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lunedì 29 ottobre 2018

In Brasile ha vinto il candidato dell'ultradestra Bolsonaro

In Brasile ha vinto il candidato dell'ultradestra Bolsonaro

Brasile, hanno vinto le interferenze estere e la “congiura dei robot”
Dietro di lui fake news e un programma basato su armi, tortura e neoliberismo

Il centro tradizionale si è dissolto, aprendo la via all’estrema destra. L’ élite oligarchica brasiliana, dunque, limitata di numero, ma padrona quasi unica della ricchezza nazionale, ha scelto coscientemente lo scontro di classe diretto.

Un terremoto che viene da lontano
Come è avvenuto un tale spostamento di voti? Non di colpo, almeno dal giugno 2013, trainato dai mass media monopolistici tradizionali. Ma nel corso della campagna elettorale, compressa nel solo mese di settembre per la tardiva accettazione dei candidati, di importanza primaria è stato l’uso strategico dei social media, in particolare di whatsapp, per bombardare di fake news e notizie ingannevoli ignari cittadini.

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Sono stati rilevati 500mila robot attivi da settembre
 con base in Massachusetts, India, Pakistan e altrove. 

Dati di fatto sono:

una coincidenza fra la frenetica attività robotica e l’impennata del candidato di estrema destra, peraltro mai uscito di casa per fare campagna;
l’ammissione (dopo il primo turno) della dirigenza di Facebook del furto (?) di 30 milioni di indirizzi;
infine dopo reiterate denunce la chiusura di piattaforme di whatsapp in paesi esteri e in Brasile e il parallelo modificarsi delle proiezione elettorali.
Ma perché raccontare vicende già verificatesi altrove di interferenze virtuali in elezioni? Perché l’enormità quantitativa indica un salto di qualità all’interno della guerra ibrida che destabilizza il pianeta alimentando il caos, causa e conseguenza della decennale crisi.

Il programma di Bolsonaro: armi, tortura e liberismo
Secondo gli analisti elettorali, i milioni di false notizie incitanti all’odio e alla costruzione del nemico da odiare hanno veicolato e veicolano tre tipi di messaggi:

il primo è quello di antipolitica e antipartititismo contro la sinistra: “tutti uguali, tutti corrotti ecc., quindi scegli il candidato non politico e nuovo” (di estrema destra);
il secondo è quello della paura per la sicurezza che si risolve con armi a tutti;
il terzo è il moralismo che chiede il controllo violento del corpo di donne, gay e minoranze, neri. Basandosi su un’ analisi sociologica dei comportamenti individuali nei social, vengono scelti i destinatari dei tipi di messaggi per ottimizzare l’adesione alla proposta fascistizzante. .
Il programma dell’estrema destra è semplice: armi a tutti, abbandono dei trattati internazionali (diritti umani, clima ecc.), legittimazione della tortura, guerra al Venezuela e così via. Sul piano economico ultraneoliberismo che si può sintetizzare nella crudele 
e impronunciabile scuola elementare a distanza.

Anche il programma della sinistra è semplice: inclusione sociale e convivenza rispettosa,
 politica estera distensiva e di integrazione.

Le interferenze geopolitiche
Domenica prossima, dunque, due visioni del mondo sono una di fronte all’altra. Non si tratta di un fatterello a sud dell’equatore. Le ricadute degli indirizzi della Federazione brasiliana sono vaste.

L’eversione del 2016 in Brasile che ha (come da programma) indebolito il BRICS non può avere a che fare con l’avvicinamento fra Federazione russa e Repubblica popolare cinese che sta ridisegnando la geopolitica? L’intervista di Stave Bannon (la cui nera ombra ammorba da agosto il Brasile) sul Corriere della Sera del 22 ottobre che annuncia (impunemente) che manipolerà le elezioni europee con le sue conoscenze e capacità tecnologiche (sperimentate sul campo in Brasile) non ci deve preoccupare?

* L’autrice è professore ordinario di Geografia all’università Statale di Milano. Fra i suoi temi di ricerca: acqua e territorio, la produzione sociale dello spazio in Italia, spazio sociale e illegalità, territorio e società in Brasile. Tra i suoi libri, “L’Amazzonia e la sua foresta” (Jaca Book, 2012), “Brasile. Una Geografia politica” (Carocci, 2006), “Il cibo. Tra eccesso e penuria” (Claudiana, 2005).

ANCHE

Jair Bolsonaro, ex militare di 63 anni, si è distinto in campagna elettorale per le sue posizioni provocatorie su questioni chiave come aborto, migrazione, omosessualità e porto d’armi...

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lunedì 1 agosto 2016

Usa: Donald Trump ha successo perché sono tutti più scemi


Sembra 
la caricatura fumettistica di 
un ricco furfante e parla come un vero briccone. 
 A volte si pone come l’eroe misogino di un western. Ma chi è?
 Capitan America 
o un candidato alla presidenza?

Ecco i maggiori successi del 2014: “Capitan America”, “X-Men”,“Guardiani della Galassia”, “Interstellar”, “Cattivi vicini” “Tartarughe Ninja”. Oggi, quasi tutti i film che ottengono i maggiori incassi in America sono rielaborazioni di fumetti, commedie adolescenziali 
e fanta-western. O si basano 
su trame sciocche, stereotipate (il bene supremo contro il male implacabile). Spesso, come nel film “Lego Movie” 
sembra che siano state scritte per vendere giocattoli ai bambini.

Il problema però è che questi film vengono visti e apprezzati anche da decine di milioni 
di adulti. Un gran numero 
di uomini e donne fra i venti 
e i cinquant’anni li trovano eccitanti.

