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sabato 29 ottobre 2011

CARTA STRACCIA DELLA LETTERA A BRUXELLES


REALIZZARE UN GOVERNO DEI LAVORATORI PER LIBERARCI DALLA DITTATURA DI INDUSTRIALI E BANCHIERI



FARE CARTA STRACCIA DELLA LETTERA A BRUXELLES
CONTRAPPORRE AL PROGRAMMA DELLA BCE UN PROGRAMMA ANTICAPITALISTA OPERAIO E POPOLARE

LICENZIARE BERLUSCONI E TUTTI I CORTIGIANI DI BANCHE E IMPRESE
REALIZZARE UN GOVERNO DEI LAVORATORI PER LIBERARCI DALLA DITTATURA DI INDUSTRIALI E BANCHIERI

(27 Ottobre 2011)
DICHIARAZIONE DI MARCO FERRANDO
Il progetto annunciato dal governo italiano a Bruxelles, basato sulla liberalizzazione dei licenziamenti- nel settore privato e pubblico- è una provocazione odiosa. Lo sarebbe in ogni caso, tanto più in un quadro di drammatica crisi sociale. Lo è a maggior ragione da parte di un governo reazionario in profonda crisi, frequentato da faccendieri, evasori, ministri in odore di mafia, che cerca la sopravvivenza nel plauso dei banchieri europei.

Contro questo disegno non sono sufficienti le parole o iniziative platoniche e dimostrative di “protesta” o “dissenso”. E' necessario dispiegare una mobilitazione di massa straordinaria e continuativa capace di bloccare davvero l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate. Se non ora quando?

Nel 2002 contro l'attacco all'articolo 18 si levò un vasto movimento di massa- poi piegato alle compatibilità del centrosinistra in gestazione- che riuscì ad arrestare l'attacco berlusconiano. Oggi si tratta di rilanciare quel movimento, ma liberandolo da ogni subordinazione al “nuovo” centrosinistra, per farne il risolutore della crisi nel nome di una vera alternativa. Che liberi definitivamente l'Italia dai suoi attuali padroni: industriali, banchieri, Vaticano, e tutti i loro partiti.

A questo fine, tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, di movimento possono e debbono unire le proprie forze in una azione di massa liberatoria, che faccia carta straccia della “lettera” a Bruxelles e imponga finalmente un cambio dell'agenda. Al programma di emergenza della BCE va contrapposto un programma d'emergenza operaio e popolare: che rivendichi il blocco dei licenziamenti, la nazionalizzazione senza indennizzo di tutte le aziende che licenziano, il ripudio del debito pubblico verso le banche, la loro nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori.

Solo questo programma anticapitalista può recidere le radici della crisi. Solo una mobilitazione straordinaria e radicale può imporlo. Solo un governo dei lavoratori può realizzarlo.

E' lo scenario della crisi europea a dettare una risposta radicale. In tutta Europa si annuncia un'ulteriore drammatica stretta sociale al solo scopo di salvare le banche francesi e tedesche, ricapitalizzare le banche di tutto il continente, ampliare il fondo europeo salvabanche. Le banche sono l'alfa e l'omega dell'Europa dei padroni, sotto i governi di ogni colore. E' la riprova che il capitalismo può sopravvivere solo continuando a depredare i lavoratori e i giovani a vantaggio di capitalisti e banchieri. Solo scaricando la crisi sulle sue vittime a vantaggio dei suoi responsabili. Solo condannando alla rovina presente e futuro delle nuove generazioni.

Per questo, l'alternativa o è anticapitalista o non è. Solamente la rivoluzione sociale può sgomberare il campo da quella parabola di decadenza che il capitalismo impone all' intera società. Elevare la coscienza delle masse alla comprensione di questa necessità è e deve essere il lavoro quotidiano, controcorrente, di tutti i militanti coscienti del movimento operaio e dei movimenti di lotta.

“Trasformare l'indignazione in rivoluzione” socialista è la parola d'ordine del Partito Comunista dei Lavoratori.
MARCO FERRANDO- PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Fonte

http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3%3Ao2460



Evasione e malaffare, quanti soldi mi costi


Una domanda che mi facevo questa mattina svegliandomi è: al signor Tremonti è mai passato per la mente che esistono altre categorie da tassare, oltre ovviamente a quelle meno abbienti che martella sistematicamente ad ogni manovra? Cercate di riprendere la concentrazione e smettete di chiedervi perchè la mattina svegliandomi penso a Tremonti, che effettivamente non è il miglior modo per inaugurare una giornata. Ebbene si signori miei, oggi vi presento una categoria molto importante: quella dei furbi.

