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venerdì 6 luglio 2018

F35 e aumento delle spese militari, il M5S si allinea alla destra

Stando alle stime ufficiali della Difesa si tratterebbe di ulteriori 16 miliardi annui,   che sommati ai reali 23 attuali farebbero oltre 39 miliardi all’anno.   I dati si tradurebbero a più di 100 milioni al giorno.  Ma non siamo mica in Guerra, e se invece Destinassimo,   la metà ai Disoccupati ed al Mondo del Lavoro ?


Passati dai banchi dell’opposizione a quelli di governo
 i movimentisti dei 5 stelle sembrano aver cambiato idea
 su molte questioni in tema di Difesa. 
Con buona pace delle promesse da campagna elettorale.

Con il M5S si rischia di essere un po’ confusi. Giravolte, cambi d’idee e ripensamenti. Da quando sono andati al governo poi, la ‘schizofrenia’ sembra essere peggiorata. Prendiamo il caso degli F-35 gli aerei militari che il Movimento 5 Stelle ha da sempre osteggiato.

“Il programma F35 (i cacciabombardieri) è un programma fallimentare. Chi ci ha fatto entrare in questo programma dovrebbe essere preso a calci in culo”, diceva Alessandro Di Battista. Ma anche Manlio Di Stefano auspicava di chiudere “subito i contratti per gli F-35 ”; così come Tatiana Basilio che tuonava: “Riteniamo il programma degli F35 inutile e costoso”. Per non parlare del voto sulla piattaforma Rousseau che aveva promosso un piano per la riduzione delle spese militari, di riduzione delle missioni e per lo stop immeditao all’acquisto degli F35.

Passati dai banchi dell’opposizione a quelli di governo i movimentisti dei 5 stelle sembrano aver cambiato idea. A confermarlo le parole della ministra della Difesa Elisabetta Trenta che ha assicurato che non taglierà gli ordini degli F35, al massimo potrebbe allungare il piano d’acquisto. “È un programma che abbiamo ereditato e lo valuteremo», ha speigato Trenta, “considerando i vantaggi industriali e tecnologici per l’interesse nazionale”.

Ma non erano il male assoluto? O anche stavolta la differenza tra propaganda e realtà ha riportato tutti con i piedi per terra con buona pace degli elettori? A chiederselo anche il dem Francesco Russo: “Per 4 anni il M5S ci ha letteralmente insultato sul programma relativo agli F-35: “Corrotti, venduti alle lobby delle armi” tanto per citare, a memoria, due degli epiteti più ricorrenti. L’altro ieri il Ministro della Difesa Trenta (scelto dal M5S) ha confermato, in un’intervista l’acquisto degli F-35. Quindi delle due l’una: o i grillini sono corrotti e venduti alla lobby delle armi oppure per quattro anni hanno raccontato un sacco di bugie ai cittadini. A voi la scelta”.

Anche sulle spese militari il ‘cambiamento’ annunciato non c’è.
Anzi le spese militari, secondo il piano di Trenta dovrebbero aumentare. Lo ha detto lei stessa confermando che l’obiettivo è quello previsto dalla Nato di arrivare al 2% del prodotto interno lordo entro il 2024. Stando alle stime ufficiali della Difesa si tratterebbe di ulteriori 16 miliardi annui, che sommati ai reali 23 attuali farebbero oltre 39 miliardi all’anno. I dati, citati dagli studi del Sipri e dell’Osservatorio Millex, si tradurebbero a più di 100 milioni al giorno da spendere per la Difesa: dove troverà la Ministra le coperture?

Ma non siamo mica in Guerra, 
e se invece Destinassimo, 
la metà ai Disoccupati ed al Mondo del Lavoro ?


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martedì 9 febbraio 2016

Ancora guai per i caccia F35



Ancora guai per i caccia F35
Il jet della Lockheed Martin ancora al centro di problemi tecnici e impennate dei costi. Un’altra brutta notizia per il programma più costoso della storia dell’aviazione militare dopo la scoperta dei rischi per i piloti magri e i problemi al motore.

La maledizione non abbandona il supercaccia F35. Questa volta durante i test dell’aereo della Lockheed Martin è stato scoperto che i serbatoi del jet potrebbero perdere carburante per l’eccessiva pressione durante alcune manovre in volo. Il “potenziale a basso rischio” dell’ultimo guaio ai serbatoi è stato scoperto alla fine del 2015 durante i test ed è stato confermato da un portavoce per l'Ufficio del programma comune.

