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giovedì 2 ottobre 2014

PC: Come avere WhatsApp gratis



Come avere WhatsApp gratis



Come avere WhatsApp gratis Negli ultimi tempi , uno degli argomenti più dibattuti sul web è stata la scelta dei dirigenti di WhatsApp di renderlo a pagamento .

Come tutti sappiamo WhatsApp è uno dei più famosi client di instant messaging e conta più di 200 milioni di utenti divisi tra le varie piattafome : iOs , Android e Windows Phone . . .
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martedì 19 giugno 2012

i soldi degli Sms imboscati dalle banche

 

I soldi donati tramite sms

Terremoto Abruzzo, i soldi degli Sms imboscati dalle banche

I circa cinque milioni di euro donati dagli italiani per "dare una mano" alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma del 2009, sono fermi nei forzieri degli istituti di credito. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato e spiega come li ha spesi


Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolaso comprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.
L’emergenza
Bertolaso
, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
I numeriQuello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).
Gli aiuti e le bancheAl termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione di Bertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro.
Che fine han fatto gli sms?I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.
La posizione di EtimosFino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”.
Da il Fatto Quotidiano del 16 giugno 2012
 di Emiliano Liuzzi
LEGGI ANCHE:
http://cipiri.blogspot.it/2012/06/i-soldi-donati-tramite-sms.html


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domenica 3 giugno 2012

I soldi donati tramite sms


I soldi donati tramite sms per l’alluvione di Genova sono spariti

Ricordate la devastante alluvione che colpì la Liguria nel 2011? Si aprì anche una gara di solidarietà, e in queste cose noi italiani riusciamo ancora a dare un buon esempio. Vennero raccolti, infatti, ben sei milioni di euro attraverso il sistema degli “sms”. Ecco, che fine hanno fatto quei fondi? E’ un mistero.
Di sicuro non sono mai arrivati ai Comuni colpiti dalla alluvione. Ma si è aperto un autentico giallo. Perchè le amministrazioni danno la colpa ai gestori telefonici, che non avrebbero ancora girato le donazioni. Ma i gestori telefonici si difendono assicurando di avere già da tempo accreditato la somma alla Tesoreria dello Stato. E quindi? Non si sa. Alcuni giornali hanno giustamente sollevato la questione, ma c’è in atto un vero e proprio scaricabarile tra i soggetti interessati. Ed è un vero peccato, perchè queste notizie finiscono per screditare, agli occhi degli italiani, questo utile strumento di assoluta generosità.
Una cosa è certa: quei soldi, donati dagli italiani, sono ancora bloccati da qualche pratica burocratica. Almeno si spera…

SOLIDARIETA’

«I FONDI raccolti con gli sms solidali destinati ai Comuni alluvionati non sono spariti ma si concretizzeranno nel momento in cui verranno trasferiti dagli operatori di telefonia alla Protezione civile nazionale». A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Renata Briano che ha contattato la Protezione civile nazionale dopo alcune polemiche sulla presunta la sparizione dei soldi raccolti tramite sms. «Non c’è nessun giallo – spiega la Briano – il 23 marzo c’è stata la riunione tra i promotori dell’iniziativa, alla presenza del presidente del comitato dei garanti, per definire le procedure di finanziamento. Da questa riunione è emerso che in tutto le donazioni ammontano a 6.043.140 euro di cui 3.521.965 sono stati destinati alla Liguria e 2.521.175 alla Toscana. Per la nostra regione – ha continuato la Briano – sono stati individuati due progetti: il primo si concentrerà a Cassana, una frazione di Borghetto Vara, per la messa in sicurezza della frana e il ripristino delle fognature, attraverso 2 milioni di euro. Il secondo riguarderà Genova e prevede la messa in sicurezza del rio Fereggiano in corrispondenza con la scuola Giovanni XXIII attraverso lo stanziamento di 1.5 milioni di euro. Dispiace – ha concluso Briano – che notizie senza fondamento possano minare la fiducia dei cittadini che in occasione dell’alluvione in Liguria e in Toscana hanno dato prova di grande solidarietà, utilizzando un mezzo come gli sms che si è rivelato prezioso e che un domani potrà essere utilizzato anche per altri eventi».

L'Aquila nel 2009.

Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l'idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.

Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l'idea è connaturata alla "modalità" di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un'altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a "tassi agevolati" a persone ed imprese coinvolte nel sisma.

Nessun "regalo", quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano "a condizioni vantaggiosissime" si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l'altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che (giurano i responsabili) sono "largamente insufficienti". Si tratta ovviamente di un'iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.

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