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giovedì 27 settembre 2012

MADRID: CARICHE E PROIETTILI DI GOMMA CONTRO GLI INDIGNADOS


MADRID CARICHE E PROIETTILI DI GOMMA CONTRO GLI
INDIGNADOS CHE CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL GOVERNO , VOGLIONO STANARE I TOPI DAL PARLAMENTO E UNA NUOVA COSTITUENTE -
1.300 MERCENARI FERMANO 10.000 INDGNADOS
Gli Indignados radunati nei pressi delle Cortes sono diverse migliaia, oltre 10mila per gli organizzatori, seimila per le autorità, e manifestano ininterrottamente dal tardo pomeriggio invoca

ndo le «dimissioni del governo». La folla è circondata da un folto spiegamento di forze dell'ordine, oltre 1.300 agenti in assetto antisommossa. I manifestanti chiedono il «salvataggio» della democrazia «sequestrata» dai politici e una nuova Costituzione. Contestate soprattutto le misure di austerity disposte dall'esecutivo Rajoy, che vanno a colpire soprattutto le classi più esposte.

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 L’urlo unico del popolo spagnolo si leva ininterrottamente per tutta la notte: “Dimissioni!”.
Migliaia di Indignados hanno ieri circondato il Parlamento, tentando di rompere il cordone di sicurezza imposto dalle autorità. Nella carica sono rimaste ferite più di sessanta persone tra manifestanti e forze dell’ordine e al momento 28 sono state arrestate.
La manifestazione è iniziata pacificamente nel primo pomeriggio, ma già alle 19.00 la situazione in Plaza Neptuno è degenerata.
Sono stati lanciati oggetti e la calca ha iniziato a spingere per oltrepassare le barriere di ferro che dividono la piazza dall’entrata alla Camera.
Organizzatore e coordinatore della protesta è il movimento 25-S intenzionato a dare una dimostrazione simbolica della volontà delle persone di circondare il Parlamento perché ritorni alle dipendenze della democrazia popolare. Per i manifestanti le decisioni del Parlamento non tengono in considerazione le necessità della popolazione mentre garantiscono il via libera alle speculazioni finanziarie.
I tagli del Governo spagnolo si sono infatti concentrati su pensioni, stipendi e aiuti sociali, mentre la disoccupazione è arrivata al 25%. Come se non bastasse un altro problema interno preoccupa il destino della Spagna: la Catalogna, regione al sud del Paese la cui voce indipendentista non si è mai sopita, preme per un suo distacco e probabilmente la decisione verrà presa nell’ambito di votazioni anticipate del 25 novembre.

POLIZIA PICCHIA UN LORO INFILTRATO!!! - MADRID 26 settembre 2012
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Ecco la prova che i poliziotti usano infiltrati in borghese per creare casino!!! e sono poi quelli che danno fuoco ai negozi e alle auto per far sì che i telerincoglioniti che guardano la TV di potere, credano che i manifestanti siano tutti dei pazzi esaltati! ECCOVI LA PROVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!! Diffondetela!!!! siete autorizzati a copiare questo video sul vostro canaleeee!!!!
http://politica.elpais.com/politica/2012/09/24/actualidad/1348515446_560081.html

diretta video http://elpais.com/politica/2012/09/24/actualidad/1348515446_560081.html

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domenica 13 maggio 2012

Più di 200.000 Spagnoli sono scesi in piazza nella loro capitale

Spagna, tornano gli indignados

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 Gli indignados non "tornano".. ci sono sempre stati !
Più di 200.000 di Spagnoli sono scesi in piazza nella loro capitale. A Roma 30 persone hanno fatto una specie di presidio. Tutt'ora gli Spagnoli sono in Piazza: http://politica.elpais.com/
especiales/2012/
aniversario-15m/?autoplay=1

elpais.com
Sigue en directo la retransmisión del aniversario del #15m un año después de las movilizaciones y los actos de protesta con EL PAÍS.



Puerta del Sol, Madrid, Spagna. Il Movimento del 15 maggio, gli indignados, un anno dopo torna in piazza.

