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domenica 11 ottobre 2015

Spese di Rappresentanza Alemanno Sindaco



Spese di rappresentanza Alemanno Sindaco

Tra ombrelli, caffè e libri volano via migliaia di euro. "Per le porzioni monodose di caffè il servizio di cortesia agli ospiti del Sindaco anche in orari di chiusura"

Il preventivo era di 60 mila euro, ma nel 2012 ne sono seriviti 163.589, 70 per le spese di rappresentanza del sindaco Alemanno e del suo Gabinetto, tra lupe, bandiere, targhe e tanto caffè. 
A dirlo con chiarezza è la relazione della Ragioneria generale alla Corte dei Conti, documento obbligatorio per legge e prtocollato il 30 aprile scorso. 

Diciotto lupe in bronzo definite come "doni di rappresentanza per cittadinanze onorarie, visite di Stato e premi" sono costate 29.668,02 euro: nel rendiconto con la stessa motivazione compaiono poi altre cinque lupe e tre targhette per altri 11.230 euro e anche "4 fusioni in metallo bronzato raffiguranti la lupa capitolina" come "doni di rappresentanza in occasione di visite ufficiali e premi istituzionali" per ulteriori 1.439,90 euro. Tra apertivi, pranzi e coffee break sono andati 32 mila euro. Per incontri istituzionali tra novembre 2011 e marzo 2012 il "servizio ospitalità-caffetteria e rappresentanza" è costato 28.638,89 euro. Per le "porzioni monodose di caffè", 840 euro: per il rendiconto sono il "servizio di cortesia agli ospiti del signor Sindaco anche in orari di chiusura della caffetteria capitolina".

A far sforare di una volta e mezza la spesa preventiva ci s'è messa anche la pioggia, e così la sostituzione di 12 ombrelli "usurati" è costata 575 euro: una media di 47 euro a pezzo. "L'intitolazione manoscritta con capilettera ornati del libro d'oro" in occasione della visita del Presidente della Repubblica di Malta del 21 marzo è costata 145,20 euro. Il giorno prima era in Campidoglio l'ambasciatore dell'Azerbaiijan con la sua delegazione: 150 euro il costo del "servizio di ospitalità-caffetteria". E' costato di più - 3.240,82 euro - il pranzo per 28 ospiti del 13 giugno: qui si parla di "visita ufficiale di ministro di governo straniero con delegazione". Non manca la cultura, con i 37.200 euro per 900 copie del libro "La lupa di Roma": soltanto 50 copie sono state impreziosite dagli astucci: 907,50 euro per il Natale di Roma. E per quel 21 aprile come doni di rappresentanza sono volati 25.781,77 euro.
fonte : http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/roma/cronaca/2013/05/12/news/spese_di_rappresentanza_alemanno_triplica_di_gabriele_isman-58643862/

Spese di Rappresentanza Ignazio Marino Sindaco :
 Solo 20mila euro in 2 anni

Due anni e qualche mese. Così poco è durata a Roma l'avventura politica di Ignazio Marino, sindaco controverso, abbandonato dal suo partito e poco amato da una città che sin dall'inizio ha faticato a capire i suoi modi un po' alieni e la sua cortese freddezza. Alla fine più degli errori, Marino ha pagato il suo scarso carisma politico, la sua incapacità di cavalcare le piazze, di parlare alla gente.  
Non è riuscito, a conti fatti, a governare una città difficile, dove gli interessi corporativi sono pressanti e i compromessi politici necessari, dove i vigili sono in grado di disertare in massa il turno di capodanno e i dipendenti Atac di immobilizzare una città pur di evitare
 di timbrare un badge.  
Va detto però che questo sindaco, il più solo che Roma abbia mai avuto, è riuscito a superare quasi indenne il peggior scandalo giudiziario della capitale, è riuscito a rimettere in corsa una città piena di debiti guadagnandosi il giudizio positivo dell'agenzia di rating Fitch.
 E ha avuto, non lo si dimentichi, il coraggio di mettere mano alle municipalizzate evitando di usarle come bacini di assunzioni per cavalcare il consenso politico. 

Vediamo i momenti, i più apprezzati e i più controversi, 
di questi due anni: 

La pedonalizzazione dei Fori Imperiali (agosto 2013).  È la prima battaglia portata a compimento da Marino all'indomani della sua elezione. I cittadini romani, preoccupati più dal traffico che dalla tutela del patrimonio artistico di Roma, non hanno gradito il provvedimento invitando il sindaco a concentrarsi su capitoli più corposi e meno di immagine. Positivo invece il giudizio della stampa internazionale. 

