Le Carte Parlanti

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domenica 18 agosto 2013

Lasciamo Berlusconi al suo destino e occupiamoci del paese.





A Giorgio Napolitano e alla Sinistra Italiana:

 NON NEL MIO NOME. 

Nessun salvacondotto a Berlusconi.

Perché la Legge è uguale per tutti e perché rispettare le 

sentenze è un dovere sancito dalla nostra Costituzione.

FIRMA QUI 


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Alessandra Daniele - ”La crisi sta finendo, e un anno se ne va”, prima dichiarazione ottimistica del governo in cerca di un alibi per mollare qualsiasi altra preoccupazione, e dedicarsi, con tutto il resto del parlamento e delle istituzioni, all’ imprescindibile compito per le vacanze: la ricerca d’un modo per salvare il culo flaccido d’un noto pregiudicato che ha frodato 280 milioni di euro al fisco, e creato un fondo nero col quale, presumibilmente, comprarsi puttane e senatori.

Salvarlo dall’orribile tortura di dover passare qualche mese ai domiciliari a palazzo Grazioli, o in una delle sue ville con vulcano, rinunciando a ricevere giornalmente altri noti pregiudicati per trattare altri acquisti di puttane e senatori.

Salvarlo da una breve quanto tardiva interdizione dai pubblici uffici, cioè dall’occasione unica di continuare comunque a occuparsi di pubblici uffici, in più atteggiandosi a Nelson Mandela Padano, a Dalai Lama buddaniere, vittima della crudele dittatura maoista del governo di larghe intese del quale è azionista di maggioranza. Salvarlo da un affidamento ai servizi sociali che trasformerebbe in una tournée elettorale, regalando dentiere alle vecchiette, e assumendo cocainomani, invece della solita cocaina, per inscenare quella filantropia da satrapo ruffano che ha sempre millantato.

Salvarlo per salvare il governo, che sta salvando gli italiani uno alla volta, cominciando da Berlusconi.

Salviamolo noi. Diamo al presidente Napolitano l’idea che sta cercando. Amnistia? No, Amnesia.

Che ogni notizia, ogni immagine, e ogni informazione riguardante Silvio Berlusconi vengano cancellate completamente e definitivamente da ogni archivio, pubblico e privato, da ogni documento, cartaceo ed elettronico, e da ogni memoria, sintetica e organiica.

Smagnetizziamo, smemoriamo, sparaflashiamo l’intero paese, l’intero pianeta se necessario.

Diamo a quest’uomo tanto a lungo perseguitato, ma ancona così giovane di spirito, la possibilità di ricominciare tutto da capo da zero, armato solo della sua lucidità, della sua cultura, e della sua onestà.

Diamo agli italiani la possibilità 
di occuparsi finalmente d’altro. 

da http://www.carmillaonline.com/2013/08/12/salvo-berlusconi/

La risposta dei bagnanti al passaggio degli aerei di forza italia


in galera

La risposta dei bagnanti al passaggio degli aerei di forza italia
leggi http://cipiri.blogspot.it/2013/08/la-risposta-dei-bagnanti-al-passaggio.html


Berlusconi ha distrutto il Paese Italia


Come ha distrutto il Paese Berlusconi
leggi  http://cipiri.blogspot.it/2013/08/berlusconi-ha-distrutto-il-paese-italia.html



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sabato 12 maggio 2012

Referendum in Sardegna: Vince il SI




 Referendum in Sardegna: Vince il SI
SE NE E' PARLATO POCO E NOI DICIAMO W I SARDI !!!

La Sardegna ha detto basta alla casta e agli enti inutili esprimendo con un chiaro SI ai referendum la voglia di cambiare, la speranza e che anche a livello nazionale si inizi togliere privilegi e dicasteri inutili, facendo in modo che anche la casta paghi per i disastri che hanno combinato con le loro politiche scellerate, e non sempre e solo chi lavora.

I risultati dello scrutinio dei dieci quesiti referendari nelle 1.826 sezioni.

