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mercoledì 28 dicembre 2011

FREQUENZE TV LIBERE AGLI AVVOCATI DI MEDIASET




MARIO MONTI AFFIDA LA GESTIONE DELLE FREQUENZE TV LIBERE AGLI AVVOCATI DI MEDIASET. ECCO TUTTI I DATI, I DETTAGLI, I NOMI E I COGNOMI. Non facciamoci ingannare. Quelle frequenze valgono 16 miliardi, sono un bene pubblico, e vogliono regalarle, VERGOGNA !! > “....Alle ore 19 del 23 dicembre 2011, Mario Monti ha firmato l’apposita delega al cosiddetto gruppo di esperti per definire le modalità della gara d’appalto. Chi c’è dentro? SORPRESA! Ci sono uomini e avvocati di Berlusconi, delegati dell’ opus dei, e una ex funzionaria del pds –longa manus personale di Massimo D’Alema- che alla fine degli anni ’90 gestì per conto di Prodi-Violante-Cardinale l’accordo di ferro tra Berlusconi e i DS (da cui l’accordo mediaset-rai) che consentì il totale controllo del sistema di telecomunicazioni in Italia da parte di Berlusconi da una parte e D’Alema-Veltroni dall’altra, con la bocciatura definitiva del varo di una legge sul conflitto d’interessi. Tale organizzazione (“Fondazione Bordoni”) è dipendente dal Ministero dello Sviluppo Economico, e risponde direttamente a Corrado Passera. Il principale socio investitore della fondazione, neanche a dirlo, è la Fininvest, nella persona di Marina Berlusconi..

ALLUCINANTE QUESTA NOTIZIA LA FININVEST 
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mercoledì 14 dicembre 2011

Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai





 Incredibile! Oltre 100.000 email inviate in meno di una settimana! Arriviamo urgentemente a 150.000 prima del nostro sit-in di protesta davanti agli uffici del Ministro questo venerdì: manda il tuo messaggio ora e fai il passaparola --

Cari amici,



E' scandaloso: noi dovremo pagare una manovra lacrime e sangue per salvare l'Italia, e Berlusconi e altri operatori avranno le frequenze della tv digitale gratis! Il Ministro Passera può fermarlo e noi possiamo convincerlo a farlo: manda il messaggio!


E' vergognoso: mentre noi dovremo salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora.

Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un'asta pubblica.

Il nuovo Ministro è sensibile all'opinione pubblica - in molti dicono che ha mire da futuro Premier - e noi possiamo fare la differenza: convinciamolo a intervenire ora per difendere il pluralismo dei media e restituire così miliardi di euro alle casse dello stato. Clicca sotto per mandare il tuo messaggio e fai il passaparola:

http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl

Silvio Berlusconi ci ha lasciato con una delle misure più pericolose: ha garantito a Mediaset, la tv di sua proprietà, il quasi monopolio della tv commerciale, con conseguenze nefaste per il pluralismo dell'informazione per molti anni a venire. Invece di organizzare un'asta competitiva come ci ha chiesto l'Europa, il governo di Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale attraverso un sistema a punti, chiamato beauty contest, che premia le aziende con più risorse... E Mediaset ha vinto!

Sky ha denunciato questo sistema e se ne è chiamata fuori, chiedendo al nuovo governo d'intervenire. Le tv locali stanno procedendo per vie legali e molti giornali e partiti politici stanno chiedendo al Ministro Passera, responsabile per le comunicazioni, di cancellare questa misura vergognosa e di organizzare un'asta pubblica che garantisca il pluralismo e la competizione includendo così tutte le tv. Le casse dello stato ci guadagnerebbero tantissimo: per la Gran Bretagna si stima un incasso di 24 miliardi di sterline l'anno, e noi potremmo arrivare fino a 16 miliardi di euro!