Adesso - quasi fosse un destino - questi spettatori istupiditi hanno un perfetto candidato presidenziale: 

Donald Trump che sembra 
la caricatura fumettistica di 
un ricco furfante e parla come un vero 
briccone. Prendiamo, ad esempio, il suo piano per contenere gli immigranti messicani: «Vorrei costruire 
un muro, e nessuno costruisce muri meglio di me, credetemi, 
e lo costruirò senza spendere. Costruirò un grandissimo muro sul nostro confine meridionale. Ricordate queste mie parole».Ma chi è? Capitan America 
o un candidato alla presidenza? Tutte e due le cose, a quanto pare. Altre volte, parla come 
se si fosse calato nei panni dell’eroe misogino di un western: un John Wayne in abito elegante, per intenderci. Da qui le spacconate sul suo fascino sessuale: «Tutte le donne di “The Apprentice” hanno flirtato con me.
 C’era 
da aspettarselo, del resto».

Per creare l’immagine del vero uomo, rude, spesso insulta le donne in modi che lui ritiene intelligenti. Così si è espresso, per esempio, su una giornalista che lo criticava: «Arianna Huffington è poco attraente, sia dentro che fuori. Capisco bene perché il suo ex marito l’ha lasciata per un uomo. Ha preso una saggia decisione».
Per un pubblico che trova un film come “Cattivi vicini” uno spasso, questo è umorismo. A queste persone Trump appare un tipo divertente e intelligente. E le reti tv americane gli danno tanta visibilità proprio perché - come l’ultimo film della Marvel - con lui si può stare sicuri di ottenere buoni ascolti.Quando la “Princeton Review” analizzò il lessico utilizzato 
nei dibattiti dai candidati presidenziali del 2000, scoprì che George W. Bush aveva 
il vocabolario di un bambino 
di quinta elementare, mentre quello di Al Gore era un po’ più ricco,
 come quello di un ragazzo di scuola media.

Secondo la stessa analisi, nei dibattiti presidenziali del 1858, Abraham Lincoln parlava come un ragazzo di terza liceo, mentre Stephen Douglas come uno di quarta. Nel tempo, il nostro sistema politico si è evoluto per fare appello a elettori che non sono in grado di comprendere un linguaggio più sofisticato di quello di “Toy Story” o di “Spider Man 3”.

Quest’anno, Donald Trump 
e i suoi seguaci repubblicani sembrano aver portato il livello del discorso a un gradino ancor più basso. E non solo in termini di vocabolario. Come non ricordare, ad esempio, la discussione fra Trump e Cruz sulle dimensioni dei genitali 
del candidato favorito dei repubblicani? Non solo, ma la vacuità delle posizioni di Trump su molte questioni interne 
e internazionali dimostra l’arroganza di un magnate provinciale che pensa di farsi strada verso la Casa Bianca con la prepotenza e con l’inganno. Ecco il suo discorso sui rapporti con la Cina: «Il nostro paese ha un grosso problema. 

Non vinciamo più. Una volta vincevamo, adesso non lo facciamo più. Quando abbiamo visto l’ultima vittoria contro la Cina in una trattativa commerciale? Io batterò la Cina, Sempre!». Per lui, si tratta sempre di una lotta del bene contro il male, cioè fra l’America e il resto del mondo.Donald Trump è il candidato ideale per un pubblico 
di elettori che interpretano 
il mondo come se fosse 
un fumetto.
L’istupidimento dell’America non si fermerà tanto presto: è troppo redditizio. Ciò significa che, anche se Trump perde questa volta, possiamo star certi che nel prossimo futuro avremo più Capitan America in corsa per la Casa Bianca, che prometteranno di schiacciare 
il Dottor Doom e l’Islam, le critiche femministe e quelle 
di chiunque altro che non sarà d’accordo con loro. Se non miglioreremo sensibilmente 
il nostro sistema di istruzione, la qualità della produzione culturale e l’informazione sulle campagne elettorali, prima o poi ci ritroveremo uno di questi arruffapopolo alla Casa Bianca.

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RAZZISMO E PROPAGANDA POLITICA

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mercoledì 4 dicembre 2013

Berlusconi candidato alle Europee in Romania



Ecco l'ipotesi "salva Silvio": Berlusconi candidato in Romania .
A confermare l'indiscrezione è Roberto Formigoni: 
"C'è qualcuno che sta insistendo su questa ipotesi". 
Ma, dal suo punto di vista, "non credo che alla fine si candiderà"


Berlusconi candidato alle elezioni Europee estero

Una strada per salvare Berlusconi dal carcere e riportarlo in politica c'è: candidarlo all'estero alle prossime elezioni europee. Le ipotesi: Bulgaria o Romania. Effetto dell'Unione europea e della forza a livello continentale del Silvio in veste "antieuro".

A confermare quella che per tanto tempo è stata bollata solo come una diceria è stato Roberto Formigoni, ex fedelissimo del Cavaliere, oggi uno degli elementi di spicco di Nuovo Centrodestra. Ai microfoni di Radio Capital l'ex governatore della Lombardia ha spiegato chiaramente che "una candidatura di Berlusconi alle europee in Ungheria o in Bulgaria non si può escludere".

A remare verso questa direzione sarebbero i legali del Cavaliere, convinti che la "salvezza" giudiziaria di Berlusconi possa passare, ancora una volta, dalla politica attiva.

"Conoscendo Berlusconi" ha spiegato Formigoni "non credo che stia prendendo in considerazione l'ipotesi. Se ne parla da settimane, perché qualcuno si era premurato di far avere a Berlusconi delle analisi sulla fattibilità. C'è qualcuno che insiste su questa ipotesi, non credo che alla fine si candiderà".

Il motivo? Continuare a recitare il ruolo di "martire" delle toghe rosse. Nessuna remora di coscienza, quindi, ma solo la convinzione che questa parte possa avere un ottimo ritorno politico. "Ha detto chiaramente - la chiosa di Formigoni - che vuole stare in Italia ed eventualmente subire le pene qui".

