’intelligenza, tanto che i suoi collaboratori passano il tempo a cercare di impedirgli di fare passi falsi irreparabili.

Ma i passi falsi arrivano comunque. Gli aiutanti di Trump, per esempio, non sono riusciti a convincerlo a evitare di denunciare il trattato sul nucleare con l’Iran, di mettere in dubbio la parola degli Stati Uniti e di compromettere la possibilità di approvare un accordo simile con la Corea del Nord. Il 7 novembre Trump dovrebbe chiarire, in Corea del Sud, come intende gestire la crisi e come intende evitare, senza mandare l’esercito, che Pyongyang costruisca la bomba atomica destabilizzando profondamente l’Asia e scatenando un’inarrestabile corsa all’arma nucleare.


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lunedì 22 febbraio 2010

Afghanistan, La tragedia degli errori

Afghanistan, l'Osservatore romano: «La tragedia degli errori»

L’Osservatore romano denuncia l’ennesimo errore compiuto dalle forze Nato in Afghanistan che ha comportato la morte di 33 civili. Il giornale del Vaticano titola il servizio sulla strage: «Afghanistan, la tragedia degli errori». «Ancora una strage di civili in Afghanistan – si legge sull’Osservatore – Ieri trentatré persone, tra le quali donne e bambini, sono morte in un attacco aereo delle forze Nato, che ha colpito per errore un convoglio di veicoli. Il tragico incidente è avvenuto nella provincia di Uruzgan. L’Alleanza atlantica ha successivamente confermato di aver sparato contro tre minibus, sospettati di appartenere ai ribelli. L’Isaf ha annunciato un’inchiesta».

l'Onu: «2412 le vittime civili nel 2009»

Un atto «ingiustificabile»: in questi termini il consiglio dei ministri afgano ha condannato il bombardamento della Nato che ieri nella provincia meridionale di Uruzgan ha causato la morte di almeno 27 civili, secondo un nuovo bilancio. Il governo di Kabul ha chiesto per un’ennesima volta alla forza Nato più coordinazione e attenzione prima di procedere a operazioni militari per evitare nuove vittime innocenti. Soltanto sabato scorso, davanti al parlamento, il presidente Hamid Karzai aveva rimproverato alla Nato di non fare abbastanza per risparmiare la popolazione civile, dopo che il 14 febbraio 12 persone erano state uccise da missili sparati dalle forze straniere; il 19 febbraio, anche sette poliziotti erano stati ammazzati per errore.
Il generale Stanley McChrystal, capo delle forze statunitensi in Afghanistan, ha espresso rammarico per l’errore commesso ieri dai soldati. Secondo un bilancio dell’Onu, nel 2009 ben 2412 civili sono stati uccisi dalle cosiddette «forze alleate» nel paese orientale.

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