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giovedì 8 marzo 2018

Festa delle donne: storia e origine dell’8 marzo

Festa delle donne: storia e origine dell’8 marzo


Perché si celebra la festa delle donne proprio l’8 marzo? 
Scopri quali sono le origini della Giornata mondiale
 dedicata alle donne tra storia e leggenda.

Festa delle donne: perché l’8 marzo?
L’8 marzo celebreremo la Festa delle donne 2018, ovvero la Giornata mondiale dedicata alle donne. Questa ricorrenza è stata istituita dalle organizzazioni internazionali per ricordare e riconoscere le conquiste politiche, economiche e sociali del genere femminile. In occasione di questo evento, infatti, non solo vedremo fioristi e bancarelle pieni di mimose, simbolo della festa delle donne, ma potremo partecipare anche a diverse iniziative tutte incentrati sul tema “donne”: si parla dei loro diritti, della storia dei movimenti femministi e dell’evoluzione della condizione della donna nel corso del tempo.
Il percorso di emancipazione del genere femminile non è ancora finito, ed in alcuni paesi, ancora fortemente legati alle tradizioni, la disparità di genere è anche al giorno d’oggi molto marcata.

8 marzo 1908, l’incendio in fabbrica: è una storia vera?
L’origine della festa delle donne è stata per lungo tempo controversa. Tra le diverse versioni di questa storia, alcune affermano che la sua istituzione sia legata ad una violenta repressione di una protesta portata avanti da alcune operaie manifestanti a New York nel 1857,  altre invece legano l’origine della festa delle donne ad un triste episodio datato 8 marzo 1908. Secondo questa storia, proprio in questo giorno, centinaia di operaie sarebbero morte in un incendio nella fabbrica tessile ‘Cotton and Cotton’ in cui lavoravano a New York. Ad appiccare il fuoco forse fu proprio lo stesso proprietario, per porre fine allo sciopero indetto dalle donne che vi lavoravano.
Le fonti a nostra disposizione però ci raccontano una storia ben diversa sulla Festa delle donne: infatti non c’è alcuna traccia della fantomatica fabbrica che dunque non sarebbe mai esistita. Probabilmente l’incidente è stato confuso con l’incendio della fabbrica Triangle, risalente però al 1911.
Queste storie dunque sembrano più leggende che motivazioni reali del perché la festa della donna si celebra l’8 marzo; qual è allora la vera origine della Giornata mondiale delle donne?

Festa delle donne: la vera origine della Giornata internazionale della donna
La vera storia dell’origine della festa delle donne non ha nulla a che fare con un incendio in fabbrica o leggende simili. Sebbene ufficializzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite solo nel 1977, la Giornata mondiale delle donne si festeggiava in molti paesi già da molti anni. Il primo Stato furono gli USA con prima con la conferenza “Women’s Day” del 1909 e poi 
con una vera e propria giornata negli anni successivi.
L’origine dell’ 8 marzo è invece strettamente legata a ciò che avvenne l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, quando le donne della città si riversarono per le strade manifestando con forza per la fine della Prima Guerra Mondiale e furono le prime a portare alla caduta dello Zarismo.
Sempre connesso alle origini della Festa della donna è la designazione da parte delle Nazioni Unite dell 1975 come “Anno Internazionale delle Donne”, l’8 marzo del quale le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo la Giornata Internazionale della donna, con manifestazioni ed iniziative per celebrare le conquiste del genere femminile.
Inoltre, nel 1977,  l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione tramite la quale propose a ogni paese di istituire, un giorno all’anno “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”: molti scelsero proprio l’8 marzo
 per celebrare la Festa della donna.


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lunedì 2 febbraio 2015

Silvio Berlusconi : 8 marzo Finisce i Servizi Sociali




Silvio Berlusconi, concessa la liberazione anticipata per la sentenza Mediaset.
Un mese e mezzo in meno di affidamento ai servizi sociali

Il giudice di Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti ha concesso la liberazione anticipata, di 45 giorni, a Silvio Berlusconi nell'ambito dell'affidamento in prova ai servizi sociali di un anno che sta scontando per la condanna definitiva per il caso Mediaset. Da quanto è stato riferito è stata accolta l'istanza del leader di Forza Italia. La procura aveva espresso parere negativo.