► Aggiornamenti live su Twitter: http://bit.ly/Kd2kwf

► Streaming audio da la Puerta del Sol: http://bit.ly/Kd1ek0

► Streaming video 1: http://bit.ly/KXWxXP

► Streaming video 2 (El Pais): http://bit.ly/K5uQLT

► Diretta di Factoría TV e Canal 33: http://bit.ly/Juc2sQ

Altre info sulla pagina Democracia real YA.


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giovedì 6 ottobre 2011

Indignados , Usa , a Wall street si canta Bella Ciao





Indignados 
Usa
a Wall street si canta Bella Ciao
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Diecimila mila, o forse 30 mila. Comunque in tantissimi hanno marciato ieri sera dallo Zuccotti Park fino a Wall Street. Ma quando, giunti a destinazione, alcuni dimostranti hanno cercato di forzare le barriere a protezione della borsa di New York la polizia ha utilizzato gas urticanti per disperdere i manifestanti e sono cominciati gli scontri. Così, alle nove della sera (le tre del mattino italiane) si è conclusa la marcia degli indignados statunitensi: i manifestanti circondati (tra loro anche Michael Moore) e molti di loro portati via. Almeno diciotto gi arresti.
Occupy Wall Street, racconta da twitter che molti dei manifestanti sono tornati allo Zuccotti Park, il campo base della protesta. Ma da twitter si conoscono anche gli slogan urlati e e cantati dai manifestanti. Su tutti "we are the 99 percent" (noi siamo il 99%) e "this is what democracy looks like" (questa è la faccia della democrazia). Ma tra le canzoni, certamente ha spiccato la versione strumentale della banda dei dimostranti di "Bella ciao".

