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giovedì 5 settembre 2019

Basta Sproloqui da Bar Torna in Padania

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Basta Sproloqui da Bar Torna in Padania


Basta Sproloqui da Bar Torna in Padania

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Basta Sproloqui da Bar Torna in Padania

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#Solo #Selfie #Rutti e #Scorregge da #Selfini ...

#Solo #Selfie #Rutti e #Scorregge da #Selfini ...


#Basta #Sproloqui #Torna in #Padania

#Finita la #Pacchia sulla #Spiaggia #Matteo #Ubriaco

Non vuole #Tav dopo #SiTav

#Roma #Ladrona e va a #Rubare a Roma #49Milioni

Prima il #Nord , poi il #Sud, poi boh!

Aboliamo le #Accise , teniamo accise

600.000 #Rimpatri , meno di quelli di prima

#Cambiamo l' #Europa , non conta un ca@@o in Europa

#Lega non voglio #Poltrone , sono #Attaccati alle poltrone

Non vuole la #Crisi , e cerca la crisi...

Era la #Cubista Non la #Madonna


Basta Sproloqui da Bar Torna in Padania

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Salvini Dovrebbe 
Ritirarsi dalla Politica 
NON è Capace

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Mi occupo di Creare le vostre pagine, disegnare loghi e marchi.  Posso realizzare biglietti da visita, personalizzare banner e clip animate.  Fornisco supporto e consulenza per realizzare Siti Internet,   blog personalizzati e pagine Social.  Servizio rivolto a Privati, Aziende, Agenzie, Enti,   Associazioni e Liberi Professionisti.
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martedì 4 febbraio 2014

Casini Torna con Berlusconi



RITORNO ALL'OVILE

ERA 28 OTTOBRE 2012 quando la faccia di Bronzo per eccellenza Casini diceva a Silvio Berlusconi "rimarra solo"....Silvio rispondeva lui : E' una persona orrida. Nel Frattempo il Pregidicato Berlusconi fa' ancora il manovratore...e lui Casini si deve piegare per la poltrona e per tutelare gli interessi di Caltagirone... OGGI 3 FEBBRAIO 2014 CASINI RITORNA ALL'OVILE

Casini rivolta pagina: torna a destra per far vincere Berlusconi „UDC AGO DELLA BILANCIA – Mai ritorno fu più gradito al Cavaliere, che non dovrà recitare la parte del ‘Padre’ e non sacrificherà un “vitello grasso”, ma che si è già fatto due conti: con Casini può raggiungere quel 37% che gli consentirebbe di agguantare il premio di maggioranza e portarsi a casa il 53% dei seggi. Scongiurando così un ballottaggio contro Renzi, favorito nell’uno contro uno. Così almeno stando ai numeri che Nando Pagnoncelli ha elaborato in un sondaggio per Ballarò apparso questa mattina nelle pagine del Corriere della Sera. Secondo le intenzioni di voto raccolte dalla Ipsos la coalizione di centro destra – guidata da Forza Italia al 23,2%, Nuovo centro destra al 6%, la Lega Nord 3,2%, Fratelli d’Italia al 2,2% più una galassia di micro partitini relegati allo 0,2 – è data al 34,8% dei voti. Che introdurrebbero la Casa della libertà 2.0 al secondo turno. Ma è qui, invece, che l’Udc potrebbe farsi l’ago della bilancia della partita. Lo stesso sondaggio, infatti, accredita la formazione di Casini al 3,1%. Totale dell’operazione: 37,9%. Capito perché Silvio non vuol troppo chiacchiericcio attorno a Pierferdinando?“
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lunedì 9 dicembre 2013

Torna il movimento dei Forconi e la Polizia toglie i caschi e' una BUFALA



9 dicembre 2013 l'Italia si ferma

 A Torino negozi chiusi nella stragrande maggioranza dei casi. 
Presidi in diversi punti della città. In piazza Castello, manifestazione divisa tra ambulanti/organizzatori che si dissociano dalla violenza e un gruppo di ultrà che si è scontrato duramente con la polizia lanciando mattoni e altro.

Torna il movimento dei Forconi

Il movimento dei Forconi, che a gennaio 2012 paralizzò la Sicilia (e non solo) per nove giorni bloccando strade, raffinerie e rifornimenti in tutta l’isola, sta per tornare all’attacco. Dalle 22 dell’8 dicembre partirà un “blocco totale della penisola“, che dovrebbe concludersi il 13 dicembre ma non è ancora sicuro, perché si parla di “protesta a oltranza”. Memori di quanto accadde quasi due anni fa, quando tutta l’isola fu colta di sorpresa dall’iniziativa del neonato movimento, i siciliani stanno correndo a fare rifornimento ai distributori, in modo quantomeno da non rimanere senza benzina.