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giovedì 7 febbraio 2013

candidato AMBROSOLI UMBERTO : Presidente del centrosinistra per Regione Lombardia

 AMBROSOLI UMBERTO

Sono nato a Milano nel 1971, e sono sposato con Alessandra Bersino con cui ho tre figli tra i nove e i quattro anni: Giorgio, Annina e Martino. A Milano ho conseguito la maturità classica, e mi sono laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi, con una tesi dal titolo “La criminalità informatica nel sistema bancario italiano – Profili criminologici“, diventando avvocato.
Tra le esperienze giovanili annovero l’elezione nel consiglio di istituto del Liceo Classico Manzoni per la lista Iniziativa laica; sono stato anche componente del consiglio scolastico distrettuale. Ho vissuto l’esperienza scoutistica nell’Agesci.
Sono, come mia moglie, avvocato penalista, e lavoro presso lo studio dell’avvocato Lodovico Isolabella. Ho approfondito il tema della responsabilità in modo particolare declinata nel settore dei reati dei c.d.”colletti bianchi”, nonché in quelli colposi (con particolare riferimento al tema della sicurezza sul lavoro e della colpa medica). Diverse le esperienze defensionali concernenti condotte di esponenti della pubblica amministrazione.
Sono attualmente componente di un organismo di vigilanza ai sensi del D.lgs. 231/2001 (c.d. Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche): Kairos partners SGR SpA; sono stato amministratore indipendente nel consiglio di amministrazione di RCS SpA, carica dalla quale mi sono dimesso in seguito alle Primarie del Patto Civico per la Lombardia. Sono stato nominato dalla Banca d’Italia in tre comitati di sorveglianza in procedure di rigore relative ad istituiti e società lombarde.
Su nomina del Tribunale di Bergamo sono stato per un triennio rappresentante unico degli obbligazionisti circa un’emissione di un primario gruppo bancario.
Quanto all’impegno civico, a Milano ho attivamente sostenuto la candidatura del professor Valerio Onida alle primarie del Centro Sinistra per la designazione del candidato Sindaco di Milano nel 2011. Sono componente del Comitato Antimafiaistituito dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e presieduto dal professor Nando dalla Chiesa.
Nel 2009 ho pubblicato il libro “Qualunque cosa succeda” per Sironi Editore, che narra la vicenda umana, civica e professionale di mio padre, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, assassinato l’11 luglio 1979 da un sicario reclutato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività indagava nell’ambito dell’incarico affidatogli dalla Banca d’Italia di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana. Il libro ha vinto il Premio Tiziano Terzani (Udine) e il Premio Capalbio. La divulgazione dell’esempio di mio padre mi ha portato a realizzare oltre trecentocinquanta incontri pubblici dal 2009 ad oggi, su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alle scuole medie superiori, nonché alle Università e al mondo delle libere professioni, sui temi della legalità e della responsabilità civile di ogni cittadino. Sempre nel 2009 sono stato insignito a Pescara del Premio Nazionale Paolo Borsellino.
Sono stato editorialista e opinionista del Corriere della Sera, e ho partecipato a numerose altre iniziative editoriali: sul tema dell’impegno civile, dell’etica e – in ambito professionale – di modelli organizzativi, di normativa anti-riciclaggio, di deontologia.
Ho maturato molteplici esperienze negli organismi di diverse associazioni civiche.
Pratico sci alpinismo e ciclismo. Ho formazione cattolica. Quando posso viaggio, privilegiando l’Italia e l’ Europa. Ascolto musica (non mi sono perso la nuova edizione del “Rigoletto” alla Scala), leggo saggistica, anche di riferimento alle mie competenze giuridiche, storia, sono appassionato di libri gialli e nella narrativa prediligo le autrici italiane. In questi giorni ho sul comodino “Come se niente fosse” di Letizia Muratori e (in perpetua rilettura) “In viaggio con l’amico” di Francesco Berti Arnoaldi. Moglie, figli e famiglia sono al centro del mio tempo libero e il mio luogo di rifugio è sul Lago Maggiore.
L’8 novembre 2012, su sollecitazione di cittadini, associazioni e pubblici amministratori della Lombardia e in sintonia con molti ambiti politici orientati al cambiamento e al rinnovamento della Regione, ho accettato la candidatura come garante di un’ampia coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni regionali.
Il 15 dicembre 2012, vincendo le primarie del Patto civico con la maggioranza assoluta dei voti, sono stato nomimato candidato Presidente del centrosinistra per Regione Lombardia.

http://www.ambrosolilombardia2013.it/umberto-ambrosoli/
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domenica 29 aprile 2012

Michele Santoro si candida a direttore generale della Rai


Michele Santoro

 si candida a 

direttore generale della Rai


 Michele Santoro, durante il suo intervento al programma di Rai3 'Tv Talk', ha reso nota la sua volontà di candidarsi direttore generale della Rai. Invece, Carlo Freccero si candiderà come presidente.
Santoro ha affermato: «Spero solo che non si candidi ai vertici del servizio pubblico il principe di tutti i tagli. Insomma non vorrei che si scegliesse il miglior tagliatore. Tagli sì a spese superflue, ma non ai programmi».
Riguardo al programma 'Servizio pubblico', il conduttore ha dichiarato: «E' stato come lavorare in mare aperto, una cosa non facile, ma che ti dà le tue soddisfazioni. Quando siamo partiti potevamo fare quattro puntate con i soldi che avevamo. Invece abbiamo trovato le forze sul mercato per farne molte altre attingendo solo in parte, per ora, ai fondi che avevamo raccolto grazie alla campagna tra la gente».
In merito all'eventualità di passare a La7, il giornalista si dichiara orgoglioso dell'indipendenza raggiunta: «Non tornerò a lavorare per la tv nelle forme in cui ho lavorato precedentemente. Sono ormai un autore indipendente, è un atto che devo al pubblico: qualunque cambiamento lo discuterò con le persone che hanno finanziato il mio progetto. E poi bisognerà vedere come finisce questa storia della Rai. Monti può scegliermi, ho tante qualità. Una volta tanto si potrebbe scegliere qualcuno che mette un pò di pepe al governo».

