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sabato 2 aprile 2016

Italia : gli Imprenditori dichiarano MENO dei Dipendenti



I DIPENDENTI DICHIARANO PIU’ DEGLI IMPRENDITORI!
I PRIMI 20.520 EURO, I SECONDI 18.280… IL REDDITO MEDIO SALE DI 250 EURO!
Sono solo 424 mila i contribuenti italiani che dichiarano al fisco un reddito superiore ai 100 mila euro: si tratta dell’1,04 per cento dell’intera platea.
Se ci si limita ai supericchi, sopra i 300 mila euro, l’aria si fa ancora più rarefatta: un gruppo di soli 31.700 soggetti, pari allo 0,1% della popolazione fiscale che, venendo allo scoperto, si fa carico anche di pagare il contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito eccedente.
Se si scende più in basso la sensazione è sempre che non tutto emerga: a conti fatti solo il 4% degli italiani dichiara più di 50 mila euro e si accolla il 35% del gettito dell’Irpef.
Un’Italia con un forte sospetto di evasione (del resto è di 90 miliardi all’anno) ma anche segnata da redditi polarizzati.
La gran massa degli italiani, circa 40,7 milioni galleggia su un dichiarato medio di 20.320 euro, 250 euro in più sull’anno precedente.
Per avere la percezione chiara delle disparità basti pensare che la metà dei contribuenti non supera i 16.430 euro di reddito dichiarato.
E’ questa la fotografia che giunge dal Dipartimento delle Finanze del Mef 
relativa all’anno d’imposta 2014.



L’indagine rileva per la prima volta anche l’impatto degli 80 euro (da maggio del 2014) sull’Irpef che ha visto un calo dell’imposta netta del 4 per cento: gli aventi diritto sono stati 11,3 milioni per un importo di 6,1 milioni e un ammontare medio di 540 euro.
Dal rapporto emerge anche la classifica di chi dichiara di più e chi dichiara di meno e lascia spazio a polemiche e rivendicazioni soprattutto nel campo del popolo delle partite Iva dove ci sono professionisti, artigiani e commercianti. In testa ci sono i lavoratori autonomi (professionisti e consulenti non tenuti ad iscriversi al Registro delle imprese della Camera di commercio) che dichiarano 35.570 euro, seguiti dal gran gruppo del lavoro dipendente che si attesta a 20.520 euro, più in basso i pensionati con 16.700 euro.
E i titolari di ditte individuali (commercianti e artigiani), definiti fiscalmente imprenditori perché iscritti al Registro delle imprese della Camera di commercio?
Dichiarano meno dei loro «colleghi» autonomi (con i quali condividono l’obbligo della partita Iva), poco più dei pensionati e meno dei lavoratori dipendenti, cioè 18.280 euro.
Bisogna tuttavia osservare – come sottolinea il Tesoro nella nota – che questa categoria nella maggior parte dei casi non ha personale alle proprie dipendenze.
Va inoltre sottolineato che il reddito di 18.282 è una media tra i titolari di imprese individuali in contabilità ordinaria (circa 31.240 euro) e quelle in contabilità semplificata che per definizione hanno un reddito più basso (17.100 euro).
Resta comunque il fatto che commercianti e artigiani, cioè gli imprenditori individuali, dichiarano meno degli autonomi e dei dipendenti.
Per conoscere le stime degli imprenditori individuali che sono anche datori di lavoro (circa 600 mila) bisognerà attendere i dati di maggio: in base alle stime già note del 2013 costoro dichiarano un reddito di 31.612 euro contro i 10.685 dei propri dipendenti.


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domenica 5 aprile 2015

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venerdì 25 aprile 2014

Italia è Meno Libera del Ghana





L’Italia è “meno libera” del Ghana

Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro… “Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare


Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro…

“Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare la libertà di un paese? Su Slate Magazine vengono riassunti gli indicatori che nel corso del tempo gli organismi di analisi hanno elaborato per calcolare il grado di libertà – appunto – che ogni paese garantisce ai suoi cittadini. Perchè è proprio questo, il problema: per calcolare una quantità serve un metro. E stabilire quale è la misura della libertà non è sempre facile.

