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venerdì 30 marzo 2012

si è dato fuoco davanti alla Agenzia delle Entrate




NON FATE FINTA DI NON VEDERE 
QUESTA E LA DURA E CRUDA REALTA'

Poche ore fà un uomo oberato dai debiti si è dato fuoco davanti alla Agenzia delle Entrate di Bologna, sono notizie ormai quotidiane di lavoratori licenziati che terrorizzati si tolgono la vita di piccoli imprenditori che si vedono chiudere i rubinetti del credito dalle banche e strozzati dai debiti si uccidono accade al nord come al centro o al sud , fate una ricerca in rete e vedrete sarà impressionante la casistica, spesso i media mainstream non ne parlano o gli dedicano poche righe.

Mai che una trasmissione di approfondimento se ne occupi magari andando ad indagare cosa cìè dietro un gesto disperato, no ci propinano sempre le solite FACCE  politici o direttori di media che saltano da un canale all'altro.

Stiamo diventando un paese disperato abitato da disperati terrorizzati di non farcela...se sei giovane magari puoi ancora contare sul così detto welfare familiare, ma quando superi i 40 se fallisci come piccolo imprenditore o se vieni licenziato le probabilità che tu ti reinserisca nel mondo del lavoro sono pressochè nulle .

Parlo per esperineza diretta a 50 ANNI sono da due anni che mi arrangio con piccoli lavorettio in nero, ambulante abusivo e quant'altro al limite della LORO legalità...mi stò consumando i risparmi di una vita e quando li avrò finiti non sò che fare...

Scendo in piazza protesto e mi incazzo con i collaborazionisti che non vogliono salga la tensione sociale...vorrei esplodesse la tensione ..vorrei esplodesse il paese perchè solo così potremmo liberarci da una classe dirigente marcia...

A quelli che se fai casino in piazza dicono ; scansafatiche vai a lavorare li prenderei a calci nel culo...centinaia di domande fatte per professionalità adeguate alla mia preparazione , nessuna risposta o colloqui dove vieni guardato con commiserazione da chi ti esamina e pensa ;" ma che perdi tempo a fare quà hai 50 anni ....non hai accosti politici nè ecclesiastici..sei UN MORTO SOCIALE UN VIVO SOLO NELLA CARNE ", ed ecco che subetra la disperazione...ma NON E' IL CASO DI DARSI FUOCO meglio sarebbe dare fuoco a questi politici  che ci vogliono fare credere che ampliando la possibilità di licenziare si creano posti di lavoro...e qualche IMBECILLE ci crede pure visto che continua a votarli.

Caro mio concittadino che hai fatto questo gesto sconsiderato spero tu sopravviva questo paese NON merita il tuo sacrificio...non sò chi tu sia ma so solo che hai più dignità tu di tutta questa classe dirigente di mangia pane a tradimento...spero la tua famiglia abbia la forza di rendere pubblica tutta la tua vicenda ,spesso per pudore e vergogna invece le famiglie si chiudono a riccio davanti a questi drammi invece bisognerebbe trovare la forza di gridare e arrabbiarsi perchè altri sono i soggetti che si devono vergognare.



 leggi anke:

Equitalia, la multa è illegale. Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione.

Che Equitalia applichi tassi da usura sulle cartelle esattoriali non è più solo un sospetto, ma, una certezza. Un artigiano della provincia di Varese, titolare di un'impresa individuale con 7 dipendenti, ha presentato una querela ...


Sono stati 2.986 i suicidi in Italia nel 2009, con un aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente (2.828 i casi nel 2008), invertendo la dinamica decrescente dell'ultimo biennio. L'incremento, secondo l'istituto di ricerca Eures ...

E' accaduto anche ad Atene: il numero di suicidi è vertiginosamente aumentato quando il paese ha affrontato lo choc della realtà: il buco nero del debito e i tagli selvaggi imposti alla spesa sociale. Fino a poco prima, ...






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venerdì 23 settembre 2011

Felice Crosta, pensione da 1.369 euro al giorno



Felice Crosta, pensione da 1.369 euro al giorno
 
Mezzo milione di euro l’anno, 41.600 euro al mese, 1.369 euro al giorno: è la pensione d’oro di Felice Crosta, prima vicecommissario per l’emergenza immondizia, poi al vertice dell’Agenzia dei rifiuti della Regione siciliana. DOBBIAMO FERMARE QUESTO SCEMPIO. "L’italia è un paese strano, ed ancora più strana e la Sicilia, una regione dove la disoccupazione la fa da padrona e che conta migliaia di giovani in cerca di prima occupazione, centinaia di famigie al lastrico, e centinia di migliaia di nuclei familiari senza casa e in aspettativa per un alloggio popolare. Ma in una terra tanto martoriata, dove i suoi figli non possono fare altro che andare via in cerca di un futuro migliore, c’è chi percepisce stipendi da capogiro, il dirigente della Regione Siciliana, l’Avv. Felice Crosta". Tale scempio è un'offesa profonda per un paese con le difficoltà economiche che ha l'Italia, è un insulto a tutti i lavoratori che si vedono dimezzare i tempi della cassa integrazione, è un obbrobbrio per noi giovani, che fatichiamo come matti e percepiamo degli stipendi che non arrivano (chi ce l'ha) a 1000 euro al mese e vediamo così privarci l'indipendenza, la libertà, ogni cosa, è uno SCANDALO!!!!!!