Questi i dati in percentuale per ogni singolo quesito: Referendum n. 1 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di ”Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?) Si 96,94% – No 3,05%; Referendum n. 2 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di ”Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?) Si’ 97,60 – No 2,39; Referendum n. 3 (Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente ”La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n.4?) Si’ 97,71 – No 2,28; Referendum n. 4 (Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di ”Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?) Si’ 96,87 – No 3,12; Referendum n. 5 (Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province ”storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?) Si’ 65,98 – No 34,01; Referendum n. 6 (Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?) Si’ 94,42 – No 5,57; Referendum n. 7 (Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?) Si’ 96,85 – No 3,14; Referendum n. 8 (Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante ”Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?) Si’ 97,17 – No 2,82; Referendum n. 9 (Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?) Si’ 97,06 – No 2,93; Referendum n. 10 (Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?) Si’ 98,27 – No 1,72.


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ZEDDA STANGA LE SECONDE CASE SFITTE E I RICCHI



ZEDDA STANGA LE SECONDE 

CASE SFITTE E I RICCHI;

 TASSE RIDOTTE O TOLTE A PIU' POVERI. 

TAGLIATE AUTO BLU (DA 15 A 5) E SPESE FESTE

 

IL SINDACO DI CAGLIARI, Massimo Zedda...

Si è dimesso da consigliere regionale poche settimane prima di raggiungere il vitalizio, il suo stipendio è passato da 15000 a 3300euro, ha ridotto il numero di assessori da 13 a 10, ha ridotto da 14 a 4 le auto blu per sindaco e assessori, ha rinunciato all'abbonamento gratuito al teatro lirico (per poi comprarselo di tasca sua) e anche all'abbonamento gratuito allo stadio. Ed è sindaco da soli 5 mesi!! E' la politica che vogliamo!

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/zedda-stanga-le-seconde-case-sfitte-e-i.html



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giovedì 3 maggio 2012

Corrotti, ora basta



Corrotti, ora basta

La dura requisitoria

 dell’Europa

 nei confronti dell’Italia



 GRECO, acronimo di “Gruppo di Stati contro la corruzione”, è un gruppo di lavoro all’interno del Consiglio d’Europa, che si riunisce periodicamente a Strasburgo per aiutare gli Stati membri a lottare contro la corruzione, attraverso il rispetto delle norme europee sul contrasto al fenomeno e un processo di valutazione reciproca (peer review) tra gli Stati che ne fanno parte (attualmente sono 49 gli Stati membri: 48 Paesi europei e gli Stati Uniti d’America).


Attraverso le periodiche valutazioni, che nel GRECO hanno di volta in volta ad oggetto diversi aspetti dei fenomeni corruttivi, si identificano le lacune nella politica di lotta alla corruzione del Paese valutato e si stimolano gli Stati a realizzare riforme legislative, istituzionali ed anche di prassi che meglio aderiscano al dettato ed allo spirito della Convenzione penale sulla corruzione approvata il 27 gennaio 1999.
Tutti gli Stati che hanno ratificato la Convenzione automaticamente fanno parte del GRECO. L’Italia, pur non avendo ancora ratificato la Convenzione (e sono trascorsi oltre 13 anni), aderisce al GRECO in quanto ha partecipato alla sua elaborazione.

A partire dal 2000 si sono svolti tre cicli di valutazione aventi ad oggetto vari aspetti dell'applicazione della Convenzione penale sulla corruzione. Nell'ambito del terzo ciclo, l'Italia è stata valutata alla plenaria del GRECO svoltasi a Strasburgo dal 20 al 23 marzo 2012.
Nel prima parte del Report di valutazione, come scrive Guido Rossi editorialista de “Il Sole 24 Ore”, viene stilata nei confronti dell’Italia “una spietata requisitoria per la pessima legislazione sulla corruzione rispetto agli altri Paesi europei”, a cominciare dal fatto che ad oggi non ha ancora ratificato la Convenzione  del 1999 né il Protocollo aggiuntivo del 15 maggio 2003.

