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venerdì 28 settembre 2012
Regione Sicilia: Fava estromesso, entra la Fiom
Non sarà Claudio Fava il candidato alla presidenza della Regione Sicilia per la sinistra unita e per l’IdV. Il motivo è legato ad una ragione meramente burocratica, il candidato avrebbe dovuto risultare residente in un Comune della Sicilia 45 giorni prima delle elezioni, ma ha presentato tale richiesta con alcuni giorni di ritardo. Sulla vicenda, che come è noto ha certamente rilevanza politica nazionale, ha ritenuto opportuno intervenire il “ministro tecnico” dell’interno Annamaria Cancellieri, rilevando che Claudio Fava non poteva essere candidato.
Un “golpe” secondo l’esponente di Sel, che evidentemente serve a scoraggiare la volontà popolare di esprimere il consenso ad una Sicilia diversa e di rottura con il passato, un golpe a cui le forze che si erano raccolte in una coalizione di alternativa, hanno cercato rapidamente di trovare modo di reagire. E la reazione è di quelle che fanno comprendere come, lontana dalle cronache standardizzate della politica, esista anche in Sicilia un tessuto in grado di esprimere candidature in cui il contenuto è più importante del nome attorno a cui ci si concentra. Sembra ormai assodato che sarà Giovanna Marano, presidente del comitato centrale della Fiom e fino a poco tempo fa segretaria regionale della Fiom nell’isola. Una donna, forte e determinata, che ha sempre avuto come epicentro del proprio agire politico e sindacale, le tematiche legate al lavoro e questo pesa in una delle regioni con il più alto tasso di disoccupazione in Italia. «La scelta di candidare Giovanna Marano -ha dichiarato Paolo Ferrero - è per noi un’ottima scelta.
Compagna di grandi capacità con una forte esperienza nella Fiom, garantisce la possibilità di costruire una alternativa in Sicilia e di confermare la coalizione tra Sinistra e IdV che rappresenta la vera novità di queste elezioni regionali. È una candidatura che mette al centro i temi del lavoro che sono il più grave problema della Regione Sicilia. Colgo l’occasione per esprimere il mio dispiacere per gli inconvenienti che hanno determinato l’impossibilità di candidare Claudio Fava alla Presidenza della Regione Sicilia.
Apprezziamo infine la scelta di Fava di continuare a lavorare con Giovanna Marano, per il rinnovamento della Sicilia, come vicepresidente designato». Manca un mese alla scadenza elettorale e sarà importante che il “ticket” fra Giovanna Marano e Claudio Fava si imponga nella campagna, i contenuti per non veder diminuito il consenso già acquisito ci sono tutti, sarà importante che tutte le forze che compongono l’alleanza siciliana, FdS, Sel, Verdi, IdV e liste civiche si impegnino in ogni modo per far fallire il progetto di chi voleva vedere, anche in Sicilia, lo scontro ridotto ad un centro sinistra legato al peggior malaffare e alla destra berlusconiana, anche essa divisa.
http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/9/27/26683-fallisce-il-tentativo-di-stroncare-la-sinistra-in-sicilia/#.UGSYOkJFpRY.facebook-
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sabato 12 maggio 2012
Gianni De Gennaro: sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
massacrato donne e uomini inermi (tra cui minorenni, suore, anziani…, secondo Amnesty fu compiuta «la più grave sospensione della democrazia» degli ultimi decenni)
Do you remember Diaz and Bolzaneto?
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Mario Monti, «ha deliberato la nomina a sottosegretario di Stato della presidenza del Consiglio del Prefetto Gianni De Gennaro, che cessa dalle funzioni di Direttore del Dis». A darne conferma è il comunicato di Palazzo Chigi, emesso al termine del Consiglio dei Ministri.
Un'altra promozione nei confronti di uno dei principali protagonisti degli abusi nei confronti dei manifestanti inermi durante le contestazioni al g8 di Genova del 2001. E una promozione a capo di un settore chiave: i servizi segreti. Infatti De Gennaro assumerà la guida della Autorità delegata all'intelligence.
Irruzione alla scuola Diaz
Nell'aprile 2008 viene richiesto il rinvio a giudizio per De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 di Genova e in particolare i fatti della scuola Diaz.
Il 1 luglio 2009 il pm chiede che gli siano attribuiti due anni di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza, cioè per pressioni sull'ex questore affinché dichiarasse il falso sugli eventi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, per cui in aprile dell'anno prima era stato chiesto il rinvio. L'8 ottobre 2009 nella sentenza di 1º grado, De Gennaro viene assolto.
