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giovedì 11 luglio 2019

Fondi Russi alla Lega: Corruzione Internazionale

corruzione internazionale


 La procura di Milano indaga per "corruzione internazionale"

La procura di Milano ha formulato l'ipotesi di "corruzione internazionale" nell'inchiesta sui presunti finanziamenti russi ricevuti dalla Lega. L'inchiesta, partita dopo una serie di articoli del settimanale "L'Espresso", è affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e ai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. Al centro della vicenda ci sarebbe Gianluca Savoini, dell'associazione Lombardia-Russia, intercettato con esponenti del Cremlino.

Sono già state sentite alcune persone dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. L'indagine nasce dagli articoli de l'Espresso e dall'audio pubblicato sul sito americano BuzzFeed, con la voce di Gianluca Savoini, leghista presidente dell'associazione Lombardia-Russia, che a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega nell'ambito di affari legati al petrolio ma non si sa se l'intesa sia mai andata in porto.

L’ombra di Putin sul successo della Lega. Soldi a Salvini per destabilizzare la Ue

Smentite, minacce di querele, insulti ai giornalisti e poi tanta sabbia per coprire le notizie. Lo scoop del settimanale ‘L’Espresso’ parlava dell’intesa segreta tra il quartier generale di Putin ed emissari della Lega affinché un reticolo d’interessi collegato al Cremlino finanziasse le casse del partito di Matteo Salvini.

Oggi il giornale online BuzzFeed non solo conferma quanto scoperto dai cronisti de l’Espresso ma pubblica addirittura le registrazione di quella riunione segretissima.

È lo scorso 18 ottobre nel lussuoso Hotel Metropole di Mosca c’è stato un incontro tra esponenti della Lega e uomini del Cremlino per escogitare il modo di far arrivare al partito del ministro dell’Interno e vicepremier italiano Matteo Salvini decine di milioni di dollari.

Nell’audio si sente più volte Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, presidente dell’associazione indipendente Lombardia-Russia e sherpa del ministro dell’Interno presso la corte di Putin, ripetere: “Vogliamo cambiare l’Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia”.

La notizia piomba improvvisa e divampa un incendio che costringe o stesso Salvini a diramare una nota: “Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia”.

Alla luce dell’audio diffuso da Buzzfe s’intravede la filigrana: la Lega ‘lavorerebbe’ in pratica per conto dei Russi, interessata a far saltare l’Unione Europea.

Un esponente di primo piano della politica italiana e membro del Governo in pratica risponde e prende disposizioni da una potenza straniera che interessata a far saltare l’Europa con la complicità degli Stati Uniti di Trump.



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mercoledì 10 novembre 2010

Necessaria protezione per i giornalisti russi





Necessaria maggiore protezione per i giornalisti russi


Amnesty International ha esortato le autorità russe ad assicurare maggiore protezione per i giornalisti dopo gli ultimi episodi di violenza a Mosca e nei dintorni della capitale.

Il 5 novembre Oleg Kashin del quotidiano Kommersant è stato aggredito davanti alla sua abitazione ed è ricoverato in coma farmacologico per via delle gravi ferite riportate.

L'8 novembre Anatoly Adamchuck, reporter di un giornale che viene diffuso nella periferia di Mosca, è stato picchiato e ha riportato una commozione cerebrale.

L'aggressione ai danni di Kashin ha spinto gli operatori del mondo dell'informazione russi a chiedere al presidente Dmitrii Medvedev maggiore protezione e una completa e approfondita indagine sul grave episodio.

Il presidente Dmitrii Medvedev ha condannato l'aggressione a Kashin e ha chiesto al procuratore generale e al ministro degli Interni di farsi personalmente carico delle indagini.

Kashin si è occupato, anche sul suo blog, di un'ampia gamma di problemi, incluse le manifestazione dell'opposizione e le proteste pubbliche contro la distruzione di una foresta nella zona di Khimki, vicino a Mosca.

Il 4 novembre un attivista impegnato nella difesa di quella foresta, Anatolii Fetisov, era stato aggredito da sconosciuti. Anche lui attualmente è in coma farmacologico.

Anatoly Adamchuck si era occupato delle proteste contro il progetto di costruzione di una strada che andrebbe ad attraversare un'altra foresta nei pressi di Mosca.

Amnesty International sottolinea l'importanza che le autorità indaghino sulla possibilità che questi ultimi attacchi siano da collegare all'attività professionale delle vittime e al loro coraggio di esprimere i punti di vista. Soprattutto, le aggressioni ai danni di Kashin e Adamchuk non dovrebbero finire nella lunga lista dei crimini irrisolti commessi contro i giornalisti e gli attivisti della società civile.

Amnesty International sta dalla parte dei giornalisti russi che hanno chiesto al presidente Medvedev di aumentare la protezione, svolgere indagini accurate e dare completa applicazione all'articolo 144 del codice penale, che considera reato l'impedimento della legittima attività professionale di giornalista.

I crimini irrisolti contro i giornalisti in Russia comprendono l'assassinio nel 2006 di Anna Politkovskaya e un'altra aggressione, nel 2008, a un giornalista e attivista della foresta di Khimki, Mikhail Beketov, rimasto con disabilità permanente.

RUSSIA:

GIORNALISTA PICCHIATO 

BRUTALMENTE, 

E' IN COMA




(AGI) Mosca, 6 nov. - Oleg Kashin, un giornalista del periodico russo 'Kommersant', e' stato ricoverato con fratture multiple ed e' in coma farmacologico in un ospedale moscovita, dopo un brutale pestaggio di fronte la sua abitazione. Lo ha reso noto il direttore del periodico, secondo il quale l'aggressione e' "legata all'attivita' professionale" del giornalista, che ha 'coperto' alcune proteste dell'opposizione; ed ha avvalorato la sua tesi ricordando che gli aggressori non hanno portato via nulla al giornalista 30enne, ne' il portafogli ne' il cellulare. Il giovane e' stato ricoverato in ospedale con due gambe rotte, il cranio danneggiato e la mandibola fratturata in due diversi punti. Il presidente Dmitry Medvedev ha ordinato al procuratore generale e al ministro dell'Interno "un controllo speciale sull'inchiesta". "Questo dimostra che ci sono persone della nostra societa' disposte a ricorrere al crimine per chiudere la bocca ai giornalisti", ha detto il responsabile del sindacato giornalisti russo, Mikhail Fedotov.


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