Chiusura discarica Malagrotta (ottobre 2013) Malagrotta non c’è più. La più grande discarica d'Europa - 240 ettari, che riceveva anche 5 mila tonnellate di rifiuti al giorno, quasi 2 milioni all’anno - ha chiuso il primo ottobre 2013. Una grande vittoria per il sindaco che ha puntato la sua campagna sul potenziamento della differenziata raggiungendo l'obiettivo di avvicinarsi al 50 per cento per il 2015. 

Le nomine toppate/1 (Ottobre 2013) Per l’incarico di capo dei Vigili di Roma Marino sceglie, selezionandolo tra 99 curriculum, Oreste Liporace, Colonnello dei carabinieri. Ma non ha i requisiti e deve dimettersi. Troppo alto sarebbe stato infatti il rischio di vedersi annullare la nomina da parte del Tar. Sulla vicenda pendevano i ricorsi dell'Ospol e degli esclusi dalla selezioni.

 La Metro C (Novembre 2014) Marino inaugura il primo tratto della metro C, 15 stazioni in tutto, poi a giugno 2015 un secondo tratto. In meno di due anni inaugurati 18 km di nuova rete sul ferro e 21 stazioni 

Le nomine toppate/2 (Gennaio 2014) Per l’incarico di presidente Ama Marino, dopo aver analizzato una novantina di curriculum, indica Ivan Strozzi. Non viene mai nominato perché in sede di colloquio emerge un’indagine a suo carico, con avviso di garanzia da parte della procura di Patti, per una vicenda del 2006-2007, quando era a capo di Enia, “controllante” di una società che lavorava in Sicilia. 


Scoppia Mafia Capitale La prima tranche di arresti scatta il 2 dicembre 2014: 29 persone in carcere, 8 ai domiciliari, circa 100 gli indagati tra cui l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Beni sequestrati per 200 milioni di euro. I reati: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, riciclaggio, turbativa d’asta, false fatturazioni. I settori: il verde pubblico, gli immigrati, l’emergenza abitativa e i campi nomadi. 

I vigili assenti a Capodanno (31 dicembre 2014) Bufera per l’assenteismo dei vigili nella notte di Capodanno. L’83,5 per cento non si presenta tra malattia, donazione sangue e altri permessi. Sono addirittura 200 i permessi chiesti per quella notte in base alla legge 104 per assistere un parente malato o disabile. La procura sul caso ha aperto un'inchiesta. Una dimostrazione di forza dei caschi bianchi in scontro con l'amministrazione Marino fin dal suo insediamento. Proprio per il 31 dicembre, la notte dell'"epidemia", era stato indetto uno sciopero la cui indizione era stata poi scongiurata dai sindacati. A far esplodere la protesta non c'è solo lo scontro sul salario accessorio (che prevede, in alcuni casi, il taglio di indennità ritenute obsolete), ma anche il piano anti-corruzione voluto dal comandante Clemente che prevede la rotazione obbligatoria dei vigili sul territorio.  


Stretta sugli appalti (gennaio 2015) Arriva la stretta sugli appalti. Stop a somme urgenze, assegnazioni dirette e convenzioni con cooperative. 

La panda rossa  È il 20 febbraio 2015 e Marino annuncia: "Vendo la panda rossa, porta sfiga". L’auto in uso alla moglie era stata al centro di polemiche per 8 multe da 80 euro arrivate per il mancato rinnovo del pass ztl. 

Unioni civili A maggio 2015 il "Celebration day": si iscrivono nel registro delle unioni civili coppie di etero e omosessuali. 

Mafia Capitale/atto secondo (giugno 2015) ll secondo terremoto politico-giudiziario scatta il 4 giugno 2015 e riguarda in totale 44 persone. Le manette, bipartisan, scuotono ancora una volta Comune e Regione. Sullo sfondo di questo sviluppo dell'inchiesta "Mondo di Mezzo" il business agli immigrati.  Tra gli arrestati il consigliere regionale di Forza Italia Luca Gramazio, l'ex presidente del Consiglio Comunale di Roma Mirko Coratti, del Pd e l'ex assessore alla Casa del Campidoglio Daniele Ozzimo. Ordinanze di custodia anche per i consiglieri comunali Giordano Tredicine (FI) e Massimo Caprari (Centro Democratico), per l'ex direttore del Dipartimento Politiche sociali di Roma Capitale Angelo Scozzafava, e per Andrea Tassone, ex presidente del Municipio di Ostia, territorio considerato ad alta infiltrazione mafiosa poi commissariato su richiesta del prefetto Gabrielli.  

