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sabato 6 luglio 2013

Egitto : 17 i morti negli scontri




Manifestazioni al Cairo, Alessandria e in altre citta' dei Fratelli Musulmani per protestare contro il colpo di stato compiuto dai militari e la deposizione di Morsi

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 22.30

E' salito a 17 il bilancio provvisorio delle vittime degli scontri in Egitto tra sostenitori e oppositori dell'ex presidente Mohamed Morsi, a 48 ore dal golpe che l'ha deposto.

SCONTRI ANTI E PRO-MORSI VICINO TAHRIR

Le ambulanze accorrono verso verso il ponte '6 Ottobre' sul Nilo, vicino a piazza Tahir al Cairo, dove si stanno scontrando oppositori e sostenitori di Mohamed Morsi. Altre centinaia di sostenitori dell'ex presidente deposto dal golpe militare sono all'esterno del palazzo Maspero, la sede della tv di Stato.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20

Migliaia di sostenitori del presidente egiziano Mohammed Morsi, deposto due giorni fa dal colpo di stato dei militari, si stanno dirigendo verso la sede della tv pubblica. Il corteo e' giunto in prossimità di Piazza Tahrir, dove si sono radunati i manifestanti dell'opposizione anti-Morsi e Fratelli Musulmani, facendo temere la possibilità di scontri fra le due fazioni. Domani scenderanno in piazza a manifestare anche gli attivisti della campagna "Tamarod" (Ribelle). "Invitiamo il popolo egiziano a manifestare in tutte le province a partire da domani - si legge in un comunicato di "Tamarod" - per difendere la vittoria del 30 giugno", data della manifestazione oceanica contro Morsi. Gli attivisti invitano il popolo a "stringersi intorno all'esercito contro i terroristi" e sostengono che i "Fratelli Musulmani e le loro milizie non esiteranno a trascinare l'esercito egiziano in una guerra civile per giustificare un intervento straniero".

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18.30

FRATELLANZA SMENTISCE ARRESTO GUIDA, BADIE INTERVERRA' A MANIFESTAZIONE La Fratellanza smentisce l'annunciato arresto della sua guida spirituale Mohamed Badie. Secondo alcune fonti Badie si rivolgera' ai manifestanti pro Morsi dal palco della moschea di Rabaa el Adaweya a breve. Secondo l'agenzia di stampa egiziana "Mena", e' stato invece arrestato Helmi el Gazzar, esponente di spicco della confraternita, per incitamento alla violenze, che e' stato trasferito alla prigione di Tora al Cairo insieme ad altri due importanti esponenti della Fratellanza, Mahdi Akef e Mohamed el Omda.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17

FRATELLI MUSULMANI, 4 'MARTIRI' IN MANIFESTAZIONE PRO-MORSI C'e' confusione su 3 forse 4 egiziani uccisi oggi durante le manifestazioni al Cairo. Il sito dei Fratelli Musulmani riferisce che si contano "quattro martiri". Tre li conferma anche l'agenzia francese Afp. La notizia invece viene smentita tanto dal ministero dell'interno quanto dall'Esercito che sostiene di aver usato solo lacrimogeni e colpi sparati a salve.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16.30

Le autorita' egiziane negano le notizie di vittime in scontri al Cairo. Una fonte della sicurezza citata dalla tv di Stato ha affermato che "non ci sono state vittime durante gli scontri davanti al quartier generale della Guardia Repubblicana", dove si ritiene che sia detenuto Mohamed Morsi, destituito due giorni fa dall'Esercito co un colpo di stato. In precedenza la tv satellitare al-Jazeera aveva riferito della morte di tre persone in una sparatoria davanti al quartier generale della Guardia Repubblicana. Il sito web dei Fratelli Musulmani d'Egitto parlava invece di almeno un ''martire''. Un militante islamico invece e' morto all'alba a Luxor, nel sud dell'Egitto, in scontri tra musulmani e cristiani. Secondo quanto riferito dal quotidiano Al Ahram, l'uccisione di Hassan Sayed Sedki ha scatenato la reazione dei musulmani che hanno dato alle fiamme diverse abitazioni cristiane in citta'.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 14.30

