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domenica 18 agosto 2013
Tragedia Egiziana
tragedia egiziana - Intervista a Mohamed Ashmawi a cura di Domenico Ciardulli
Mohamed, 58 anni, vive in Italia dal 1977. Conosce 3 lingue e svolge occasionali incarichi di interpretariato in lingua araba in alcune trasmissione televisive. Lo abbiamo incontrato in un bar di via Napoleone III a Roma e gli abbiamo chiesto di descriverci dal suo punto di vista cosa sta succedendo in Egitto. Condivisibili o meno, le opinioni nette e crude di Mohamed sembra rispecchino il pensiero di decine di milioni di cittadini egiziani.
Buon giorno Mohamed! Grazie per aver accettato questo incontro.Potrebbe iniziare spiegandoci chi sono i Fratelli Musulmani?
I fratelli Musulmani, sono una organizzazione politica islamista internazionale istituita nel 1928 dall’egiziano Hassan El Banna, di carattere violento (basti vedere il loro logo, dove in alto c’è il Corano, al centro due spade e in basso la parola arabo (Preparate), che è l’inizio del versetto 60 della VIII Sura del Corano che recita (Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati.). Quindi il loro slogan è : “Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad “doveroso impegno” è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza”. Loro si oppongono alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, e rifiutano l’influenza occidentale. Per arrivare alle loro finalità si impegnano settori della politica tradizionale, della sanità, dell’insegnamento (educazione secondo l’Islam) e le opere sociali.
Ha sempre lavorato per la islamizzazione delle società, la diffusione dall’alto acquisendo potere politico da una parte e una dal basso da nuclei dalla forte islamizzazione attraverso le moschee.
Negli anni 60 qual’è stata la linea del Presidente Nasser nei confronti dei Fratelli Musulmani?
Negli anni sessanta, Nasser ha sciolto l’associazione e fece arrestare, torturare e giustiziare alcuni di loro.
E dopo? con il Presidente Sadat cosa è successo?
Anche sotto Sadat, nonostante una sua apertura nei loro confronti, hanno scelto la lotta armata, fino ad uccidere Sadat nel 1981, senza che questo porti alla caduta del regime.
Quindi vuole dire che lo “sdoganamento” istituzionale è avvenuto solo con il Presidente Mubarak?
Solo con Mubarak, dall’inizio degli anni ottanta, hanno partecipato alle elezioni politiche in alleanza con i partiti laici di opposizione.
Dopo Mubarak continuano ad avere un ruolo importante nel panorama religioso e politico del Paese. Le manifestazioni violente a sostegno del deposto Presidente islamista Morsi, mostrano il volto più estremista dell’organizzazione che, sostenendo pienamente l’ex Presidente, ha favorito una deriva estremista dello Stato Egiziano, deriva non completata grazie al tempestivo intervento dei militari che hanno costretto Morsi alla deposizione.
Il sostegno dell’Occidente, in testa gli USA, ai Fratelli musulmani evoca nella mente di tanti egiziani il famoso complotto Israelo-occidentale contro l’Egitto e tutto il mondo arabo-islamico, per formare il cosiddetto “ Medio oriente allargato”, composto da tanti piccoli stati che girano nell’orbita occidentale.
Ci spieghi un pò meglio, sempre dal tuo punto di vista, questa trama internazionale approfondendo i rapporti con Hamas e con Al Fatah
I leader di Hamas che governano Gaza, a differenza di Al Fatah (in Cisgiordania), sono seguaci dei Fratelli Musulmani (FM). L’ex presidente Morsi (che ha avuto ottimi rapporti con gli USA come molti leader del FM), ha avuto ottimi rapporti con Hamas, aprendo le frontiere tra Gaza e l’Egitto, con il consenso di Israele, e quindi Hamas non ha piu’ sparato missili verso Israele da quando Morsi ha preso il potere in Egitto. Si dice che il piano Israelo-USA-Hamas, prevedeva la cessione di parte dell’Egitto (nel Sinai) ai palestinesi, cosi’ possono lasciare la terra della Palestina (o parte di essa) agli israeliani dove continuano a tutt’oggi a costruire case non curando delle contestazioni (soft) da parte dell’UE e (molto soft) da parte degli USA (dove governano in effetti le lobbies ebraiche).
