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domenica 6 luglio 2014

F35: INUTILI, COSTOSI E INAFFIDABILI


Bidoni di lusso e di morte


F35: INUTILI, COSTOSI E INAFFIDABILI, MA LA CASTA DELLE GERAR­CHIE MILI­TARI E DEL BUSI­NESS DELLE ARMI NON SI TOCCA. RENZI DOVRÀ RISPONDERNE IN PARLAMENTO
 di Tommaso Di Francesco e Giulio Marcon
 (…) F35: inutili, costosi e inaffidabili, una vera déba­cle per l’industria mili­tare e la poli­tica estera Usa che ha impe­gnato e con­di­zio­nato molti paesi alleati ad acquistarli. Dopo l’approvazione delle mozioni par­la­men­tari del giu­gno del 2013 che chie­de­vano la sospen­sione di altri acqui­sti (deci­sione vio­lata dal governo nel set­tem­bre del 2013 e nel marzo del 2014: ora di F35 ne abbiamo 6 in pro­du­zione) il governo ha messo in atto una tattica dilatoria continua mentre il Con­si­glio Supremo di Difesa (Napolitano) ha detto al Par­la­mento di non intro­met­tersi troppo nelle scelte della difesa e soprat­tutto di non per­met­tersi 
di ridurre ecces­si­va­mente le spese mili­tari.
 (…) Con la inces­sante cre­scita delle spese, gli F35 sono una gal­lina dalle uova d’oro per la Loc­kheed — che ne è il capo­fila della pro­du­zione — e un sec­chio bucato per i governi che lo stanno pro­du­cendo ed acqui­stando. Negli Stati Uniti (e soprat­tutto negli altri paesi part­ner) se ne stanno accor­gendo, ma in Ita­lia la mini­stra Pinotti, troppo nella parte delle nostre gerar­chie mili­tari e delle lob­bies delle armi, fa finta di niente e, spal­leg­giata dal pre­si­dente Napo­li­tano e dal Con­si­glio Supremo della Difesa,
 con­ti­nua a nic­chiare e a spe­rare in tempi migliori.
 (…) E Renzi? Dopo i roboanti annunci (non veri­tieri) di qual­che gior­nale di un paio di mesi fa sui tagli degli F35, resta muto, silen­zio asso­luto. Nem­meno un tweet. Vuole com­bat­tere — così dice — tutte le caste. L’unica che non tocca è quella delle gerar­chie mili­tari e del busi­ness delle armi. Ma sta­volta dovrà rispon­derne ancora in Par­la­mento. Il pros­simo 29 luglio la Camera dei depu­tati discu­terà la nuova mozione che chiede lo stop agli F35. Un’occasione per mobi­li­tarsi e per por­tare allo sco­perto le con­trad­di­zioni di un governo che non cam­bia il verso delle spese mili­tari e del riarmo atlantico. 

dal manifesto  “Bidoni di lusso e di morte” 

Qui il testo integrale dell'articolo


 

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sabato 12 maggio 2012

Referendum in Sardegna: Vince il SI




 Referendum in Sardegna: Vince il SI
SE NE E' PARLATO POCO E NOI DICIAMO W I SARDI !!!

La Sardegna ha detto basta alla casta e agli enti inutili esprimendo con un chiaro SI ai referendum la voglia di cambiare, la speranza e che anche a livello nazionale si inizi togliere privilegi e dicasteri inutili, facendo in modo che anche la casta paghi per i disastri che hanno combinato con le loro politiche scellerate, e non sempre e solo chi lavora.

I risultati dello scrutinio dei dieci quesiti referendari nelle 1.826 sezioni.

Questi i dati in percentuale per ogni singolo quesito: Referendum n. 1 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di ”Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?) Si 96,94% – No 3,05%; Referendum n. 2 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di ”Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?) Si’ 97,60 – No 2,39; Referendum n. 3 (Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente ”La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n.4?) Si’ 97,71 – No 2,28; Referendum n. 4 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di ”Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?) Si’ 96,87 – No 3,12; Referendum n. 5 (Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province ”storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?) Si’ 65,98 – No 34,01; Referendum n. 6 (Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?) Si’ 94,42 – No 5,57; Referendum n. 7 (Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?) Si’ 96,85 – No 3,14; Referendum n. 8 (Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante ”Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?) Si’ 97,17 – No 2,82; Referendum n. 9 (Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?) Si’ 97,06 – No 2,93; Referendum n. 10 (Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?) Si’ 98,27 – No 1,72.


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ZEDDA STANGA LE SECONDE CASE SFITTE E I RICCHI



ZEDDA STANGA LE SECONDE 

CASE SFITTE E I RICCHI;

 TASSE RIDOTTE O TOLTE A PIU' POVERI. 

TAGLIATE AUTO BLU (DA 15 A 5) E SPESE FESTE

 

IL SINDACO DI CAGLIARI, Massimo Zedda...

