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martedì 6 novembre 2018

Israele ruba gli organi dei Bambini Palestinesi

Nella lettera che inviò al presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’ambasciatore Riyad Mansour dichiarò che “un esame medico condotto sui corpi dei Palestinesi restituiti dopo essere stati uccisi dall’esercito occupante israeliano, ha trovato che essi mancavano di organi”, difatti “confermando ulteriormente i report del passato sulla sottrazioni   di organi da parte del regime israeliano”.


Nel 2015, l’ambasciatore palestinese all’Onu, Riyad Mansour, 
denunciò alle Nazioni Unite
 il traffico di organi di bambini palestinesi da parte del regime israeliano.

Nella lettera che inviò al presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’ambasciatore Riyad Mansour dichiarò che “un esame medico condotto sui corpi dei Palestinesi restituiti dopo essere stati uccisi dall’esercito occupante israeliano, ha trovato che essi mancavano di organi”, difatti “confermando ulteriormente i report del passato sulla sottrazioni
 di organi da parte del regime israeliano”.

Anche se la comunità internazionale tende a insabbiare il commercio di organi che il governo israeliano fa con i corpi dei palestinesi uccisi durante gli scontri nei Territori occupati, sono tanti i report che hanno messo a luce questi casi. Il primo ad occuparsene fu il quotidiano svedese Aftonbladet nel 2009. Anni dopo, anche il New York Times dichiarò che “dal 2000 gli israeliani rivestono un ruolo sproporzionato nel traffico di organi umani” aggiungendo: “I trafficanti di organi in Israele hanno guadagnato grandi quantità di denaro”.

Nel 2018 a riparlarne è stato Robrecht Vanderbeeken, segretario culturale del sindacato belga Acod e un ricercatore di filosofia della scienze, attraverso il sito belga De Wereld Morgen: “La popolazione della Striscia di Gaza è costretta a morire di fame e i bambini vengono rapiti e uccisi per vendere i loro organi”. Questa frase è costata al sito belga un reclamo dal Centro Interfederale delle Pari Opportunità, cosa che non è servita per far rimangiare le parole del “De Wereld Morgen”, che ha riconfermato tutto ciò che è stato scritto.

I corpi delle vittime palestinesi, soprattutto bambini, sono spesso trattenuti in custodia israeliana per un lungo periodo di tempo prima di essere restituiti ai parenti. Questo mette ancora di più un velo di mistero su ciò che succede a quei corpi già martoriati. 
Per questo orrendo crimine nessun Paese occidentale si straccia le vesti.

di Irene Pastecchi




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mercoledì 24 luglio 2013

Laura Prati è morta: il sindaco di Cardano al Campo


Laura Prati è morta: il sindaco di Cardano al Campo era stata ferita il 2 luglio

Non ce l'ha fatta, Laura Prati. Dopo la notizia della morte cerebrale trapelata nel primo pomeriggio dall'ospedale di Varese e confermata dal presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, è arrivata la comunicazione del decesso del sindaco di Cardano al Campo. La donna è spirata alle 14.30, a quanto si apprende 6 ore dopo che ne era stata dichiarata la morte cerebrale (divulgata dunque solo successivamente, probabilmente in seguito alle indiscrezioni). Gli organi di Laura Prati sono stati espiantati e il cuore è attualmente atteso all'ospedale Niguarda di Milano.

E' stata dichiarata la morte cerebrale per Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo (Varese), ferita lo scorso 2 luglio all'addome da tre colpi di pistola sparati dall'ex vicecomandante della polizia municipale locale, Giuseppe Pegoraro. La notizia è trapelata da fonti dell'ospedale dove la donna si trova attualmente ricoverata ed è stata poi confermata ai media dal presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che ha spiegato che la morte cerebrale è sopravvenuta "non per l'attentato in sè, ma per una neuropatia congenita di cui il sindaco soffriva e che si è aggravata con l'attentato".


Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo, colpita da un uomo con la pistola: è grave

Una comunicazione che arriva dopo che la speranza che Prati ce la potesse fare sembrava concreta. 48 anni, sposata e con due figli di 22 e 11, il sindaco di Cardano al Campo è sempre rimasta cosciente, al punto che dopo il ferimento ha chiesto al marito di "proteggere" i loro ragazzi. Giunta in ospedale a Gallarate, la donna è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico, che è perfettamente riuscito: nei giorni seguenti, infatti, ha raccontato l'attentato subito, ricostruendone i dettagli, e ha ricevuto visite.

Due settimane fa, quindi, è stata trasferita a Varese, dove ha subito una operazione definita di routine, ovvero la pulizia di un'arteria in endoscopia. Qualcosa però è andato storto e un aneurisma ha provocato una forte emorragia cerebrale, che ha richiesto un nuovo e difficile intervento, in seguito al quale Prati è entrata in coma. I medici hanno prolungato lo stato di incoscienza farmacologicamente, fino a che è sembrato che il sindaco desse segnale di ripresa, ma poco dopo le sue condizioni sono di nuovo peggiorate, arrivando al triste epilogo di oggi. Le foto di Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo Laura Prati era stata ferita a inizio mese, insieme al suo vice Costantino Iametti (76 anni), per vendetta: il vigile autore dell'attentato, Giuseppe Pegoraro, ce l'aveva infatti con il sindaco e il secondo per un provvedimento disciplinare che gli era costato una sospensione di 6 mesi. L'uomo era stato sorpreso a contraffare la timbratura dei cartellini e degli straordinari insieme ad altri colleghi.

L'ex vicecomandante della polizia municipale locale, però, si è sempre sentito punito ingiustamente e così ha deciso di vendicarsi su quelli che riteneva i responsabili. Dopo avere ferito Prati e Iametti, l'uomo è fuggito prima nella piazza del paese, poi ha fatto irruzione negli uffici della Cgil locale (facendo fortunatamente uscire tutti i dipendenti), quindi ha lanciato una molotov e ha cercato di dileguarsi in macchina. Fermato dalla polizia, ha sparato anche contro i militari, che quando sono finalmente riusciti a fermarlo hanno trovato nella sua auto un vero e proprio arsenale, "800 proiettili e bottiglie molotov", oltre a una carabina, un fucile a pompa, due pistole e due pugnali da caccia che aveva con sè.



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lunedì 30 marzo 2009

Singapore via libera alla compravendita di organi

Anche gli stranieri potranno acquistare nella città-stato asiatica
Trapianti, da Singapore via libera
alla compravendita di organi tra vivi
Autorizzato il pagamento al donatore di una cifra a titolo di rimborso. Prezzi determinati in base alle richieste

Singapore (Reuters)
SINGAPORE - Il parlamento di Singapore ha approvato una legge che legalizza il mercato degli organi tra vivi. In pratica, il parlamento della città-Stato asiatica ha autorizzato il pagamento al donatore di una cifra a titolo di rimborso. I prezzi saranno determinati in base alle richieste. Probabilmente per un rene, l'organo più richiesto, si parla già di prezzi intorno ai 5 mila euro. Inoltre, la nuova legge potrebbe favorire il turismo sanitario a Singapore, in quanto anche gli stranieri avranno la possibilità di acquistare un organo da donatore vivo. Lo riferisce Asianews che riporta come la quasi totalità dei parlamentari, 79 su 84, abbia votato a favore.

IL MINISTRO - Secondo il ministro della salute di Singapore Khaw Boon Wan, non si tratta propriamente di una legalizzazione delle vendite di organi, «ma è intesa a correggere la posizione estrema che criminalizza tutti i tipi di pagamenti per chi decide di donare». La proposta del Governo della città-stato è arrivata in seguito all'arresto, lo scorso giugno, del miliardario Tang Wee Sung che aveva cercato di comprare un rene da un donatore indonesiano. In seguito all'accaduto, il Governo ha deciso di regolamentare le donazioni, consentendo ai donatori di ricevere un pagamento per vie legali. Halimah Yacob, uno dei parlamentari dissidenti, è però convinto che molti lavoratori in questo periodo di crisi potrebbero essere indotti a donare gli organi. «Per chi viene licenziato - ha dichiarato Halimah Yacob - anche un rimborso di 6,600 dollari sarebbe meglio che tornare a casa senza lavoro e a mani vuote».

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