Il 17 giugno 2010 De Gennaro viene condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l'irruzione alla Diaz del G8 nel 2001. Il 23 novembre 2011 viene infine assolto in quanto "i fatti non sussistono"
Nel
giorno in cui il Governo Monti nomina come sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni De Gennaro - il responsabile numero uno
delle torture, le violenze, le sevizie e i soprusi compiuti durante il
vertice del G8 a Genova nel luglio 2001 contro manifestanti inermi - ,
il Gip del Tribunale di Genova Nadia Magrini ha rinviato a giudizio il
vice questore Luca Cinti per falsa testimonianza.
I processi
del G8 di Genova sembrano non finire mai. Mentre a giugno a Roma si
terrà davanti alla Corte di Cassazione la fase conclusiva del processo
Diaz e mentre ancora si attende una data per il processo di Bolzaneto,
anche il Tribunale di Genova è ancora impegnato con il G8 di 11 anni fa.
Questa mattina infatti il gip Nadia Magrini ha rinviato a giudizio per falsa testimonianza il vice questore
della polizia di Stato Luca Cinti . Il 20 luglio, poi dopo le 15, il
reparto mobile di Bologna, comandato da Conti, caricò i manifestanti
pacifici riuniti nella piazza e arrestò due ragazzi spagnoli accusandoli
di resistenza. I due furono poi prosciolti da ogni accusa mentre sono
stati condannati in via definitiva per “falso e calunnia” quattro
poliziotti di quel reparto (Antonio Cecere, Luciano Berretti, Marco Neri
e Simone Volpini), oggi sospesi dal servizio.
Nell’ambito del
processo d’appello contro i quattro Cinti, che era il loro superiore,
testimoniò in aula di aver visto il momento dell’arresto aggiungendo che
uno dei due arrestati aveva in mano una spranga. Fatto non vero che ha
spinto il presidente della corte d’appello a rinviare gli atti alla
Procura di Genova. Oggi il rinvio a giudizio, chiesto dal pubblico
ministero Francesco Cardona Albini e dagli avvocati di parte civile
Emanuele Tambuscio e Laura Tartarini.
“Sono nove fino a oggi
gli appartenenti alle forze dell’ordine condannati in via definitiva per
falso e calunnia nell’ambito dei processi relativi ai fatti del 2001 e
oltre una ventina fra Diaz e Bolzaneto. E’ un fatto che non può passare
inosservato” ha commentato l’avvocato Tambuscio. “Anche nell’ambito del
processo a 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio –
racconta il legale – ci furono 4 appartenenti alle forze dell’ordine che
testimoniarono il falso e per i quali il tribunale chiese la
trasmissione degli atti. In quel caso, però, la procura non si mosse per
tempo, lasciando cadere il reato in prescrizione”.
La prima udienza del processo si terrà il prossimo 18 ottobre
DIAZ : Don't clean up this blood
"DIAZ Don't clean up this blood"
Guarda il trailer .
Trama del film Diaz:
http://cipiri12.blogspot.it/2012/04/diaz-dont-clean-up-this-blood.html
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mercoledì 22 febbraio 2012
Youssou N'Dour: FERITO , tenta la Presidenza del Senegal
Youssou N'Dour
tenta la
Presidenza del Senegal
Youssou Ndour ferito ad una gamba
Il cantante e leader
dell’opposizione senegalese è stato ferito ad una gamba martedì scorso
durante una manifestazione a Dakar.
Il ferimento è avvenuto durante la
dispersione della folla da parte delle autorità di polizia perché la
protesta non è mai stata autorizzata.
Proprio durante quella fase, in cui la
tensione era alle stelle, Ndour è rimasto ferito alla gamba sinistra.
Tempestivo è stato l’intervento di un medico.
Star della musica senegalese Youssou N'Dour ha detto che progetta di correre alle elezioni presidenziali del suo paese il mese prossimo.
ALCUNI SUOI VIDEO FAMOSI
http://youtu.be/EATSw5KltbM
. .
L'artista vincitore di Grammy sarà una sfida un 85-year-old incumbent i cui piani per cercare un terzo mandato hanno suscitato violente proteste.
Mr N'Dour , che ha fatto l'annuncio alla radio e televisioni private, si unisce ad altri 20 candidati già in corso contro il presidente Abdoulaye Wade .
Mentre il cantante vende le sale da concerto in tutto il mondo ed è più famoso di esportazione culturale del paese dell'Africa occidentale, le sue prospettive con gli elettori senegalesi rimangono poco chiari.
"Per molto tempo, senegalese molti ambienti diversi hanno chiesto la mia candidatura per la presidenza il prossimo febbraio", ha detto N'Dour.
"Ho ascoltato, ho ascoltato e sto rispondendo positivamente alla loro richiesta. Io sono un candidato. Si tratta di un supremo dovere patriottico, il meglio che posso dare di me stesso. Io sono l'alternativa alla attuale leadership in atto nel paese ".
.
.
Mr N'Dour, 52 anni, è ben noto in Senegal per aver criticato partito di governo del paese.
Lui possiede già una stazione molto popolare radio privata che detiene regolarmente dibattiti che caratterizzano i critici del governo.
