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giovedì 24 maggio 2018

Dove sono le risorse per le promesse elettorali?


"Cambiare senza distruggere", "riprendere in mano il cantiere delle riforme istituzionali per garantire la governabilità", e poi "c'è il nodo delle risorse. Non è affatto chiaro dove si recuperano le risorse per realizzare i tanti obiettivi e le promesse elettorali". E’ il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, a riassumere così dal palco dell’assemblea generale il sentiment della platea
 degli industriali verso il nuovo governo.

Da Boccia arriva anche il monito a non fare passi indietro sulla Tav, Tap e sul Terzo Valico. "Le infrastrutture - scandisce - sono la precondizione per costruire una società inclusiva e ridurre i divari". Un'adeguata dotazione infrastrutturale, spiega, consente al nostro Paese di recuperare una "favorevole centralità " tra Europa e Mediterraneo. "Una centralità che però - aggiunge - rischiamo di perdere irrimediabilmente rimettendo in discussione scelte strategiche per il nostro futuro, a partire dal Terzo Valico, dalla Tav e dal Tap, condannando così il nostro Paese, i suoi cittadini e le sue imprese, a una posizione di marginalità e di isolamento. E a una enorme perdita di credibilità". "Perché se passa l'idea che a ogni cambio di maggioranza politica si torna indietro su scelte strategiche per la nostra economia, è la nostra credibilità che mettiamo in discussione", ammonisce Boccia.

Il presidente di Confindustria esprime inoltre la perplessità del mondo industriale sull’incertezza che da mesi grava sul destino dell'Ilva, al centro di una difficilissima vertenza con gli indiani di ArcelorMittal e oggi al centro di una possibile ‘rivisitazione’ del programma da parte del governo M5S-Lega. "Possiamo non condividere il protezionismo americano", dice dal placo dell’assemblea nazionale, "ma oggi l’America parla di produrre più acciaio mentre da noi si vuole chiudere l’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa". Per questo, conclude, "viene da chiedersi se sia possibile cambiare continuamente le carte in tavola, 
per di più nell’anno in cui entriamo nella top ten dell’attrattività internazionale".

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Giuseppe Conte è stato indicato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord come presidente del Consiglio del loro futuro governo. Conte ha 54 anni, è nato a Volturara Appula, in provincia di Foggia, è un avvocato civilista e insegnante di diritto, e non ha mai fatto politica... 

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Previsioni per il 2018






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giovedì 6 novembre 2014

La tratta degli schiavi

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. La tratta degli schiavi


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Tra il 1550 e il 1807 più di 10 milioni di Africani sono stati venduti a mercanti europei senza scrupoli e portati in America a lavorare come schiavi. A più di mezzo secolo dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo che sancisce la proibizione di qualsiasi forma di schiavitù e a 200 anni dall'abrogazione inglese della tratta atlantica, è tempo di affrontare quel genocidio passato alla storia come la 'tratta degli schiavi'.

I più grandi centri di reclutamento di uomini destinati alla schiavitù sono l'Africa subsahariana e occidentale, e in particolare: la Costa del Vento (Gambia, Guinea), la Costa dei semi (Sierra Leone, Liberia), la Costa d'Avorio, la Costa dell'Oro (Ghana, Togo), la Costa degli Schiavi (Benin, Nigeria, Camerun e Gabon) e infine la Costa dell'Angola (Congo, Angola). È da queste terre che gli schiavi venivano portati nel Nuovo Mondo appena scoperto e colonizzato.

In realtà, le tratte in Africa si dividono in tre filoni, quello Transahariano, quello Orientale e infine quello Atlantico. Mentre quest'ultimo iniziò nel XVI secolo, la schiavitù in Africa era presente già da molti secoli (almeno dal 600 d.C.) lungo le vie dell'espansione musulmana, consolidatasi con la conquista araba dell'Africa del nord. Gli Africani venivano condotti attraverso il deserto del Sahara e le regioni dell'Africa orientale, verso il Magreb, l'Egitto, il Medio Oriente e i Paesi dell'Oceano Indiano, per svolgere soprattutto lavori domestici o per essere arruolati nell'esercito; le donne, in particolare, venivano utilizzate come serve nelle case oppure negli harem.

Nell'allora corrente mentalità schiavista, gli Africani erano 'destinati per natura' alla condizione servile e non è un caso che nel periodo medievale gli schiavi maschi assunsero grande importanza per la difesa e l'espansione dell'Islam, soprattutto in Tunisia e in Egitto.

Un altro ruolo svolto dagli schiavi è stato, nei secoli, quello di eunuchi, e questo perché, essendo stranieri, non avevano legami con i gruppi rivali del padrone e, non avendo famiglia, non avevano necessità di appropriarsi di ricchezze per il futuro.