Berlusconi chiude così il capitolo giudiziario relativo al processo Mediaset che si era concluso con una condanna definitiva a 4 anni di carcere, di cui 3 indultati. L'ex Cavaliere terminerà l'affidamento in prova ai servizi sociali, che sta svolgendo presso la struttura 'Sacra Famiglia' di Cesano Boscone, l'8 marzo prossimo.
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Nonostante la delusione dell’elezione di Mattarella, che si è trasformata in una vittoria di Renzi sugli avversari, Silvio Berlusconi oggi incassa due notizie positive: la prima è la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha dato l’ok all’anticipazione della fine della pena per la condanna per frode fiscale nel processo Mediaset; la seconda è il riconoscimento politico di Sergio Mattarella, dato l’invito del Colle al cerimoniale per l’insediamento del Presidente della Repubblica, nonostante la condanna del leader di Forza Italia.

Secondo l’agenzia Ansa tuttavia non vi sarebbero stati favoritismi e l’invito sarebbe stato esteso anche all’altro principale leader all’opposizione, Beppe Grillo, anch’egli con alle spalle una sentenza di condanna passata in giudicato seppur per un reato colposo. Il leader del M5S starebbe ancora valutando se presenziare alla cerimonia. Probabilmente la decisione verrà annunciata con un post sul blog. Il cerimoniale della Presidenza della Repubblica ha infatti previsto la presenza alla cerimonia delle alte cariche dello Stato e dei leader e segretari delle forze politiche e, quindi, anche di Grillo.


I fondatori di Forza Italia, che dalle pagine del Corriere  dichiarano:
 “Berlusconi è politicamente finito.
 Un po’ è colpa dell’età, un po’ delle vicende giudiziarie ma questo è un processo irreversibile anche dal punto di vista elettorale, visto che Silvio s’è messo nelle condizioni di finire stretto tra Salvini e Renzi“.




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LEGGI ANCHE
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venerdì 7 marzo 2014

Le Origini della Festa dell'8 Marzo



Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.


Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.




Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.



Non c'è nulla da festeggiare anzi sarebbe un giorno da ricordare con tanta tristezza visto che sono morte tante donne quel giorno... Ma ormai è tutto un business!

se vuoi leggi anche:


Per celebrare la festa della donna, 

bisogna comportarsi come gli uomini?




leggi anche

YO DECIDO : 8 MARZO DI LOTTA, DALL’ITALIA ALLA SPAGNA


Verso l’8 marzo, l’Italia resta un paese non a misura di donna. Secondo l’Istat, nel 2013 il numero di donne costrette, più per mancanza di alternative che per scelta reale, a sobbarcarsi le intere faccende domestiche dovendo così contare unicamente sui soldi del compagno, o del marito,,,
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venerdì 16 marzo 2012

8 marzo al checkpoint di Qalandiya






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Women's Day

 at Qalandia checkpoint 8/3/2012


 Posto di blocco di Qalandiya

Giornata Internazionale delle Donne al posto di blocco di Qalandiya

Giovedì 8 marzo, 60 donne palestinesi hanno manifestato contro
l'oppressione delle donne e contro l'occupazione con un corteo da
Ramallah al posto di blocco di Qalandiya. Quando si sono avvicinate,
si sono uniti a loro 40 attivisti israeliani ed internazionali. Gli
oltre 100 donne ed uomini palestinesi ed israeliani sono stati poi
attaccati alle forze militari con acqua puzzolente e gas lacrimogeni.
Per tutta risposta i giovani locali hanno lanciato pietre. I
manifestanti hanno resistito un'ora prima di disperdersi.

Si contano 7 feriti, tra cui una donna che è stata ricoverata dopo
essere stata colpita da un proiettile ricoperto di gomma.

daboosphotogaraphy: http://www.youtube.com/watch?v=qRjo3SPQ2cI
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.386097594733884.98791.136633479680298
Israel Putermam: http://www.youtube.com/watch?v=w0q3WypX1v0


 مظاهره شعبيه على حاجز قلنديا العسكري بمناسبه يوم المرأه
http://www.facebook.com/pages/hassan-daboos-Photographer-palestine/2281240705...


