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mercoledì 28 marzo 2018

Radio Padania Libera Fallita


Radio Padania Libera è l'emittente radiofonica della Lega Nord. 
Nata nel 1976 come Radio Varese, nel 1990 venne acquistata dal partito guidato da Umberto Bossi, 
la Lega Lombarda, per poi assumere l'attuale denominazione nel 1997.

Radio Padania Libera è stata al centro di polemiche a seguito di alcuni interventi legislativi. La Legge 28 dicembre 2001, n. 448, articolo 74 ha previsto agevolazioni e contributi per le emittenti con concessione comunitaria in ambito nazionale: le uniche a rispondere ai requisiti sono Radio Maria e Radio Padania Libera. L'articolo 74 ha previsto l'autorizzazione definitiva all'utilizzo gratuito di frequenze libere dello spettro elettromagnetico con un meccanismo di silenzio assenso, perfezionatosi allo scadere dei 90 giorni dall'utilizzazione della frequenza.
Inoltre, la stessa legge finanziaria ha stanziato un milione di euro per il potenziamento e l'aggiornamento tecnologico delle emittenti radiofoniche nazionali a carattere comunitario: anche di questa norma hanno beneficiato le sole due emittenti in possesso dei requisiti.

Il 14 giugno 2010, in occasione del debutto della Nazionale di calcio dell'Italia ai campionati mondiali di Sudafrica 2010, Radio Padania Libera trasmette la radiocronaca della partita esultando al goal di Alcaraz, avversario paraguayano di turno, generando l'indignazione stizzita del CT italiano Marcello Lippi e dei calciatori azzurri partecipanti alla competizione in terra sudafricana.

Fallita.
Dopo la vendita delle frequenze (nel maggio del 2017) la radio ha licenziato molti giornalisti che lavoravano all'emittente , che prontamente, sono stati tutti assunti dalla regione Lombardia presieduta da Roberto Maroni (Lega Nord).
Analoga sorte era toccata anche ai giornalisti del quotidiano
 "La Padania" e di Tele Padania.




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Previsioni per il 2018






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domenica 19 aprile 2015

BLOG DI CIPIRI: 25 Aprile 1945 l’Italia è libera


25 Aprile 1945 l’Italia è libera 

25 Aprile 1945 l’Italia è finalmente libera.
 Oggi nell’Anniversario della liberazione d’Italia dal Nazifascismo ripercorriamo gli anni della resistenza attraverso un documento storico...

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BLOG DI CIPIRI: 25 Aprile 1945 l’Italia è libera: 25 Aprile 1945 l’Italia è libera 25 Aprile 1945 l’Italia è finalmente libera.  Oggi nell’Anniversario della liberazione d’Italia dal ...


MA L'ITALIA E' REALMENTE LIBERA??? 
MIO NONNO DICEVA 
" I PARTIGIANI NON HANNO FINITO IL LAVORO , L'ITALIA E' UN PAESE FASCISTA DENTRO "


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http://cipiri.blogspot.it/2014/04/italia-e-meno-libera-del-ghana.html

Italia è Meno Libera del Ghana


L’Italia è “meno libera” del Ghana

Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro… “Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare
Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro…


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venerdì 25 aprile 2014

Italia è Meno Libera del Ghana





L’Italia è “meno libera” del Ghana

Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro… “Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare


Come si calcola il tasso di democrazia di un paese? Ci sono vari indici. E si scopre che il nostro…

“Viviamo in un paese libero!”, si sente dire: sì, ma libero quanto? Ci sono degli indici, dei criteri, per calcolare la libertà di un paese? Su Slate Magazine vengono riassunti gli indicatori che nel corso del tempo gli organismi di analisi hanno elaborato per calcolare il grado di libertà – appunto – che ogni paese garantisce ai suoi cittadini. Perchè è proprio questo, il problema: per calcolare una quantità serve un metro. E stabilire quale è la misura della libertà non è sempre facile.

ANALISI – Sono molte le organizzazioni di analisi, i centri di ricerca indipendenti spesso collegati con l’una o l’altra parte politica che si sono impegnati per stabilire quanto e in che modo un paese possa definirsi libero. La libertà è un concetto abbastanza inafferrabile, ma molte organizzazioni (principalmente think tanks) sono usciti con parecchi possibili criteri per caratterizzarla – partendo dalla trasparenza nel governo, fino alle elezioni libere, le tariffe fissate o la disponibilità di droghe. E c’è anche qualcuno che ha persino elaborato un meta-indice che permette ai visitatori di pesare le libertà che per l’utente sono le più importanti, generando poi una lista di paesi dal più al meno libero sulla base di questi parametri.