C'e' una massiccia presenza di forze militari all'esterno della moschea Rabia al-Adawiya, nel quartiere di Nasr City, la zona del Cairo dove e' in programma la principale manifestazione dei Fratelli Musulmani a favore del deposto presidente Mohammed Morsi. L'area, in cui sono accampate migliaia di persone, e' circondata da veicoli militari. In attesa delle manifestazione, almeno una decina di caccia militari hanno sorvolato a bassa quota il Cairo, chiaro gesto intimidatorio. Una dichiarazione della Fratellanza Musulmana letta dai sostenitori nei pressi della moschea ha confermato "il rifiuto completo del colpo di stato militare contro un presidente eletto e contro la volonta' della nazione"; e ha annunciato il rifiuto "a collaborare con le autorita' usurpanti". Decine di migliaia di egiziani sono attesi alla moschea e potrebbero marciare fino al vicino ministero della Difesa; sul posto e' apparso anche uno dei membri piu' autorevoli del movimento, Mohamed Beltagy, che non e' stato arrestato.

AGGIORNAMENTO ORE 12.30

La preghiera islamica ha aperto oggi nelle piazze dell'Egitto le manifestazioni dei sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi decisi a denunciare il golpe militare. L'appello del ''Fronte nazionale di difesa della legittimita''', che riunisce molte delle organizzazioni islamiche egiziane, fa riferimento a raduni pacifici ma la tensione resta alta. Il rischio di violenze è elevato. L'Esercito, che dice di voler garantire il diritto a manifestare, ha schierato migliaia di uomini e mezzi blindati al Cairo e in tutto il Paese. Il ministero dell'Interno ha avvertito che rispondera' ''con fermezza'' a eventuali disordini. Anche l'opposizione scenderà in strada e si riunirà a piazza Tahrir per quello che chiama il ''Venerdi' della difesa dei risultati della Rivoluzione''.

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Il Cairo, 5 luglio 2013 - L'Esercito egiziano ha lanciato, sulla sua pagina Facebook, un invito all'unità e alla riconciliazione che, allo stesso tempo, è anche un pesante avvertimento, in vista delle manifestazioni di protesta organizzate per oggi dai Fratelli Musulmani, il movimento al quale appartiene il presidente Mohammed Morsi deposto dal colpo di stato militare di mercoledì.

«L'uso eccessivo del diritto a protestare potrebbe diventare una minaccia per la pace sociale e la sicurezza», dicono le Forze Armate facendo capire che oggi sorveglieranno con ingenti forze le piazze del Paese dove si raduneranno, presumibilmente centinaia di migliaia di attivisti e simpatizzanti dal movimento dei Fratelli Musulmani che ha visto i suoi leader principali finire in detenzione in queste ultime ore.

Gli Stati Uniti hanno chiesto espressamente alle autorità egiziane di non procedere ad "arresti arbitrari" nei confronti del presidente deposto Mohammed Morsi e dei suoi collaboratori. L'amministrazione americana chiede inoltre un "ritorno rapido e responsabile" verso un governo civile democraticamente eletto. L'esercito ha sostituito Morsi con il presidente della Corte costituzionale, Adly Mansour, fino all'organizzazione di elezioni anticipate, come ha annunciato ieri il capo delle forze armate, generale Abdel Fattah al-Sissi, senza precisare la durata di questo periodo di transizione. A Morsi, che si trova agli arresti domiciliari, e ai vertici dei Fratelli Musulmani è stato vietato di lasciare l'Egitto.

Sulla scena comincia a muoversi Adly Mansour che ha giurato ieri. Il suo primo atto sarà la formazione del nuovo governo. Sembrava che l'esecutivo potesse essere presentato già oggi ma quello che appariva come il candidato naturale a fare il premier della transizione, Mohamed el Baradei, portavoce delle opposizioni, avrebbe declinato l'offerta, probabilmente per non bruciare le sue possibilita' di candidarsi a presidente, se e quando ci saranno le elezioni. Si fa ora il nome di Faruk el Okda, ex goveratore della Banca centrale.