Gli Indignati si preparano a scendere in piazza anche oltreoceano. Dopo Grecia, Spagna, Islanda e Israele (in Italia debutteranno il 10 settembre a Roma), il 17 settembre sarà il turno degli Stati Uniti. Il luogo scelto per la prima protesta è più che simbolico: Wall Street, la strada in cui ha sede la borsa di New York. L'appello alla mobilitazione, lanciato a luglio dallo storico collettivo di 'artivisti' no-global di Adbusters e rilanciato il mese scorso dagli 'hacktivisti' di Anonymous, punta niente di meno che a 'occupare Wall Street' con una tendopoli permanente presidiata da ventimila manifestanti decisi a resistere, pacificamente, a ogni tentativo di sgombero. Una protesta che si presenta esplicitamente come 'rivoluzionaria' e continuatrice del movimento antiglobalizzazione nato alla fine degli anni '90.
"In questo momento storico - si legge nell'appello del 'Culture Jammers HQ' di Adbusters - la tattica rivoluzionaria sta attraversando un cambiamento che fa sperare bene per il futuro. Lo spirito di questa nuova tattica, una fusione tra Piazza Tahrir e gli 'acampados' di Spagna, è ben espresso da queste parole: 'Il movimento antiglobalizzazione è stato il primo passo lungo questa strada. All'epoca il nostro modello era attaccare il sistema come un branco di lupi. C'era un maschio alfa, un lupo che guidava il gruppo, e altri che seguivano. Ora il modello si è evoluto. Oggi siamo un grande sciame di persone' (Raimundo Viejo, Università Pompeu Fabra, Barcellona)".
Concetti ribaditi anche nel massaggio di adesione di Anonymous: "L'occupazione di Wall Street potrà essere un momento di rottura politica come è accaduto con le prime proteste in Egitto, oppure, come in Spagna, segnerà l'inizio di un processo di democrazia diretta per la costruzione di un nuovo movimento per la giustizia sociale. Ripartiamo da dove i primi no-global si sono fermati, facendo fiorire un nuovo movimento di movimenti".
"È giunta l'ora di dispiegare questa strategia emergente - continua l'appello originario di Adbusters - contro il più grande corruttore della nostra democrazia: Wall Street, la Gomorra finanziaria d'America. Il 17 settembre vogliamo vedere 20mila persone riversarsi a Lower Manhattan, tirare su tende, cucine, barricate pacifiche e occupare Wall Street per qualche mese. Una volta lì, ribadiremo incessantemente un'unica, semplice, rivendicazione in una pluralità di voci. Chiederemo a Barack Obama di istituire una commissione presidenziale incaricata di porre fine all'influenza esercitata dal denaro sui nostri rappresentanti a Washington. È tempo di democrazia e non corporatocrazia, o per noi sarà la fine".
"Se sapremo tenere duro, ventimila volte forti, una settimana dopo l'altra, contro ogni tentativo della polizia e della Guardia Nazionale di cacciarci da Wall Street, Obama non potrà ignorarci. Il nostro governo sarà costretto a scegliere pubblicamente tra la volontà del popolo e le corporation che lucrano. Potrebbe essere l'inizio di una dinamica sociale del tutto nuova in America, una spanna sopra il movimento Tea Party, dove invece di finire prede inermi dall'attuale struttura di potere noi, il popolo, iniziamo a prenderci ciò che vogliamo".
Le richieste in cui si articola la generica domanda di 'separazione tra denaro e politica', attualmente sottoposte a un sondaggio online su Facebook, sono il divieto per le corporation di finanziare la politica, una rigida tassazione sui loro profitti, un sistema fiscale fortemente progressivo, il controllo comunitario delle economie locali, un nuovo 'New Deal' di riforme economiche e sociali per stimolare l'economia.
"'Occupa Wall Street' - si legge su uno dei due siti l sito dell'iniziativa - è un movimento di resistenza 'open source', senza leader, fatto di persone di ogni colore, sesso e ideologia politica. L'unica cosa che tutti abbiamo in comune è che siamo il 99 per cento che non tollererà più l'avidità e la corruzione dell'uno per cento. Dopo l'appello di Adbusters, molte persone in tutto il Paese hanno aderito all'organizzazione di questo evento, come l'Assemblea Popolare di New York, U.S. Day of Rage e altri, impegnati a pianificare altre occupazioni simili nel prossimo futuro, come quella di Freedom Square a Washington organizzata da Ottobre2011 per il 6 ottobre" (in occasione del decennale dell'invasione dell'Afghanistan).
E ancora: "Il popolo sovrano di ogni nazione ha il potere, il diritto e il dovere di guidare il destino della sua nazione. Perché occupare Wall Street? Perché ci appartiene, perché perché noi possiamo (because we can)!"
"Se riusciremo a dosare bene nonviolenza, tenacia e furbizia strategica, l'S17 (17 settembre, ndr) potrebbe essere l'inizio della rivoluzione globale che tutti noi sogniamo da tanto tempo... Sarebbe bello".
Enrico Piovesana

http://it.peacereporter.net/articolo/30285/Indignati+Usa%3A+Occupiamo+Wall+Street!


Gli indignati occupano Wall Street


The resistance continues at Liberty Square and Nationwide!



USA: 700 ARRESTI A NEW YORK. REPRESSIONE A WALL STREET. DIRETTA VIDEO

Annunciata ed eseguita la repressione nei confronti del movimento che da settimane occupa la piazza simbolo della finanza mondiale. Circa 700 persone sono state arrestate a New York. Le forze di polizia sono intervenute quando i dimostranti hanno bloccato il traffico sul ponte di Brooklyn e hanno cercato di dar vita a un corteo. La protesta del movimento Occupy Wall Street va avanti da due settimane e si sta estendendo anche in altre città statunientsi. A New York City circa 2.000 manifestanti hanno installato il loro quartier generale a Zuccotti Park, tra la Broadway e Liberty Street, non lontano dai grattacieli di Wall Street. E hanno intenzione di rimanerci per mesi. Da lì, verso le 15.30 ora locale, si sono mossi in direzione del ponte di Brooklyn, distante circa quattro chilometri. Una marcia con cui hanno voluto, tra l’altro, sostenere il movimento SlutWalk contro gli abusi sessuali sulle donne.