In realtà, però, il reale impatto della nuova protesta è tutto da vedere, e c’è chi giura che non si replicherà quanto accaduto nel 2012. Ora infatti il fronte della protesta è più che mai diviso, e le sigle Aias e Forza d’urto hanno deciso di non aderire più, dopo l’accordo raggiunto alla Prefettura di Catania con i governi regionale e nazionale. Queste defezioni, che secondo alcuni trasformeranno la protesta in un flop, non sembrano però spaventare Mariano Ferro, il leader carismatico dei Forconi,

Come ha distrutto il Paese Berlusconi con i suoi alleati. 

Una storia di vera dittatura mediatica spiegata e ricostruita dai giornalisti stranieri.

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Documentario USA su Berlusconi censurato in Italia.
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Forconi, i capi della protesta


Forconi, i capi della protesta

Calvani in Jaguar. Chiavegato pro Putin. E l'ex ultrà Zaccardelli. 

 I leader della rivolta.
Hanno annunciato una MARCIA SU ROMA , vi fidereste di questi soggetti ?
marciate verso casa vostra ormai il danno e' stato fatto c'e' da
 RICOSTRUIRE ADESSO




Fascisti del "9 dicembre": 
un primo screening non lascia dubbi


LA FOTO - Altra prova della presunta solidarietà usata da molti è la seguente foto dove si vedono due poliziotti dietro un cartello tenuto da altri manifestanti (si badi al particolare dei guanti: la vera mano del poliziotto è lungo il suo fianco)

PECCATO CHE NON SIA QUEL CHE SI PENSI 

- A smentire la bufala (ovvero l’aver attribuito arbitrariamente a un gesto normale per i poliziotti una finalità politica ben specifica) ci han pensato le stesse forze dell’ordine. I poliziotti impegnati oggi a Torino nei servizi di ordine pubblico si sono tolti il casco perché «erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Lo precisa una nota della Questura di Torino, escludendo che il gesto – come ipotizzato da alcuni – fosse riconducibile a forme di condivisione della protesta e lo riprende l’Ansa. D’altra parte in nessun video si vedono i poliziotti mettersi dalla parte dei manifestanti.

Qualche disinformato – e anche qualche finto ingenuo, più spesso provocatori consapevoli 
– chiede retoricamente: ma come fate a dire che gli organizzatori del “9 dicembre” sono fascisti?

Non abbiamo dovuto faticare molto, né lavorare di fantasia. Abbiamo preso dai siti che “lanciano l'iniziativa” l'elenco dei “Comitati territoriali”, cercando di capire – banalmente: via Google – chi sono i “referenti” locali, ovvero i coordinatori, i “punti di riferimento”. Insomma, non abbiamo dovuto scomodare né il Kgb né la Stasi, che certo ci avrebbe fatto sapere molto di più, se fossero ancora in vita.

Ma già quel che abbiamo trovato ci sembra sufficiente. Provateci anche voi, non c'è che l'imbarazzo dei link da scegliere (per esempio questo: https://www.facebook.com/events/177577899109170/permalink/177801995753427/)

Mettiamo in corsivo e "rientrato" ne nostre “note critiche”, in moda facilitare la lettura e non fare confusione.

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CONTATTI TERRITORIALI:

VENETO: Giorgio Bissoli, Segretario Azione Rurale – referente Verona / Veneto, Tel 3493657967 – mail: bissoligiorgio@libero.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Patrizia Badii Tel. 349 2587764, info@lifeveneto.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Giorgio Bissoli, forse a sua insaputa, è il segretario di “Azione Rurale”, dipartimento “contadino” dell'area proveniente da Alleanza Nazionale.

Patrizia Badii, ex candidata sindaco a Verona, nel 2012, per la lista “Veneto Stato”, com'è chiaro “indipendentista”, ex leghista, uscita “a destra”.