Questa categoria la conoscete senz’altro, la si può incontrare in ogni angolo di questo paese. E’ la categoria del lavoro nero, dell’evasione, della corruzione, della criminalità organizzata, del malaffare in genere. E’ la categoria di chi si arricchisce alle spalle del paese, illegalmente.



Evasione e malaffare, quanti soldi mi costi: le cifre.

Ma quanto ci costa questa “categoria”? Stando ai dati ufficiali dell’Istat, tantissimo. Troppo.

Partiamo dall’evasione fiscale: in Italia si raggiunge la cifra record di 120 miliardi di euro annui.

Proseguiamo con un’altra voragine spaventosa: quella della corruzione. Parliamo di oltre 60 miliardi di euro annui.

Il lavoro nero, genera mancate entrate per 52 miliardi di euro annui, a cui vanno aggiunti i casi di infortuni e morte sul lavoro: altri 43 miliardi di euro all’anno.

Un’altra piaga sociale fortissima è quella della contraffazione, che genera perdite per circa 20 miliardi di euro all’anno.

Un discorso a parte meriterebbero i crac finanziari che ci fanno bruciare 55 miliardi di euro all’anno.

Riciclaggio e paradisi fiscali, un’altra grande specialità italiana da circa 150 miliardi di euro annui.

Criminalità organizzate? “Fatturano” 135 miliardi di euro all’anno.

L’abusivismo ci costa 20 miliardi di auro all’anno, senza contare i danni ambientali. Totale? 655 miliardi di euro all’anno. Una voragine colossale. Basti pensare che l’80% delle nazioni di questo mondo ha un fatturato più basso.


Evasione e malaffare, quanti soldi mi costi: istruzioni per l’uso.

La prima domanda che probabilmente molti si pongono è: come fare a recuperare almeno in parte questi soldi? La risposta che mi viene spontaneamente è: fare l’opposto di quello che stiamo facendo. Esempi pratici?

Berlusconi un decennio fa ha sostanzialmente depenalizzato il falso in bilancio (in realtà rimane un reato, ma di fatto le sanzioni sono drasticamente ridotte). Questo non è un buon modo per combattere l’evasione fiscale. Basterebbe dunque fare un piccolo passo indietro da questo punto di vista per migliorare sensibilmente la situazione.

Per controllare meglio i flussi di denaro e combattere – tra le altre cose – il riciclaggio, il governo Prodi aveva imposto la tracciabilità obbligatoria per tutte le transazioni superiori ai 500 euro. Legge prontamente smontata dal successivo governo Berlusconi. Avendo svolto per oltre due anni diversi corsi antiriciclaggio, posso dire con assoluta certezza che la tracciabilità dei flussi di denaro è fondamentale per combattere questo settore in continua espansione soprattutto al nord.

Ridurre il giro d’affari della criminalità organizzata è più semplice di quanto si possa pensare: una fetta importantissima dell’economia di queste organizzazioni si basa sugli appalti pubblici che personalità di spicco dello stato vendono quotidianamente in cambio di soldi, svolgendo dunque attività di corruzione. In sostanza, se lo stato smettesse di vendere appalti alla mafia, in un colpo solo si risolverebbe una parte importante dei problemi della corruzione e della criminilaità organizzata. Due piccioni con una fava. Sulla corruzione inoltre era stato aperto un ente che aveva lo scopo di monitorare ed indagare, ma è stato chiuso dopo un paio di anni. Motivo? costava troppo. Lo stesso vale per la contraffazione. Lo scorso decennio è stato aperto e poi subito chiuso un istituto che vigilava su questa problematica. Sempre per abbattere i costi.

Se mi si concede una battuta, sarei ben felice di rinuncaire ai servizi di Renato Brunetta, Bossi (junior e senior) e di un paio di dozzine di altri individui simili e utilizzare i capitali risparmiati per mantenere aperti questi enti di controllo.

Tornando seri, 655 miliardi di euro sono una cifra astronomica e sarebbe opportuno iniziare a recuperarli, dato che si tratta di soldi nostri. Immaginiamo di riuscire a recuperare annualmente anche solo il 10%, ovvero solo una piccola fetta di questa enorme torta. L’erario avrebbe a disposizione 65,5 miliardi di euro in più in questo modo. Inutile dire che non servirebbe più fare alcuna finanziaria.

Adesso che vi ho spiegato chi sono i “furbi” in Italia e quanto ci costano, non mi resta che andarlo a spiegare a Tremonti e il gioco è fatto.

di Alex Goldstein

http://www.nostrisoldi.it/2011/08/20/evasione-e-malaffare-quanti-soldi-mi-costi/

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