AMERICA – Una user-generated liberty chart, insomma, una classifica voluta e creata dall’utente che stabilisce quali criteri sono più importanti. La rivista di politica e commento sull’attualità ha così facile gioco a riassumere i parametri, incentrati ovviamente sull’analisi della società americana. Uno studio ampiamente citato, il report di Freedom of the World, calcola 194 paesi e 14 territori, ognuno di essi totalizza un punteggio su una scala da 1 (libero) a 7 (non libero), basato sulla operatività dei diritti politici (come le libere elezioni) e le libertà civili (come la libertà d’associazione). Per il 2010. gli Stati Uniti sono stati una delle 48 nazioni a ricevere un 1 sia nei diritti politici che nelle libertà civili. Ma dentro la corte dei privilegiati, sono caduti dietro stati come le Barbados, il Portogallo e l’Uruguay. Pesa l’impossibilità di estirpare completamente la corruzione nel governo, problemi nella macchina del voto, e la mancata soluzione dei magheggi del congressi. Siamo anche stati declassati per avere un più alto tasso di incarcerazioni rispetto ad ogni altra democrazia – e perchè il nostro sistema di giustizia è largamente percepito come sostanzialmente razzista, visto lo sproporzionato numero di neri e di latinos che riempiono le nostre prigioni.

E l’Italia, come sta messa?

ITALIA – Ha sempre fatto rumore il mancato inserimento dell’Italia all’interno delle parti alte delle classifiche dei “paesi buoni” in termini di libertà e qualità della vita. Secondo gli indici che presenta Slate Magazine, come sta messo il BelPaese? Secondo l’indice di libertà di stampa di Reporters Sans Frontieres, che misura ovviamente la qualità del lavoro dei giornalisti e il tasso di censura, l’Italia – ma si sapeva – rimane inchiodata al 40mo posto dietro a giganti dello sviluppo e della democrazia come il Burkina Faso, la Bosnia, il Ghana e Papua – ma anche la Francia non se la cava bene, poche posizioni sopra di noi. Buone notizie invece dall’indice Freedom House, che anni addietro aveva declassato il nostro paese, da libero a “semilibero”: l’Italia è tornata nella parte alta della classifica, il che non può che farci piacere ovviamente. Un altro importante indice, quello messo in piedi dalla Heritage Foundation, think tank di centrodestra, in collaborazione con il Wall Street Journal, e che misura l’indice di libertà economica, pone il nostro paese all’87mo posto al mondo, ancora dietro a colossi del pensiero come la Giamaica, il Kyrghizistan e Macao. Insomma, se Slate si preoccupa dell’effettivo tasso di democrazia e libertà in America, forse anche noi dovremmo chiederci se a casa nostra tutto va bene.

di Tommaso Caldarelli
http://www.giornalettismo.com/archives/122428/litalia-e-meno-libera-del-ghana-e-della-giamaica/

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25 Aprile 1945 l’Italia è libera


25 Aprile 1945 l’Italia è libera

25 Aprile 1945 l’Italia è finalmente libera.
 Oggi nell’Anniversario della liberazione d’Italia dal Nazifascismo ripercorriamo gli anni della resistenza attraverso un documento storico dagli archivi dell’Istituto Luce

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Numero unico dedicato ai fatti della primavera del 1945.

