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giovedì 8 ottobre 2015

Chi è IGNAZIO MARINO



Chi è
 IGNAZIO MARINO 

Chirurgo dei trapianti di fama internazionale, Ignazio R. Marino , Direttore della Divisione Trapianti e Chirurgia Epato-Biliare del Thomas Jefferson University Hospital e Professore di Chirurgia al Jefferson Medical College della Thomas Jefferson University. 
Ad oggi, il Prof. Marino ha eseguito personalmente più di 650 trapianti d’organo e ha pubblicato oltre 500 articoli scientifici e 3 libri. Arriva a Jefferson dall’University of Pittsburgh Medical Center e dall’Italia dove ha diretto l’ Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione, nato dalla joint venture fra l’University of Pittsburgh Medical Center e il Governo Italiano. 
Specializzato in chirurgia generale e vascolare, il Prof. Marino è stato Assistant Professor di Chirurgia dal 1983 al 1990 presso l’Università Cattolica di Roma. Nello stesso periodo ha frequentato per 4 anni i due centri trapianto più prestigiosi al mondo, il Centro Trapianti dell’University of Cambridge, diretto dal Prof. Sir Roy Y. Calne e il Pittsburgh Transplantation Institute, diretto dal Prof. Thomas E. Starzl. 
Nel 1989 ha accettato un incarico fisso alla University of Pittsburgh, dove è diventato Professore di Chirurgia. E’ stato inoltre responsabile di diversi servizi clinici presso lo University of Pittsburgh Medical Center e il Children’s Hospital di Pittsburgh, Direttore Associato del National Liver Transplant Center of the Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh (uno dei pochi programmi di trapianto di fegato finanziati dal Governo degli Stati Uniti) e Direttore della European Medical Division dello University of Pittsburgh Medical Center. 
Nel 2001, è stato insignito col riconoscimento ufficiale della National Italian American Foundation e del Console Generale d'Italia in Pennsylvania, per il prestigio internazionale ed i brillanti risultati ottenuti nel campo della chirurgia dei trapianti. 
In Italia è stato uno dei tre consulenti nominati con decreto del Ministro della Salute per fare parte della Consulta Tecnica Permanente per i Trapianti. E' stato membro del primo Centro Nazionale Trapianti nominato dal Governo Italiano nel Febbraio del 2000. 
Sempre in Italia, fra il 1999 e il 2002 ha eseguito la prima serie di trapianti di fegato (sia da donatore cadavere che da donatore vivente) a sud di Napoli e, nell’estate del 2001, il primo trapianto d’organo su paziente sieropositivo. 
Ha ricevuto più di 50 riconoscimenti internazionali, compreso il "35° Oscar dell’Anno" per i risultati ottenuti in campo medico. E’ membro di 27 società scientifiche, fra le quali l’American Society of Transplant Surgeons, l’American Association for the Study of Liver Diseases, l’American College of Surgeons, l’International Liver Transplantation Society e l’American Hepato Pancreato Biliary Association. 
Fa parte del Comitato Editoriale di 10 riviste scientifiche internazionali fra cui Transplantation, Clinical Transplantation, Digestive Diseases and Sciences and the Journal of Investigative Surgery. 
Il Prof. Marino è a capo dell’equipe che ha sperimentato con grande successo una nuova combinazione di farmaci immunosoppressivi per ridurre gli episodi di rigetto nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato. I risultati dello studio sono stati descritti in un articolo pubblicato nel settembre 2004 sulla rivista Transplantation.

Ad oggi il prof. Marino è Sindaco di Roma.


Maturità Classica: Collegio S. Giuseppe De Merode, Roma, Italia 
Laurea in Medicina e Chirurgia : Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Roma, Italia 
Elective Clinical Clerkship : Department of Pediatric Surgery of the Hospital for Sick Children, London, England

Scuola di Specializzazione: Chirurgia Generale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Catania, Catania, Italia.
Corso di Epatologia, British Postgraduate Medical Federation, King’s College, Londra, UK.
Scuola di Specializzazione: Chirurgia Vascolare, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia.
Research & Clinical Fellowship : Chirurgia dei Trapianti, Department of Surgery, University of Cambridge Clinical School, Cambridge, UK.
Fellowship: Chirurgia dei Trapianti Multiorgano, Thomas E. Starzl Transplantation Institute, University of Pittsburgh, School of Medicine, Pittsburgh, PA, USA.