Nelle raccomandazioni finali di GRECO le autorità italiane sono invitate ad autorizzare il più presto possibile la pubblicazione del Report, possibilmente tradotto in lingua italiana. In altre parole, l’Europa si preoccupa che i cittadini italiani vengano a conoscenza dei ritardi e delle carenze della legislazione italiana. E la preoccupazione pare fondata, visto che nel sito internet del GRECO tutti i Report della terza valutazione sono pubblici, con l’eccezione di quelli relativi ad Italia e Russia.
La seconda parte del Report riguarda la trasparenza dei finanziamenti ai partiti, con raccomandazioni a “provvedere velocemente” vista la situazione italiana. Indicazione quanto mai attuale e necessaria, considerando anche quanto sta emergendo in questi giorni a proposito della gestione dei rimborsi elettorali di alcuni partiti italiani.
Tra l’altro da quest’anno per GRECO è iniziato il quarto ciclo di valutazione sulla prevenzione della corruzione nei confronti di membri del Parlamento, giudici e procuratori. Al momento non è ancora previsto quando l’Italia sarà sottoposta alla relativa valutazione, ma è già chiaro che anche di questo futuro Report l’Italia non potrà certamente vantarsi.

Secondo Guido Rossi per cominciare ad uscire dal “triangolo dell’illegalità” - costituito da corruzione, evasione fiscale e riciclaggio di denaro – l’Italia deve anzitutto ascoltare la voce degli imprenditori che si lamentano della concorrenza fatta da chi può disporre di soldi provenienti dalla criminalità organizzata, magari introducendo il reato di “concorrenza illegale”. Inoltre, occorre reintrodurre il reato di “falso in bilancio”, che anche l’OCSE considera strumento efficace di contrasto all’evasione fiscale. Infine, va ricordato che GRECO invita l’Italia ad esaminare in profondità la fattispecie della concussione e di provvedere adeguatamente: si tratta proprio di un reato sul quale le forze politiche stanno dibattendo e c’è chi propone di abolirlo. Anche in questo caso siamo in controtendenza, a tal punto che se l’Italia uscisse da GRECO, sarebbe – almeno questo – un segno di onestà e coerenza.

di Rocco Artifoni
http://www.liberainformazione.org/
 
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giovedì 24 novembre 2011

MALTEMPO : BASTA STRAGE DI INNOCENTI






MALTEMPO : BASTA STRAGE DI INNOCENTI

ESECUTIVO RIPRISTINI I FONDI PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

Sono vicino alle famiglie delle vittime del nubifragio avvenuto ieri nel Messinese e partecipe al loro dolore. Non è più possibile assistere senza far nulla a quest’ennesima strage degli innocenti dovuta all’irresponsabilità di coloro che si arricchiscono sulla pelle della gente. L’Italia continua a franare e i cittadini a morire anche per colpa di persone senza scrupoli che hanno costruito illegalmente ed abusivamente per anni in zone ad alto rischio . Chiediamo al ministro dell’Ambiente di intervenire e di rimediare all’enorme danno provocato dal precedente esecutivo che ha tagliato drasticamente i fondi contro il dissesto idrogeologico. Queste risorse vanno immediatamente ripristinate e occorre approntare urgentemente un piano organico per mettere in sicurezza il territorio nazionale. Piuttosto che pensare di buttare il denaro in grandi opere come il ponte sullo Stretto, si utilizzino i fondi per prevenire queste tragedie

 ...E PARLAVANO DI PONTE SULLO STRETTO
QUEI CRIMINALI....