La stoccata di Renzi (giugno 2015) "Marino è una persona perbene, questo è riconosciuto da tutti" afferma il presidente del Consiglio a Porta a Porta. Ma "a me interessa se l'amministrazione pulisce le strade, ripara le buche, fa i campi sportivi in periferia, mette a posto le case popolari: se sono in grado di governare vadano avanti, ma si occupino di cose che riguardano i cittadini" spiega Renzi. 


Il centro libero dai camion bar (10 luglio 2015) Via camion bar e urtisti da Colosseo, Fori, Pantheon e piazza di Spagna. Gli ambulanti si spostano sul lungo tevere. Il "Colosseo è ora così come lo ha visto Obama nella sua visita" commenta Marino. 

La gaffe: "Connetta i 2 neuroni" 19 luglio 2015.  Alla signora che lo contesta a Tiburtina risponde: “Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare”. L'occasione è il 72esimo anniversario dei bombardamenti quartiere San Lorenzo. 

Il degrado sul New York Times (luglio 2015) Il degrado di Roma finisce in prima pagina sul New York Times. Nell'articolo, intitolato Romans Put Little Faith in Mayor as Their Ancient City Degrades, si legge: "L'erba nei parchi arriva all'altezza delle ginocchia, la metro funziona a rilento per la protesta degli autisti, un incendio ha semiparalizzato l'aeroporto, il susseguirsi di arresti dei pubblici amministratori fa emergere un quadro devastante dell'infiltrazione mafiosa nel governo della città". 

I punti verdi qualità (agosto 2015) Da Torraccia a Spinaceto, tornano al Comune 11 Punti verdi qualità ( aree verdi attrezzate con impianti sportivi, grazie all'intervento di privati, finite poi in stato di abbandono). Scatta la rotazione dei dirigenti (agosto 2015) Scatta la rotazione effettiva di 40 dirigenti nei municipi e nei dipartimenti del Comune, come previsto dal piano anticorruzione approvato a giugno. 

Funerali show dei Casamonica (20 agosto 2015) Piazza Don Bosco, zona Tuscolana, il 20 agosto vanno in scena i funerali show di Vittorio Casamonica. Carozze, musica, petali di rosa dal cielo. Scatta subito la polemica sulla sicurezza e sulle autorizzazione. Ma Marino è in ferie da due settimane.   

Ostia commissariata, super poteri a Gabrielli Il sindaco è ancora in ferie quando si riunisce il consiglio dei ministri che, relazione di Gabrielli alla mano, decide il commissariamento del municipio di Ostia (il cui presidente Tassone, area Pd, è finito in manette nel corso dell'inchiesta Mafia capitale) e l'affidamento di super poteri al prefetto in vista del giubileo. 


Fitch promuove Marino (25 settembre) L'agenzia di rating Fitch promuove l'operato dell'amministrazione. “I conti in Campidoglio migliorano”. 

Papa Francesco: "A Filadelfia non l’ho invitato io” Papa Francesco ai giornalisti che lo interrogano sulla presenza di Marino a Filadelfia: “Non l’ho invitato io”. Scatta la bufera con il vaticano. 

La polemica sgli scontrini (ottobre 2015) 

Scoppia la polemica sulle spese di rappresentanza sostenute dal sindaco. Dubbi sulle note spese: la comunità di Sant’Egidio nega la partecipazione di suoi responsabili alla cena del 26 ottobre 2013, "certificata"dal sindaco Marino nel giustificativo”. Un ristoratore contraddice quanto dichiarato dal sindaco nella ricevuta pubblicata online sul sito del Comune. "Era con la moglie, altro che cena di lavoro. Per l'occasione Marino scelse una vino bianco da 55 euro e pensai: si tratta bene...". 

CON MARINO STAVAMO RIPORTANDO LA LEGALITÀ, 
TUTTO IN MALORA PER UNA BOTTIGLIA DI VINO 
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domenica 24 giugno 2012

SPOT: Senato taglia i deputati da 630 a 508


Oggi tutti i telegiornali e le televisioni annunciano a caratteri cubitali una notizia a dir poco storica:
 Il Senato taglia i deputati da 630 a 508.