Descrizione sequenze:sbarco degli alleati sulle coste siciliane ; bombardamenti notturni di Roma ; Pio XII in mezzo alla folla nel popolare quartiere di San Lorenzo colpito dalle bombe ; stabilimenti di Mirafiori deserti per lo sciopero ; soldati tedeschi durante le rappresaglie ; partigiani mettono il tritolo sui binari ; prigionieri italiani sdraiati supini davanti ai soldati tedeschi ; manifesti di avvisi delle truppe di occupazione ; rivolta della popolazione civile di Napoli ; bambini lanciano bombe; un ferito è trasportato fuori da un edificio con una barella ; folla davanti all'università di Napoli; un uomo si accascia a terra colpito ; studenti depongono una corona di fiori davanti all'università di Napoli ; folla di manifestanti con corone di fiori sfilano in piazza ; bombardamento di Montecassino ; soldati delle truppe alleate calzano l'elmetto e sparano con un cannone ; soldati davanti alla basilica di San Giovanni ; folla saluta l'entrata degli alleati a bordo delle jeep ; sfilano i corpi dell'esercito italiano; bersaglieri e carabinieri ; due carabinieri depongono sul monumento al Milite Ignoto una corona di fiori ; soldati sfilano davanti al Colosseo ; esplosioni in zone di campagna ; case danneggiate dalle esplosioni a Firenze ; soldati attraversano a nuoto il fiume Arno ; gente riempie le brocche d'acqua in una fontana nei pressi di Piazza della Signoria ; Ponte Vecchio ; folla davanti a Santa Croce; discorso di Tupini davanti alla folla riunita in piazza ; mazzi di fiori sui carri militari parcheggiati in piazza ; soldati alleati durante un'azione di guerra per superare la linea gotica ; manifesto in memoria dei martiri di Marzabotto ; ingresso degli alleati con autocarri e jeep a Bologna ; soldati dell'esercito italiano schierati per la commemorazione di Antonio e Alfredo Di Dio ; davanti a una piazza gremita parla dal palco il generale Raffaele Cadorna ; partigiani in gondola nei canali di Venezia ; folla in Piazza San Marco per festeggiare il 25 aprile ; Ponti parla dal palco; i manifestanti sventolano le bandiere tricolori ; lancio di viveri da un aeroplano ; paracadute aperto; un ragazzo lancia segnalazioni da terra ; manifesto del CLN ; manifestazione commemorativa davanti a San Giusto; si depone una corona di fiori ; partigiani scaricano dai camion le armi; partigiani sparano da dietro le finestre ; un uomo colpito giace in mezzo alla strada e viene trasportato via a braccia da civili ; soldati sfilano durante le celebrazioni a Piazza del Duomo ; ex-combattenti delle brigate Garibaldi sfilano in piazza ; Einaudi e Taviani prendono parte alla manifestazione in piazza del Duomo ; volo di piccioni nella galleria di Milano ; folla del 1945 saluta i partigiani che entrano in città ; autorità aprono il corteo a Torino ; Peyron parla dal palco di piazza San Carlo gremita di manifestanti ; ad ufficiali tedeschi, tra cui forse anche il generale Meinhold, viene tolta la benda dagli occhi da partigiani ; ex-combattenti sfilano per le strade di Genova; il presidente della Repubblica passa davanti alla manifestazione a bordo dell'automobile decappottabile ; gonfaloni e stendardi vengono esibiti durante la sfilata ; cartello del campo di concentramento di soldati italiani internati ; soldati aprono i cancelli del campo di concentramento ; uomini in fila attraversano a piedi i campi; portano sulle spalle dei sacchi ; uomini lavorano con le pale tra le macerie dei palazzi distrutti ; edifici in costruzione ; macchine per arare i campi ; donne seminano i campi ; varo di una nave ; carrelli per il trasporto di materiale corrono sulle funi sospesi in aria ; operai lavorano i componenti dei tralicci per l'elettricità ; bambini mutilati di guerra in fila ; strade e ponte di acciaio su cui passa un treno ; scoperta a Roma la statua di Mazzini ; Archivio Storico

da
  http://100passijournal.info/25-aprile-1945-litalia-e-libera/


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http://cipiri17.blogspot.it/2014/04/difendiamo-la-costituzione-liberiamo.html

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Italia è Meno Libera del Ghana





L’Italia è “meno libera” del Ghana

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martedì 24 settembre 2013

ECOLOGIA: SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpe...

SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpeace


L'Arctic Sunrise è arrivata vicino Murmansk. Questa è la prima foto dei nostri attivisti da quando giovedì scorso la Guardia Costiera russa ha abbordato la nave. Non siamo tranquilli, la situazione è ancora poco chiara. Perchè le autorità russe stanno tenendo in fermo l'Arctic? Di cosa verranno accusati Cristian e il resto dell'equipaggio? Liberateli subito!