Il governo sta chiedendo agli italiani enormi sacrifici per superare questa crisi, e un'asta pubblica delle frequenze tv potrebbe risparmiare quelli più in difficoltà: dimostriamo al Ministro Passera che l'opinione pubblica esige equità e pluralismo. Manda ora il tuo messaggio e dillo a tutti!

http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl

La nostra comunità ha combattuto con tutte le sue forze contro le leggi e i bavagli liberticidi di Berlusconi. Ora che non è più al potere potremmo soffrire la sua eredità per molti anni a venire, con conseguenze pericolose per il mercato della tv e per il pluralismo e il nostro diritto a essere informati. Vinciamo anche questa battaglia e facciamo sì che la nostra democrazia abbia un sistema televisivo giusto ed equilibrato.

Con speranza e determinazione,

Giulia, Luis, Emma, Pascal, Ricken, Alice, Gianluca e tutto il resto del team di Avaaz

Più informazioni

La Repubblica: "Lo scandalo delle frequenze"
http://www.repubblica.it/politica/2011/12/07/news/lo_scandalo_delle_frequenze-26206984/index.html?ref=search

Il Fatto quotidiano: "Frequenze tv: il governo fermi il beauty contest"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/frequenze-governo-fermi-beauty-contest/175792/

La Repubblica: "Tv, quel regalo da 16 miliardi"
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=17P3I8

Corriere della Sera: "Frequenze tv, lo strappo di Sky: tempi incerti, niente gara"
http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/01/Frequenze_strappo_Sky_Tempi_incerti_co_9_111201092.shtml

La Repubblica: "Frequenze tv, monta la protesta trasversale"
http://www.repubblica.it/politica/2011/12/06/news/frequenze_tv_gratuite_monta_la_protesta_trasversale-26195158/


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martedì 13 dicembre 2011

Il Passera finto e quello vero , frequenze tv

 Il Passera finto e quello vero


 - Quello finto dice ciò che dovrebbe fare (e non fa) quello vero Gira su Twitter un falso superministro che annuncia le cose giuste che il vero dovrebbe fare e invece non fa. Si parla qui di frequenze tv. E si spiega perché si tratti di questione molto importante per il Paese e per il governo (di Bruno Manfellotto - l'Espresso) Gira sul web un clone di Passera, nel senso di Corrado. Da qualche giorno infatti un anonimo navigante burlone e provocatorio invade Twitter con messaggi firmati dal superministro dello Sviluppo Economico che però del ministro non sono. A mezzanotte di lunedì 5 dicembre, per esempio, è andato in rete il seguente messaggio: "Non escludo un'asta per le frequenze tv". Purtroppo non era vero. Peccato, ci sarebbe piaciuto assai il contrario. Del resto, presentando il giorno prima la manovra, a una precisa domanda Passera - quello vero - aveva risposto: "Non abbiamo ancora esaminato il problema delle frequenze tv". Amen. Insomma, se ne parlerà presto o non se ne parlerà mai più? Beata ambiguità. Durata poco, però. Martedì 6, una nota d'agenzia ufficiosa ma che sembrava bene informata spiegava che di frequenze all'asta non era il caso di parlare. Eppure si tratta di una questione maledettamente importante, per forma e sostanza. E che quindi merita proprio per questo di essere brevemente riassunta. Il passaggio al sistema televisivo digitale ha liberato un certo numero di frequenze. Metterle in vendita all'asta sarebbe stata la cosa più saggia, utile e finanziariamente conveniente; e invece, quand'è stato il momento, il governo Berlusconi ha deciso di distribuirle gratuitamente tra chi già occupa il mercato ma - dopo le pressioni dell'Unione Europea - attraverso una sorta di gara, di concorso di bellezza (chiamato, appunto, "beauty contest"). Solo che a questo si partecipa, come dire?, solo per titoli e specifiche tecniche. E c'è bisogno di dire che il bando è stato scritto su misura per Rai e Mediaset? E in modo tale da garantire proprio a Rai e Mediaset le frequenze migliori? Proprio così, tanto è vero che Sky, visti i requisiti richiesti che la davano per sconfitta in partenza, ha preferito rinunciare. Non senza aver annunciato ricorsi legali. Ora però i tempi stringono, entro fine mese tutto potrebbe essere concluso proprio con un regalo mascherato da concorso per titoli. Il governo Monti, però, non è il governo Berlusconi e il premier che c'è oggi non è per fortuna quello che c'era tre settimane fa: all'ex Commissario europeo alla concorrenza non può non piacere la soluzione dell'asta a pagamento, e se fosse ancora a Bruxelles spingerebbe l'Italia su quella strada. Un'asta, per di più, che consentirebbe allo Stato di ricavare dalla vendita una bella somma, 4-5 miliardi, più o meno quanto incasserà con la stretta sulle pensioni e molto di più di quanto renderanno tasse sul lusso e patrimonialine mascherate. Senza contare poi il profondo, innovativo significato che avrebbe una decisione del genere. L'avvio della liberalizzazione del mercato televisivo metterebbe finalmente in discussione lo storico duopolio Rai-Mediaset, sorretto finora - nel silenzio generale - dal patto politico-istituzionale-aziendale stipulato tra i due maggiori partiti e le due maggiori aziende televisive all'atto della discesa in campo di Berlusconi; avvierebbe alla fine la lunga stagione di lottizzazione esasperata e di mala gestione di cui la vicenda Minzolini è solo il triste epilogo. Senza contare che basterebbe un gesto altamente simbolico come questo per spazzare via d'un colpo i mille sospetti di inciuci, di accordi sotterranei, di concessioni all'ex premier che hanno accompagnato l'uscita di scena di Berlusconi e la nascita del governo Monti. Sarebbe una scelta tutta tecnica, perché giustificata dai fatti e dalle esigenze di mercato, per niente condizionata - finalmente - da vincoli politici: non è questo che si chiede a un governo tecnico? Qualche giorno fa, durante "Otto e mezzo" di Lilli Gruber, mi interrogavo sul perché il governo Monti non avesse ancora aperto questa benedetta asta di frequenze tv. "Chiedilo a Passera", sbottava Vittorio Feltri con un sorrisetto malizioso. Al netto di quell'arrière-pensée: caro ministro Passera, perché la manovra ha dimenticato per settimane la vendita delle frequenze? E ripensamenti? (di Bruno Manfellotto - l'Espresso)