LAZIO: Barbara De Propris – tel. 3467810040 – barbararoma76@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Alessio Provaroni – Tel. 3471957026 – mail: aprovaroni@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Roberto Reginaldi , tel. 346.8783165 – mail: robertoreginaldi@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Alessio Provaroni è - “casualmente”, sia chiaro - uno dei “costitutori” della Unione per il SOCIALISMO NAZIONALE – RSI (Raggruppamento Sociale Italiano)”, citando il loro stesso sito: “fondata il 28 Ottobre 2011 a SANSEPOLCRO – d’ora in avanti semplicemente SOCIALISMO NAZIONALE - che va ad integrare al suo interno il vissuto del Centro Studi Socialismo Nazionale (CSSN) – fin qui entità metapolitica – e che diviene CSP (Centro Studi Propaganda) quale ufficio propaganda funzionale alla realtà politica costituita”. Il gruppo è costituito anche da Stelvio Dal Piaz, Maurizio Canosci, Fernando Volpi, Stefano Carboni, Riccardo Berti. Basta navigare un attimo per trovarvi iconografia e slogan del peggio “nazional-socialismo”.

Barbara De Propris è invece coordinatrice provinciale “Azione Donna Roma” (http://www.atuttadestra.net/?p=74966). Ma deve trattarsi di una semplice coincidenza.

Roberto Reginaldi invece è proprio quel consigliere comunale di Forza Nuova, di Sezze (Frosinone) di cui si parla nell'articolo di ieri (//www.contropiano.org/politica/item/20727-forza-nuova-si-camuffa-e-cerca-confusioni-rosso-brune).

SICILIA: Salvatore Riggi – Tel.3936026110 – mail: riggi.salvatore@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Ex “Popolo delle libertà” a Caltanissetta.

FORLI e RAVENNA: Claudio Marconi – tel 3472258116 – ipharra-fcalice.it

Il giornali locali ne hanno resocontato la recente uscita da Forza Nuova, “rimasta nel tunnel del fascismo” - parole sue – ma ha anche voluto rassicurare i suoi camerati vecchie nuovi: “

"Questo non significa un mio disimpegno politico - rassicura Marconi -, continuerò la mia attività politica con il Circolo Culturale Clemente Graziani, che è aderente al Laboratorio Politico Forza Uomo,suffragato anche dall'appoggio di molti giovani che, usciti anche loro da Forza Nuova, hanno voluto intraprendere con noi questo cammino. Non più anticomunisti, non più antifascisti,ma uomini liberi per la costruzione del Laboratorio Politico Forza Uomo, per una azione politica liberata dalle ideologie, che abbiamo gettato una volta per tutte e per sempre nella pattumiera della storia, uniti per combattere il liberal capitalismo". (http://www.romagnaoggi.it/cronaca/forli-claudio-marconi-abbandona-forza-nuova.html)

Nel frattempo è una star su siti anti-demo-pluto come frontediliberazionedaibanchieri.it/ e così via

TOSCANA: Bruno Zoppi, – Cell 348/6466025 – mail: bruno.zoppi@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Se non è un caso di ominimia, era candidato di La Destra - Fiamma Tricolore, con Santanché e Buontempo buonanima.

CALABRIA: Salvatore Brosal – mail: mailto:superhit33@yahoo.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Tel.339 638 2018

Dice aulicamente di se stesso:

Io non mi sento più figlio di questa terra che calpesta i diritti inviolabili dell’uomo, che calpesta la nostra Costituzione, che affama la sua gente. Io rimpiango il mio passato: il Regno delle due Sicilie. Splendido periodo storico, quando tutto il Meridione, ma soprattutto Calabria e Sicilia erano regioni ricchissime e non conoscevano la disoccupazione. Poi arrivarono i Savoia: gli usurpatori. Io non mi sento più figlio di questa terra che ha mandato al massacro i miei fratelli Istriani e Dalmati. Io non mi sento più figlio di questa terra che ha dimenticato l’Italianità della Corsica. Io non mi sento più figlio di questa terra, dove abbiamo un presidente del Consiglio massone, nominato senatore a vita, senza merito, da un presidente della Repubblica comunista, non eletto dal popolo, che viola con la sua stessa presenza al Quirinale la nostra Carta Costituzionale. Io sono un uomo del Sud, figlio di quel Grande Sud, cha ha dato Gloria ed Onore all’Italia intera. Io sono figlio della Calabria, di questa bella e gloriosa terra, dove l’Aspromonte, la Sila, il Pollino e ottocento chilometri di costa non bastano a questo governo ladro, usurpatore, assassino e criminale a far partire il turismo; quel turismo che porterebbe ricchezza, benessere, gioia, vacanza, allegria in tutto lo stivale. Io rimpiango il mio Passato, quel glorioso Regno delle due Sicilie, dove il benessere era solo una splendida realtà. Io sono un figlio della libertà, della legalità e della Democrazia. Io sono un figlio della “Magna Grecia”.