Quindi Hamas, con la caduta di Morsi, sta combattendo a fianco dei FM contro l’esercito egiziano nel Sinai e non solo. Infatti, le forze di sicurezza egiziane, dopo lo sgombero delle 2 piazze, hanno arrestato alcuni membri di Hamas. Hanno armi automatiche importate dall’estero attraverso la Libia o dal Mar rosso…ecc Sotto il palcoscenico di Piazza Raba Al Adawiya, dove erano accampati FM, la polizia ha trovato 12 salme nei loro sudari, di persone uccise dopo torture. Erano morti da alcuni giorni prima dello sgombero (coperti di ghiaccio). In alcune bare c’erano armi e munizioni. Questo ci fa capire il livello di violenza che esercitano per il potere politico-religioso.
Dalla caduta di Morsi è stata molto usata la parola “golpe”. Secondo lei si tratta di un vero e proprio “golpe militare”?
L’Occidente continua a considerare quello che è successo un semplice “golpe”, ma in verità non lo è. Trenta milioni di egiziani avevano manifestato per oltre un mese contro l’islamizzazione dello Stato, che, in un anno, ha trasformato la società in una specie di Afghanistan, uomini barbuti e donni coperte con il Niqab (somiglia al Burga), dove si parla poco di economia e commercio e molto di più di religione.
L’esercito ha fatto il suo dovere per proteggere il popolo, poi dopo la formazione di un governo tecnico provvisorio, l’esercito ha lasciato tutto al governo. I Fratelli Musulmani hanno diviso la società in Buoni (religiosi) e cattivi (laici).
Pensa che potrà avere fine questa tragedia egiziana? Si fermerà questo bagno di sangue?
Sono convinto che ci sia un disegno straniero per un “controllo” dell’Egitto. Forse fa comodo che nel medio oriente ci siano tanti piccoli stati instabili e a sviluppo limitato. Ma l’Egitto è un paese che ha un grande potenziale di sviluppo economico, turistico e scientifico. Sono ottimista, il mio paese saprà risollevarsi da questa tragedia, saprà non farsi relegare nella sudditanza verso altri paesi e saprà riprendersi la propria dignità e il ruolo che gli spetta in questo terzo millennio.
Grazie Mohamed per questa intervista. In bocca al lupo!
DA : http://www.reset-italia.net/
.
domenica 21 ottobre 2012
SE QUESTI SONO GLI UOMINI
SE QUESTI SONO GLI UOMINI
ITALIA 2012. LA STRAGE DELLE DONNE
di: Iacona Riccardo
Dopo la tragedia di Palermo.
Le mani assassine di uomini senza personalità.
L’ennesima mano di chi si era amato, scagliata contro un corpo che
fino a pochi istanti prima sprigionava vita. E sale nell’indifferenza
quasi totale la fine di una giovane vita spezzata che porta il numero
già cospicuo di donne uccise a 100. Pensare di fare una fine simile solo
perché l’amore che si provava fino a poco tempo prima ha cessato di
esistere è assurdo,intollerabile ed anche ingiusto. Non si riesce a
capire come mai questa sia l’unica soluzione per chi perde l’amore che
forse non aveva nemmeno mai provato nel concetto più intimo di questa
parola. Troppo spesso si assiste impotenti a situazioni pesanti che
terminano nel modo più forte e meno atteso da chi in prima persona vive
l’imposizione dei sentimenti e non ha voglia di piegarsi a questi
ricatti sentimentali perché l’amore non si compera e la donna non deve
restare in terra come una bambola di pezza senza vita,ferita e
oltraggiata e troppo spesso privata di un dono che non spetta di certo a
chi dice di aver tanto amato togliere . Troppo spesso riecheggia il
concetto del senza di me non c’è spazio nemmeno per la tua esistenza
dimenticandosi che le persone possono scegliere se continuare a volersi
accompagnare da questi soggetti. Troppo spesso si sottovalutano alcuni
atteggiamenti e si pensa che le attenzioni vengano dedicate per amore
,che la presenza costante nelle vite di queste donne sia dovuta
all’interessamento per le stesse. Troppo spesso si scambiano le continue
telefonate,le improvvisate, come segnali di attenzione e di mancanza
che questi soggetti vogliono colmare e si pensa di essere importanti per
loro e per le loro vite dimenticandosi che quando si ama realmente si
ha solo voglia di veder volare libero l’altro,che non è con l’assillante
presenza che si dimostra questo amore,che l’amore è rispetto e non
imposizione della presenza soprattutto quando non è desiderata.