Si è dimesso da consigliere regionale poche settimane prima di raggiungere il vitalizio, il suo stipendio è passato da 15000 a 3300euro, ha ridotto il numero di assessori da 13 a 10, ha ridotto da 14 a 4 le auto blu per sindaco e assessori, ha rinunciato all'abbonamento gratuito al teatro lirico (per poi comprarselo di tasca sua) e anche all'abbonamento gratuito allo stadio. Ed è sindaco da soli 5 mesi!! E' la politica che vogliamo!

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/zedda-stanga-le-seconde-case-sfitte-e-i.html



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mercoledì 15 febbraio 2012

MENO F 35 PIU' SEMOVENTI INUTILI




MENO F 35 PIU' SEMOVENTI INUTILI
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Giampaolo Di Paola ha sciolto il nodo degli ormai celebri Caccia F-35. Il Ministro della Difesa stamattina ne ha annunciato la riduzione da 131 a 90: "La componente aerotattica - ha dichiarato Di Paola - è irrinunciabile: ora è assicurata da Tornado, Amx e Av-8B, che nell'arco di 15 anni usciranno per vetustà dalla linea operativa.

 Saranno sostituiti da Jsf (F-35, NdR), che è il miglior velivolo in linea di produzione, nei programmi di ben 10 Paesi". L'Italia" ha aggiunto, "ha già investito 2,5 miliardi di euro.

 Ci eravamo impegnati ad acquistarne 131, ora il riesame del programma ci porta a ritenere perseguibile l'obiettivo di 90 velivoli, un terzo in meno".

 Il Gao (Government Accountability Office degli Stati Uniti d'America: un organo equiparabile alla nostra Corte dei Conti) riguardo gli F-35 dichiarò qualche mese fa: “Dopo oltre nove anni di progettazione e di sviluppo e altri quattro di produzione, il programma Jsf (Joint Strike Fighter, NdR) non ha ancora dimostrato di essere affidabile”. Acquisteremo 90 Caccia inaffidabili...

 Il taglio, comunque, ci sarà e riguarderà 41 unità: ma la "forbice" del Ministro - cooerentemente con la linea di "lacrime e sangue" adottata dal Governo - si abbatterà anche sul personale: oggi in Italia ci sono 183mila militari e 30mila civili nella Difesa, ma "occorre - ha spiegato Di Paola - scendere progressivamente verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità". Insomma: in tempi di crisi apparentemente anche la Difesa si avvia a tagliare risorse.

In realtà la guerra resta sempre un grande affare, come dimostrano gli investimenti in nuovi armamenti.

 Ad esempio, come ha rivelato L'Espresso "lo Stato Maggiore ha deciso in sordina l'acquisto dei nuovi 'semoventi da 155 millimetri' di Iveco e Finmeccanica. Pur avendone già 70 dello stesso calibro, mai usati". Perché mai utilizzati? Semplice: consumano troppo: si trovano fondi per costruirli, ma poi mancano per l'acquisto di carburante.

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domenica 10 ottobre 2010

colossale spreco per le missioni inutili



Turisti per spot , senza controllo. Sono i politici delle inutili e costosissime missioni. Uno spreco da 100 milioni all’anno con la fattucchiera Roberto Formigoni primatista tra i giramondo che dal 1995 ha guidato ben 49 delegazioni all’estero, da Calcutta ad Hanoi fino all’incontro con Fidel Castro. L’ultima missione, quella dell’expo di Shanghai ha coinvolto 600 politici tra assessori regionali, sindaci e consiglieri. Per uno di loro, l’assessore calabrese Antonio Caridi è stata “una vetrina imperdibile per il nostro artigianato artistico“.

Nel fitto reticolo di viaggi e delegazioni si trovano le imprese valdostane spola tra Torino e Dubai fin dal 2006 per promuovere inutilmente le bellezze della loro terra, esattamente come hanno fatto in Bielorussia e Giappone.
Governatori, assessori,consiglieri regionali comuni, province e università sono eternamente impegnate a girare il mondo senza sapere per quale utilità. La giunta piemontese, nel 2009 ha speso 267mila euro di trasferte e viaggi. I lombardi 440 mila, di cui 200 mila solo per Formigoni. Calcolando le missioni in regione i rimborsi salgono a 3,6 milioni.
In Liguria tra il 2006 e il 2007 sono stati spesi 2,8 milioni per missioni (comprese quelle dei dipendenti) i viaggi degli assessori (in Cina, Canada, Uruguay, Brasile e Russia) sono costati 400 mila euro. La ricca provincia autonoma di Trento nel 2005 ha speso 226 mila euro, 332 mila nel 2006 di cui 193 mila per acquistare 750 biglietti aerei ai dipendenti.