ANALISI – Sono molte le organizzazioni di analisi, i centri di ricerca indipendenti spesso collegati con l’una o l’altra parte politica che si sono impegnati per stabilire quanto e in che modo un paese possa definirsi libero. La libertà è un concetto abbastanza inafferrabile, ma molte organizzazioni (principalmente think tanks) sono usciti con parecchi possibili criteri per caratterizzarla – partendo dalla trasparenza nel governo, fino alle elezioni libere, le tariffe fissate o la disponibilità di droghe. E c’è anche qualcuno che ha persino elaborato un meta-indice che permette ai visitatori di pesare le libertà che per l’utente sono le più importanti, generando poi una lista di paesi dal più al meno libero sulla base di questi parametri.

AMERICA – Una user-generated liberty chart, insomma, una classifica voluta e creata dall’utente che stabilisce quali criteri sono più importanti. La rivista di politica e commento sull’attualità ha così facile gioco a riassumere i parametri, incentrati ovviamente sull’analisi della società americana. Uno studio ampiamente citato, il report di Freedom of the World, calcola 194 paesi e 14 territori, ognuno di essi totalizza un punteggio su una scala da 1 (libero) a 7 (non libero), basato sulla operatività dei diritti politici (come le libere elezioni) e le libertà civili (come la libertà d’associazione). Per il 2010. gli Stati Uniti sono stati una delle 48 nazioni a ricevere un 1 sia nei diritti politici che nelle libertà civili. Ma dentro la corte dei privilegiati, sono caduti dietro stati come le Barbados, il Portogallo e l’Uruguay. Pesa l’impossibilità di estirpare completamente la corruzione nel governo, problemi nella macchina del voto, e la mancata soluzione dei magheggi del congressi. Siamo anche stati declassati per avere un più alto tasso di incarcerazioni rispetto ad ogni altra democrazia – e perchè il nostro sistema di giustizia è largamente percepito come sostanzialmente razzista, visto lo sproporzionato numero di neri e di latinos che riempiono le nostre prigioni.

E l’Italia, come sta messa?

ITALIA – Ha sempre fatto rumore il mancato inserimento dell’Italia all’interno delle parti alte delle classifiche dei “paesi buoni” in termini di libertà e qualità della vita. Secondo gli indici che presenta Slate Magazine, come sta messo il BelPaese? Secondo l’indice di libertà di stampa di Reporters Sans Frontieres, che misura ovviamente la qualità del lavoro dei giornalisti e il tasso di censura, l’Italia – ma si sapeva – rimane inchiodata al 40mo posto dietro a giganti dello sviluppo e della democrazia come il Burkina Faso, la Bosnia, il Ghana e Papua – ma anche la Francia non se la cava bene, poche posizioni sopra di noi. Buone notizie invece dall’indice Freedom House, che anni addietro aveva declassato il nostro paese, da libero a “semilibero”: l’Italia è tornata nella parte alta della classifica, il che non può che farci piacere ovviamente. Un altro importante indice, quello messo in piedi dalla Heritage Foundation, think tank di centrodestra, in collaborazione con il Wall Street Journal, e che misura l’indice di libertà economica, pone il nostro paese all’87mo posto al mondo, ancora dietro a colossi del pensiero come la Giamaica, il Kyrghizistan e Macao. Insomma, se Slate si preoccupa dell’effettivo tasso di democrazia e libertà in America, forse anche noi dovremmo chiederci se a casa nostra tutto va bene.

di Tommaso Caldarelli
http://www.giornalettismo.com/archives/122428/litalia-e-meno-libera-del-ghana-e-della-giamaica/

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venerdì 13 febbraio 2009

ILLUMINO MENO



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M’ILLUMINO DI MENO 2009


Giornata del Risparmio Energetico

- 13 febbraio 2009 -

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.

Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.

Nelle precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Sofia, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania.

Anche grazie al contributo di ANCI e ANPCI nella diffusione capillare dell’iniziativa, molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all’estero: un passaparola virtuoso che ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell’edizione 2008, per il 2009 vorremmo dar spazio non solo alle istituzioni ma anche ai cittadini d’Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine.

La campagna di M’illumino di meno 2009, che ha ottenuto il patrocinio del Parlamento europeo per il secondo anno consecutivo, inizia il 12 gennaio e si protrarrà fino al 13 febbraio, dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.

Sul sito è possibile aderire all’iniziativa, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte. Nella sezione INNO si può scaricare il brano di Frankie HI NRG MC, colonna sonora ufficiale di M’illumino di meno, e reinterpretarlo a piacimento inviandoci il risultato delle vostre rielaborazioni.

La redazione di Caterpillar

millumino@rai.it
www.caterpillar.rai.it

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