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sabato 4 gennaio 2014

Finanziamento partiti : Corte dei conti conferma 20 anni di furti di denaro e democrazia


Finanziamento partiti 

Corte dei conti conferma 20 anni di furti di denaro e democrazia.

Una truffa continuata con destrezza ai danni del popolo italiano e della Costituzione, organizzata dai partiti attraverso il Parlamento.

E’ questo in sostanza quanto accertato dal Procuratore della Corte dei Conti De Dominicis, che ha sollevato questione di costituzionalita’ delle leggi che dal 1994 hanno eluso e manipolato i risultati del referendum radicale del 1993. Quella che sino ad oggi era un’accusa politica diventa finalmente -seppure con venti anni di ritardo- una sacrosanta accusa giuridica nei confronti della partitocrazia italiana.

Che sia emersa all’interno del procedimento nei confronti dell’ex tesoriere della Margherita, poi, mi rafforza nella convinzione che espressi all’epoca, ovvero che “Lusi e Belsito non sono mele marce ma il prodotto di un sistema criminogeno che ha falsato per decenni il gioco democratico”. Il Procuratore De DOminicis, infatti, e’ il primo uomo delle istituzioni a mia memoria che riconosca quanto il finanziamento ai partiti sia servito ad alterare la competizione politica garantendo rendite di posizione ad alcuni partiti e danneggiando chi non ne godeva. Acquisiremo gli atti della Corte dei conti per arricchire il dossier che nelle prossime settimane presenteremo al Comitato diritti umani dell’Onu per la violazione da parte dello Stato italiano dei diritti civili e politici cittadini, determinatasi da ultimo in occasione della raccolta firme anche sul referendum per abolire il finanziamento pubblico dei partiti che questa estate e’ stato sabotato da istituzioni e forze politiche.

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/11/29/news/le-leggi-sul-finanziamento-ai-partiti-sono-incostituzionali-1.143486

"Le leggi sul finanziamento ai partiti sono incostituzionali"

E' quanto sostiene il procuratore della Corte dei Conti De Domenicis, che ha sollevato la questione di legittimità in occasione dell'ultima udienza del processo all'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. "Il referendum è stato ignorato"


http://www.repubblica.it/politica/2012/04/17/news/staderini_-33454766/

Staderini: "Solo una toppa il ddl dei partiti
Lusi e Belsito non solo mele marce"

Il segretario dei Radicali italiani parla del testo che arriva oggi alla Camera: "Non è una riforma". Chiede che le forze politiche rinuncino ai soldi in più incassati rispetto alle spese elettorali: "L'unica soluzione è restituire il bottino". E risponde all'appello di Napolitano 


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mercoledì 4 luglio 2012

Don Verzè,ospedale San Raffaele, estorsioni, Furti, minacce,




 Don Verzè, nuove scoperte sull’imprenditore-estorsore

Tre arresti per incendio doloso, minacce e furto all'ombra del San Raffaele. Il Gip: ''nell'ospedale si ruba ancora dove si può''

di Sirio Valent
La domanda giusta è: cosa non succedeva al San Raffaele? Gli arresti e le perquisizioni della Procura di Milano buttano all’aria panni sporchi e storie losche. Furti, estorsioni, minacce in stile mafioso: ma anche connivenze, favori, spie dello (e nello) Stato. Il circo di Don Verzè, a sei mesi dalla morte, è ancora un “romanzo criminale” a puntate.

Danilo Donati, responsabile sicurezza dell’Ospedale San Raffaele, e i suoi aiutanti Antonio Vito Cirillo e Francesco Pinto. Sarebbe questo, secondo i pm, il terzetto di picciotti che diede fuoco, nel 2006, al campo sportivo Olympia di Andrea Lomazzi: un incendio doloso ordinato dal prete-imprenditore Luigi Maria Verzè, per costringere Lomazzi ad andarsene e cedergli i terreni. Ci provava da anni: un testimone, Cesare Damonte, racconta di “inviti a staccare luce, acqua e gas” al rivale, e il rifiuto gli costò l’incendio della macchina il 14 febbraio 2011.