Chiedilo anche tu all'ambasciata russa su
http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/
Invia un'email all'ambasciata russa in Italia e chiedi di liberare i nostri attivisti e di fermare le trivelle.
SALVA L'ARTICO, LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI ...
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ECOLOGIA: SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpe...: L'Arctic Sunrise è arrivata vicino Murmansk. Questa è la prima foto dei nostri attivisti da quando giovedì scorso la Guardia Costiera...

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lunedì 4 febbraio 2013

Iraq, Maliki libera 3mila detenuti


Iraq, Maliki libera 3mila detenuti

 ma non ferma proteste sunnite

Il paese anche oggi segnato da un gravissimo attentato con decine di morti a Taji mentre proseguono le manifestazioni di protesta contro il primo ministro sciita.

 - Non ferma le proteste della minoranza sunnita contro il premier sciita Nour al Maliki, la notizia riferita ieri dal vice primo ministro Hussein al-Shahristani's dell'avvenuta liberazione di 3 prigionieri dalle carceri del paese e del trasferimento di tutte le detenute in penitenziari situati nelle loro zone di residenza.

Gli arresti di migliaia di iracheni sunniti accusati di "terrorismo" - sarebbero almeno 17mila, molti dei quali mai processati - sono uno dei motivi principali delle proteste contro al Maliki, accusato dall'opposizione di prendere di mira la minoranza sunnita rimasta al potere fino a 10 anni fa, quando il presidente Saddam Hussein fu rovesciato dall'invasione ed occupazione anglo-americana dell'Iraq.

Oltre alle proteste non si arrestano neppure gli attentati. Oggi 22 persone sono rimaste uccise e altre 44 ferite in un attentato avvenuto a Taji, a nord di Baghdad, che ha preso di mira i membri di Sahwa, un coordinamento di miliziani sunniti che dal 2006 in poi e' stato fondamentale nella lotta contro al Qaeda in Iraq. Tra i morti ci sono anche alcuni soldati.

Ieri è stata una giornata di sangue a Kirkuk dove almeno 33 persone sono state uccise e oltre 90 sono rimaste ferite in un attacco con un camion-bomba contro il quartier generale della polizia. Alla deflagrazione è seguito l'attacco di un gruppo di uomini armati travestiti da poliziotti che hanno tentato di impadronirsi dell'edificio. La potente esplosione ha causato un cratere nella strada ed ha demolito parte di un ufficio pubblico vicino.

Quello di ieri è il terzo attacco avvenuto nelle ultime settimane nella zona di Kirkuk, città in cui vivono arabi, curdi e turcomanni, al centro di uno scontro per i suoi giacimenti petroliferi tra i curdi e il governo centrale.

Nena News http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=50118
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domenica 16 dicembre 2012

USA : libera vendita di armi

ALLUCINANTE

Negli Usa ci sono 270 milioni di armi da fuoco (9 ogni 10 abitanti!).
 Nel 2009 più di 31 mila americani hanno perso la vita a causa di un’arma da fuoco, 
che significa una media di 86 persone al giorno. 
E più di 66 mila, sempre nello stesso anno, sono rimasti feriti.


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martedì 16 ottobre 2012

Radio Popolare


Radio Popolare ha trentasei anni. E se oggi siamo ancora qui lo dobbiamo a quanti in questi anni hanno fatto la scelta di sostenerci, di fare la radio con noi, di credere in un altro modo di fare informazione, cultura e – perché no – intrattenimento.
Ecco a cosa serve l'abbonamento: a costruire insieme qualcosa che altrove non c'è, un bene comune, una radio libera e indipendente.

Fin dal 1976 Radio Popolare vuol dire informazione libera e comunicazione indipendente, perché autonoma da entità editoriali e politiche. Radio Popolare è controllata dalla Cooperativa dei lavoratori e dei collaboratori, nonché da un diffuso azionariato popolare: sono le componenti principali di Errepi S.p.A. la società per azioni che edita dal 1990 Radio Popolare. Dal 1992 è collegata in network con altre radio italiane e dal 2001 il segnale di Radio Popolare si può ascoltare in tutta Europa e parte dell’Africa e del Medio Oriente attraverso il satellite. 