L’ennesima vittima,l’ennesimo coltello,le ennesime urla che si
sgretolano così come lo sta facendo la vita che in un’attimo vola via e
va oltre,come se la morte diventasse una vera e propria liberazione al
tormento che queste situazioni create e subite per anni,restate
inascoltate ora arrivino alla fine del loro percorso dimenticandosi però
che con la fine di esso finisce anche una vita che nessuno ha il
diritto di rubare . Una cosa tremenda perderla quella vita per mano di
chi ha annientato ogni dimostrazione di affettività sincera,per mano di
chi ha riempito con la sua ingombrante presenza gli ultimi attimi di un
pomeriggio che avrebbe dovuto avere tutto un altro sapore,una cosa
tremenda chiedere aiuto e non essere ascoltati ,aver dovuto imparare che
nella vita troppo spesso ci si deve difendere proprio da chi dice di
amare. Impossibile che 100 vite spezzate nel pieno della voglia di
vivere,che 100 storie,sorrisi,
mondi,interessi,amicizie,famiglie,colleghi,parenti, si debbano trovare a
fare a meno di queste donne che troppo spesso subiscono,inviano
messaggi di aiuto,comunicano la loro tristezza di continuare rapporti
con esseri spregevoli che riescono solo a togliere loro entusiasmo e
sicurezza,non importino a nessuno. Impossibile che la vita non abbia più
alcun valore,che si sia sempre troppo presi dal pensare che non sia
utile educare all’amore quando invece qualche “ometto”avrebbe bisogno
delle istruzioni per l’uso del cuore. Ciò che conta è imporsi
prepotentemente nelle pieghe del cuore di chi avendo recepito che alcune
situazioni iniziano ad essere insostenibili decidendo di recidere
questo cordone che le teneva legate a qualcuno che meritava tutto tranne
che il loro amore. Ci piacerebbe vedere le donne essere rispettate per
come si dovrebbe fare,ci piacerebbe che in una società evoluta come si
dice essere la nostra questi fatti non dovessero più accadere ci
piacerebbe assistere al cambio di sensibilità tanto a lungo predicato
ma mai raggiunto e dimostrato.Ci piacerebbe che queste donne troppo
spesso calpestate e non prese in considerazione ,che queste donne
sottovalutate ma che riescono a ricoprire infiniti ruoli nell ‘arco di
poche ore,che queste donne che reggevano e continuano a reggere l’altra
metà del cielo potessero tornare a dire :” questa relazione è finita”
senza dover temere per la loro incolumità o per quella delle loro
famiglie. Ci piacerebbe che si tornasse ad una dimensione umana di
questa esistenza e non si fosse pronti a barattarla con un momento di
delirio di onnipotenza che poi tale non è e si riduce solo
all’immaturità di un attimo.
Accettare che i sentimenti possano anche
mutare è solo dimostrazione di maturità,di sensibilità,di preparazione
reale per la vita altrui. Non vogliamo più vedere questa lista crescere a
dismisura,non dobbiamo più avere paura di denunciare chi nascondendosi
dietro alla parola amore rende lo stesso non degno di essere chiamato
tale,non dobbiamo permettere che si giochi con qualcosa che non è un
gioco perché si tratta delle nostre vite di donne e se non iniziamo a
volerci bene noi per prime queste cose continueranno ad accadere. Rimane
in terra un altro corpo,rimane in terra un’altra vita,rimane in terra
la storia di un’altra solitudine non ascoltata e nemmeno aiutata da chi
preposto a farlo,rimane in terra la sconfitta che compiere questi gesti
fa arrivare nelle nostre coscienze e lacererà per sempre chi questo
gesto lo ha compiuto. Cerchiamo di avere sempre rispetto per chi ogni
giorno cammina con noi e non solo accanto a noi,cerchiamo di avere
rispetto per chi dona a questa terra i figli e la stessa vita,cerchiamo
di avere rispetto per l’amore che donano a volte sacrificando la loro
vita in nome dello stesso. Scappate da amori “Malati”,scappate dalla
prepotenza e dall’arroganza,scappate dalle dimostrazioni di violenza che
incontrerete,scappate dal concetto di crocerossina che deve salvare il
mondo,scappate da chi vi vuole succubi della prepotenza ,scappate donne
perché questo non è amore. Intanto che questo mondo continua a fare
rumore per qualcuno i suoni delle voce le risa spensierate non ci
saranno più e questa è l’ennesima sconfitta di una società che sta
andando nella direzione sbagliata,possiamo scegliere sempre ,vediamo di
usarla per qualcosa di concreto e utile questa testa è qui che vogliamo
vedere quanto è in gamba l’uomo non nel commettere gesti insulsi ma nel
continuare a renderlo migliore questo mondo. Io ci credo ancora e ora
sta a tutti noi non continuare a dormire sonni tranquilli e farlo
circolare davvero questo amore che portiamo nel cuore. Un abbraccio a
chi per colpa di troppa superficialità (di cui forse si è un po’ tutti
responsabili ) ora non può vivere più.