 La Rai ai Cittadini 

appoggia la candidatura

 di Santoro a Direttore Generale Rai


Rai - Servizio Pubblico - GUARDATE nella descrizion
e LA NOSTRA Riforma

COME PRINCIPIO E METODO di scelta per le cariche importanti in Rai CREDIAMO IN UN SERVIZIO PUBBLICO Televisivo DOVE VALGA IL CURRICULUM E LA CERTEZZA DI INDIPENDENZA PER TUTTI.

Noi MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini appoggiamo l'autocandidatura di Santoro a Direttore Generale della Rai e a Carlo Freccero Presidente

Uno dei pochi giornalisti un pò normali, che non ha accettato l'oligopolio di chi vuole controllare l'informazione senza la partecipazione dei cittadini.. utenti
Noi MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini appoggiamo l'autocandidatura di Santoro a Direttore Generale della Rai e tutto il suo operato come cittadino-giornalista.
Chiediamo anche che torni in Rai con la sua squadra

QUI SOTTO

- Riforma Rai dei Cittadini e adesioni
- Lettera MoveOn Italia consegnata a Monti il 18 Aprile
- Articoli SU MOVEON di Travaglio e de Zulueta
- video Sabina Guzzanti
- Interviste di MoveOn Italia

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I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

La Riforma "La Rai ai Cittadini"

- 5 punti per garantire un bene pubblico

LIBERIAMO LA RAI DAL TOTALE CONTROLLO DEI PARTITI

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive"
Hanno aderito:
Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti,
Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata,
Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli,

Condividono il precorso:
Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

Sostiene l'iniziativa:
Stefano Rodotà

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3 Leggi spinte da MoveOn Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia

- Riforma La Rai ai Cittadini
- Legge Conflitto di Interessi
- Antitrust

LA RAI AI CITTADINI
- 5 punti per garantire un bene pubblico

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico.

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente
alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."


1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico.

* (Secondo le modalità proposte da Zaccaria, AC 4559)
** (Ipotesi de Zulueta-Giulietti, AC 1460)

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Antitrus e Conflitto di Interessi

Congiuntamente e in continuità con il progetto “La RAI ai cittadini”, MoveOn Italia è inoltre impegnata alla definizione delle linee guida per iniziative che incidano sui due ulteriori temi di vitale importanza democratica quali l’antitrust e il conflitto di interessi.
La campagna "La Rai ai cittadini" propone la sua riforma per garantire un bene pubblico - Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione questa riforma non può prescindere da una netta e chiara separazione, definita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media. E' altresì necessario fissare limiti di concentrazione che un'unica società dei media sia autorizzata a controllare in uno o più mercati rilevanti.

Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione
è essenziale una netta e chiara separazione, stabilita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media.

"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”

Malcom X"

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I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!

Perché MoveOn Italia ha scelto come una delle sue missioni prioritarie la tv per i cittadini e una Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.

Il MoveOn americano spinse e fece approvare in parlamento la Riforma Sanitaria Pubblica, noi spingiamo la Riforma della Tv Pubblica

Cambiamo tutti il modo di pensare, proponiamo dal basso con grande entusiasmo e senza interessi personali.
Stiamo invitando i cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti e i Parlamentari a confrontarsi e a partecipare.

Ci rivolgiamo anche a Monti e al suo Governo provando inoltre a fare una proposta agli organismi europei sul coinvolgimento degli utenti nel servizio pubblico.

COSTRUIRE uniti un assetto democratico del nostro paese da far approvare nel prossimo Parlamento per non subire mai più questa illegalità Istituzionale.
La tv condiziona e manipola il mondo, la pubblicità muove le volontà della maggioranza dei cittadini e la loro apparente soddisfazione
Nonostante internet da una ricerca Istituzionale risulta che il tg1 e il tg5 condizionano il voto del 60% della popolazione italiana.

Davanti alla discussione sulla Rai di queste ore da parte dei partiti noi cittadini non possiamo più stare solo fermi a guardare.

Incredibilmente in Italia si andrà alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un'informazione da paese semi democratico. L'unica condizione possibile per noi cittadini questa volta dovrà essere l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

3 Leggi spinte da MoveOn Italia - Muoviti Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia
- Riforma "La Rai ai cittadini"
- Legge Conflitto di Interessi
- Antitrust (No alle concentrazioni economiche e del mercato che falsano la libertà economica di partenza dei cittadini e minano la maggior equità possibile per tutti)

Ora l'impegno è di coinvolgere sempre di più i cittadini, i movimenti, le associazioni, il mondo della cultura e i giornalisti per confrontarsi e partecipare.
Inviteremo a seguire e ad impegnarsi in questo percorso riformatore dei cittadini anche alcuni leader politici.

"Questo è il metodo MoveOn, un movimento nato anche per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum dell'anno scorso."

Unire la coalizione progressista innovatrice per le prossime elezioni attraverso proposte e programmi dei cittadini che diano senso alla politica del bene comune

anche per non trovarsi di nuovo nella follia dei progressisti divisi in Parlamento e nelle proposte.

Manca solo l'adesione di Bersani alla proposta di riforma La Rai ai Cittadini in 5 punti, Vendola e Di Pietro si sono dichiarati favorevoli.

