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sabato 14 aprile 2018

Siria

Siria
1 - in Siria, non c' è nessuna banca centrale Rothschild.
2 - la Siria ha vietato gli alimenti geneticamente modificati e la coltivazione e l' importazione degli stessi.
3 - la Siria è l' unico paese arabo che non ha debiti con il fondo monetario internazionale, né con la Banca mondiale, né con chiunque altro.
4 - la famiglia Assad appartiene all' orientamento alauita di Islam tollerante.
5 - le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini allo studio, sanità e istruzione.
6 - le donne siriane non sono obbligate a indossare il burka. La Sharia (legge islamica) è incostituzionale.
7 - la Siria è l' unico paese arabo con una Costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.
8 - circa il 10% della popolazione siriana appartiene a uno dei molti rami cristiani, sempre presenti nella vita politica e sociale.
9 - in altri paesi arabi la popolazione cristiana non raggiunge l' 1% a causa dei maltrattamenti subiti.
10- la Siria è l' unico paese del Mediterraneo interamente proprietario del suo petrolio (circa 500.000 barr/day) e che non ha privatizzato le sue aziende statali.
11- la Siria ha un' apertura verso la società e la cultura occidentale come nessun altro paese arabo.
12- la Siria era il solo Paese pacifico in zona, senza guerre o conflitti interni.
13- la Siria è l' unico paese al mondo che ha ammesso i rifugiati iracheni, senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.
14- Bashar Al-Assad ha un' elevatissima approvazione popolare.
15- la Siria ha discrete riserve di petrolio (circa 2,5 miliardi di barili), che è riservato alle imprese statali.
16- la Siria si oppone al sionismo e all' apartheid israeliano criminale.




Stati Uniti d’America, Regno Unito e Francia hanno attaccato la Siria. Un’operazione unica durata poco più di un’ora, partita intorno alle 3 della notte italiana. Gli obiettivi, ha spiegato il presidente americano Donald Trump in un discorso alla nazione, sono associati al potenziale di armi chimiche del dittatore siriano Bashar al Assad. Diversa la versione della Russia, secondo cui sono stati colpiti aeroporti milari. Una cosa invece è certa, sono state evitate le basi russe. Così come il Pentagono, dopo aver inizialmente smentito, ha confermato di essere stato in contatto con Mosca. 
Il Cremlino quindi era stato pre-avvertito dell’attacco.

Trump ha parlato di raid “eseguito perfettamente” e di “missione compiuta“. Gli ha fatto eco il Pentagono: “Tutti i target colpiti con successo” e “programma delle armi chimiche azzoppato“. L’attacco è stato infatti ordinato a una settimana dal presunto attacco chimico alla città siriana di Douma. Un “atto spregevole” lo ha definito il presidente Usa, qualificabile come “crimine di un mostro“. Sulla stessa linea la premier britannica Theresa May e il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

La risposta di Mosca – Vladimir Putin ha parlato di “atto di aggressione” e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocato alle ore 17 italiane. Anche Teheran, l’altro grande alleato di Assad, ha risposto duramente. Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha detto che “gli attacchi di Usa e alleati porteranno distruzione e devastazione in Medio Oriente”. E la guida suprema Khamenei ha definito Trump, Macron e May “criminali“. La prima reazione di Damasco è stata invece rivolta a sminuire i risultati dell’operazione: “I danni sono limitati”. Anche Mosca ha di fatto ridimensionato le conseguenze degli attacchi, sostenendo che i missili sono stati in gran parte intercettati e distrutti, e che non ci sono state vittime.




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Previsioni per il 2018






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venerdì 18 settembre 2015

Ad Obama Dati Falsi sull'Isis



Hanno dato Ad Obama Dati Falsi sull'Isis, intelligence Usa nei guai
Il Pentagono indaga su possibili distorsioni delle informazioni

Un gruppo di analisti di intelligence statunitense ha consegnato agli investigatori del Pentagono
documenti che dimostrerebbero che alti ufficiali militari hanno manipolato le conclusioni del rapporti sulla lotta allo Stato islamico, sminuendo la pericolosità dei jihadisti. Lo rivela il New York Times, citando varie fonti dell'amministrazione. Era stato lo stesso quotidiano che ad agosto aveva dato notizia dell'apertura dell'indagine interna al ministero della Difesa Usa. L'ispettore generale del Pentagono, che esamina le accuse, si sta concentrando su figure di lato livello dell'intelligence, che dirigono decine di analisti militari e civili presso il Comando centrale degli Stati uniti, il Centcom, responsabile delle operazioni militari contro lo Stato islamico in Iraq e Siria. Bridget Serchak, portavoce dell'ispettore del Pentagono, ha confermato che l'indagine punta al comando dell'intelligence del Centcom.