Io sono un uomo libero in una nazione che vuole rendermi, e renderci solo schiavi delle banche massoniche e dei poteri che uccidono i diritti. Io non riconosco il potere di questo parlamento abusivo. Io uomo del Sud, figlio della “Magna Grecia”, suddito libero nel “Regno delle due Sicilie”, dichiaro la mia indignazione ed esterno il mio disappunto verso questo stato governato da poteri che opprimono il Popolo. In una Repubblica davvero libera e democratica solo il Popolo è sovrano. Viva la Calabria, viva il Sud, viva l’Italia libera ed unita dove il diritto sia l’espressione delle intelligenze di tutti e non l’illegalità di pochi. (salvatore brosal)

PORDENONE: Claudio Sist, Pordenone, mail: sistclaudio@gmail.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell 3493091400

Di Claudio Sist emerge invece un momento quasi “comunista” rispetto agli altri: era stato candidato nell'Unione di Centro, nelle elezioni comunali del 2011. Un casiniano, insomma...

*****

A noi questa prima scrematura sembra sufficiente, addirittura esaustiva. Diciamo che si tratta di un'iniziativa fascista perché tutti i promotori-referenti-coordinatori (meno uno, Udc) sono provenienti o militanti in organizzazioni fasciste.

Chi voglia “indagare” oltre non ha che da mettersi al lavoro. E farci sapere cos'ha trovato.

L'elenco, naturalmente, continua....

DA  http://www.contropiano.org/articoli/item/20751

NON E' UN CASO CHE ABBIANO SCELTO IL GIORNO DOPO LE PRIMARIE DEL PD 
PER AFFOSSARE LA NOTIZIA DEL NUOVO SEGRETARIO E FAR PARLARE DI LORO

leggi anche 
http://cipiri.blogspot.it/2013/12/forconi-9-dicembre-e-la-farsa-di.html

Forconi : 9 dicembre e la farsa di un’“insurrezione”


L’ultimo travestimento di Forza nuova Chi si nasconde dietro il coordinamento del 9 dicembre

leggi anche 
 http://cipiri.blogspot.it/2013/12/bruciate-i-libri-lincredibile-assalto.html


E' arrivato in piazza a bordo di una Jaguar Danilo Calvani, il leader del Movimento nazionale 9 dicembre.
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giovedì 28 novembre 2013

Afghanistan: Torna la Lapidazione


Afghanistan: Torna la Lapidazione

La criminale consuetudine viene riproposta da un governo 
che riceve dall’alleato statunitense la patente democratica. 
Il presidente uscente Karzai e diversi dei candidati alle presidenziali del prossimo aprile
 fanno a gara per conquistare
 il benestare del tradizionalismo tribale e fondamentalista

Sulla vita delle donne, sottoposta alle pietre d’una nuova lapidazione per adulterio, Hamid Karzai lavora per una successione nel segno dell’oscurantismo. E’ di queste ore la notizia che il ministero della Giustizia afghano prende in esame una bozza di riforma del codice penale che prevede la reitroduzione della lapidazione (come nel quadriennio talebano) allargando la condanna capitale anche all’uomo reo. Il direttore dell’ufficio legislativo ha già difeso la proposta trovandola, a suo dire, consona ai dettami della Shari’a. Le associazioni umanitarie sono insorte lanciando un appello alle massime cariche afghane per fermare la misura criminale. Peccato che molte di queste autorità (i vicepresidenti della Repubblica Islamica Khalili e Fahim sono noti signori della guerra vicini alle posizioni fondamentaliste più intransigenti), mentre Hamid Karzai sta da tempo preparando un ricambio politico avvicinando i settori più retrivi delle etnìe afghane. Una recente operazione l’ha visto protagonista del patto col presidente statunitense Obama, denominato “Bilateral security agreement”, che è stato irritualmente sottoposto al vaglio della Loya Jirga.