La storia di (e attraverso)
Radio Popolare

1975La vigilia di Natale viene registrata al tribunale di Milano la testata Radio Popolare.
1976 Si forma la Cooperativa di Radio Popolare, fondata da rappresentanti di varie forze politiche e sindacali della sinistra (Fim, Fiom, Uil, sinistra Psi, Lc, Mls poi Pdup, Ao ed altri). I redattori ne sono soci. Gli ascoltatori lo diventano acquistando una tessera. La radio comincia a trasmettere sulle frequenze di Radio Milano Centrale di cui assorbe una parte dei redattori. La sede è in corso Buenos Aires. Lo studio di trasmissione viene chiamato "metrocubo". Il progetto è di Piero Scaramucci, che assume la direzione della radio. Il 7 dicembre Radio Popolare diventa famosa con la radiocronaca della contestazione e degli incidenti in occasione della prima della Scala: quindici redattori chiamano in continuazione dai telefoni pubblici; Camilla Cederna (in incognito) fa la cronaca dall'interno del teatro. Per la morte di Mao Rp manda in onda una corrispondenza dalla Cina di Edoarda Masi.
1977
Si struttura il palinsesto: dieci notiziari al giorno, la rubrica sindacale verso sera, il microfono aperto al mattino, le notturne in diretta con giochi di autocoscienza. Sull'onda del movimento giovanile e studentesco prende vita la "Rubrica giovani". Censurato dalla Rai, Dario Fo risponde agli ascoltatori in collegamento artigianale con decine di radio di tutta Italia. "Nascono" Gino e Michele con "Passati col rosso". Le donne di Rp organizzano una grande festa al Palalido dove verranno amplificate le corrispondenze degli incidenti di Roma e Bologna. In autunno trasloco nella palazzina di via Pasteur. Scaramucci torna in Rai, nuovo direttore è Nini Briglia.
1978
Telefonano i fascisti in una notturna sulla violenza dopo l'uccisione di due missini a Roma. Si apre un grande dibattito nella sinistra: si devono lasciar parlare i fascisti? In marzo la radio è il punto di riferimento per la grande risposta popolare all'assassinio di Fausto e Iaio, due ragazzi del Leoncavallo.
1979
Briglia lascia Rp per la carta stampata, inizia la direzione di Biagio Longo. L'8 aprile Antonio Stella inaugura "Le testate degli altri", la rassegna stampa: per mesi pagherà i giornali di tasca propria. Cronache dalle fabbriche in lotta contro i licenziamenti tra cui l'appassionata diretta dell'assemblea Unidal.
CONTINUA QUI http://www.radiopopolare.it/chisiamo/storia/


Radio Popolare e' ascoltabile in streaming
e con un decoder digitale Eutelsat Hot Bird 4, a 13° Est.Polarizzazione verticale Frequenza 12.111 MHz.

DIRETTA http://www.radiopopolare.it/poplive/diretta/

 Siamo da sempre convinti che sia diritto inalienabile della persona comunicare ed essere informati. Diritto sempre più difficile da esercitare. Ma noi insistiamo: con il nostro lavoro quotidiano, insieme alle radio di Popolare Network, puntiamo a promuovere nuove fonti di informazione, la partecipazione attiva del pubblico, la costruzione di una comunicazione non mercificata e la cooperazione con chiunque persegua questi stessi fini.
Buon ascolto.

