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martedì 24 settembre 2013

ECOLOGIA: SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpe...

SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpeace


L'Arctic Sunrise è arrivata vicino Murmansk. Questa è la prima foto dei nostri attivisti da quando giovedì scorso la Guardia Costiera russa ha abbordato la nave. Non siamo tranquilli, la situazione è ancora poco chiara. Perchè le autorità russe stanno tenendo in fermo l'Arctic? Di cosa verranno accusati Cristian e il resto dell'equipaggio? Liberateli subito!

Chiedilo anche tu all'ambasciata russa su
http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/
Invia un'email all'ambasciata russa in Italia e chiedi di liberare i nostri attivisti e di fermare le trivelle.
SALVA L'ARTICO, LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI ...
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ECOLOGIA: SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpe...: L'Arctic Sunrise è arrivata vicino Murmansk. Questa è la prima foto dei nostri attivisti da quando giovedì scorso la Guardia Costiera...

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lunedì 19 novembre 2012

Roma, attivisti del Teatro Valle occupato aggrediti



CHIEDIAMO CHIAREZZA E SPIEGAZIONI PUBBLICHE
Il 14 novembre come Teatro Valle Occupato e come lavoratrici/lavoratori della cultura abbiamo aderito allo sciopero generale, manifestando nel quartiere di San Lorenzo con il Cinema Palazzo e poi partecipando al corteo degli studenti. A manifestazione finita, mentre stavamo tornando verso il Teatro, cinque di noi (quattro del Valle e uno del Cinema Palazzo) sono stati aggrediti in piazza delle Cinque Scole da uomini in abiti civili che si sono qualificati come polizia, senza mostrare alcun tesserino. Uno di noi è stato brutalmente picchiato.
Nonostante la paura, abbiamo deciso di denunciare l’accaduto e renderlo pubblico attraverso la stampa perché si faccia luce su questo episodio. Vogliamo sapere chi erano questi uomini e perché erano autorizzati a comportarsi fuori da ogni regola. Le violenze e gli abusi a cui siamo stati sottoposti durante la giornata del 14 novembre per il solo fatto di partecipare ad un corteo di sciopero non possono essere un’intimidazione alla partecipazione civile. Come cittadine e cittadini chiediamo chiarezza e spiegazioni pubbliche.
Teatro Valle Occupato
Articolo da IL FATTO QUOTIDIANOdi Lorenzo GaleazziRoma, attivisti del Teatro Valle occupato aggrediti nel quartiere ebraico
“Qui dentro non ci dovete entrare. Potete andare a fare casino per tutta Roma, ma se entrate qui dentro siete morti”. E giù botte. Sono le 16.00 di mercoledì 14 novembre e dopo gli incidenti durante il corteo degli studenti, la città sta tornando lentamente alla normalità. Quattro attivisti del Teatro Valle occupato e uno del Cinema Palazzo, tre ragazze e due ragazzi – tutti giovanissimi – stanno attraversando i vicoli dell’antico ghetto ebraico per tornare a casa dopo la manifestazione. “Non avevamo né zaini, né caschi, né niente – raccontano – Stavamo solo camminando”. Ciò nonostante, quando arrivano in piazza delle Cinque Scole incrociano due uomini che, dopo uno scambio di sguardi per niente amichevoli, iniziano a seguirli.
Davide, uno dei ragazzi, sente puzza di bruciato e accende la telecamera con la quale aveva ripreso gli scontri di qualche ora prima. “Abbiamo pensato che fossero due agenti in borghese e, dopo tutto quello a cui avevamo assistito in corteo, volevamo tutelarci registrando un eventuale abuso di polizia”, puntualizza Ilenia, attrice e unica trentenne del gruppo. Ma gli uomini sentono il motorino della telecamera azionarsi e così comincia la gazzarra: “Uno dei due ci è venuto addosso insultandoci e subito dopo si è scagliato addosso al ragazzo con la macchina da presa”. A quel punto si avvicinano altre persone. Davide viene immobilizzato sul cofano di un’auto posteggiata lì vicino e, davanti agli occhi sbigottiti dei suoi compagni, comincia il pestaggio. “Mi hanno preso al collo, stavo soffocando”, racconta la vittima. Nel frattempo si avvicinano altre persone che si presentano come poliziotti, ma, come raccontano gli aggrediti, non intervengono in loro aiuto, al contrario, cominciano a intimidire gli altri membri del gruppo: “Vi arrestiamo, vi portiamo dentro e poi vi ammazziamo. Fuori i documenti.”

 continua a leggere e vedi il video http://www.teatrovalleoccupato.it/chiediamo-chiarezza-e-spiegazioni-pubbliche
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domenica 26 settembre 2010

Usa: raid fbi contro fronte popolare liberazione palestina Usa: raid fbi contro attivisti vicini al fronte popolare per la liberazione della palestina

Gli agenti hanno perquisito le abitazioni e sequestrato documenti e computer appartenenti a famiglie di Chicago e Minneapolis accusate di aver donato fondi al Fplp.



Roma, 25 settembre 2010 (foto dal Chigaco Tribune), Nena News – Pacifisti e attivisti americani (non tutti di origine araba) della causa palestinese sono finiti nel mirino dell’Fbi. Ieri agenti della sicurezza interna Usa hanno perquisito e sequestrato documenti in tre abitazioni di Chicago e Minneapolis appartenenti a tre famiglie note per il loro attivismo filo palestinese. Il sito cisgiordano «Imemc» riferisce che tutte le persone coinvolte sono accusate dall’Fbi di aver effettuato donazioni a favore del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), la più importante delle formazioni che compongono la sinistra palestinese.

Di orientamento marxista ed unica forza della sinistra ad avere ancora un significativo seguito nei Territori occupati e nei campi profughi palestinesi sparsi nel mondo arabo, il Fplp è considerato una «organizzazione terroristica» dagli Stati Uniti.

Il raid dell’Fbi ha colpito a Chicago i pacifisti Stephanie Weiner e Joseph Iosbaker e Hatem Abudayyeh dell’Arab American Action Network. A Minneapolis sono state perquisite le case di attivisti che avevano partecipato alle proteste contro la Convention repubblicana tenuta in quella città nel 2008.

Gli accusati si sono difesi affermando di aver agito sempre nel rispetto della legge e di aver effettuato donazioni destinate a progetti sociali e rivolti ai giovani palestinesi. Hanno quindi denunciato il tentativo delle autorità americane di spegnere le voci di dissenso verso la linea dell’Amministrazione Obama in Medio Oriente.

Non è la prima volta che l’Fbi e altre agenzia di sicurezza statunitensi prendono di mira associazioni e individui attivisti sulla questione israelo-palestinese. Gran parte dei casi registrati in questi ultimi anni – accompagnati sempre da un forte clamore mediatico - si sono poi conclusi con il proscioglimento degli accusati, risultati estranei ai fatti loro addebitati, o con lievi condanne per reati minori. (red) Nena News


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