Al centro della contesa, un terreno adiacente al San Raffaele. Don Verzè aveva in testa investimenti immobiliari di rilievo su quel lotto, e aveva bisogno di mani libere al più presto. Occorreva spremere più soldi possibili da quei terreni: il tracollo finanziario del San Raffaele, tra il 2007 e il 2011, era ormai manifesto e imminente.

Va detto che la storia non brilla per originalità, nel passato di Don Verzè ci sono parecchi altri esempi di “metodi sbrigativi” per ottenere ciò che voleva, fossero favori, soldi o terreni. Due condanne definitive per corruzione negli anni 70 e una valanga di prescrizioni, cavilli e prestanome negli anni successivi, sempre per reati di truffa, appropriazione indebita e concussione; quando si dice “settimo comandamento, non rubare”.

Ma le imprese della Banda Bassotti (Donati, Cirillo e Pinto) non finiscono in un piccolo incendio doloso. A metà del 2011, i tre tentarono il colpaccio per andarsene in bellezza, rubando 939mila euro in contanti e titoli dalla cassa continua della Fondazione Monte Tabor (proprietaria del San Raffaele). Un furto rapido per far cassa, qualche giorno prima del suicidio dell’amministratore della Fondazione stessa Mario Cal: era chiaro a tutti loro che l’impero finanziario di Verzè stava per crollare sotto i debiti contratti da Cal, e tentavano di abbandonare la nave.

La storia non è ancora finita. Tutto il processo è ancora da scrivere, ogni virgola dei memoriali depositati dai pm va dimostrata davanti al gip: cosa tutt’altro che scontata. Intanto, in corsia, chi è rimasto lavora alacremente per garantirsi la “pensione d’oro”.
http://www.dirittodicritica.com/2012/07/03/sanraffaele-corruzione-donverze-39997/



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domenica 1 aprile 2012

CRISI : aumentano i furti



 CRISI : aumentano i furti

La crisi economica sta avendo degli effetti piuttosto particolari: continuano ad aumentare i piccoli furti, che riguardano sia i supermercati che le fattorie. In queste ultime infatti sono in incremento i furti di ortaggi e pollame o quelli che riguardano le pecore e gli attrezzi agricoli. Nei supermercati invece sono aumentati i furti di parmigiano. A svelare questi dati è stata la confederazione italiana degli agricoltori, attraverso le numerose denunce raccolte ogni giorno. Si tratta di furti occasionali, che intendono rimediare al problema di fare la spesa.
Ma siamo ridotti così male? Quando si pensa alla crisi economica, alla mente vengono tutti gli alti e i bassi dei mercati finanziari oppure la nostra idea riguarda i titoli di borsa o chissà quale altro elemento economico. Non si pensa invece che per gli italiani il problema consiste più che altro nel dettaglio: come fare a mangiare? Ecco perché questi piccoli furti in aumento non fanno altro che identificare una situazione in peggioramento per il nostro Paese, costretto a fare i conti con la fame quotidiana.
Il bilancio economico. Anche un pollo o un pezzo di parmigiano possono incidere sul bilancio economico di una famiglia. Spesso ci sembra assurdo che possa essere così, eppure molti italiani hanno bisogno di razionalizzare i loro consumi per arrivare alla fine del mese. Poi c’è anche chi non dispone completamente di nessuna mensilità e quindi è costretto a trasformarsi nel “ladro al dettaglio”. In sostanza, cambiano i tempi e cambiano pure i ladri.

 http://www.dailyblog.it/la-crisi-economica-fa-nuovi-ladri/19/03/2012/

 leggi anke :


L'incremento, secondo l'istituto di ricerca Eures, e' direttamente legato alla crisi: nel 2009 i suicidi per ragioni economiche hanno raggiunto il valore piu' alto degli ultimi decenni (198 casi, cioe' +32% rispetto ai 150 casi del ...




L'uomo non ha lasciato lettere ma ai carabinieri i familiari hanno riferito della profonda depressione in cui l'elettricista era caduto dopo aver perso il lavoro. ... http://cipiri.blogspot.com/2012/01/suicidi-colpa-della-crisi.html ...

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