Segui la nostra campagna abbonamenti su abbonaggio.radiopopolare.it

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domenica 20 maggio 2012

Macao : 19 maggio libera palazzo Citterio MILANO



 19 maggio Macao libera palazzo Citterio


È con piacere che inauguriamo nuovamente MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano. Un grande esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole e sperimentare nuovi linguaggi comuni. Un laboratorio politico-culturale che partendo dal coinvolgimento di centinaia/migliaia di cittadini attivi vuole attivare nuove forme di democrazia reale.
Sabato 5 maggio abbiamo liberato la Torre Galfa riqualificando e rendendo vivo uno spazio privato che da 15 anni era stato abbandonato. L’occupazione ha messo in evidenza con forza come logiche speculative e di profitto governano di fatto questa città. Siamo stati sgomberati dalle forze dell’ordine, ignorando la volontà di migliaia di cittadini di autodeterminarsi creando un nuovo spazio comune dove confrontarsi e relazionarsi. Abbiamo deciso di restare lì, di fare un presidio permanente in via Galvani, per continuare a denunciare lo scandalo legato all’impero finanziario di Ligresti e per riorganizzarci all’aperto favorendo nuovamente la partecipazione della cittadinanza.
Se il privato persegue solo logiche di profitto, il pubblico e chi dovrebbe amministrare il bene pubblico ha di fatto fallito il suo compito. Politiche economiche e sociali al servizio di un sistema neoliberista che privilegia pochi a danno di molti hanno impoverito questo paese. L’assenza di politiche culturali ha aggravato la situazione desertificando culturalmente e socialmente questo paese. Gli spazi culturali sono stati abbandonati e resi vuoti svalutando un patrimonio artistico di enorme valore.
È per questo che oggi 19 maggio Macao ha deciso di liberare e ridare alla cittadinanza palazzo Citterio. Vogliamo creare un luogo aperto, vivo e accessibile dove l’arte venga vissuta come bisogno primario dell’essere umano. Palazzo Citterio è da molti anni parte di un progetto di grande rilancio culturale che coinvolge l’accademia di Brera e la Pinacoteca. Tale ristrutturazione non è mai partita per colpa di un uso strumentale e corrotto dei commissariamenti pubblici nella logica dei grandi eventi.
Macao propone qui un processo del tutto differente e innovativo: vuole restituire alla città chiarezza su come i fondi pubblici sono gestiti, vuole mettere in discussione e non dare per scontato il progetto che si andrà ad attuare e, soprattutto, vuole aprire un laboratorio di idee e pratiche per cui sarà la cittadinanza stessa a ripensare Palazzo Citterio.
Viva Macao e buon lavoro a tutti.
Siamo una rete di soggetti che stanno operando fianco a fianco all’interno di questa lotta: Nuovo Cinema Palazzo di Roma, Teatro Valle Occupato di Roma, Sale Docks di Venezia, Teatro Coppola di Catania, Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli, Teatro Garibaldi Aperto di Palermo.
M^C^O… SE NON CI FOSSE BISOGNERÀ INVENTARLO
L’assemblea di MACAO ha deciso di non prendere parte all’incontro di oggi indetto dall’amministrazione comunale presso l’ex Ansaldo per discutere l’assegnazione dello spazio in questione.
È in atto a MACAO un processo costituente, che ha tempi di elaborazione e modalità decisionali non compatibili con quelli proposti dalla giunta. MACAO apprezza comunque l’apertura che l’amministrazione pubblica di Milano ha dimostrato, riconoscendo la legittimità di questo percorso.
 L’appuntamento di oggi pomeriggio coinvolge tutte le associazioni culturali e i soggetti che hanno già richiesto, tramite bando o assegnazione, uno spazio all’ex Ansaldo. MACAO non intende sottrarre spazi già destinati ad altri né guadagnare corsie preferenziali.
La proposta dell’ex Ansaldo rischia di innescare una modalità verticistica e competitiva, che è incompatibile con la pratica e la metodologia orizzontale e partecipativa che è nella nostra natura. L’amministrazione dall’alto di spazi e risorse (per quanto illuminata) è cosa diversa dall’autogoverno dal basso, diretto e partecipato.
Le assemblee continuano ad essere partecipate da centinaia di cittadini insieme ai lavoratori della conoscenza e dell’immateriale. Oltre ad affrontare la questione legata agli spazi fisici sono laboratori di confronto, riflessione e autodeterminazione. In antitesi alle politiche di austerità e all’attuale sistema economico e politico in piena crisi, MACAO apre uno spazio pubblico di discorso, un processo di costruzione dal basso che riconosce centralità e dignità alle questioni sociali e alle pratiche artistiche e culturali.
MACAO non intende essere un altro centro per le arti ma un nuovo centro per le arti, che reinventi le modalità di produzione e fruizione dell’arte e della cultura.
Si pone dunque la necessità di mettere in discussione politiche culturali cittadine e nazionali, e scardinare metodologie di gestione delle risorse e degli spazi, pubblici o privati, per istituire invece la pratica del bene comune.
La lotta che MACAO sta perseguendo nasce e si sviluppa attorno alla Torre Galfa, un simbolo fisico degli accumuli di rendita e della speculazione finanziaria, che mette in luce l’impossibilità di distinguere la separazione fra poteri pubblici e privati.
Dentro e attorno alla Torre si stanno sperimentando forme di democrazia reale.

 http://www.macao.mi.it/


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