SEGUI LA DIRETTA VIDEO
 http://www.livestream.com/globalrevolution

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IMAGO 

Termine introdotto da C.G. Jung (1875-1961), con riferimento a un’Imago ‘materna’, ‘paterna’, ‘fraterna’ e divenuto di uso comune in psicanalisi. Caratterizzata come ‘rappresentazione o immagine inconscia’, l’Imago è piuttosto uno schema immaginario, un prototipo inconscio che orienta in maniera specifica il modo in cui il soggetto percepisce l’altro, ne orienta cioè le proiezioni. Formatasi sulla base delle prime relazioni del bambino con l’ambiente familiare, l’Imago non va peraltro considerata come correlato di figure reali, ma presenta carattere fantasmatico; così a un’Imago genitoriale minacciosa e terribile possono corrispondere genitori reali estremamente miti...leggi tutto -

 Pagina delle IMAGO 

 http://mundimago.org/imago.html





Le 12 costellazioni dello Zodiaco, che si trovano lungo l'eclittica, 
e vengono quindi percorse dal Sole nel suo moto apparente sulla volta celeste durante l'anno ...QUI - http://www.mundimago.org/costellazioni.html



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giovedì 18 agosto 2011

Cile, rivolta studentesca degli indignados




Cile
rivolta studentesca degli indignados



Cile, rivolta studentesca degli indignados


Santiago del Cile – Una rivolta così non si vedeva dai tempi di Pinochet. Sono giorni e settimane calde quelle che si stanno vivendo in Cile. Negli ultimi tre mesi si sono registrate ben 9 mobilitazioni: a scendere in piazza sono gli studenti, stanchi di un sistema scolastico esclusivo ed elitario. Stufi di veder puntualmente frustrate e disattese le proprie richieste. Ma il malcontento degli indignados si sta allargando a macchia d’olio ad altri settori della società: nel mirino c’è sempre l’operato del reazionario e conservatore governo Piñera.

La rivolta studentesca



I rapporti fra studenti e governo sono tesi da sempre. Ma da quando è salito al potere il conservatore Sebastián Piñera la situazione è peggiorata. I giovani cileni chiedono da tempo un sistema educativo aperto a tutti e democratico, ma Palácio de La Moneda risponde picche. Anzi, inasprisce gli animi. Ad inizio luglio, il presidente ha annunciato la creazione di un fondo di 4mila milioni di dollari (pari a 2797 milioni di euro) per migliorare il sistema educativo, ma nella stessa proposta ha inserito il Gran Acuerdo Nacional por la Educación - l’accordo Gane -, i cui capisaldi avrebbero dovuto essere migliorare la qualità, l’accesso e il finanziamento dell’educazione superiore. Un correttivo palesemente insufficiente per un sistema ‘marcio’ dalle fondamenta. La diseguaglianza tra settore pubblico e privato, anche dopo questa manovra, rimarrebbe comunque abissale: le agevolazioni bancarie per gli universitari sono pressoché nulle, i trasporti carissimi e mal regolati, le municipalità hanno a disposizione fondi insufficienti per le scuole superiori mentre le scuole private non sembrano conoscere crisi.  Un male figlio della massiccia privatizzazione del settore, da sempre sponsorizzata dalla classe dirigente.

La mossa del governo si è tramutata nella classica goccia che fa traboccare il vaso, e così gli studenti, che sinora hanno ottenuto solamente le dimissioni del ministro dell’Istruzione Joaquín Lavín, sono scesi in piazza. O almeno ci hanno provato, visto che le forze dell’ordine hanno impedito che i giovani sfilassero per le vie cittadine con una marcia non autorizzata. Così, il 5 agosto scorso è scoppiata una vera a propria guerriglia in molti angoli del paese. 874 arresti e 90 carabinieri contusi è il bilancio della rivolta che ha paralizzato la capitale e coinvolto diverse città del Cile.

