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giovedì 6 novembre 2014

La tratta degli schiavi

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. La tratta degli schiavi


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Tra il 1550 e il 1807 più di 10 milioni di Africani sono stati venduti a mercanti europei senza scrupoli e portati in America a lavorare come schiavi. A più di mezzo secolo dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo che sancisce la proibizione di qualsiasi forma di schiavitù e a 200 anni dall'abrogazione inglese della tratta atlantica, è tempo di affrontare quel genocidio passato alla storia come la 'tratta degli schiavi'.

I più grandi centri di reclutamento di uomini destinati alla schiavitù sono l'Africa subsahariana e occidentale, e in particolare: la Costa del Vento (Gambia, Guinea), la Costa dei semi (Sierra Leone, Liberia), la Costa d'Avorio, la Costa dell'Oro (Ghana, Togo), la Costa degli Schiavi (Benin, Nigeria, Camerun e Gabon) e infine la Costa dell'Angola (Congo, Angola). È da queste terre che gli schiavi venivano portati nel Nuovo Mondo appena scoperto e colonizzato.

In realtà, le tratte in Africa si dividono in tre filoni, quello Transahariano, quello Orientale e infine quello Atlantico. Mentre quest'ultimo iniziò nel XVI secolo, la schiavitù in Africa era presente già da molti secoli (almeno dal 600 d.C.) lungo le vie dell'espansione musulmana, consolidatasi con la conquista araba dell'Africa del nord. Gli Africani venivano condotti attraverso il deserto del Sahara e le regioni dell'Africa orientale, verso il Magreb, l'Egitto, il Medio Oriente e i Paesi dell'Oceano Indiano, per svolgere soprattutto lavori domestici o per essere arruolati nell'esercito; le donne, in particolare, venivano utilizzate come serve nelle case oppure negli harem.

Nell'allora corrente mentalità schiavista, gli Africani erano 'destinati per natura' alla condizione servile e non è un caso che nel periodo medievale gli schiavi maschi assunsero grande importanza per la difesa e l'espansione dell'Islam, soprattutto in Tunisia e in Egitto.

Un altro ruolo svolto dagli schiavi è stato, nei secoli, quello di eunuchi, e questo perché, essendo stranieri, non avevano legami con i gruppi rivali del padrone e, non avendo famiglia, non avevano necessità di appropriarsi di ricchezze per il futuro.

Le tratte della tratta transoceanica
Con la scoperta del Nuovo Mondo per coltivare i campi inizialmente vennero utilizzati gli indios. Ma questi, già decimati dalla crudeltà dei 'conquistadores?, morivano anche a causa dell'incidenza delle malattie; in seguito quindi si utilizzarono i bianchi assoldati in Europa ma, quando anche questi furono insufficienti, iniziò a crescere il commercio degli Africani, caratterizzati da una straordinaria resistenza fisica (tra loro si registrava, infatti, il più basso tasso di mortalità).

In realtà il commercio degli Africani in Europa iniziò prima della scoperta dell'America, e precisamente nel 1445 quando l'esploratore portoghese Dinis Dias raggiunse il Senegal e riportò in patria 4 prigionieri: fu l'inizio di una tratta che diventerà sistematica. Alla cattura violenta, va sostituendosi, a partire dal 1450, il commercio con gli Arabi e i capi guineani. Si conta che un secolo dopo gli schiavi rappresentavano il 10% della popolazione di Lisbona: utilizzati dapprima come servi domestici e poi nelle piantagioni di canna da zucchero delle Canarie, di Madera e delle Azzorre.

Ma con lo sviluppo degli imperi coloniali nelle Americhe gli schiavi iniziarono a essere deportati in  quantità sempre più consistente e in condizioni sempre più crudeli e disumane.
La tratta atlantica si svolge in tre tappe: dai porti europei salpavano i vascelli carichi di mercanzia (tessuti, perle e soprattutto zucchero e armi) destinati all'Africa, dove le merci venivano scambiate con i mercanti locali in cambio di schiavi. La seconda tappa era la traversata dell'Atlantico in direzione dell'America; nella terza tappa venivano portati in Europa i prodotti lavorati dagli schiavi in America, prodotti che in parte ritornavano proprio in Africa per essere mercanteggiati con nuovi schiavi...questo ciclo durò per oltre tre secoli, dalla metà del XVI secolo alla metà del XIX.