Ogni sponda diventa buona per gli interessi personali del presidente uscente, in barba al suo presunto ruolo democratico di cui parla esclusivamente la propaganda occidentale. Una delle manipolazioni più dolorose per le donne delle 34 province afghane è proprio la patente di reale rappresentatività dei bisogni della popolazione, offerta a diverse figure femminili introdotte in Parlamento sull’onda della “democratizzazione”. Sul tema la denuncia di Rawa è tranciante. Le deputate: Amina Afzali, Hassan Bano Ghazanfar, Massouda Jalal, Shukria Barakzai, Noorzia Atmar, Fouzia Kofi e altre colleghe presenti nella Wolesi Jirga “sono legate ai brutali signori della guerra” e si fanno portavoce di istanze reazionarie e antifemminili subdolamente sostenute nelle sedi istituzionali. Oltre all’abominio della punizione per lapidazione, è in corso una meticolosa disarticolazione dei diritti femminili presenti nella Carta Costituzionale. Anche la buona legge che difende l’incolumità femminile, esistente ma mai applicata, potrebbe sparire definitivamente.

In occasione della settimana contro la violenza sulle donne la nostra Camera dei Deputati ospita un convegno dal titolo “Afghanistan 2014, anno di svolta: bilancio e prospettive per le donne afghane” (giovedì 28 novembre, Palazzo di Montecitorio, ore 14:30-18:30). In quest’assise, dov’è attesa anche il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, sarà presente una delle contestatissime parlamentari afghane citate: Shukria Barakzai, di cui le attiviste di Rawa offrono le seguenti informazioni. Nel 2005 Barakzai e il marito Abdul Ghafar Daw provarono l’ingresso in politica. Lei riuscì nell’intento, lui non venne eletto. Il consorte si piazzò brillantemente nell’affarismo nazionale, entrando nel Gotha dirigente della Kabul Bank che ha controllato per anni gran parte del traffico finanziario interno col benestare della comunità internazionale. L’istituto di credito, però, risultava la cassa di riferimento della mafia locale e nel 2010 venne travolto da un crack finanziario con la perdita di centinaia di milioni di dollari. Daw ne fu coinvolto insieme ad altri dirigenti, uno è il fratello di Karzai e l’inchiesta raggiunse lo stesso vice presidente della Repubblica Fahim. Fra gli affari personali, procurati a Daw dalle coperture politiche di famiglia, nel 2006 c’era stata una sorta di monopolio del rifornimento di carburante per dieci aeroporti afghani.
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Mentre tutto il mondo celebrava la giornata contro la violenza nei confronti delle donne in Afghanistan veniva proposta la reintroduzione della lapidazione per alcuni "crimini morali" quali l'adulterio.

La notizia è stata rivelata da Human rights watch (Hrw) che ha potuto esaminare il documento presentato da una commissione del Ministero della giustizia afghano incaricata di rivedere il Codice penale. Il progetto prevede che se due persone sposate sono giudicate colpevoli di aver avuto rapporti sessuali fuori dal loro rispettivo matrimonio, l'uomo e la donna possono essere condannati alla "pena della lapidazione". La sentenza sarà applicata in luogo pubblico. Se una delle due persone non è sposata sarà condannata a 100 frustate.

La pena di morte per lapidazione è una delle più aberranti violazioni delle norme internazionali relative ai diritti umani. "È assolutamente scandaloso che dodici anni dopo la caduta del governo dei taleban, l'amministrazione Karzai intenda ristabilire la lapidazione come pena", ha dichiarato Brad Adams, direttore della divisione Asia di Hrw. "Il presidente Karzai dovrebbe dare prova di un impegno a favore dei diritti umani, respingendo categoricamente questa proposta". Per questo i donatori internazionali, soprattutto quelli che sostengono il processo di riforma giuridica in Afghanistan, oltre a prendere decisamente posizione contro questo progetto dovrebbero sospendere gli aiuti nel caso la proposta della Commissione del ministero della giustizia dovesse essere adottata.

Quella dei "crimini morali" di cui sono accusate spesso 
le donne che si ribellano alla violenza del marito
 e fuggono di casa 
in Afghanistan è già una plateale violazione dei diritti umani. 

Quando una donna denuncia uno stupro
 viene accusata di adulterio e ora, oltre al carcere,
 potrebbero rischiare la lapidazione.

di Giuliana Sgrena .

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sabato 13 ottobre 2012

Michele Santoro: in onda il 25 ottobre su La7



Servizio Pubblico torna in onda il 25 ottobre su La7 e in streaming su www.serviziopubblico.it


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 Michele Santoro finalmente torna con "Servizio Pubblico". Dal 25 ottobre in prima serata su La7.

 "Loro rubano, e tu che fai?"  Protagonista del promo, Giulia Innocenzi. -


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