-Far partecipare i cittadini al bene pubblico per avvicinare lo Stato e le Istituzioni alla vita sociale
-Impegnare finalmente la politica a rispondere con i fatti alle proposte dei cittadini
-Rinnovare le idee e la politica

QUI LE INFORMAZIONI

Sito MoveOn Italia
http://
moveonitalia.wordpress.com/

Pagina fb
La RAI ai Cittadini - Aderisci anche tu - MoveOn italiano

La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere nel prossimo Parlamento
23 Marzo 2012
http://www.facebook.com/
events/410098389007354/


-No ad una Rai che rinuncia a "Vieni via con me", al sapere e alla crescita culturale di tutti.
Lo Stato deve garantire il progresso a tutti.
-No ad una tv che incoraggia e pubblicizza il gioco d'azzardo.
-Si ad una tv che sia capace di parlare a tutti, informare liberamente e che non rinunci mai al pluralismo.
-No alla decadenza in Rai come il giovedì sera con la trasmissione"l'Isola dei Famosi" trasmessa al posto dell'approfondimento di Annozero.

- Rai servizio pubblico per la crescita culturale e del sapere - Luca de Biase
(Obiettivo: Maggiore alfabetizzazione, conoscenza e sapere per tutti)
http://weblog.ahref.eu/
luca-de-biase-illustra-e-discute-lo-scenario-mediatico-italiano-al-center-for-civic-media-del-mit-diretto-da-ethan-zuckermann



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Il 18 Aprile 2012
alla portineria di Palazzo Chigi abbiamo consegnato ufficialmente la lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, per sollecitare l'intervento del governo nell'attuazione degli attesi provvedimenti di riforma del sistema di governance del servizio pubblico televisivo in Italia.
http://www.facebook.com/
events/248488825250002/
MoveOn video consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
http://www.youtube.com/
watch?v=aW9WBXWByVI

SUL SITO DI ARTICOLO 21
http://www.articolo21.org/
2012/04/editto-bulgaro-moveon-italia-mercoledi-18-aprile-in-piazza/

Questo il testo:
I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

Lettera aperta di MoveOn Italia - La Rai ai cittadini al Presidente del Consiglio Mario Monti

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente
alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."

Egregio Presidente,

Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione. Oggi 18 Aprile, ad una settimana da quella importante ricorrenza, ricordiamo tristemente il cosiddetto Editto Bulgaro, frutto inequivocabile della condizione patologica in cui versava e versa tuttora il servizio pubblico televisivo in Italia.

Per liberare il paese si organizzò la Resistenza, ad opera dei Partigiani: uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, di diverse idee politiche e religiose, che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Per liberare la RAI stiamo organizzando una nuova resistenza ad opera dei Cittadini: cittadini comuni, professionisti del mondo dell’informazione, dello spettacolo e della cultura, uomini e donne uniti dalla volontà di lottare personalmente, politici di ogni estrazione, ognuno con i propri mezzi, per garantire al proprio paese, ancora una volta, la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Combatteremo con le armi del buon senso e della ragione, signor Presidente, per fermarci solo al raggiunto obiettivo di attuazione della proposta di legge che caldeggiamo con il sostegno e l'approvazionedi moltissimi nostri concittadini.

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 Marzo. Lei Presidente l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che Tempo che Fa’, aveva detto che la questione della TV pubblica era un'urgenza.
Dopo la sua chiara intenzione non è accaduto nulla. Noi cittadini e utenti vogliamo mostrarle una via d'uscita immediata con la nostra proposta.

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia, le proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico, come richiesto dalla Raccomandazione C/M(2012)1, del Consiglio d'Europa approvata dal Comitato dei ministri il 15 febbraio.

Qui di seguito la nostra proposta, già attuabile da subito:

1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia, con il trasferimento delle azioni Rai ad una fondazione di diritto pubblico, come avviene in Germania.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, ma con le stesse competenze di indirizzo e vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio Nazionale per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, ne eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. .

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico

Se in questa legislatura non cambierà nulla per la complicata situazione politico-parlamentare della maggioranza che la sostiene, il nostro obiettivo sarà tutto proiettato al futuro, con la conseguenza grave, però, che si andrà a votare alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un sistema di informazione da paese semi democratico.

L'unica condizione possibile per noi – questo è il nostro appello - è l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

- Riforma “La Rai ai Cittadini”

- Legge sul Conflitto di Interessi e

- Antitrust

Fiduciosi nella considerazione che vorrà riservarci, ringraziamo dell’attenzione, formulando i migliori auguri di buon lavoro insieme a quanti, in veste personale o in rappresentanza di enti e associazioni, hanno aderito, contribuito ad elaborare e sostenuto sin qui la nostra proposta.

Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Stefano Rodotà, Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

MoveOn Italia
18 aprile 2012



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Editoriale di Marco Travaglio di giovedì 12 aprile su Il Fatto Quotidiano

"Ah già, la Rai"
di Marco Travaglio

http://
www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/ah-gi-la-rai/203839/