Alcune città europee hanno costruito la loro fortuna proprio sui profitti della tratta, tra tutte Liverpool in Inghilterra e Nantes in Francia. Nel Museo di Nantes, ad esempio, sono conservati moltissimi documenti inerenti il 'commercio' degli schiavi, proprio perché questo richiedeva grossi investimenti e finanziamenti che andavano debitamente registrati. Dai documenti si scopre che venivano venduti anche i bambini, chiamati 'negrillos? e le bambine 'negrittes?. Gli adulti erano divisi nella categoria dei 'negres?, gli uomini, e delle 'negreffes? le donne.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/11/tratta-degli-schiavi.html

TRATTA DEGLI SCHIAVI



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In Africa Abbiamo solo Depredato per Secoli


400 anni di schiavitu'
200 anni di colonizzazzione
se l' Europa , il continente
senza risorse naturali oggi sta bene
e' grazie a cio' che tuo nonno 
ha preso ( o rubato )
dall' Africa.
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TRATTA DEGLI SCHIAVI



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La tratta dei neri, ossia il commercio di schiavi africani, iniziò subito dopo la scoperta dell’America, ma assunse dimensioni impressionanti nel XVII/XVIII secolo.

Fin dal Medioevo gli Arabi commerciavano in schiavi africani, che erano destinati all’esercito o agli harem dell’impero ottomano. Fra gli Europei, i primi mercanti di schiavi neri furono i Portoghesi, presto seguiti da tutti i paesi che avevano colonie in America. Gli schiavi erano impegnati soprattutto nel massacrante lavoro delle miniere e delle piantagioni (di tabacco, canna da zucchero, cacao, caffè, cotone).

In un primo momento i coloni provarono a servirsi delle popolazioni indigene dell’America, ma gli Indios erano pochi, indeboliti dalla fame e dalle malattie, e non resistevano alla fatica, Furono impiegati anche degli europei, soprattutto criminali condannati al lavoro forzato, ma anche adulti e bambini rapiti. Il loro numero, tuttavia, rimaneva sempre insufficiente. La manodopera nera invece non solo resisteva ai climi caldi, ma costava poco e sembrava inesauribile.

All’inizio gli schiavi erano catturati dagli stessi negrieri, che circondavano di sorpresa i loro villaggi e tendevano reti nelle foreste per intrappolarli, proprio come se fossero stati animali.

Successivamente, quando la richiesta di schiavi divenne più pressante, alcuni re africani accettarono di collaborare con gli Europei, organizzando razzie o guerre contro le altre tribù per procurare prigionieri.

Dai luoghi di cattura all’interno del continente gli schiavi venivano incolonnati verso i porti d’imbarco. Vi giungevano in lunghe file, a volte dopo mesi di cammino, stretti l’uno all’altro da collari chiusi intorno al collo. Chi non resisteva alla lunga marcia veniva abbandonato o lasciato morire. Prima dell'imbarco gli schiavi erano marchiati con un ferro rovente e battezzati con una frettolosa cerimonia.

Iniziava poi il tormentoso viaggio verso l'America su navi stipate fino all'inverosimile, dove gli schiavi venivano ammassati in locali non più altri di un metro e mezzo, quasi privi di aria e luce . Qui, nudi e incatenati a due a due, avendo a disposizione uno spazio di non più di cinquanta centimetri ciascuno, compivano traversate che potevano durare anche due o tre mesi.

Naturalmente, la mortalità era altissima. Molti si ammalavano per il sudiciume, la facilità di contagio, l'alimentazione inadatta: alcuni, spinti dalla disperazione, si suicidavano; i più deboli e i più malati venivano lavati, rasati, lucidati con olio perché facessero bella figura e venduti all'asta al mercato. Li attendeva nelle piantagioni e nelle miniere una vita durissima e logorante, a cui si aggiungeva, spesso, la ferocia di padroni disumani.

Non sappiamo con certezza quanti schiavi neri siano stati portati in America nei tre, quattro secoli in cui si praticò la tratta. Furono certamente molti milioni, almeno dieci (ma alcuni storici calcolano cifre assai più alte).

Per l'Africa la tratta significò un' enorme catastrofe. I negrieri sceglievano di preferenza uomini e donne forti e sani, ancora in età da potersi riprodurre. A causa del loro forzato trasferimento, famiglie e villaggi furono distrutti, intere regioni si spopolarono e lo sviluppo dell'Africa fu interrotto, con conseguenze che pesano ancora oggi sull'economia del continente.

Gli europei invece trassero dal commercio e dalla colonizzazione del mondo grandi vantaggi economici e l'errata convinzione di essere superiori ad ogni altra razza, soprattutto a quella nera.

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200 anni di colonizzazzione
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ha preso ( o rubato )
dall' Africa.

Se gli africani vengono qui
è perché avete rubato
le loro risorse
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La tratta degli schiavi

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Andiamo a scuola e all’università tutti i giorni. Tutti i giorni proviamo ad impegnarci nello studio, nel seguire le lezioni, nell’imparare, nel chiedere e cercare cultura.
Tutti i giorni andiamo a scuola con l’obiettivo di iscriverci all’università e avere un buon lavoro dove guadagnare abbastanza per vivere.
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Le loro intenzioni, però, sono diventate per noi illusioni...
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