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mercoledì 7 marzo 2012

8-marzo




LEGGI ANCHE





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Anche quest’anno, il MiBAC partecipa alla Festa della donna rendendo omaggio all’universo femminile. Nella giornata dell’8 marzo sarà consentito l’ingresso gratuito a tutte le donne all’interno dei musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali. L’iniziativa nasce con l’intento di sensibilizzare il pubblico nei confronti delle opere d’arte, che da sempre hanno messo in risalto la figura femminile, in qualità di musa ispiratrice, ma vuole soprattutto valorizzare le donne che hanno dato e continuano a dare il loro prezioso contributo all’arte.

8 marzo di speranza per Rossella Urru.
 L’odierna Giornata Internazionale della Donna che sia anche quella di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita lo scorso ottobre in Algeria da un gruppo estremista islamico che la tiene ancora prigioniera. Dalla Mauritania arrivano notizie frammentarie ed incerte , ma qualche segnale di speranza trapela. Da quel poco che trapela parrebbe che sia in corso una delicata trattativa e tutti hanno scelto il silenzio stampa. L’altro giorno il Presidente Napolitano ha comunicato alla famiglia di Rossella che la loro figlia , per essendo ancora prigioniera, è in buone condizioni di salute.
 Tanti auguri Rossella!!!






La festa della donna ha la sua origine all'inizio del XX secolo quando un gruppo di operaie ha fatto sciopero per protestare contro le loro condizioni lavorative.


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L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.

se vuoi leggi anke:

http://cipiri.blogspot.it/2008/11/video-arte-dedicato-tutte-le-donne.html


http://cipiri.blogspot.it/2012/03/8-marzo-al-checkpoint-di-qalandiya.html



 http://cipiri2.blogspot.com/2010/03/ecco-la-storia-dell-8-marzo-festa-delle.html

COME PIANTARE LA MIMOSA
http://cipiri2.blogspot.com/2011/03/la-mimosa-ecco-come-piantarla.html

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http://cipiri.blogspot.com/2009/03/8-marzo-festa-della-donna.html





8 MARZO ( x non dimenticare )

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L'origine della festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.... http://cipiri.blogspot.com/2009/03/8-marzo-x-non-dimenticare.html

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lunedì 7 marzo 2011

L'8 MARZO Giornata internazionale dell'operaia

L'8 MARZO 



Giornata internazionale dell'operaia 

Giornata internazionale della DONNA




La giornata internazionale della donna, comunemente definita festa della donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
L'8 marzo 1917 le celebrazioni furono interrotte dalla Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 - il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia - le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta, incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni '70 e gli '80 abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.



Per l’8 marzo, non vogliamo mimose, non le abbiamo mai volute.
Se però dobbiamo essere precise, qualche desiderio lo avremmo. Lo abbiamo tutto l’anno.
Non comprende fiori.


Le ricorrenze non ci piacciono, tanto più quando da commemorazioni di tragedia e simbolo di lotta si trasformano in bieca operazione di marketing, ma ignorarle sarebbe ancora peggio, perchè non possiamo non notare il proliferare di spogliarelli per la notte delle donne e pubblicità di fiorai che vogliono venderci questa giornata come un nuovo San Valentino, mentre ovunque si diffonde una cultura in cui le donne sono spinte ad avere paura di girare da sole di notte o sembrano sfigate se non hanno un uomo che gli regali qualcosa.

L’8 marzo sarà per noi quindi solo un altro giorno per ribadire le necessità per cui lottiamo tutto l’anno.

Contro la violenza sulle donne, declinata non solo come violenza fisica e sessuale, ma come quella che viviamo ogni giorno tra le discriminazioni e i soprusi sul lavoro, a casa, a scuola, per strada, nelle relazioni sentimentali e sessuali.

Così, sentiamo di voler lanciare un bouquet di rivendicazioni, quelle che sentiamo più urgenti in questo momento.

Tenetevi le mimose…

…vogliamo vivere i nostri desideri, per essere libere di amare chi vogliamo e nel modo che ci eccita di più.