Le tratte della tratta transoceanica
Con la scoperta del Nuovo Mondo per coltivare i campi inizialmente vennero utilizzati gli indios. Ma questi, già decimati dalla crudeltà dei 'conquistadores?, morivano anche a causa dell'incidenza delle malattie; in seguito quindi si utilizzarono i bianchi assoldati in Europa ma, quando anche questi furono insufficienti, iniziò a crescere il commercio degli Africani, caratterizzati da una straordinaria resistenza fisica (tra loro si registrava, infatti, il più basso tasso di mortalità).

In realtà il commercio degli Africani in Europa iniziò prima della scoperta dell'America, e precisamente nel 1445 quando l'esploratore portoghese Dinis Dias raggiunse il Senegal e riportò in patria 4 prigionieri: fu l'inizio di una tratta che diventerà sistematica. Alla cattura violenta, va sostituendosi, a partire dal 1450, il commercio con gli Arabi e i capi guineani. Si conta che un secolo dopo gli schiavi rappresentavano il 10% della popolazione di Lisbona: utilizzati dapprima come servi domestici e poi nelle piantagioni di canna da zucchero delle Canarie, di Madera e delle Azzorre.

Ma con lo sviluppo degli imperi coloniali nelle Americhe gli schiavi iniziarono a essere deportati in  quantità sempre più consistente e in condizioni sempre più crudeli e disumane.
La tratta atlantica si svolge in tre tappe: dai porti europei salpavano i vascelli carichi di mercanzia (tessuti, perle e soprattutto zucchero e armi) destinati all'Africa, dove le merci venivano scambiate con i mercanti locali in cambio di schiavi. La seconda tappa era la traversata dell'Atlantico in direzione dell'America; nella terza tappa venivano portati in Europa i prodotti lavorati dagli schiavi in America, prodotti che in parte ritornavano proprio in Africa per essere mercanteggiati con nuovi schiavi...questo ciclo durò per oltre tre secoli, dalla metà del XVI secolo alla metà del XIX.

Alcune città europee hanno costruito la loro fortuna proprio sui profitti della tratta, tra tutte Liverpool in Inghilterra e Nantes in Francia. Nel Museo di Nantes, ad esempio, sono conservati moltissimi documenti inerenti il 'commercio' degli schiavi, proprio perché questo richiedeva grossi investimenti e finanziamenti che andavano debitamente registrati. Dai documenti si scopre che venivano venduti anche i bambini, chiamati 'negrillos? e le bambine 'negrittes?. Gli adulti erano divisi nella categoria dei 'negres?, gli uomini, e delle 'negreffes? le donne.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/11/tratta-degli-schiavi.html

TRATTA DEGLI SCHIAVI



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LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/10/in-africa-abbiamo-solo-depredato-per.html

In Africa Abbiamo solo Depredato per Secoli


400 anni di schiavitu'
200 anni di colonizzazzione
se l' Europa , il continente
senza risorse naturali oggi sta bene
e' grazie a cio' che tuo nonno 
ha preso ( o rubato )
dall' Africa.
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martedì 28 ottobre 2014

In Africa Abbiamo solo Depredato per Secoli


400 anni di schiavitu'
200 anni di colonizzazzione
se l' Europa , il continente
senza risorse naturali oggi sta bene
e' grazie a cio' che tuo nonno 
ha preso ( o rubato )
dall' Africa.

Se gli africani vengono qui
è perché avete rubato
le loro risorse per
600 anni



AIUTIAMOLI A CASA LORO DICONO TUTTI
MA QUALE CASA HANNO
NON SONO PADRONI DELLA LORO TERRA
IL MONDO GLI HA RUBATO PER ANNI 
ORO E DIAMANTI
AD IN CAMBIO 
GLI REGALIAMO ( VENDIAMO ) LE ARMI PER COMBATTERSI
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Da dove proviene l'ORO che hai appeso al collo o al dito e perfino all'orecchio ...

DOVREBBERO ESSERE SOLO RICOMPENSATI
PER TUTTO CIO' CHE HANNO SUBITO 
DAL MONDO OCCIDENTALE 
COSIDDETTO  'AVANZATO'


In Africa abbiamo solo depredato per secoli....e pure adesso.
Sai quando sei considerato clandestino? Quando lo stato non ti riconosce come cittadino... 
sai quanto devi aspettare per avere anche solo il permesso di soggiorno?
E per avere la cittadinanza poi non ne parliamo...
Nel frattempo una persona cosa fa? É costretta a lavorare a nero...
e uno ha la possibilità di lavorare a nero perché?
Perché agli ITALIANI fa comodo non pagare le tasse per l assunzione...
e quella persona ... NON HA DIRITTI....E QUANDO SI CANCELLANO I DIRITTI - CANCELLANO ANCHE I TUOI
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Schiavitù Attuale

La schiavitù moderna in Africa è una realtà spesso taciuta dai mass media internazionali. 
Centinaia di migliaia di africani continuano ad essere tenuti in situazioni di schiavitù o di lavoro forzato, da cui non possono sfuggire. 
I moderni sfruttatori di schiavi trovano buoni agganci locali, sfruttano le debolezze politiche e legali dei paesi interessati, per procurarsi persone da soggiogare al lavoro forzato o per vendere i loro servizi a cartelli internazionali, 
come accade per la tratta di ragazze da avviare alla prostituzione in Africa o in Europa.