Il 28 marzo, esattamente due settimane fa, è scaduto il Cda della Rai. Interessa a qualcuno? Dovrebbe interessare al governo Monti, visto che la Rai è un’azienda con 11 mila dipendenti di proprietà del governo, anzi del ministero dell’Economia, retto da Monti, che ne detiene il 99,56% (il resto è della Siae). L’8 gennaio infatti, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, Monti disse che ci pensava lui: “Mi dia qualche settimana e vedrà”. Ne sono passate 13 e nessuno ha visto nulla: a parte il vertice a Palazzo Chigi fra Monti e Confalonieri, presidente di Mediaset, ricevuto in pompa magna non si sa bene a che titolo e per parlare di che. Incontro preceduto e seguito da vari avvertimenti del Pdl al premier perché si guardi dall’occuparsi di Rai. Infatti lui, che si sappia, non se n’è minimamente occupato. Eppure, come azionista, ministro dell’Economia e premier, Monti ha il dovere istituzionale di occuparsene: per nominare uno dei 9 consiglieri e per concorrere a indicare il presidente e il direttore generale. Ma, se e quando lo farà, cosa farà? Pare che le alternative allo studio siano tre: commissariare l’azienda con un amministratore unico di stretta obbedienza montiana; prorogare il Cda scaduto e il dg Lorenza Lei (ma uno dei 9 consiglieri, Rizzo Nervo, s’è dimesso a gennaio); lasciar fare alla Vigilanza, cioè ai partiti, e indicare – nelle caselle di pertinenza governativa – qualche tecnico concordato con la maggioranza, cioè coi partiti. Di cambiare la legge Gasparri, che consegna ai partiti un servizio pubblico come la Rai, manco a parlarne. E forse è meglio così, visto che in Parlamento la maggioranza ce l’hanno i partiti che nel 2003 la Gasparri la votarono. E che, dovendola cambiare, sarebbero capaci persino di peggiorarla. Meglio che se ne occupi il prossimo Parlamento, sperando che sia meno peggio di questo. L’altro giorno, in un convegno dell’Idv, Antonello Falomi ha rilanciato la legge d’iniziativa popolare per strappare dalla Rai le zampe dei partiti, promossa nel 2006 da Tana de Zulueta, Sabina Guzzanti, Giovanni Valentini e altri, che raccolse 50 mila firme e che ovviamente il centrosinistra ignorò. Lo stesso ha fatto il MoveOn Italia (ne parla la De Zulueta sul sito di Articolo 21), nato sul modello del MoveOn America che promosse la riforma sanitaria di Obama: nei giorni scorsi, riprendendo la proposta del 2006, MoveOn ha proposto “cinque punti per tutelare un bene comune”. Eccoli: 1) Come in Germania, la tv pubblica italiana non dev’essere di proprietà del governo, ma di una fondazione di diritto pubblico. 2) Nasce un “Consiglio nazionale delle comunicazioni” indipendente dalla politica (i membri li eleggono gli utenti, le associazioni di artisti, autori, fornitori di contenuti e solo in minima parte il Parlamento e gli enti locali). 3) Questo Consiglio, dunque non più governo e Parlamento, nomina i 5 (non più 9) membri del Cda Rai, in base a curricula pubblici, garanzia di competenza e indipendenza. 4) Il Consiglio nomina i componenti dell’Agcom secondo gli stessi criteri. 5) I cittadini potranno controllare le scelte degli organismi suddetti con strumenti interattivi sul web. Oltre a quella sul finanziamento pubblico, è una partita decisiva per imporre ai partiti una dieta ferrea. Chi, oltre all’Idv, è d’accordo lo dica subito. Il Pd, con Bersani, giura che non parteciperà a nuove spartizioni in base alla Gasparri: speriamo, anche se sarebbe la prima volta. Resta da vedere il da farsi nell’immediato, in attesa di trovare un Parlamento in grado di riformare davvero la Gasparri. L’unica strada è il commissariamento della Rai fino alle prossime elezioni, con un presidente e un dg scelti in base alle loro provate capacità. Chi si sente in grado può candidarsi con il suo curriculum. È quel che faranno presto Santoro e Freccero: vedremo se il governo e i partiti troveranno qualcuno più bravo di loro. In caso contrario, se sceglieranno qualcun altro, sapremo che anche sulla Rai il governo Monti è come tutti gli altri.




Articolo di Tana de Zulueta pubblicato sul Sito di Articolo 21 l'11 Aprile 2012

http://www.articolo21.org/
2012/04/la-mossa-dei-cittadini-moveon-italia-spinge-per-una-rai-al-servizio-degli-utenti/

"La mossa dei cittadini: MoveOn Italia spinge per una Rai al servizio degli utenti"

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 marzo, ma chi glielo ricorda? Non il governo, con il presidente Monti impegnato in altre faccende, anche se oggettivamente interessato al destino di una società con oltre 11.000 dipendenti e con un bilancio tutt’altro che roseo, controllata quasi al 100% dal ministero dell’Economia – cioè da lui stesso. Infatti, l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio su ‘Che Tempo che Fa’, un qualche interesse per la questione della TV pubblica Monti lo aveva manifestato. Alla domanda se intendeva privatizzare la Rai, Monti si schernì, dicendo chela Rai non era certo “la prima delle priorità del governo”, ma riconoscendo una sua importanza: ”E’ una forza del panorama civile e culturale italiano.” Aggiungendo, però: “E’ una forza che ha bisogno di passi in avanti.” Poi, con aria più decisa: “Mi dia qualche settimana e lei vedrà”. Da quel giorno tutto tace.
E’ vero che Monti è stato redarguito dallo stato maggiore del Pdl, e in particolare da Gasparri, diventato, nel suo piccolo, celebre nel mondo proprio per la pessima legge che porta il suo nome. Il PdL ha ripetutamente messo in guardia il governo contro qualsiasi tentativo di alterare gli equilibri politici che reggono il governo della Rai. In un incontro ufficiale con Monti il 7 marzo a Palazzo Chigi, Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, deve avere approfondito il concetto. Una Rai riformata — pubblica o privata che sia — costituirebbe un vero concorrente, e dunque un pericolo per Mediaset, colpita dalla crisi e con i ricavi in calo.

Da quel giorno non si muove foglia. Più che una tregua, sembra uno stallo, ora che Bersani e Di Pietro hanno ribadito che non parteciparono all’elezione di un nuovo Cda Rai con le attuali regole spartitorie della Gasparri. Per esperienza sappiamo che in sede politica l’uscita rischia di essere cercata al ribasso. Questo, dunque, è il momento per chi crede nella tutela di un vero servizio pubblico di farsi sentire, chiedendo alto e forte una riforma che restituisca la Raiai cittadini. Ed è infatti l’ambizioso obiettivo del MoveOn Italia.