Con 154 velivoli consegnati fino ad oggi, e un altro anno di prove all’orizzonte, lo sviluppo del programma Jsf (il nome in codice di Joint strike fighter l’aereo più tecnologicamente avanzato al mondo) sin dal suo inizio è stato costellato di ritardi, correzioni costose e soluzioni alternative.

Per quanto riguarda il programma, è confermato che l'Italia acquisterà fino ad un massimo di 38 velivoli entro il 2020, ma ancora non ci sono novità, con il Governo che sta conducendo una “rivalutazione” sulla base delle mozioni parlamentari approvate a suo tempo che chiedevano il dimezzamento della spesa del programma. «Questo ennesimo rinnovo del contratto per sistemare uno dei numerosi problemi dimostra quanto dicevamo da tempo: il programma dei caccia F35 sembra essere disegnato e pensato più per le esigenze dell’industria delle armi che per le reali necessità delle aeronautiche militari dei paesi partner. Tutte le previsioni di spesa possibili saranno in costante lievitazione», attacca Francesco Vignarca della Rete disarmo.

I costi sono infatti lievitati senza sosta. La Royal Air Force, l’aeronautica militare del Regno Unito, ha svelato quanto spenderà per il supercaccia: oltre 2 miliardi e cento milioni di sterline, che in euro significa due miliardi e 750 milioni per avere il suo primo squadrone. Un reparto di 14 aerei dal costo di più di 200 milioni di euro l’uno, perché nella cifra elaborata dalla National Audit Office (Nao, l’organo che valuta la spesa pubblica per conto del Parlamento) viene conteggiato quanto lo stormo ha bisogno per il suo funzionamento: dell’acquisto degli aeroplani alle parti di ricambio principali, fino agli equipaggiamenti di supporto.

PROBLEMI SENZA FINE

Tutta la messa a punto del cacciabombardiere -  il programma più costoso e discusso del dopoguerra - è stata segnata da ostacoli, che derivano soprattutto dalla particolare progettazione con simulazioni 3D per ridurre costi ed evitare la costruzione di prototipi. Cifre stratosferiche con continue polemiche e rimpalli tra la Stati Uniti e gli otto partner coinvolti nel progetto: Regno Unito, Italia, Olanda, Canada, Turchia, Australia, Norvegia e Danimarca.

«Il Joint Office Program sta lavorando per accelerare il tempo per le correzioni e tutte le energie sono convogliate per risolvere ogni problema entro il 2017», ha spiegato il portavoce dell'Air Force Christopher Karns al magazine Defense News. La notizia del ritardo è un altro duro colpo al programma Joint Strike Fighter, che quest'anno prevede di arrivare di annunciare la variante F35A finalmente operativa.

Lavorare alacremente per far debuttare il jet da combattimento del futuro al Salone di Farnborough nel Regno Unito la prossima estate è l’obiettivo del colosso della difesa americano Lockheed Martin che sviluppa il caccia di quinta generazione. In imbarazzo per un programma con continui sforamenti dei costi e anni di ritardi, l'aereo è stato costretto a saltare la più importante vetrina internazionale già nel 2014 dopo un incendio del motore e la conseguente messa a terra della flotta.

Se il 2014 è stato l'anno dei problemi al motore (in un'ispezione di routine è emersa una “frattura” in una delle pale della turbina del reattore), l’anno successivo è stato segnato del seggiolino eiettabile. La questione ha perseguitato il Pentagono dalla scorsa estate, quando è emersa la preoccupazione per un aumento del rischio di lesioni al collo per i piloti. I test in corso avevano infatti evidenziato un alto pericolo quando il sedile viene espulso durante voli a bassa velocità e con piloti esili. Il sistema di razzi che orienta il lancio, in modo da evitare impatti con il velivolo e stabilizzare la caduta prima di aprire automaticamente il paracadute, fa cilecca se il peso dell'ufficiale è sotto i 62 chilogrammi.

