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mercoledì 24 luglio 2013

Laura Prati è morta: il sindaco di Cardano al Campo


Laura Prati è morta: il sindaco di Cardano al Campo era stata ferita il 2 luglio

Non ce l'ha fatta, Laura Prati. Dopo la notizia della morte cerebrale trapelata nel primo pomeriggio dall'ospedale di Varese e confermata dal presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, è arrivata la comunicazione del decesso del sindaco di Cardano al Campo. La donna è spirata alle 14.30, a quanto si apprende 6 ore dopo che ne era stata dichiarata la morte cerebrale (divulgata dunque solo successivamente, probabilmente in seguito alle indiscrezioni). Gli organi di Laura Prati sono stati espiantati e il cuore è attualmente atteso all'ospedale Niguarda di Milano.

E' stata dichiarata la morte cerebrale per Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo (Varese), ferita lo scorso 2 luglio all'addome da tre colpi di pistola sparati dall'ex vicecomandante della polizia municipale locale, Giuseppe Pegoraro. La notizia è trapelata da fonti dell'ospedale dove la donna si trova attualmente ricoverata ed è stata poi confermata ai media dal presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che ha spiegato che la morte cerebrale è sopravvenuta "non per l'attentato in sè, ma per una neuropatia congenita di cui il sindaco soffriva e che si è aggravata con l'attentato".


Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo, colpita da un uomo con la pistola: è grave

Una comunicazione che arriva dopo che la speranza che Prati ce la potesse fare sembrava concreta. 48 anni, sposata e con due figli di 22 e 11, il sindaco di Cardano al Campo è sempre rimasta cosciente, al punto che dopo il ferimento ha chiesto al marito di "proteggere" i loro ragazzi. Giunta in ospedale a Gallarate, la donna è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico, che è perfettamente riuscito: nei giorni seguenti, infatti, ha raccontato l'attentato subito, ricostruendone i dettagli, e ha ricevuto visite.

Due settimane fa, quindi, è stata trasferita a Varese, dove ha subito una operazione definita di routine, ovvero la pulizia di un'arteria in endoscopia. Qualcosa però è andato storto e un aneurisma ha provocato una forte emorragia cerebrale, che ha richiesto un nuovo e difficile intervento, in seguito al quale Prati è entrata in coma. I medici hanno prolungato lo stato di incoscienza farmacologicamente, fino a che è sembrato che il sindaco desse segnale di ripresa, ma poco dopo le sue condizioni sono di nuovo peggiorate, arrivando al triste epilogo di oggi. Le foto di Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo Laura Prati era stata ferita a inizio mese, insieme al suo vice Costantino Iametti (76 anni), per vendetta: il vigile autore dell'attentato, Giuseppe Pegoraro, ce l'aveva infatti con il sindaco e il secondo per un provvedimento disciplinare che gli era costato una sospensione di 6 mesi. L'uomo era stato sorpreso a contraffare la timbratura dei cartellini e degli straordinari insieme ad altri colleghi.

L'ex vicecomandante della polizia municipale locale, però, si è sempre sentito punito ingiustamente e così ha deciso di vendicarsi su quelli che riteneva i responsabili. Dopo avere ferito Prati e Iametti, l'uomo è fuggito prima nella piazza del paese, poi ha fatto irruzione negli uffici della Cgil locale (facendo fortunatamente uscire tutti i dipendenti), quindi ha lanciato una molotov e ha cercato di dileguarsi in macchina. Fermato dalla polizia, ha sparato anche contro i militari, che quando sono finalmente riusciti a fermarlo hanno trovato nella sua auto un vero e proprio arsenale, "800 proiettili e bottiglie molotov", oltre a una carabina, un fucile a pompa, due pistole e due pugnali da caccia che aveva con sè.



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domenica 12 maggio 2013

PdL a Brescia. Tra vere proteste e finte immagini tv




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Brescia, insulti e sputi per Berlusconi.

Alta tensione con grillini e centri sociali Esponenti del centrodestra contestati e insultati da gruppi di sostenitori di Grillo e dall'estrema sinistra. Brunetta scortato dai carabinieri. All'arrivo dell'ex premier ci sono stati cori di contestazione e lanci di monetine verso l'auto. Le prime parole dal palco: "Se pensano di intimidirmi si sbagliano". Gli antagonisti allontanati con la forza dalla polizia
Silvio Berlusconi è stato accolto a Brescia, dove era atteso per un comizio (dopo la conferma della condanna per i diritti Tv e la richiesta di rinvio a giudizio sulla presunta compravendita dei parlamentari si avvicina il giudizio sul caso Ruby), da violente contestazioni, cori, e anche qualche sputo contro l'Auto  che trasportava l'ex premier e il ministro dell'interno Angelino Alfano. Alcuni dei manifestanti hanno anche lanciato qualche monetina.
PdL a Brescia. Tra vere proteste e finte immagini tv
Dunque, da una parte c'è chi gli urlava contro tutto lo sdegno possibile, mentre dall'altra c'era chi inneggiava "Silvio Silvio, Silvio".
Però, questa volta a Brescia oltre a molti contestatori di gruppi variegati e militanti del M5S c'erano anche molti cittadini comuni unitisi alle contestazioni.
Gli scontri verbali, comunque, iniziano molto prima che Berlusconi cominci a parlare, davanti all'hotel Vittoria dove soggiornano i parlamentari Pdl.
Al loro passaggio vengono accolti al grido di "Ladri" e "In galera". Molta la rabbia degli anti-berlusconiani, Gasparri apostrofato come "Fascista" viene invitato ad andarsene, mentre alla Santanchè gli viene suggerito di trovarsi un lavoro vero.
Brunetta invece, a cui va il premio di miglior sostenitore, al suo arrivo viene accolto al grido di "Evasore, ladro, parassita" mentre quando deve lasciare la piazza deve essere necessariamente scortato da circa una dozzina di agenti perchè altrimenti... e dentro il muro umano, pagato dai contribuenti, che porta via il mini-deputato, non arrivano i fischi e le contestazioni, infatti alla domanda: "Si aspettava i fischi?", lui risponde: "Piazza straordinaria, nessun fischio!"
Ma il vero scandalo è l'arrivo di Alfano, insieme a Berlusconi, alla manifestazione. Un ministro degli interni, per giunta vice premier che partecipa ad una manifestazione contro un organo dello stato di cui è rappresentante. Paradosso tutto italiano perchè in un qualsiasi altro paese occidentale sarebbe inaudito.
In tutto questo marasma, ovviamente la televisione di Berlu, inquadra solamente metà piazza quella a favore, così che si assiste a due realtà, quella reale e quella televisiva.
Ma la verità si scopre alla fine quando i sostenitori del Popolo delle Libertà tornano verso i loro pullman poichè sono stati ingaggiati dal nord-est, quella parte di Italia che si vende ancora al Caimano per 20 euro e un panino.

leggi anche ; http://cipiri.blogspot.it/2013/05/gaia-tortora-blasfemo-paragonarsi-mio.html

Gaia Tortora:

 "Blasfemo paragonarsi a mio padre"


 Enzo Tortora in manette ci e' finito veramente
questo signore scappa dai processi
 .
COSA TI PORTA IL 2017 ?



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