“Il comportamento del governo è stato inaccettabile – ha dichiarato Camila Vallejo, presidente della Fech, federazione studentesca cilena – e assolutamente in linea con le minacce continue a cui siamo sottoposti. Ho ricevuto minacce ripetute, chiamate al telefono di casa, con avvertimenti che mi avrebbero picchiata. Sono gruppi dichiaratamente di destra. È preoccupante e sento che in qualche modo stanno tartassando tutto il movimento, concentrandosi in particolare su di me“. E per spiegare le ragioni del malcontento aggiunge: “Riteniamo necessario che oggi il Governo riconsideri nuove misure concrete che permettano al Cile di arrivare a un sistema realmente più democratico, a carico dello Stato, gratuito e di qualità. Il Governo deve organizzarsi per dare una risposta concreta a queste esigenze, cosa che non ha fatto. E come se non bastasse il ministero dell’Interno osa reagire in modi assolutamente inaccettabili. Ha messo sotto assedio il centro di Santiago,violando diritti costituzionali come la libertà di riunione, di associazione, di transito negli spazi pubblici. È preoccupante“.

Il ritorno del “cacerolazo”



Le dichiarazioni della Vallejo esprimono un sentimento diffuso in ampi strati della società cilena. Il malcontento, infatti, si spinge al di là della ‘semplice’ rivolta studentesca: una simile mobilitazione non si vedeva da decenni. La gente è scesa in piazza sbattendo pentole e padelle, rispolverando il cacerolazo (da caserola, pentola), la forma di protesta che Argentina e Cile hanno imparato durante gli anni bui della dittatura. Giorni fa, gli autisti di autobus del trasporto pubblico hanno incrociato le braccia per un’ora e, spontaneamente, coloro che aspettavano alla stazione di partenza, hanno occupato la strada. Un gruppo di tassisti, per protesta contro l’aumento del prezzo dei carburanti, ha bloccato varie strade in varie città. I lavoratori delle due principali imprese minerarie del Paese si sono fermati senza autorizzazione per uno sciopero, chiedendo aumenti salariali, approfittando dell’aumento del prezzo del rame sui mercati mondiali.

Il clima instaurato dal governo destrorso, salito al potere grazie alle divisioni interne della Concertatión, sta soffocando il paese e allargando il gap già ampio tra il ceto medio-basso e l’elite. Il movimento di protesta si sta estendendo in dimensioni e natura delle richieste. Tra queste, sono entrate nell’agenda dei contestatori anche la ri-nazionalizzazione del rame e la riforma del trasporto pubblico nella capitale Santiago



http://www.mondoliberonline.it/cile-rivolta-studenti-indignados/5874/

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sabato 2 luglio 2011

Spagna, il governo cede agli Indignados



Il governo spagnolo del premier socialista Josè Luis Zapatero cede alle richieste degli Indignados e adotta nuove norme di protezione delle famiglie che a causa della crisi non sono più in grado di pagare il mutuo della casa, uno dei cavalli di battaglia del movimento di protesta.
Il vicepremier Alfredo Rubalcaba ha annunciato l'adozione di un decreto con il quale viene aumentata la parte di redditi mensili di una famiglia che non può essere sottoposta a prelievo obbligatorio per pagare alle banche il resto del mutuo dopo il sequestro della casa. Il reddito minimo che non potrà essere toccato è stato portato da 700 a 961 euro, e a 1350 euro se vi sono almeno due persone a carico. Il governo Zapatero ha inoltre deciso che in caso di messa all'asta della casa, per il mancato pagamento del mutuo, non potrà essere ceduta a meno del 60% del prezzo iniziale (contro il 50% finora).
Il movimento degli Indignados, attivo da metà maggio, combatte le espulsioni di famiglie che a causa della crisi non sono più in grado di pagare i mutui di casa. I giovani del movimento “Democracia Real Ya!” hanno impedito diverse espulsioni in particolare a Madrid. Gli Indignados denunciano fra l'altro la corruzione della politica e la collusione con i banchieri e indicano come esempio da seguire la “rivoluzione islandese”.
In Islanda la popolazione si è infatti opposta per referendum al trasferimento allo Stato dei debiti delle banche.

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