Proliferano sul web e tra i media gli inviti a partecipare a folli notti erotiche in occasione dell’ 8 marzo, quando alle donne verrebbe concesso di imitare il rito collettivo dell’eccitazione maschile da strip bar.
Alle donne quindi è concesso il divertimento erotico una volta all’anno, ma soprattutto la presunta libertà sessuale delle donne deve essere normata e modellata su quella maschile eterosessuale.
Insomma, per tutto l’anno viviamo immerse tra gelosie e repressione, poi un giorno, sommerse di mimose possiamo ammirare i corpi unti e plastificati di aitanti spogliarellisti, ma dare voce ai veri desideri dei nostri corpi… quello no.

…vogliamo liberarci dagli stereotipi!


L’immagine delle donne tra i media e nella concezione comune è sempre più omologata a un modello non realistico, influenzato dalle modifiche artificiali dei programmi di elaborazione grafica e fotoritocco.
La pubblicità e le aziende dell’industria della moda, della cura estetica e cosmetica traggono dalla creazione del bisogno indotto di rispecchiare quel canone la principale fonte di profitto, lucrando sulla crescente mancanza di autostima delle donne, che si rispecchia nella frequente colpevolizzazione e nella subordinazione a cui le donne si condannano anche da sole.

…vogliamo la parità salariale.


Secondo l’ISTAT, il divario salariale tra uomini e donne in Italia è ancora circa al 20%.
Nonostante le donne percentualmente raggiungano un grado di educazione più alto, questo non è di alcun aiuto nella realizzazione professionale della massa femminile. Apparentemente le donne oggi sono quindi libere di lavorare, in pratica però ci sono molte concause che ne fanno una libertà illusoria e che ancora nel 2013 conferiscono al “lavoro” il ruolo di uno dei pochi spazi di tentata emancipazione e liberazione femminile.
Tra le cause della disparità salariale è da annotare la grande diffusione del part time tra le donne lavoratrici, che ovviamente prevede avanzamenti di carriera e di stipendio inferiori del full time: la scelta del lavoro a tempo parziale è obbligata per molte donne che si ritrovano a dover anche provvedere da sole o quasi ai lavori di cura e gestione della casa e della famiglia.
Tra le cause della disparità lavorativa, c’è però soprattutto la “segregazione occupazionale“, ovvero la condizione socio-culturale che impone alle donne l’occupazione in settori che prevedono stipendi inferiori agli ambiti considerati “maschili” e più bassi inquadramenti contrattuali.

…vogliamo decidere sui nostri corpi!


Tra leggi regionali per lo smantellamento dei consultori pubblici e continui attacchi da parte cattolica alla legge 194, ancora oggi è importante lottare per la difesa dei diritti alla salute delle donne e all’autodeterminazione delle scelte. Crediamo che sia fondamentale ribadire la totale autonomia e indipendenza delle donne nel decidere della propria vita e della propria maternità.
Senza escludere la necessità di miglioramenti alla legge sull’interruzione di gravidanza, in direzione di minore criminalizzazione delle donne che decidono di abortire, è però ancora necessario tutelare i diritti acquisiti fin qui.

…vogliamo la RU486!


Oggi in Italia, nonostante sia stato autorizzato nel 2009 l’uso della pillola abortiva RU486, oggi è quasi impossibile per una donna decidere serenamente di abortire farmacologicamente, senza entrare in sala operatoria.
Sarà che grazie alla cultura cattolica e alle sue ingerenze sono ancora molto affezionati al “partorirai con dolore”, figuriamoci se non devi patire abortendo.  Sarà anche che persino le forze politiche favorevoli all’introduzione del farmaco in Italia si sono ritrovate ( ed accontentate ) a firmare protocolli regionali che prevedono inutili ricoveri di 3 giorni quasi impossibili in un Paese che continua a tagliare posti letto agli ospedali e in cui la priorità è data sempre e solo a chi deve diventare madre, non a chi sceglie  di non esserlo.

Avremmo ancora tante altre istanze, necessità, che nascono 
dal privato e poi si riversano nel politico.
Queste sono quelle che hanno per noi oggi la priorità perchè sintomi dell’arretratezza della struttura socio-economica in cui ci troviamo a vivere.
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sabato 7 marzo 2009

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA ?




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Con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.



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martedì 3 marzo 2009

8 MARZO ( x non dimenticare )




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L'origine della festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.

Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu' proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita.

L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra.

Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.

La Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque. L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale.

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