Il MoveOn denuncia da tempo le degenerazioni di una TV pubblica occupata dai partiti ed umiliata per anni da un conflitto di interessi senza uguali al mondo. Ma l’intento è sempre stato propositivo: come riconquistare un bene pubblico, qual è l’informazione. Il percorso è avviato, il MoveOn ha aperto una discussione, raccogliendo le idee e maturando una proposta alternativa e credibile. Come dice Marco Quaranta, il primo animatore del MoveOn di Roma: “I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!” Marco ricorda che “il MoveOn americano spinse e fece approvare al Parlamento USA la riforma sanitaria, noi in Italia spingiamo la riforma della TV pubblica”.

La proposta per la riforma della Rai, “5 punti per tutelare un bene pubblico”, è stata presentata il 23 marzo alla Città dell’Altra Economia di Roma. Le fonti sono varie, perché questo è il metodo MoveOn, un movimento nato per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum di luglio scorso.

Al primo punto, per risolvere l’anomalia che vede la quasi – totalità delle azioni Rai in mano al Tesoro, si è scelto il modello tedesco, dove la proprietà delle società della TV pubblica è conferita ad una fondazione di diritto pubblico.

Il secondo punto affronta un problema storico della Rai, che la legge Gasparri ha solo portato alle estreme conseguenze: la mano lunga della politica sul servizio pubblico, il prevalere delle clientele sulle capacità professionali. Bisogna dunque trovare una fonte di nomina per gli organi direttivi della Rai che ne garantisca indipendenza ed autorevolezza. Il MoveOn propone la costituzione di un corpo intermedio, un ‘Consiglio nazionale per le comunicazioni audiovisive’, i cui membri sono nominati in maggioranza dalla società civile – in primis dagli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, che eleggono direttamente una parte dei componenti. Gli altri sono nominati dai rappresentati del settore, come sindacati, artisti, autori e fornitori di contenuti. I rimanenti membri verrebbero nominati dal Parlamento e dagli enti locali.

Questa proposta riprende, in parte, quella che avevo lanciato insieme a Sabina Guzzanti, con il sostegno di Marco Travaglio e moltissime personalità del mondo del giornalismo, della cultura e dello spettacolo; la proposta è stata ripresentata in Parlamento da Beppe Giulietti in questa legislatura. L’idea del coinvolgimento degli utenti è di Roberto Zaccaria, costituzionalista, ex-presidente della Rai ed oggi deputato del PD, che l’ha formulata in un disegno di legge depositato l’anno scorso. Il richiamo – molto suggestivo – è all’articolo 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di dare in gestione agli utenti beni pubblici essenziali. L ‘obiettivo è sempre lo stesso: liberare il servizio pubblico dal controllo strumentale della politica.

Come previsto dai due disegni di legge, al punto tre il MoveOn propone che sia questo ‘Consiglio’ intermedio, e non più, direttamente, Parlamento e governo, a nominare i 5 (non più 9) membri del CdA Rai, i quali sarebbero selezionati sulla base dei loro curricula, secondo criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’AGCOM, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione (punto 4). Il punto 5 guarda ai media del servizio pubblico del futuro, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. Rispondendo così ad un esigenza di trasparenza e di partecipazione fin qui ignorata.

E’ una proposta pronta da sottoporre al futuro Parlamento, ma utile anche per oggi. In primo luogo per stanare i rappresentanti dei partiti (ormai quasi tutti) che dichiarano di volere liberare la Rai dal controllo della politica, ma che rimangono un po’ sul vago su come meglio raggiungere questo obiettivo. Meglio ancora, il punto 3 della nostra proposta — dico nostra, perché sono stata coinvolta dal MoveOn anch’io — sta per essere sperimentata, per così dire, con l’annunciata auto candidatura di Michele Santoro a direttore generale della Rai, con Carlo Freccero candidato presidente. La sfida alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai avverrà con la presentazione dei propri curricula, insieme ad un progetto programmatico perla Rai.Comedice Santoro: “Lo dovrebbero fare tutti, le nomine dovrebbero essere volontarie e trasparenti.”

Trasparenza e partecipazione sono due esigenze che il governo e i partiti che si dichiarano progressisti non possono più ignorare. Lo ricorda Nicola D’Angelo, consigliere uscente delll’AGCOM, in un post sul suo blog dopo avere partecipato alla discussione sulla riforma della Rai promossa da MoveOn il 23 marzo: “Questa iniziativa da il segno di come sia ormai inconcepibile che alcune scelte di fondo della nostra democrazia, come quelle in materia di informazione, possano continuare ad essere assunte senza considerare ciò che pensano i cittadini. Oggi esistono gli strumenti tecnologici per rendere effettivo un esercizio più orizzontale del potere, soprattutto quando si esercita su beni comuni. Di questo la politica e le istituzioni devono prendere atto, pena uno scollamento sempre più forte tra chi decide e il mondo che gli sta intorno.”

La spinta del MoveOn è solo iniziata.

Tana de Zulueta

10 aprile 2012


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Video youtube dove nella trasmissione di Sabina Guzzanti si parla della nostra riforma
Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Ugo Mattei
"La Rai ai cittadini a "Un, due, tre stella" di Sabina Guzzanti"

http://www.youtube.com/
watch?v=4U7Jzlg2oXw


(sotto ci sono tutte le interviste di MoveOn Italia)

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LE INTERVISTE DI MOVEON ITALIA - Muoviti Italia - "La RAI ai cittadini"

Carissima/o,
cresce l'archivio delle testimonianze per il rilancio del bene comune rappresentato dal servizio pubblico televisivo italiano, insieme al nostro entusiasmo per l'affermazione della proposta di riforma "La RAI ai cittadini"


Intervista a Carlo Tecce de Il Fatto Quotidiano
http://www.youtube.com/
watch?v=oa9HOXLZjVA

Intervista a Giovanni Valentini de La Repubblica
http://www.youtube.com/
watch?v=dcnJbvANf-s