"Non è più possibile assistere senza far nulla a quest’ennesima strage degli innocenti dovuta all’irresponsabilità di coloro che si arricchiscono sulla pelle della gente. L’Italia continua a franare e i cittadini a morire anche per colpa di persone senza scrupoli che hanno costruito illegalmente ed abusivamente per anni in zone ad alto rischio. Chiediamo al ministro dell’Ambiente di intervenire e di rimediare all’enorme danno provocato dal precedente esecutivo che ha tagliato drasticamente i fondi contro il dissesto idrogeologico. Queste risorse vanno immediatamente ripristinate e occorre approntare urgentemente un piano organico per mettere in sicurezza il territorio nazionale. Piuttosto che pensare di buttare il denaro in grandi opere come il ponte sullo Stretto, si utilizzino i fondi per prevenire queste tragedie"

Leoluca Orlando


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venerdì 4 marzo 2011

Basta guerre umanitarie: Libia

 Basta guerre umanitarie ,

Nessun soldato italiano in Libia



La Libia vive giorni drammatici.
Sia le forze popolari, che l'apparato di potere, appaiono divisi lungo linee geografiche e tribali in battaglia fra loro.
Il rischio è che i paesi occidentali strumentalizzino questo contesto, già di per se foriero di lutti e sofferenze, per giustificare l'ennesimo intervento militare.
L' Iraq e l' Afghanistan mostrano ogni giorno, in modo inequivocabile, come i cosiddetti "interventi umanitari" siano in realtà tappe di un progetto strategico finalizzato al controllo delle risorse (soprattutto energetiche).
Si tratta di vere e proprie guerre sanguinose, che il nostro Paese combatte in violazione della Costituzione e della volontà popolare, e che hanno portato ulteriori sofferenze a popolazioni già provate.
Non facciamoci coinvolgere in un altro intervento militare.
Non partecipiamo all'ennesima guerra illegale, e dalle conseguenze irreparabili.

http://www.giuliettochiesa.it

http://www.megachip.info


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giovedì 4 novembre 2010

SCORTA ALLE ESCORT .....BASTA



SCORTA ALLE ESCORT .....BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !



Totò - E io Pago




PARLANO GLI UOMINI DI SCORTA A BERLUSCONI.

FACCIAMO UN COPIA-INCOLLA DI QUESTO ARTICOLO DE "IL FATTO" IN QUANTO LO RITENIAMO UN ATTO DI DENUNCIA CIVILE.PER QUESTO VI INVITIAMO A PUBBLICARLO SULLE VOSTRE BACHECHE SUI VOSTRI BLOG,

TUTTI DEVONO SAPERE CHE UOMINI DELLE FORZE DELL'ORDINE SONO SOTTRATTI AI LORO COMPITI ISTITUZIONALI PER FARE DA "ACCOMPAGNATORI" ALLE PUTTANELLE DEL SULTANO, QUESTA SAREBBE LA POLITICA DELLA SICUREZZA PER NOI...

Lo sfogo della scorta: basta, non siamo Carabinieri per fare la guardia alle escort del premier


di Gianni Barbacetto

“Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.

“LE FESTE ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”.

“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.

“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.

“CI È CAPITATO di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.

“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.

“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

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COMMENTO CONDIVISO

però mi meraviglio che voi carabineiri e della scorta e alcuni vostri colleghi, non abbiano il timore di prendere a sprangate i cittadini onesti che a questo gioco alla vergogna e al massacro non ci stanno, e vanno in piazza per dire basta a questo marciumario schifoso che sta portando avanti berlusconi......vi indignate ma......?????
?????????


"Silvio 

mi diede 10 mila euro
 

e trovavamo pure

 la marjuana"

I verbali dei racconti di Nadia  ai magistrati di Palermo. Gli incontri ad Arcore e a Villa Certosa. "L'erba da fumare in Sardegna veniva trasportata con il jet privato del presidente". Tirato in ballo anche il sindaco di Parma.