[firmate qui]

 http://www.firmiamo.it/le-frequenze-tv-si-vendono-non-si-regalano

Obiettivo firme: 2090/5000
Nel momento in cui si chiedono sacrifici persino a pensionati e pensionandi, non è concepibile che lo Stato regali un bene pubblico come le ultime frequenze TV a Rai e Mediaset.

Si faccia un'asta seria. Queste frequenze valgono più di quanto lo stato toglierà ai ricchi pensionati che guadagnano più di 972 euro LORDI al mese.
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sabato 10 dicembre 2011

Mediaset, ridateci i nostri miliardi

Mediaset & co: ridateci i nostri miliardi!

Invia il messaggio pre-compilato sotto, o cancella il testo e scrivine uno tuo. Ricorda però di essere educato!
Avaaz.org protegge la tua privacy e ti tiene informato su questa e altre campagne simili.


100,000
76,392
76,392 hanno mandato un messaggio. Aiutaci ad arrivare a 100,000
Pubblicato il: 8 Dicembre 2011
E' vergognoso: mentre noi dovremo salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora.

Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un'asta pubblica.

Il nuovo ministro è sensibile all'opinione pubblica - in molti dicono che ha mire da futuro Premier - e noi possiamo fare la differenza: convinciamolo a intervenire ora per difendere il pluralismo dei media e restituire così miliardi di euro alle casse dello stato. Non ci resta molto tempo: la manovra sarà votata prima di Natale! Manda il tuo messaggio a destra e fai il passaparola.