 "L'inchiesta chiarirà se ci siano state falsificazioni, distorsioni, ritardi, soppressioni o modifiche impropri di informazioni di intelligence" ha affermato, sottoleiando che verrà esaminata "ogni responsabilità personale per qualunque comportamento inadeguato o incapacità di seguire i procedimenti stabiliti". Se le notizie dell'inchiesta erano già trapelate, gli analisti al centro delle indagini oggi dicono che sono stati i loro superiori del Centcom a cambiare le conclusioni su vari temi, quali le capacità militari delle forze irachene e il successo dei bombardamenti in Iraq e Siria, presentando una quadro migliore delel realtà sul campo alla CasaBianca, al Congresso e e agli altri centri di intelligence. "Gli alti gradi dell'intelligence hanno capovolto ogni cosa" ha detto un analista al NYtimes, aggiungendo che le accuse sono rivolte ai più alti responsabili della divisione intelligence del Centcom, guidata dal generale dell'esercito Steven R. Grove. Il tema metterà certamente in difficoltà oggi il generale Lloyd J. Austin III, comandante in capo del Comando, che dovrà parlare al Senato della campagna militare contro i jihadisti dell'Isis.


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mercoledì 29 gennaio 2014

F-35: Crepe durante i voli di prova, velivoli poco affidabili


F-35: Crepe durante i voli di prova, velivoli poco affidabili 
I test condotti sui modelli Air Force e Marine Corps dei caccia
 hanno permesso di individuare "significative tracce" di cedimenti in cinque diverse occasioni.

I caccia F-35 non sono affidabili. Durante i test di resistenza condotti lo scorso anno sui velivoli caccia F35 si sono prodotte alcune crepe. A rivelarlo è stato il Pentagono, spiegando come i velivoli della Lockheed Martin Corp. non si siano dimostrati sufficientemente affidabili nei voli di addestramento effettuati.

I test condotti sui modelli Air Force e Marine Corps dei caccia hanno permesso di individuare “significative tracce” di crepe in cinque diverse occasioni in corrispondenza delle paratie della fusoliera, delle flange, dei rinforzi e supporti motori, tali da richiedere forse una nuova progettazione per alcune parti, stando ad un rapporto annuale messo a punto da Michael Gilmore, direttore del settore test operativi del Pentagono. Il rapporto diffuso quest’anno verrà valutato con particolare attenzione – si legge su Bloomberg – perché il Congresso proporrà di far salire a 42 il numero dei modelli da acquistare nell’anno fiscale 2015, contro i 29 di cui ha autorizzato l’acquisto quest’anno.

In Italia l’acquisto degli aerei militari ha scatenato forti polemiche politiche, soprattutto per la spesa milionaria che comporterebbe. Inoltre, già a gennaio erano emersi problemi tecnici per gli aerei: il software di missione non sarà pronto nella sua configurazione definitiva prima del luglio 2016.


La campagna “Taglia le ali alle armi” metti il tuo video


Una serie di video promossi dalla campagna “Taglia le ali alle armi” mostreranno tutte le contraddizioni della scelta di investire miliardi nei cacciabombardieri.

link : http://cipiri.blogspot.it/2013/11/links-la-campagna-taglia-le-ali-alle.html

PER QUESTO CHIEDIAMO AL GOVERNO DI NON PROCEDERE ALL’ACQUISTO DEI 131 CACCIABOMBARDIERI F35 E DESTINARE I FONDI RISPARMIATI ALLA GARANZIA DEI DIRITTI DEI PIU’ DEBOLI ED ALLO SVILUPPO DEL PAESEinvestendo sulla società, l'ambiente, il lavoro e la solidarietà internazionale.

Al termine mobilitazione porteremo al Governo tutte le firme raccolte a sostegno di questo appello

Promotori: Campagna Sbilanciamoci! - Rete Italiana per il Disarmo - Tavola della Pace

Rilanciano e sostengono: GrilloNEWS - Unimondo - Science for Peace


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martedì 20 ottobre 2009

La lista della spesa del Pentagono

La lista della spesa del Pentagono

Antonio Mazzeo

Nuovi caccia, nuovi sottomarini, nuovi veicoli blindati. Il budget militare statunitense per il 2010 conferma la volontà di rendere inattaccabile la supremazia militare di Washington. Nel documento, anche disposizioni per trasferire truppe e mezzi dall'Iraq all'Afghanistan.