Perla Genovesi mi presentò a Brunetta



PALERMO - "Lui diceva, "avanti la prossima". E qualche volta stavamo tutte insieme nella piscina dove veniva consumato il rapporto sessuale". Nadia Macrì, 27 anni compiuti il 7 aprile, era ormai sicura di poter raggiungere presto il suo sogno: entrare al Grande Fratello. Ai magistrati di Palermo ha raccontato: "Sono stata tre volte da Berlusconi, ma solo in due occasioni abbiamo avuto rapporti sessuali. Una volta in Sardegna e una volta ad Arcore. Per le prestazioni mi diede 10.000 euro ed altri piccoli regali. È accaduto nella Pasqua 2009, in Sardegna e nell'aprile 2010, ad Arcore. I soldi me li ha dati personalmente Berlusconi, in una busta".
Ha riempito quasi 300 pagine di verbale Nadia Macrì, ex cubista ed ex ragazza immagine a Milano, ex socia di un bar in via Giovanni XXIII a Reggio Emilia dall'insegna significativa, "Le veline". La sua vita cominciò a cambiare quasi per caso: "Ho conosciuto Lele Mora tramite un certo Federico, che ho incontrato per strada - racconta - Federico si occupa della sicurezza di Lele Mora". Così Nadia  si ritrovò nel bel mondo delle feste milanesi. "Ho lavorato anche per Mora", ha spiegato.

ISTIGAZIONE ALLA PROSTITUZIONE....
QUESTA RAGAZZA CON UN LAVORO DA PRECARIA I 10 MILA EURO NON LI AVREBBE GUADAGNATI
NEANCHE IN UN ANNO....
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domenica 2 agosto 2009

BASTA AMBIGUITA’, BASTA MENZOGNE

BASTA AMBIGUITA’, BASTA MENZOGNE


di Pina Picierno


Si può essere l’ avvocato di un boss condannato all’ergastolo per omicidio e contemporaneamente presidente della Commissione Giustizia? Si può essere presidente della Commissione d’Inchiesta sui rifiuti, traffico nel quale a primeggiare sono proprio i Casalesi, e dare spazio ad ombre e sospetti infamanti su un uomo che ha dedicato la vita alla lotta contro la camorra?

Si può essere un esponente delle Istituzioni e, a 5 anni dalla sentenza di Cassazione negare le motivazioni scritte nel processo per l’omicidio di Don Peppe Diana?

Si può, a 15 anni dall’omicidio di Don Diana, ascoltare le stesse tesi infamanti, riportate su alcuni giornali locali a breve distanza dalla morte del giovane sacerdote?

E’ possibile tollerare che in questo Paese la memoria venga costantemente coperta di una patina grigia che tutto rende indistinto: onesti e disonesti, verità e menzogna, sentenze e illazioni, istituzioni e fango?

Non ci sono dubbi sull’uccisione di Don Diana. Non lasciano dubbi la sentenza del processo, ma soprattutto le parole di condanna e di sfida alla Camorra contenute nel suo celebre scritto “Per amore del mio popolo non tacerò”. E non lasciano dubbi nemmeno le immagini e i volti delle centinaia di migliaia di persone che a Marzo di quest’anno sono scese in piazza a Napoli e Casal di Principe in memoria di Don Diana: studenti, scout, giovani impegnati contro le mafie, parenti delle vittime, associazioni, istituzioni.

Contro la cancellazione della memoria ci si deve ribellare, a maggior ragione quando i tentativi provengono da chi riveste incarichi istituzionali. Perdere la memoria è quanto di più grave può avvenire a una terra e a un popolo che deve ancora vincere la battaglia per liberarsi dalle mafie, dove uomini e donne, cittadini e istituzioni si impegnano tutti i giorni, spesso a rischio della vita, per raccontare di un’altra Campania, di una scelta possibile, di un’alternativa esistente.

La patina grigia dove tutto è uguale, tutto è indistinto, è quanto di più offensivo può essere pensato per tutti coloro che si sono schierati per la legalità, per la giustizia, per i diritti e per la libertà. Per mettere una distanza netta tra noi, i cittadini onesti, e loro, i camorristi, e combatterli con decisione.

Pecorella dovrebbe dimettersi per rispetto delle Istituzioni, per mettere lo Stato al riparo da ambiguità e menzogne.

Per tutti coloro che meritano una scelta tra noi e loro.E per amore di questa terra e di questo popolo, proprio come diceva Don Diana, noi non possiamo tacere.

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