Campania, Lazio e Sicilia nel solo 2009 hanno speso 450 mila euro. Primatista tra i piccioni viaggiagori il deputato regionale Giuseppe Gennuso dell’Mpa, che ha trascorso 122 giorni fuori dalla Sicilia per 45 missioni istituzionali.
Mete preferite: Usa, Australia, Marocco, Miami Beach per Nino Strano, New York per il cuffariano Francesco Scoma nel 2006, (ex assessore nella sua giunta al Columbus day) per un progetto di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
La provincia di Siracusa intrattiene rapporti con l’Uzbekistan senza che dal paese asiatico la provincia siciliana abbia registrato l’arrivo di un solo visitatore. Nel 2007 la regione Sicilia ha speso 1,6 miliardi nonostante nell’isola i visitatori stranieri siano scesi dell’1,7% nel 2008 e addiritturea del 7% nel 2009.

Un mare di soldi spesi per assessori eternamente con le valigie e mai obbligati a esporre un bilancio delle loro spedizioni. Meno male che talvota ci pensano i magistrati a mettere il naso sulle spese a pie’ di lista. Gianluca Rinaldin, ras del Pdl a Como (rieletto a furor di popolo) è a processo per corruzione e truffa anche per viaggi in Brasile, Lapponia e New Jersey. Viaggiava molto l’ex assessore Piergianni Prosperini che ha patteggiato 3 anni e 5 mesi per corruzione: amava andare in Russia e in Eritrea, dove secondo i pm gestiva anche un traffico d’armi.
A Potenza è imputato l’ex presidente della commissione Lucani all’estero, Rocco Curcio, un passato nel Pci-Pds, rimasto in Australia 10 giorni in più a spese della regione.

Memorabile anche la “missione istituzionale” del 2005 dell’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono a Città del Messico per un convegno assieme all’allora compagna Cinzia Cracchi, in un villaggio turistico dello Yucatan. Finse di aver perso il biglietto e si fece rimborsare 1.480 euro per “indennità di missione”.
Recordman di spese in Emilia Giuseppe Villani, del Pdl, che ha speso 25mila euro per andare dall’Argentina al Cile e il socialista Paolo Zanca, 33 mila euro per puntate a New York, Taiwan, Zwolle, in Olanda, Rotenburg e Santiago. Il Cile è la meta preferita degli amministratori emiliani, presenti in delegazione anche nei giorni del terremoto. La consulta degli emiliani nel mondo, presieduta da Silvia Bartolini, negli ultimi 3 anni è costata quasi 3 milioni di euro.
L’affollata delegazione al Columbus Day di New York del 2004 per attrarre turisti ai Mondiali di Sci della Valtellina non ha portato visitatori dagli States. L’edizione 2008 dedicata a Cristoforo Colombo è costata ai contribuenti lombardi 170 mila euro.

Nichi Vendola è stato in Montenegro, Albania, Istria, Egitto, Macedonia, Bosnia esattamente come il governatore delle Marche Mario Spacca per il “rilancio adriatico”. Il molisano Michele Iorio adora gli Usa dove va l’annuale incontro di preghiera a Washington promosso da un’associazione conservatrice evangelica.
Margherita Cogo, assessore alla Cultura della provincia di Trento è stata a Parigi, Praga, San Pietroburgo e Pechino per promuovere museo di arte contemporanea di Rovereto.
L’assessore campano all’emigrazione Alfonsina De Felice è stata a Johannesburg e a New York per creare legami culturali. I

l gemellaggio tra gli ospedali di Tunisi e Vimercate benedetto da Antonella Maiolo, o il seminario alla “Scuola di studi politici di Mosca“, andato in scena nel giugno 2009 a Bari e a Matera alla presenza dei consiglieri lombardi del Pdl Enzo Lucchini e Giampiero Borghini, corona un andazzo per cui non esistono tetti di spesa e limiti al numero dei partecipanti.
A una missione in Catalogna della provincia di Trento hanno partecipato, nel 2007, 7 consiglieri che hanno speso 18 mila euro.

Potrei continuare ma mi fermo giusto per riflettere sull’inutilità di questi viaggi dei politici a carico dei contribuenti italiani senza coordinamento e senza logica, senza settorializzazione con Paesi potenzialmente rilevanti come partner economici.
In Italia tutti si muovono in ordine sparso, diversamente dai politici tedeschi. perché qui tutto fa “missione istituzionale”.

La Corte dei conti non sempre entra nelle valutazioni sull’utilità dei viaggi, tuttavia una sentenza del febbraio scorso condanna Lucio Multari, potente ex dirigente regionale campano che nel 2003 organizzò un viaggio al solito Columbus Day, facendo lievitare la spesa iniziale da 35 mila a 70 mila euro con ben 13 partecipanti, tra i quali anche il presidente del consiglio, Bruno Casamassa, dell’Udeur.
Nel 2008, la Corte dei conti ha condannato in appello 10 ex amministratori e funzionari del comune di Meda, assolti in primo grado: «Le attività di carattere internazionale, già intuitivamente richiedono una unitarietà di intenti e una visione strategica d’insieme, incompatibili con il livello comunale», motivano i giudici contabili, aggiungendo che «le stesse regioni devono passare per il necessario coordinamento statale». Dove erano andati gli assessori? Guarda caso, proprio a Shanghai.

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