 E' solo un grande e inutile spot pubblicitario della casta che spera ancora nell'ignoranza generalizzata, dimenticando che internet permette di veicolare alcune informazioni che loro invece tentano in modo goffo di nascondere.
 Essendo il provvedimento inserito all'interno di un progetto di riforma costituzionale, l'approvazione in prima lettura da parte di un ramo del parlamento significa praticamente nulla o poco più.

 Dovranno essere votati i restanti articoli, compresi quelli spinosi sulla riforma semi-presidenziale e sulla legge elettorale dove attualmente non esiste alcun accordo politico. Poi il provvedimento dovrebbe passare alla Camera, dove i deputati dovrebbero autotagliarsi le poltrone (i senatori hanno tagliato i seggi della Camera, ma hanno bocciato gli emendamenti riguardanti il taglio dei seggi al Senato).

Poi il provvedimento dovrebbe tornare in seconda lettura (essendo una riforma costituzionale, c'è bisogno della doppia votazione da parte di entrambi i rami del parlamento sul medesimo testo) al Senato e poi ripassare un'altra volta alla Camera, senza che alcuna correzione o emendamento venga inserito.

 E' UNA GRANDE PRESA PER IL CUXO !! Litigheranno alcuni mesi e intanto la legislatura volgerà al termine, senza che nulla sia cambiato e così torneremo anche a votare con la legge elettorale attuale, il cosiddetto PORCELLUM che tanto piace alla Casta perchè gli consegna un parlamento di nominati e non di eletti.

fonte

Tralasciando il fatto che quella odierna è probabilmente solo una trovata propagandistica: DAVVERO RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI è UNA MISURA DA ACCOGLIERE CON FAVORE? Non sarebbe meglio ridurre sensibilmente gli stipendi e ancor di più i numerosi privilegi schifosi, piuttosto che il numero dei parlamentari, il cui dimezzamento era uno dei principali "punti" del programma della loggia P2, in quanto concentrerebbe il potere in mano a meno persone e renderebbe il parlamento più "gestibile" in vista dei vari voti di fiducia... ovvero favorirebbe il "mercato" dei voti e limiterebbe la presenza dei dissidenti...

Evitiamo di abboccare alla facile propaganda della riduzione del numero dei parlamentari. Con l'attuale legge elettorale, meno parlamentari = meno rappresentanza e meno democrazia .

Riduzione dei parlamentari: meno costi, più efficienza o meno democrazia rappresentativa?

Scritto da www.riforme.info   
Con la riforma costituzionale all'esame degli elettori con il referendum del 25-26 giugno 2006 "Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche".
Questo ci dice il "decalogo della riforma costituzionale" ad opera del leghista Roberto Calderoli.
Per risposta, il controdecalogo a cura del centrosinistra ribatte che "La riduzione del numero dei parlamentari viene rinviata al 2016 per favorire gli attuali capi e capetti. Nel lungo periodo c’è tempo anche per ridurre la riduzione; per ora c’è l’effetto di annuncio demagogico mette in evidenza che tale riduzione non scatterà immediatamente, ma soltanto nel 2016."
Nella sostanza, quindi, le ragioni per il No alla riforma da parte del centrosinistra divergono da quelle per il Sì soltanto per l'aspetto "tempi per l'entrata in vigore", temendo addirittura dei ripensamenti circa questa riduzione. Per altro, come anche ricordato da più parti, nelle intenzioni del centrosinistra vi è una riduzione ancora più ampia.

Sulla stessa lunghezza d'onda, sicuramente, il senso comun-popolare, sempre pronto ad esaltarsi di fronte a misure che colpiscono i politici, in modo particolare se con la prospettiva di risparmiare qualche soldo.
Del resto, come non comprendere sentimenti di questo tipo, con un mondo della politica sempre più lontano dai cittadini?
Peccato, però, che questi sentimenti di antipatia nei confronti della politica vengano quasi sempre utilizzati dalla politica stessa per ridurre gli spazi della rappresentanza democratica attraverso meccanismi che, in un modo o nell'altro, siano comunque in grado di cancellare dalla rappresentanza istituzionale ampi settori di elettorato.
Per sgombrare quindi il campo da ogni dubbio, è d'obbligo una riflessione circa le conseguenze di un eventuale taglio del numero dei parlamentari sotto il profilo della corretta e democratica rappresentanza degli interessi sociali.
Per farlo, è sufficiente analizzare gli ultimi risultati elettorali per il Senato di alcune regioni, avendo come riferimento la  soglia di sbarramento, del 3%, per i partiti coalizzati.
Con l'attuale legge elettorale, che può essere riassunta con la formula "maggioritario di coalizione con distribuzione proporzionale all'interno delle coalizioni", nelle Regioni con  meno seggi a disposizione si sono avuti casi nei quali alcune liste minori non hanno conquistato seggi, e questo pur appartenendo alla coalizione vincente ed avendo superato la soglia di sbarramento del 3%.
Questo per effetto di quella che tecnicamente viene definita "soglia di sbarramento implicita", dipendente dal tipo di ripartizione, dal numero dei partiti in lizza e, soprattutto, dal numero delle circoscrizioni elettorali ed il numero, quindi, dei seggi a disposizione per ogni circoscrizione (nel caso in esame le Regioni)