Ha anche un giornale che mette in evidenza regolarmente accuse di corruzione che coinvolgono classe dirigente del paese, inclusa la famiglia del presidente.
Mr Wade i piani per l'esecuzione, così come frequenti interruzioni di corrente e il costo a spirale della vita, ha scatenato violente proteste lo scorso anno in quella che è stata storicamente una delle democrazie più stabili dell'Africa occidentale.
Una volta un simbolo dell'opposizione, il signor Wade divenne presidente in un'elezione storica salutato per essere uno dei primi trasferimenti pacifico del potere nel continente.
Ha scatenato una ondata di critiche anche se quando ha annunciato che intendeva correre per un terzo mandato, usando una scappatoia nella legge elettorale per aggirare i due termine massimo indicato nella Costituzione.
http://news.sky.com/home/showbiz-news/article/16141383
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lunedì 21 novembre 2011
Fini: “Aboliremo i vitalizi”. Ma col trucco
LO SPREAD COL GOVERNO MONTI
Fini: “Aboliremo i vitalizi”. Ma col trucco
LA RIFORMA RIGUARDERÀ SOLO I FUTURI EX PARLAMENTARI. E LE PENSIONI CAMBIERANNO, NON SPARIRANNO
Tra qualche settimana la Camera abolirà i vitalizi degli ex parlamentari”. In tempi di sobrietà l’annuncio del presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini vuole cogliere il nuovo clima. Dice Fini: “L’ufficio di Presidenza della Camera ha dato mandato ai questori di predisporre una riforma che porterà l’abolizione del vitalizio per gli ex parlamentari a partire dalla prossima legislatura”. Sembra una riforma epocale, ma ovviamente non lo è: infatti quando Fini parla di ex parlamentari non si riferisce a chi prende come ex senatore o ex
deputato pensioni d’oro, ma ai futuri ex parlamentari, quelli che ancora devono essere eletti. E quando annuncia l’abolizione dei vitalizi pensa in realtà a “nuove e diverse forme di previdenza”, come precisa una nota dell’Ufficio di Presidenza della Camera.
La novità però, dopo tanti annunci fatti dallo stesso Fini nei mesi passati, è che ora una riforma allo studio c’è. Esiste anche una commissione. Secondo il Regolamento in vigore dal 2007, per avere il vitalizio il parlamentare deve aver fatto almeno 5 anni di mandato e aver compiuto 65 anni. Per ogni anno in più di mandato, diminuisce di un anno l’accesso alla pensione (fino a 60) e aumenta l’assegno. Cinque anni da deputato valgono 2340 euro di vitalizio, 15, 7022. Chi ha maturato questo diritto con i precedenti regolamenti riceve trattamenti ancora più vantaggiosi. Uno scherzetto che costa 38 milioni e 200 mila euro l’anno alla Camera, al Senato 81 milioni e 250 mila euro. Spiega il Questore di Montecitorio, Antonio Mazzocchi, che si parla di una riforma in senso contributivo: ovvero i parlamentari dovrebbero ricevere come pensione il corrispettivo di quanto hanno versato (e non come accade adesso una percentuale sulla loro indennità, che cresce a seconda degli anni di mandato), compiuto il sessantacinquesimo anno d’età. “Stiamo cercando di capire tecnicamente come elaborare questa proposta, con l’Inps, in maniera che chi – per esempio – prima faceva un altro lavoro e poi diventa parlamentare, possa collegare i vari versamenti”.
La commissione intanto ha già cominciato a discutere. I parlamentari che maturerebbero la pensione solo a fine legislatura (248 deputati e 102 senatori) hanno posto il problema: e se cadiamo prima del 2013, che facciamo? Pare che si stia lavorando per loro alla possibilità, pagandosi quel che resta del contributo, di maturarlo comunque. Quindi mentre si parla di tagliare un privilegio, si trova il modo di garantirlo anche a chi non ne avrebbe diritto.
L’ufficio della Presidenza della Camera si riunisce mercoledì, ma l’argomento vitalizi non è (ancora?) all’ordine del giorno. Entro il 30 dicembre si approva il bilancio 2012, ad aprile 2013 si fa la previsione di bilancio 2013-2015. La riforma, dunque, deve arrivare per quella data. Senza contare che il bilancio dei due rami del Parlamento dev’essere fatto e votato dai parlamentari. L’ultima volta il 21 settembre del 2010 la Camera ha respinto la proposta di Antonio Borghesi (Idv) di abolire i vitalizi con 498 no (su 525 presenti). Spiega lo stesso Borghesi: “Il problema, sono i privilegi acquisiti. Se anche si riformano le pensioni dei futuri ex parlamentari, i vitalizi continueranno a costare a Camera e Senato 200 milioni di euro l’anno per almeno 20 anni”.
Wanda Marra -
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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