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lunedì 29 ottobre 2018

In Brasile ha vinto il candidato dell'ultradestra Bolsonaro

In Brasile ha vinto il candidato dell'ultradestra Bolsonaro

Brasile, hanno vinto le interferenze estere e la “congiura dei robot”
Dietro di lui fake news e un programma basato su armi, tortura e neoliberismo

Il centro tradizionale si è dissolto, aprendo la via all’estrema destra. L’ élite oligarchica brasiliana, dunque, limitata di numero, ma padrona quasi unica della ricchezza nazionale, ha scelto coscientemente lo scontro di classe diretto.

Un terremoto che viene da lontano
Come è avvenuto un tale spostamento di voti? Non di colpo, almeno dal giugno 2013, trainato dai mass media monopolistici tradizionali. Ma nel corso della campagna elettorale, compressa nel solo mese di settembre per la tardiva accettazione dei candidati, di importanza primaria è stato l’uso strategico dei social media, in particolare di whatsapp, per bombardare di fake news e notizie ingannevoli ignari cittadini.

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Sono stati rilevati 500mila robot attivi da settembre
 con base in Massachusetts, India, Pakistan e altrove. 

Dati di fatto sono:

una coincidenza fra la frenetica attività robotica e l’impennata del candidato di estrema destra, peraltro mai uscito di casa per fare campagna;
l’ammissione (dopo il primo turno) della dirigenza di Facebook del furto (?) di 30 milioni di indirizzi;
infine dopo reiterate denunce la chiusura di piattaforme di whatsapp in paesi esteri e in Brasile e il parallelo modificarsi delle proiezione elettorali.
Ma perché raccontare vicende già verificatesi altrove di interferenze virtuali in elezioni? Perché l’enormità quantitativa indica un salto di qualità all’interno della guerra ibrida che destabilizza il pianeta alimentando il caos, causa e conseguenza della decennale crisi.

Il programma di Bolsonaro: armi, tortura e liberismo
Secondo gli analisti elettorali, i milioni di false notizie incitanti all’odio e alla costruzione del nemico da odiare hanno veicolato e veicolano tre tipi di messaggi:

il primo è quello di antipolitica e antipartititismo contro la sinistra: “tutti uguali, tutti corrotti ecc., quindi scegli il candidato non politico e nuovo” (di estrema destra);
il secondo è quello della paura per la sicurezza che si risolve con armi a tutti;
il terzo è il moralismo che chiede il controllo violento del corpo di donne, gay e minoranze, neri. Basandosi su un’ analisi sociologica dei comportamenti individuali nei social, vengono scelti i destinatari dei tipi di messaggi per ottimizzare l’adesione alla proposta fascistizzante. .
Il programma dell’estrema destra è semplice: armi a tutti, abbandono dei trattati internazionali (diritti umani, clima ecc.), legittimazione della tortura, guerra al Venezuela e così via. Sul piano economico ultraneoliberismo che si può sintetizzare nella crudele 
e impronunciabile scuola elementare a distanza.

Anche il programma della sinistra è semplice: inclusione sociale e convivenza rispettosa,
 politica estera distensiva e di integrazione.

Le interferenze geopolitiche
Domenica prossima, dunque, due visioni del mondo sono una di fronte all’altra. Non si tratta di un fatterello a sud dell’equatore. Le ricadute degli indirizzi della Federazione brasiliana sono vaste.

L’eversione del 2016 in Brasile che ha (come da programma) indebolito il BRICS non può avere a che fare con l’avvicinamento fra Federazione russa e Repubblica popolare cinese che sta ridisegnando la geopolitica? L’intervista di Stave Bannon (la cui nera ombra ammorba da agosto il Brasile) sul Corriere della Sera del 22 ottobre che annuncia (impunemente) che manipolerà le elezioni europee con le sue conoscenze e capacità tecnologiche (sperimentate sul campo in Brasile) non ci deve preoccupare?

* L’autrice è professore ordinario di Geografia all’università Statale di Milano. Fra i suoi temi di ricerca: acqua e territorio, la produzione sociale dello spazio in Italia, spazio sociale e illegalità, territorio e società in Brasile. Tra i suoi libri, “L’Amazzonia e la sua foresta” (Jaca Book, 2012), “Brasile. Una Geografia politica” (Carocci, 2006), “Il cibo. Tra eccesso e penuria” (Claudiana, 2005).

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Jair Bolsonaro, ex militare di 63 anni, si è distinto in campagna elettorale per le sue posizioni provocatorie su questioni chiave come aborto, migrazione, omosessualità e porto d’armi...

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lunedì 21 maggio 2018

Venezuela: Maduro ha vinto Elezioni Democratiche

  
Posso testimoniare da
 osservatore internazionale,
 ( Giorgio Cremaschi )

Ho visto le file ordinate e serenamente sedute del popolo ai seggi. Quel popolo colpito da una terribile guerra economica scatenata degli USA dalla UE e da tutte le forze reazionarie dell'America Latina. Il sistema di voto elettronico ha garantito segretezza e correttezza, chi dice il contrario mente sapendo di mentire.

Certo ha pesato il boicottaggio di una parte dell'opposizione che per paura di perdere ha rifiutato il voto sempre richiesto. E ha anche pesato la terribile difficoltà della vita quotidiana causata dalla super inflazione e dall'imboscamento di beni essenziali, tutta opera di forze capitaliste colpevoli di di azioni violente sul piano economico e sociale.

Lo dico agli ipocriti europei: in Venezuela c'è una parte del popolo che critica il governo non perché troppo socialista, ma perché lo accusa di essere troppo tollerante con chi accaparra medicine e cibo e accumula ricchezze con la speculazione.


In queste sofferenze enormi la partecipazione ha sfiorato 
la metà degli elettori e è un risultato importante. 
Maduro è stato eletto presidente con una partecipazione al voto 
superiore a quella con cui venne eletto Trump. 
Che insieme ad una compagnia internazionale di mascalzoni ora non riconosce il voto.


Come i governi golpisti di Brasile, Paraguay, Guatemala. E come la UE che sostiene la dittatura fascista Ucraina. USA UE e i loro servi stanno colpendo il Venezuela con sanzioni prive di qualsiasi giustificazione politica e morale, che sono la causa principale delle sofferenze di quel popolo. Tutto questo perché il Venezuela è il solo grande produttore di petrolio che non intenda subire il dominio degli Stati Uniti.

Colpiscono il popolo nei suoi bisogni vitali fondamentali, eppure il popolo venezuelano non si fa intimidire, anzi l'ho visto usare il diritto al voto con fermezza, passione e allegria.
Maduro ha vinto elezioni regolari e lo posso testimoniare, ma soprattutto può dirlo un popolo che resiste ad una aggressione economica pari a quella che colpì il Cile di Allende. È quel popolo che ha vinto e tutti noi lo dobbiamo ringraziare per la lezione di coraggio che ci dà.

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Ho tante ragioni per essere contro la UE, ma ora c'è anche la vergogna. Mi sono vergognato in Venezuela di essere un cittadino UE, formalmente così siamo catalogati agli aeroporti, per le parole di Federica Mogherini. La rappresentante dell'Unione per la politica estera è uscita dal mutismo che l'ha colpita durante la strage dei palestinesi, i bombardamenti in Siria, le violenze naziste in Ucraina e tanti altri crimini internazionali, per intervenire sulle elezioni in Venezuela. 





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Previsioni per il 2018






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