Il dirigente regionale va in pensione Riceverà ogni giorno 1.369 euro

Felice Crosta - foto Studio camera
La Regione concede una pensione record all'ex presidente dell'agenzia dei Rifiuti, Felice Crosta: 1.369 euro al giorno. Un assegno pari a più del doppio dell'indennità del presidente della Repubblica. Ne usufruirà l'ex direttore dell'Agenzia dei rifiuti sciolta da poco

L'ultimo grand commis dell'ente più generoso d'Italia, alla fine, si è portato a casa una pensione da favola: mezzo milione di euro l'anno. Ha lottato un paio d'anni, l'avvocato Felice Crosta, per un diritto che alla fine gli è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti. Quei soldi gli spettano. Perché così ha stabilito una legge della Regione siciliana, approvata nella stagione d'oro del governatore Cuffaro. E l'amministrazione, proprio in questi giorni, si sta adeguando, aprendo la cassa. Mezzo milione. Cioè 41.600 euro al mese, 1.369 euro al giorno. Cifra lorda, sia chiaro. Ma destinata a fare impallidire persino capi di Stato, governatori di Bankitalia e giudici della Corte costituzionale: Giorgio Napolitano, per dire, ha un'indennità annua di circa 220 mila euro. Carlo Azeglio Ciampi, prima di insediarsi al Quirinale, si vide riconoscere da Palazzo Koch una pensione da 34 mila euro al mese.

Mentre Romano Vaccarella e Gustavo Zagrebelsky, ex presidenti della Consulta, percepiscono rispettivamente assegni di quiescenza pari a 25.097 e 21.332 euro mensili, secondo i dati rivelati da L'Espresso nel 2008. Il superburocrate siciliano, insomma, non si limita a doppiare i colleghi della Regione, tutti beneficiati dal vecchio sistema di calcolo retributivo, ma si candida a tutti gli effetti per la palma del dipendente pubblico più pagato d'Italia. Fra quelli in servizio e a riposo. Sfondando con decisione pure il tetto ai trattamenti previdenziali "obbligatori" posto nell'ormai lontano ottobre del 2003 dal consiglio dei ministri: 516 euro al giorno, il vecchio milione di lire. Crosta quasi triplica quella somma.

Il sultano dei servitori della pubblica amministrazione è un dirigente di lungo corso che negli ultimi due lustri ha gestito l'emergenza rifiuti in Sicilia. Un'emergenza che non è finita: gli Ato, gli organismi che dovevano assicurare il servizio di raccolta e smaltimento, hanno accumulato oltre un miliardo di debiti, la gara per i termovalorizzatori è stata annullata dall'Unione europea e i cassonetti stracolmi autorizzano ormai i paragoni con la Campania. Ma Crosta, prima da vicecommissario per l'emergenza poi da capo dell'agenzia siciliana per i rifiuti, in questi anni ha visto accrescere i propri compensi fino a 460 mila euro. Una cifra che il suo mentore, l'ex governatore Salvatore Cuffaro, gli accordò nel marzo 2006. Un'indennità che a Crosta è valsa come base pensionabile, in forza di un emendamento approvato dall'Assemblea regionale siciliana a fine 2005, cioè proprio alla vigilia della sua nomina: un caso? Chissà. Di certo, nella Regione dove oggi impera Raffaele Lombardo - che ha rotto con l'ex amico Cuffaro - oggi non si fanno salti di gioia.

Anche perché, oltre all'assegno mensile, l'ente dovrà riconoscere a Crosta circa un milione di arretrati e la somma relativa alla rideterminazione del Tfr. In un primo momento, l'amministrazione si era opposta alla liquidazione della maxi-pensione, riconoscendo "solo" 219 mila euro all'ex dirigente. Crosta si è però rivolto alla Corte dei Conti che ha attestato il suo diritto. La legge si può discutere. Ma va applicata. "Non si tratta certo di un regalo, io ho lavorato per 45 anni", si difende l'interessato. La Regione siciliana dai conti in rosso - due miliardi di deficit - non ha potuto che fare appello alla sentenza della magistratura contabile.
L'ultimo beneficio, peraltro, va a pesare su una spesa previdenziale già ragguardevole: oltre 560 milioni per pagare le pensioni di un esercito di ex dipendenti (14.917) più folto del personale in servizio. Tutti a carico del bilancio, perché la Regione siciliana è fra i pochi enti in Italia a non avere ancora attivato un fondo quiescenza, pur avendolo istituito per legge.

E continua a erogare baby-pensioni a tutti coloro che dimostrano di avere un parente infermo da accudire. Un'estensione tutta siciliana della legge 104 - anch'essa figlia di una norma varata dall'Ars - che ha premiato negli ultimi anni 700 impiegati andati a riposo con 25 anni di anzianità (ne bastano 20 per le donne). Ne ha approfittato anche l'ex segretario generale Pier Carmelo Russo. Che a dicembre, dopo il pensionamento, è stato promosso assessore regionale dal governatore Lombardo.

di EMANUELE LAURIA
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/il_dirigente_regionale_va_in_pensione_ricever_ogni_giorno_1_369_euro-2767043/

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