DI ANNA LISA MINUTILLO
PRESENTAZIONE DEL LIBRO CON VIDEO
Quello che state per leggere è l'incredibile racconto di una tragedia nazionale, che macina lutti e sparge dolore come una vera e propria macchina da guerra. Una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, dentro le famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e il più protetto e invece diventa improvvisamente il più pericoloso.
http://cipiri19.blogspot.it/2012/10/se-questi-sono-gli-uomini.html
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lunedì 22 febbraio 2010
Afghanistan, La tragedia degli errori
Afghanistan, l'Osservatore romano: «La tragedia degli errori»
L’Osservatore romano denuncia l’ennesimo errore compiuto dalle forze Nato in Afghanistan che ha comportato la morte di 33 civili. Il giornale del Vaticano titola il servizio sulla strage: «Afghanistan, la tragedia degli errori». «Ancora una strage di civili in Afghanistan – si legge sull’Osservatore – Ieri trentatré persone, tra le quali donne e bambini, sono morte in un attacco aereo delle forze Nato, che ha colpito per errore un convoglio di veicoli. Il tragico incidente è avvenuto nella provincia di Uruzgan. L’Alleanza atlantica ha successivamente confermato di aver sparato contro tre minibus, sospettati di appartenere ai ribelli. L’Isaf ha annunciato un’inchiesta».
l'Onu: «2412 le vittime civili nel 2009»
Un atto «ingiustificabile»: in questi termini il consiglio dei ministri afgano ha condannato il bombardamento della Nato che ieri nella provincia meridionale di Uruzgan ha causato la morte di almeno 27 civili, secondo un nuovo bilancio. Il governo di Kabul ha chiesto per un’ennesima volta alla forza Nato più coordinazione e attenzione prima di procedere a operazioni militari per evitare nuove vittime innocenti. Soltanto sabato scorso, davanti al parlamento, il presidente Hamid Karzai aveva rimproverato alla Nato di non fare abbastanza per risparmiare la popolazione civile, dopo che il 14 febbraio 12 persone erano state uccise da missili sparati dalle forze straniere; il 19 febbraio, anche sette poliziotti erano stati ammazzati per errore.
Il generale Stanley McChrystal, capo delle forze statunitensi in Afghanistan, ha espresso rammarico per l’errore commesso ieri dai soldati. Secondo un bilancio dell’Onu, nel 2009 ben 2412 civili sono stati uccisi dalle cosiddette «forze alleate» nel paese orientale.
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L’Osservatore romano denuncia l’ennesimo errore compiuto dalle forze Nato in Afghanistan che ha comportato la morte di 33 civili. Il giornale del Vaticano titola il servizio sulla strage: «Afghanistan, la tragedia degli errori». «Ancora una strage di civili in Afghanistan – si legge sull’Osservatore – Ieri trentatré persone, tra le quali donne e bambini, sono morte in un attacco aereo delle forze Nato, che ha colpito per errore un convoglio di veicoli. Il tragico incidente è avvenuto nella provincia di Uruzgan. L’Alleanza atlantica ha successivamente confermato di aver sparato contro tre minibus, sospettati di appartenere ai ribelli. L’Isaf ha annunciato un’inchiesta».
l'Onu: «2412 le vittime civili nel 2009»
Un atto «ingiustificabile»: in questi termini il consiglio dei ministri afgano ha condannato il bombardamento della Nato che ieri nella provincia meridionale di Uruzgan ha causato la morte di almeno 27 civili, secondo un nuovo bilancio. Il governo di Kabul ha chiesto per un’ennesima volta alla forza Nato più coordinazione e attenzione prima di procedere a operazioni militari per evitare nuove vittime innocenti. Soltanto sabato scorso, davanti al parlamento, il presidente Hamid Karzai aveva rimproverato alla Nato di non fare abbastanza per risparmiare la popolazione civile, dopo che il 14 febbraio 12 persone erano state uccise da missili sparati dalle forze straniere; il 19 febbraio, anche sette poliziotti erano stati ammazzati per errore.
Il generale Stanley McChrystal, capo delle forze statunitensi in Afghanistan, ha espresso rammarico per l’errore commesso ieri dai soldati. Secondo un bilancio dell’Onu, nel 2009 ben 2412 civili sono stati uccisi dalle cosiddette «forze alleate» nel paese orientale.
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