 


Regione


Numero seggi Regione


Liste senza seggi C-Sx
pur avendo superato lo sbarramento legale del 3 %


Liste senza seggi C-Dx
pur avendo superato lo sbarramento legale del 3 %


Abruzzo


7


Di Pietro Italia Valori 5,1 %


UDC - 7,1 %


Basilicata


7


Insieme con L'unione - 4,8 %
U.D. Eur Pop. - 4,7 %
Di Pietro Italia Valori 3,4 %


UDC 5,8 %


Calabria


10


Insieme con L'unione - 4 %
La Rosa nel pugno - 3,9 %


 


Friuli Venezia Giulia


7


Insieme con L'unione - 4 %
Di Pietro Italia Valori 5,1 %


UDC - 7 %


Liguria


8


Insieme con L'unione - 4,3 %


UDC - 6 %
Lega Nord - 3,8 %


Molise


2


Di Pietro Italia Valori 8,5 %
Rifondazione - 5,4 %


AN - 14,2 %


Sardegna


9


Di Pietro Italia Valori 3 %


 


Umbria


7


Insieme con L'unione - 4,4 %
La Rosa nel pugno - 3 %
 
 
Come si vede, per i soli 2 seggi a disposizione del Molise si hanno, ovviamente, risultati da legge elettorale maggioritaria, con l'impossibilità di conquistare seggi anche con percentuali del 14,2 %.
Ma al di là di questo caso particolare, nelle altre Regioni con più seggi a disposizione si deve registrare l'esclusione dalla ripartizione dei seggi di liste con risultati ben al di sopra del 4 %.
E' quindi evidente che, anche con l'attuale legge elettorale, la diminuzione dei seggi a disposizione delle singole Regioni provocherà l'ulteriore innalzamento della "soglia di sbarramento implicita", il tutto a danno delle forze politiche minori.
 
Chiariti gli effetti immediati sulla rappresentanza in conseguenza della riduzione dei parlamentari, che da soli sconsiglierebbero considerazioni legate ai presunti risparmi di spesa, sarebbe quanto mai opportuno ragionare in termini di efficienza.
L'efficienza parlamentare non è infatti data dal numero delle leggi approvate, ma dalla qualità delle leggi approvate.
Certamente, in una logica di revisione costituzionale che tutto fa dipendere dal Governo (elezione diretta, norme antiribaltone, decisione dell'agenda parlamentare), il Parlamento potrebbe essere considerato più un impedimento che il luogo deputato ad approfondire e a legiferare sulle istanze che provengono dalla società.
In fondo, se è il Governo che decide cosa si vota e come si vota, ed i parlamentari di maggioranza, fedeli, ad eseguire altrimenti tutti a casa, ma per quale motivo non ridurre del tutto il Parlamento?
A che pro' la finzione di una forma di governo di tipo parlamentare?
Questo sì che è buttare soldi!

Diversamente, pensando ad un ruolo attivo del Parlamento, la riduzione dagli attuali 630 deputati ai 518 previsti dalla riforma appare soltanto come una diminuita efficienza della capacità di approfondire le questioni, che costringerà inevitabilmente ad "esternalizzare", in misura maggiore, gran parte del lavoro parlamentare verso l'esercito degli ignoti collaboratori che già ora assolve una buona percentuale del lavoro parlamentare. Basti pensare alla sola legge finanziaria, un volume di carta da leggere in grado di riempire una stanza da letto: ma chi è che può ancora credere che dietro tutta questa produzione vi siano i soli 640 deputati?
Pensare quindi che i futuri parlamentari non trovino il modo per finanziare l'accresciuta necessità di collaboratori è una pia illusione.
Le spese della politica non diminuiranno affatto con la diminuzione dei parlamentari, ma anzi è forte il rischio che possano aumentare.




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