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domenica 6 luglio 2014

F35: INUTILI, COSTOSI E INAFFIDABILI


Bidoni di lusso e di morte


F35: INUTILI, COSTOSI E INAFFIDABILI, MA LA CASTA DELLE GERAR­CHIE MILI­TARI E DEL BUSI­NESS DELLE ARMI NON SI TOCCA. RENZI DOVRÀ RISPONDERNE IN PARLAMENTO
 di Tommaso Di Francesco e Giulio Marcon
 (…) F35: inutili, costosi e inaffidabili, una vera déba­cle per l’industria mili­tare e la poli­tica estera Usa che ha impe­gnato e con­di­zio­nato molti paesi alleati ad acquistarli. Dopo l’approvazione delle mozioni par­la­men­tari del giu­gno del 2013 che chie­de­vano la sospen­sione di altri acqui­sti (deci­sione vio­lata dal governo nel set­tem­bre del 2013 e nel marzo del 2014: ora di F35 ne abbiamo 6 in pro­du­zione) il governo ha messo in atto una tattica dilatoria continua mentre il Con­si­glio Supremo di Difesa (Napolitano) ha detto al Par­la­mento di non intro­met­tersi troppo nelle scelte della difesa e soprat­tutto di non per­met­tersi 
di ridurre ecces­si­va­mente le spese mili­tari.
 (…) Con la inces­sante cre­scita delle spese, gli F35 sono una gal­lina dalle uova d’oro per la Loc­kheed — che ne è il capo­fila della pro­du­zione — e un sec­chio bucato per i governi che lo stanno pro­du­cendo ed acqui­stando. Negli Stati Uniti (e soprat­tutto negli altri paesi part­ner) se ne stanno accor­gendo, ma in Ita­lia la mini­stra Pinotti, troppo nella parte delle nostre gerar­chie mili­tari e delle lob­bies delle armi, fa finta di niente e, spal­leg­giata dal pre­si­dente Napo­li­tano e dal Con­si­glio Supremo della Difesa,
 con­ti­nua a nic­chiare e a spe­rare in tempi migliori.
 (…) E Renzi? Dopo i roboanti annunci (non veri­tieri) di qual­che gior­nale di un paio di mesi fa sui tagli degli F35, resta muto, silen­zio asso­luto. Nem­meno un tweet. Vuole com­bat­tere — così dice — tutte le caste. L’unica che non tocca è quella delle gerar­chie mili­tari e del busi­ness delle armi. Ma sta­volta dovrà rispon­derne ancora in Par­la­mento. Il pros­simo 29 luglio la Camera dei depu­tati discu­terà la nuova mozione che chiede lo stop agli F35. Un’occasione per mobi­li­tarsi e per por­tare allo sco­perto le con­trad­di­zioni di un governo che non cam­bia il verso delle spese mili­tari e del riarmo atlantico. 

dal manifesto  “Bidoni di lusso e di morte” 

Qui il testo integrale dell'articolo


 

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mercoledì 29 gennaio 2014

F-35: Crepe durante i voli di prova, velivoli poco affidabili


F-35: Crepe durante i voli di prova, velivoli poco affidabili 
I test condotti sui modelli Air Force e Marine Corps dei caccia
 hanno permesso di individuare "significative tracce" di cedimenti in cinque diverse occasioni.

I caccia F-35 non sono affidabili. Durante i test di resistenza condotti lo scorso anno sui velivoli caccia F35 si sono prodotte alcune crepe. A rivelarlo è stato il Pentagono, spiegando come i velivoli della Lockheed Martin Corp. non si siano dimostrati sufficientemente affidabili nei voli di addestramento effettuati.

I test condotti sui modelli Air Force e Marine Corps dei caccia hanno permesso di individuare “significative tracce” di crepe in cinque diverse occasioni in corrispondenza delle paratie della fusoliera, delle flange, dei rinforzi e supporti motori, tali da richiedere forse una nuova progettazione per alcune parti, stando ad un rapporto annuale messo a punto da Michael Gilmore, direttore del settore test operativi del Pentagono. Il rapporto diffuso quest’anno verrà valutato con particolare attenzione – si legge su Bloomberg – perché il Congresso proporrà di far salire a 42 il numero dei modelli da acquistare nell’anno fiscale 2015, contro i 29 di cui ha autorizzato l’acquisto quest’anno.

In Italia l’acquisto degli aerei militari ha scatenato forti polemiche politiche, soprattutto per la spesa milionaria che comporterebbe. Inoltre, già a gennaio erano emersi problemi tecnici per gli aerei: il software di missione non sarà pronto nella sua configurazione definitiva prima del luglio 2016.