Intervista a Lorella Zanardo
http://www.youtube.com/
watch?v=j5FtRq9uYlg

Intervista a Vincenzo Vita (Senatore Pd)
http://www.youtube.com/
watch?v=3MC-LftrDkw

MoveOn consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
http://www.youtube.com/
watch?v=aW9WBXWByVI

Intervista a Giovanni Anversa (RAI)
http://www.youtube.com/
watch?v=NXPcfiiQyqw

Intervista a Maurizio Sciarra (100 Autori)
http://www.youtube.com/
watch?v=dWIFiITZ6Y0

MoveOn Italia - Lavori in corso La Rai ai Cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=LQo_6_-m6nE

Intervista a Francesca Fornario per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=wywZCvuVuvg

Appello di Moni Ovadia per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=wls9iDtU8UQ

Roberto Natale (Presidente FNSI)
http://www.youtube.com/
watch?v=TkekfYeASVY

Intervista a Loris Mazzetti
http://www.youtube.com/
watch?v=R7Aj6HRXb2c

Intervista a Nichi Vendola
http://www.youtube.com/
watch?v=9RWwF-eDnCo

Intervista a Tana de Zulueta
http://www.youtube.com/
watch?v=Ohtaxhqh8cE

nella ricorrenza del cosiddetto Editto Bulgaro
(http://www.youtube.com/
watch?v=D5w6_qo46Gw)

Intervista a Matteo Orfini (Responsabile Informazione e Cultura Pd)
http://www.youtube.com/
watch?v=W3VqMZXYedY

Carlo Verna (Usigrai)
http://www.youtube.com/
watch?v=ChRlosmGXvc

Adesione di Ugo Mattei
http://www.youtube.com/
watch?v=oEAMdBfYedk

Intervista a Giulia Innocenzi
http://www.youtube.com/
watch?v=JAcmOC9yR5Y

Giulietto Chiesa
http://www.youtube.com/
watch?v=O2G6K3v752A

Intervista a Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia)
http://www.youtube.com/
watch?v=cWUqMb6znbY

Intervista a Linda Brunetta (ANART) e Giovanna Koch (SCAT)
http://www.youtube.com/
watch?v=NDQHRAFfO6k

Convegno IdV del 27 marzo
http://www.youtube.com/
watch?v=ZVu6q4SOQls

Intervista a Wolfgang Achtner
http://www.youtube.com/
watch?v=Sac5S1qCSAo

MoveOn Italia del 23 marzo - Presentazione Riforma
http://www.youtube.com/
watch?v=G1GEmlmfk4I

Intervista a Fabio Granata (Deputato Fli)
http://www.youtube.com/
watch?v=cDsPj91qoEs

Intervista a Roberto Zaccaria
http://www.youtube.com/
watch?v=z-E1zC030-s

Intervista a Corradino Mineo di RAI News 24
http://www.youtube.com/
watch?v=3JTj_bYPO_A

Intervista a Giuseppe Giulietti (Articolo 21)
http://www.youtube.com/
watch?v=324Ej7b0zPM

Intervista a Nicola D'Angelo (AGCOM)
http://www.youtube.com/
watch?v=z-gXLRsUcIc

MoveOn Italia - Discorso agli italiani (Charlie Chaplin)
http://www.youtube.com/
watch?v=Wwhhy17jGFk
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venerdì 4 marzo 2011

Beppe Grillo presenta il candidato per Milano



Beppe Grillo presenta il suo candidato: «Ha 20 anni e metterà tutto su Twitter» Mattia Calise «filmerà tutto quel che fanno nelle istituzioni e porterà all’interno i progetti della Rete»

- Non un «leader», ma un rappresentante, un portavoce «di una grande rete di persone che ha deciso di muoversi e metterci la faccia». Con questo concetto, il Movimento a 5 Stelle si prepara a scendere in campo alle prossime amministrative di Milano. Il candidato «portavoce-sindaco» è Mattia Calise, 20 anni, studente di Scienze politiche, a capo di una lista civica fatta da «cittadini incensurati», residenti a Milano e provincia, presentata giovedì pomeriggio da Beppe Grillo alla Feltrinelli della Stazione Centrale. Calise è stato scelto in un’assemblea di 200 simpatizzanti, tra 9 candidati: «Vere primarie». «METTERA’ TUTTO SU TWITTER» - «È un movimento di cittadini che raggiunge la politica - ha detto Grillo - con idee e programmi. Attraverso Calise entreranno tutti perché lui parlerà con Twitter, con Facebook, con i social network; filmerà tutto quel che fanno nelle istituzioni e porterà all’interno i progetti della Rete». E sulla Moratti, soprannominata «Mortizia», Grillo ha aggiunto: «Pensa solo agli intrallazzi, ai derivati, agli hedge fund e alla borsa; il Comune è diventato una società per azioni con un amministratore delegato che si fa chiamare sindaco, mentre qui abbiamo un ragazzo di 20 anni, limpido, che non ha certo esperienza di intrallazzi». In vista delle amministrative, dal Movimento a 5 stelle nessuno schieramento preventivo in caso di ballottaggio: «Non scegliamo nessuno - ha chiarito Grillo -. Quello che ci interessa è il programma, una città con wi-fi e senza cemento». TRENTA 30ENNI IN PARLAMENTO - L’obiettivo del Movimento a 5 Stelle, ha spiegato Grillo, è di arrivare a 30-40 parlamentari nel 2013. «Se portiamo 30 ragazzi di 30 anni in Parlamento - ha aggiunto - sono finiti», riferendosi alla classe politica attuale. «Noi dobbiamo rifare questo Paese. Le rivoluzioni vere partono dai piccoli gruppi. Non c’è alternativa a questo movimento, non abbiamo nulla da perdere perché di certo loro non si auto-riformeranno, non diminuiranno i parlamentari e non taglieranno le Province. Questo - ha concluso Grillo - è un Parlamento abusivo che non rappresenta più nessuno».


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