Dipartimento della Difesa degli Stati uniti d’America avrà a disposizione quasi due miliardi di dollari al giorno per finanziare le proprie missioni di guerra a livello planetario ed acquisire nuovi sistemi d’arma dal complesso militare industriale nazionale. Il Congresso, a stragrande maggioranza, ha approvato il National Defense Authorization Bill che assegna alle forze armate un budget da 680,2 miliardi di dollari per il prossimo anno. Il piano finanziario diventerà operativo subito dopo la firma del presidente Barack Obama, ma alcuni emendamenti approvati potrebbero creare qualche frizione all’interno dell’Amministrazione Usa.
Una parte consistente degli investimenti sarà destinata allo sviluppo del nuovo cacciabombardiere F-22 Raptor, destinato ai reparti di volo dell’Us Air Force. Si tratta senza dubbio del cacciabombardiere più costoso mai prodotto al mondo. Il suo prezzo si aggira intorno ai 361 milioni di dollari per unità e proprio per questo Washington ha dovuto abbandonare i vecchi programmi che puntavano all’acquisizione di 750 caccia, ridimensionando le commesse ai «soli» 187 approvati con il piano finanziario 2010. Ciononostante i nuovi aerei comporteranno una spesa finale superiore ai 63 miliardi di dollari.
Prodotti da Lochkeed Martin e Boeing, gli F-22 vengono classificati dal Dipartimento della Difesa come velivoli tattici per la supremazia aerea [Advanced Tactical Fighter – Atf] e d’attacco al suolo, le cui «prestazioni non sono comparabili a nessun aereo attualmente operativo o in fase di progettazione». L’F-22 è dunque un velivolo di incomparabile valore strategico per le odierne e future operazioni di «guerra globale», al punto che nel settembre 2006, con voto unanime, il Congresso ha vietato la possibilità di esportarne la tecnologia anche ai più fedeli paesi alleati Usa.
Per il 2010 si prevede inoltre una spesa di 512 milioni di dollari per consentire all’Us Navy di acquistare altri 9 caccia F/A-18E/F Super Hornet e 22 nuovi velivoli per la guerra elettronica EA-18G “Growler”. Sempre a favore della Marina militare è stato pienamente finanziato il programma di trasformazione e potenziamento delle portaerei e di altre importanti unità da combattimento; inoltre è stata approvata la prima tranche di spesa per 19 miliardi di dollari per l’acquisto entro il 2014 di 8 sottomarini a propulsione nucleare della classe Virginia, che si aggiungeranno agli 8 già operativi. Grosse acquisizioni anche per le forze terrestri. Il Congresso Usa ha infatti autorizzato la spesa di 6,7 miliardi di dollari per lo sviluppo e la produzione del nuovo veicolo blindato anti-mine “M-ATV”, prodotto dal consorzio Northrop Grumman – Oshkosh Defense Corporation. I primi prototipi dell’“M-ATV” sono stati testati l’estate scorsa dagli uomini della 173esima Brigata Aviotrasportata dell’US Army di Vicenza, in occasione di un’esercitazione tenutasi nelle colline di Hohenfels [Germania]. Complessivamente il Pentagono prevede l’acquisizione di 4.296 blindati, 2.244 già commissionati nel giugno 2009 e che dovrebbero essere in buona parte realizzati entro il marzo 2010 per operare nei teatri di guerra di Iraq, Afghanistan e Pakistan. Il budget della Difesa per il 2010 assicura inoltre altre importanti acquisizioni da parte dell’US Army, in particolare elicotteri da guerra AH-64 Apache, UH-60 Blackhawk, UH-72 Lakota, OH-58 Kiowa Warrior e CH-47 Chinook.
560 milioni di dollari sono invece previsti per nuovi programmi di sviluppo del cacciabombardiere multiruolo F-35 Lightning II, finalizzati in particolare alla realizzazione di un nuovo motore del velivolo. Si tratta, in quest’ultimo caso, di una spesa di 420 milioni non prevista originariamente dal Pentagono e la cui approvazione è all’origine del conflitto tra il Congresso e il Segretario della Difesa, Robert Gates. «Non esiste assolutamente la necessità di modificare il motore esistente», ha dichiarato Gates, che ha pure minacciato di chiedere al Presidente Obama di porre il veto all’emendamento approvato.
Prodotto dal consorzio statunitense Lockeed Martin – Northrop Grumman e dalla britannica BAE Systems, l’F-35 è dotato di capacità stealth e viene utilizzato per il supporto aereo ravvicinato e il bombardamento tattico. A differenza però del cacciabombardiere F-22, l’F-35 è destinato in buona parte all’esportazione ai paesi partner. Nove di essi [Australia, Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Israele, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia] hanno già dato la loro disponibilità a concorrere al finanziamento delle prime fasi di sviluppo del nuovo caccia, per cui è prevista una spesa di 4,37 miliardi di dollari. L’Italia, in particolare, è pronta a fare la sua parte, impegnandosi con un contributo di un miliardo di dollari, per consentire ad Alenia [gruppo Finmeccanica] di concorrere all’assemblaggio di una parte delle componenti di volo. Il governo italiano punta inoltre a dotare l’Aeronautica e la Marina Militare di 131 velivoli F-35, buona parte nella versione a decollo corto e atterraggio verticale.
Il National Defense Authorization Bill autorizza pure lo stanziamento di 7,5 miliardi di dollari per «l’addestramento e l’equipaggiamento dell’esercito e della polizia nazionale afgana» e 700 milioni di dollari a favore di militari e poliziotti del Pakistan per rafforzare i presidi e i pattugliamenti delle frontiere con l’Afghanistan. Il Congresso ha infine autorizzato il trasferimento di attrezzature e mezzi Usa presenti attualmente in Iraq alle forze di sicurezza nazionali e a quelle dell’Afghanistan.

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