La campagna “Taglia le ali alle armi” metti il tuo video


Una serie di video promossi dalla campagna “Taglia le ali alle armi” mostreranno tutte le contraddizioni della scelta di investire miliardi nei cacciabombardieri.

link : http://cipiri.blogspot.it/2013/11/links-la-campagna-taglia-le-ali-alle.html

PER QUESTO CHIEDIAMO AL GOVERNO DI NON PROCEDERE ALL’ACQUISTO DEI 131 CACCIABOMBARDIERI F35 E DESTINARE I FONDI RISPARMIATI ALLA GARANZIA DEI DIRITTI DEI PIU’ DEBOLI ED ALLO SVILUPPO DEL PAESEinvestendo sulla società, l'ambiente, il lavoro e la solidarietà internazionale.

Al termine mobilitazione porteremo al Governo tutte le firme raccolte a sostegno di questo appello

Promotori: Campagna Sbilanciamoci! - Rete Italiana per il Disarmo - Tavola della Pace

Rilanciano e sostengono: GrilloNEWS - Unimondo - Science for Peace


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sabato 11 gennaio 2014

Governo Italiano: Fermate l'acquisto degli F35


Governo Italiano: Fermate l'acquisto degli F35!!!

Il paese è in ginocchio, i cittadini si suicidano e tutti stanno facendo sacrifici per tirare avanti. Abbiamo bisogno di risorse da destinare alle famiglie in difficoltà e per rilanciare l'economia, non possiamo comprare questi caccia e sopratutto non possiamo permetterci di mantenerli (manutenzione, adeguamento porta aerei, armamenti....etc.). Destiniamo queste risorse a qualcosa di veramente utile!

To: On. Enrico Letta, Presidente del Consiglio Fermate l'acquisto degli F35!!! Il paese è in ginocchio, i cittadini si suicidano e tutti stanno facendo sacrifici per tirare avanti. Abbiamo bisogno di risorse da destinare alle famiglie in difficoltà e per rilanciare l'economia, non possiamo comprare questi caccia e sopratutto non possiamo permetterci di mantenerli (manutenzione, adeguamento porta aerei, armamenti....etc.). Destiniamo queste...

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giovedì 4 luglio 2013

F35 : Europa emblema di pacifismo


Gli F35 e l'Europa

"C'è da domandarsi cosa servono 27 aviazioni con aerei supersonici, 27 marine militari dotate di sottomarini e portaerei, 27 forze armate di terra con carri armati e missili, 
in un continente che si offre al mondo come emblema di pacifismo.
 Il costo complessivo di questi eserciti è stimato intorno ai 300 miliardi di euro l'anno." 

*Umberto Veronesi*

C'è da domandarsi anche questo. Gli F35 sono cacciabombardieri costruiti in base ad un accordo di cooperazione tra nove Paesi: Usa, Italia, Regno Unito, Turchia, Olanda, Canada, Australia, Danimarca e Norvegia. Come mai mancano la Germania e la Francia che in questa Europa dei 27 eserciti non sono proprio i lumicini di coda?

Italia

Non c’era nessuna sospensione del programma di acquisto degli F-35 nella mozione approvata alla Camera, a differenza di quanto allora sostenuto dalla maggioranza. Questo è il punto.
Il Consiglio Supremo di Difesa ribadisce quanto già sostenuto da Sel durante le votazioni delle mozioni alla Camera: quella legge non è vincolante e, contrariamente a quanto affermato, non trasforma “la facoltà di indirizzo del Parlamento” in diritto di veto sulle decisioni del governo in merito alla qualità e alla quantità degli armamenti.
Con la nostra mozione, il Parlamento avrebbe sospeso in via definitiva l’acquisizione degli F-35. Ci auguriamo che al Senato venga approvata la mozione presentata da Sel, o quella analoga del senatore Pd Casson, per porre, una volta per tutte, la parola FINE alla partecipazione dell’Italia a quel programma sciagurato.

Il voto finale del Senato è tra 3 giorni:

firma ora questa petizione

urgente a parlamentari e politici chiave come Renzi ed Epifani 

e condividila con tutti.

Se arriveremo a 100.000 firme Avaaz porterà le nostre voci

 dentro al Senato

 tramite parlamentari chiave proprio prima del voto: 



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