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venerdì 4 aprile 2014

Elezioni al Senato , i Candidati si Pagano la Poltrona


Elezioni, i candidati si pagano la poltrona. Pd chiede 35mila euro, 25mila per il Pdl Il Popolo della libertà li vuole in unica soluzione, al Partito democratico vanno bene anche a rate. Il "balzello" viene fatto pagare ai primi sei nella lista al Senato e i primi nove della Camera. Contributi a tranche anche nella Lega Nord. Berselli (Pdl): "Non si sostengono i costi individuali per la campagna. Per questo pagano tutti con il sorriso sulle labbra"


Un gettone d’ingresso per diventare parlamentare. È quello che chiedono il Pd e il Pdl ai loro candidati. E più precisamente ai primi sei nella lista al Senato e i primi nove della Camera. Quasi fosse un balzello, un pegno da pagare perché tanto quei soldi, a spese dei contribuenti, rientreranno attraverso lo stipendio. La differenza della pratica bipartisan sta solo nelle cifre: il Pd chiede 35mila euro, il Pdl 25mila. Ma la differenza è anche nel metodo di pagamento: i berluscones pretendono che la somma sia cash e assolutamente anticipata, nel partito di Bersani c’è invece la possibilità di rateizzare la cifra. Più alta, ma pagata nei mesi di mandato attraverso una detrazione dallo stipendio di deputato a favore del partito.

NON NE FANNO uno scandalo gli aspiranti onorevoli che lo chiamano “contributo alla campagna elettorale”. “Ciascuno di noi versa la stessa cifra, poi ovviamente se non vieni eletto ti viene restituito fino all’ultimo centesimo”, chiarisce il Carlo Giovanardi, che alle prossime politiche corre per il Senato, dietro a Silvio Berlusconi e ad Anna Maria Bernini. Un gigante del partito, mai messo in discussione e che ha precisato che per fare il parlamentare occorre soprattutto “esperienza”. Giovanardi, che nell’ultimo governo Berlusconi è stato sottosegretario, è deputato dal 1992. La bellezza di 21 anni. E un seggio sicuro anche alle prossime elezioni. Nonostante le posizioni omofobe più volte espresse, sino alla negazione dell’Olocausto per i gay pronunciata proprio nella Giornata della memoria.

“Paga solo chi si trova in cima alla lista e che quindi ha buone chance di essere eletto, sicuramente non quelli in seconda fascia”, spiega Filippo Berselli, senatore e coordinatore del Pdl in Emilia Romagna, entrato in Parlamento la prima volta 30 anni fa con l’Msi. Berselli, a sorpresa, non sarà candidato. Ma lui l’ha presa con filosofia, e difende il partito e il gettone d’ingresso . “Non vuol dire pagarsi il posto - spiega – ma fare un investimento, che, se si tiene conto degli stipendi da parlamentari, non è poi così elevato. In fondo, prima del Porcellum, quando c’era ancora il sistema con le preferenze, ognuno per guadagnarsi i voti doveva tirare fuori i soldi per spot, cartoline, santini, cartelloni e manifesti, andando a sborsare molto di più. Per questo oggi pagano tutti con il sorriso sulle labbra”. E se non dispongono subito di quella cifra? “Se la fanno prestare. Ne troveranno a bizzeffe di finanziatori. La pratica è stata introdotta nel 2006, non ci sono mai stati problemi”. Berselli ironizza, ma nel suo partito, un altro escluso illustre, Fabio Garagnani, non ha preso bene la mancata candidatura : “Io avevo già pagato i 25mila euro e non mi hanno messo in lista”. Garagnani, perché non sollevasse un caso, dopo tre giorni è stato rimborsato fino all’ultimo centesimo.

UN SISTEMA diventato ormai una tradizione. “Diamo una mano al partito dai tempi del Pci – racconta Andrea De Maria, candidato alla Camera dopo aver sbancato alle parlamentarie di Bologna con oltre 10mila preferenze – Qui in Emilia Romagna la somma richiesta è 35mila euro, da versare nei cinque anni di legislatura con un prelievo dalle indennità da parlamentari. Non c’è niente di male”. Nel partitone potrebbe essere concesso uno strappo alla regola ai candidati più giovani e con meno disponibilità. Probabile che Bersani conceda loro uno sconto. “Quello che mi chiederanno verserò, sono le regole e le rispetto” dice convinto Enzo Lattuca, classe 1988, enfant prodige del Pd alle prossime elezioni. “Al limite chiederò un prestito un banca. Non credo incontrerò difficoltà”. Contributi a rate anche nella Lega Nord. Secondo quanto raccontato alla Procura di Forlì dalla ex-segretaria di Umberto Bossi Nadia Dagrada, dal 2000 il Consiglio federale del Carroccio obbliga i candidati a pagarsi il seggio in Parlamento, facendo firmare un’impegnativa davanti al notaio. L’accordo prevede 2000 euro al mese alla prima elezione, e 2400 euro alla seconda, da versare nei 60 mesi di legislatura.

di Emiliano Liuzzi e Giulia Zaccariello
da : http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/27/elezioni-candidati-si-pagano-poltrona-pd-chiede-35mila-euro-25mila-per-pdl/481632/

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