Spargi la voce

 http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?fARKGab&pv=25


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lunedì 10 gennaio 2011

in Salento la Lega scippa le frequenze RADIO


«Radio ladrona», in Salento la Lega scippa le frequenze

Radio Padania e Radio Maria sono le uniche emittenti riconosciute come “radio a carattere comunitario”, una speciale categoria caratterizzata da “assenza dello scopo di lucro in nome di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose”. Nel 2001 il governo Berlusconi votano una norma ad hoc per Radio Padania, che le conse...nte di occupare gratuitamente frequenze radio con una semplice certificazione al ministero.
Nel 2005 un’altra norma, che garantisce alle due Radio un finanziamento annuo (ora arrivato a 1,5 milioni di euro) “per promuoverne il potenziamento”


Radio Padania scippa le frequenze in Salento. Uno scippo, per ora, autorizzato dalla legge. L’emittente leghista, infatti, come la benemerita Radio Maria, è classificata come radio comunitaria, ovvero non commerciale e utile alla comunità. Un regalo del governo Berlusconi che, con la Finanziaria del 2001, ha consegnato agli amici di Bossi e agli uomini in abito talare la possibilità di autoassegnarsi i canali con tanti saluti e con un bel bonus di un milione di euro equamente diviso tra gli uomini di partito e gli illuminati dal Signore. Se entro novanta giorni dall’aver piazzato la bandierina verde nel risiko delle frequenze nessuno batte ciglio, radio Padania fagocita canali, diffonde il suo verbo e, alle soglie della discussione sul Federalismo, lancia messaggi e cerca proseliti.

Come è accaduto in Salento. Dove la radio di Bossi è arrivata il 17 dicembre scorso sovrapponendosi, da Muro Leccese in giù, a Radio Nice del gruppo Mixer Media, l’emittente che trasmette sul canale 105,6. E in quella che storicamente è considerata la finibus terrae le note e le parole dei Negramaroe dei SudSoundSystem hanno lasciato lentamente il posto a messaggi con un accento spintamentelumbard e, per lo più, volgari e grossolani.

Ma dalla terra de lu mare, lu sule e lu vientu non si sono fatti mettere i piedi in testa. Lo scorso sabato l’editore salentino Paolo Pagliaro ha fatto trasmettere, per protesta, a reti unificate e su tutte le frequenze del suo gruppo l’inno di Mameli per l’intera giornata. Solo un antipasto.

TRIBUNALE
Perché la questione si sposterà prontamente dall’etere alle aule diun Tribunale. Pagliaro è pronto a denunciare il sopruso, rivendicando legalità e attaccando la «Padania ladrona ». «Ecco a voi i leghisti - ha tuonato l’editore indignato - violenti, voraci, arraffoni, illiberali, furbacchioni, aspiranti colonizzatori, che non (ri) conoscono la Costituzione Italiana e che la violano con disprezzo. Violenti perché hanno ottenuto grazie alla gestione del potere l'opportunità di un sopruso-abuso». Un regime di quasi semi-monopolio. Già da oggi partirà una diffida al ministero delle Comunicazioni, un esposto per avviare una fase di accertamento e in settimana sarà depositato il ricorso al Tar nel quale l’avvocato Gianluigi Pellegrino, su mandato di Mixer Media, solleverà l’incostituzionalità delle norme che permettono a una radio di partito di far propri dei privilegi che consentono di mettere in atto una strategia ben lontana dall’utilità socialemache riveste il carattere della colonizzazionepura. «Vogliamo porre unproblema di norma di privilegio commenta l’avvocato Pellegrino e verificare le procedure di assegnazione a Radio Padania dal ministero delle Comunicazioni ». «Nessuno pensa di dover impedire a Radio Padania di fare o dire ciò che pensa anche qui dalle nostre parti - ha sostenuto il deputato Ugo Lisi del Partito delle Libertà - tuttavia credo che la libera espressione di questa emittente non possa avvenire a scapito delle emittenti salentine, specie Radiorama che racconta questa terra con le sue storie e le sue virtù».

Intanto, mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano richiama a una maggiore coscienza della proprie radici e la politica salentina prova timidamente a difendere la libertà delle sue frequenze, Pagliaro rilancia, lanciando il suo guanto di sfida ai «furbacchioni leghisti » ai quali ricorda che il Salento «orgoglioso simbolo di accoglienza, ospitacon la schiena dritta, stringendo mani e guardando negli occhi e non si fa schiaffeggiare dagli arroganti ». I leghisti sono avvisati.

di Monica Caradonna

http://www.unita.it/italia/radio-ladrona-in-salento-br-la-lega-scippa-le-frequenze-1.264979


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