Schiavitù per nazione

Benin

In Benin è diffusa la pratica del Vidomegon: a causa del progressivo impoverimento delle famiglie alcune bambine vengono vendute per pochi franchi a una famiglia affidataria, per la quale si trasformano in manodopera gratuita fino al raggiungimento dell'adolescenza, quando sono abbandonate a loro stesse.

Ciad

Varie fonti, ma soprattutto l'uffico informazione dell'OCHA (l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari), sostengono che i membri dei clan arabizzati che vivono nel nord e est del Ciad acquistano bambini da famiglie impoverite. Questi vengono poi obbligati a convertirsi all'islam, cambiando il nome, e vengono o tenuti in stato di schiavitù dal clan o venduti in Sudan ad altri clan arabizzati.

Mali

Sebbene il governo maliano abbia a più riprese negato l'esistenza della schiavitù, è noto che molte persone di etnia bella sono tenute in stato di schiavitù da parte di gruppi tuareg.

Mauritania

La stratificazione sociale in Mauritania vede i bidanes (letteralmente "i bianchi") nel più alto ceto, mentre gli harratin sono al fondo della piramide sociale. I bidanes sono i discendenti di clan berberi (i sanhaja) e arabi (i beni hassan) che hanno occupato il nord della Mauritania già dopo il X secolo. Gli harratin sono i discendenti di gruppi sudanici e bantu che vivevano lungo il fiume Senegal, al sud del paese. Da sempre, gli harratin sono considerati schiavi dei bidanes, e sono parte dell'eredità che passa da una generazione all'altra. A tutt'oggi, almeno 90,000 harratin vivono in una situazione di totale asservimento, mentre tutti gli altri harratin (600.000, il 20% della popolazione) vivono in una situazione di asservimento parziale. La schiavitù in Mauritania è stata abolita almeno tre volte nel secolo scorso (l'ultima volta nel 1981). Nell'agosto del 2007, il nuovo governo ha ancora una volta dichiarato la schiavitù illegale e criminalizzato il possesso di schiavi.La leadership politica però non ha mai agevolato l'azione dei gruppi internazionali che hanno cercato di portare alla luce questa pratica.

Niger

In Niger la schiavitù è stata dichiarata illegale nel 2003. Ciononostante, circa l'8% della popolazione vive tuttora in condizioni di schiavitù.

Lo schiavismo è diffuso tra i tuareg, i fulani e i toubou. Questi sono gruppi etnici nomadi o seminomadi che hanno praticato lo schiavismo per secoli. Nel 1904-1905, gli schiavi rappresentavano i tre quarti della popolazione nigerina.

Sudan

La schiavitù è sempre stata una delle piaghe del Sudan. Dopo l'imposizione della shari'a da parte del governo di Omar Beshir, presidente del Sudan, i casi di schiavitù sono saliti notevolmente. Vari gruppi e personalità europei, tra cui la Anti-Slavery Society, Amnesty International, padre Renato Kizito Sesana e l'arcivescovo cattolico di Khartoum (cardinale Gabriel Zubeir Wako), hanno presentato documentazione e testimonianze personali in questo senso.

Etiopia

Bambini etiopici ed eritrei vengono rapiti o acquistati dai genitori per essere poi portati nei paesi del golfo. La maggioranza dei bambini viene avviata alla prostituzione o subisce abusi sessuali nella famiglia che li acquista.

La tratta di bambini

In Nigeria e Benin, organizzazioni umanitarie hanno denunciato la tratta di bambini. I bambini vengono rapiti o acquistati con prezzi che vanno da 20 a 70 USD, in paesi quali il Togo e il Benin. I bambini vengono poi utilizzati a scopi sessuali, come tuttofare domestici, o operai in miniere e piantagioni. Il loro prezzo di vendita può raggiungere i 3.500 USD.

Simili situazioni si trovano in Sierra Leone e Ghana. Quasi tutti i bambini utilizzati nelle miniere di diamanti illegali in Sierra Leone sono stati rapiti dai paesi vicini, complice anche la situazione di insicurezza che ha caratterizzato la regione fino a poco tempo fa. Molte delle prostitute africane – in prevalenza nigeriane - che lavorano sulle strade europee sono state vendute dai familiari o dai capi locali a gruppi di spacciatori, che poi le rivendono alle mafie locali
che controllano la prostituzione in Europa.

Aya

 In quasi tutti i paesi africani a sud del Sahara esiste il sistema che i swahili chiamano aya. Si tratta di bambine o giovani donne provenienti dalle campagne e che vengono assunte da famiglie di città, dove devono lavorare senza orario o altri diritti per una paga minima (in Kenya questa può essere inferiore ai venti euro mensili), piu' cibo e alloggio.
Queste persone devono spesso subire abusi sessuali e fisici e non hanno diritto di protestare.


LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/11/tratta-degli-schiavi.html

TRATTA DEGLI SCHIAVI



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