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mercoledì 27 aprile 2016

Tutti devono rispettare la legge persino quelli che le fanno



«Tutti devono rispettare la legge persino quelli che le fanno»
Il presidente dell’Anm Davigo parla di lotta alla corruzione:
 «Dobbiamo avere regole che aiutano a comportarsi bene».

Se abbiamo regole che prevedono misure 
premiali per gli imputati che collaborano i collaboratori aumentano»:Piercamillo Davigo, presidente 
dell’Anm, lo ha affermato a proposito della lotta alla corruzione incontrando gli studenti del Master in analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata
 e della corruzione dell’Università di Pisa.

La caratteristica dello stato di diritto è che la legge vincola tutti», ha spiegato il magistrato.
 «E la separazione dei poteri serve a garantire la libertà. 

Per un paio di decenni invece l’attività di questo Paese non è stata quella di contrastare la corruzione 
ma le indagini processuali su di essa. E questo è stato un messaggio fortissimo. La corruzione è un 
reato particolarmente segreto, occulto, non si fa davanti a testimoni,
 è noto solo a corrotti e corruttori, 
non viene quasi mai denunciato». Infine, comparando la situazione italiana alle recenti indagini in 
Brasile, ha affermato:
 «Là la prescrizione è di 10 anni: mi viene da dire beati loro. Da noi è molto più corta».

Sentenze, magistrati, pescatori e lucci enormi
In compenso, il magistrato è stato molto meno loquace con i giornalisti che l’attendevano a Pisa: «Non rilascio dichiarazioni», ha chiarito sulle polemiche suscitate dalla sua intervista pubblicata il 22 aprile dal Corriere della Sera. Quanto al fatto che di magistrati debbano parlare solo con le sentenze, ha commentato: «equivale a dire che devono stare zitti». Per poi aggiungere a proposito del presunto 
protagonismo dei magistrati: «Le avete mai lette le sentenze? come quando sui giornali di provincia 
qualche volta c’è il pescatore che ha pescato un luccio enorme. Io dico: è il pescatore affetto da 
protagonismo o è il luccio che è enorme?».
#Davigo: l’hashtag in primo piano sui social
Intanto l’intervista di Piercamillo Davigo al Corriere della Sera, ha conquistato un posto in primo piano sui social media: l’hashtag #Davigo è nella top ten di Twitter da mezzogiorno. I tweet si dividono tra favorevoli e contrari e sono soprattutto di giornalisti e cittadini: pochissimi quelli dei politici. In generale, in appoggio di Davigo da parte degli esponenti di M5s, mentre più critici quelli degli esponenti della maggioranza.
Interviene il Csm
Interviene anche il Csm. «Il Consiglio Superiore della Magistratura, nell’esercizio delle proprie funzioni costituzionali, lavora per il prestigio e l’autorevolezza di tutta la magistratura», ha scritto in una nota il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. «Le dichiarazioni del presidente Davigo rischiano di alimentare un conflitto di cui la magistratura e il Paese non hanno alcun bisogno tanto più nella difficile fase che viviamo nella quale si sta tentando di ottenere, con il dialogo ed il confronto a volte anche critico riforme, personale e mezzi per vincere la battaglia di una giustizia efficiente e rigorosa, a partire dalla lotta alla corruzione e al malaffare».


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