Intanto riesplode la tensione nel Sinai dove poche ore fa un soldato è stato ucciso in attacchi simultanei di militanti islamisti contro posti di blocco della polizia e dell'Esercito.

da - http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=80163

leggi anche - http://cipiri.blogspot.it/2013/07/egitto-il-golpe-popolare.html


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mercoledì 28 novembre 2012

Piazza Tahrir, in 200mila contro Morsi

Piazza Tahrir, in 200mila contro Morsi

Ancora proteste contro il regime dei Fratelli Musulmani: "Monopolizzano lo Stato". Washington: il prestito dell'FMI solo se il Paese sceglie la democrazia.

 - L'Egitto appare sull'orlo di una nuova rivoluzione. Ad un anno e mezzo dalla caduta del regime quarantennale di Hosni Mubarak, oggi piazza Tahrir si riempie di nuovo. Target delle manifestazioni è il presidente Mohammed Morsi, il primo democraticamente eletto nel Paese.

Questa mattina al Cairo sono proseguiti gli scontri, scoppiati la scorsa settimana contro il decreto presidenziale che priva la magistratura e ogni potere dello Stato del diritto di porre il veto su leggi e decisioni emesse dal presidente Morsi. In piazza Tahrir la polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere le centinaia di manifestanti riunitisi la scorsa notte per protestare contro il regime dei Fratelli Musulmani: ieri sera erano oltre 200mila gli egiziani nel cuore del Cairo. Gli scontri sono scoppiati vicino alla sede dell'ambasciata statunitense nella capitale, per poi trasferirsi nelle piazza simbolo della rivoluzione egiziana del 2011. Proteste anche a Port Said e nella città di Mahalla, dove rispettivamente 27 e 132 persone sono rimaste ferite. Ma è tutto l'Egitto a sollevarsi: manifestazioni si sono tenute in quasi tutte e 27 e province egiziane.

"La rivoluzione per salvare la rivoluzione", uno degli slogan dei manifestanti, organizzati dalle forze di opposizione. Secondo le fazioni di sinistra e non islamiste, il decreto imposto da Morsi giovedì scorso è un colpo di Stato, che nega l'indipendenza dei poteri dello Stato e accentra le più importanti prerogative nelle mani della sola presidenza.

In breve, i Fratelli Musulmani - la forza leader delle rivolte della Primavera egiziana dello scorso anno, insieme alle opposizioni laiche guidate da El Baradei - sono diventati l'oggetto delle proteste che, nei mesi passati, ribollivano sotto la cenere: da tempo le opposizioni criticano duramente il presidente Morsi e il partito Giustizia e Libertà (braccio politico della Fratellanza) perché starebbero velocemente monopolizzando il Paese.

Morsi si è difeso: il decreto è temporaneo, cesserà il suo effetto dopo l'entrata in vigore della nuova Costituzione. Ma all'Egitto questo non basta: con tali premesse, dall'Assemblea Costituente uscirebbe un testo non indipendente né libero, ma frutto dell'attuale regime politico.

E tra le conseguenze delle proteste c'è anche la rinnovata unità delle opposizioni, per lungo tempo divise. Simbolo della "riconciliazione" è il riavvicinamento tra Mohamed El Baradei, Nobel per la pace ed ex presidente dell'Agenzia Atomica, e Amr Mussa, candidato presidente alle ultime elezioni ed ex capo della Lega Araba.

Intervengono anche gli Stati Uniti che un anno fa, dopo aver abbandonato al suo destino l'ex alleato di ferro Mubarak, plaudirono all'elezione del leader dei Fratelli Musulmani Morsi. Dopo gli stretti contatti tra USA e Egitto durante i negoziati di tregua tra Israele e Hamas, Washington avverte il Cairo: gli aiuti internazionali potrebbero arrivare solo se il Paese sceglie la via democratica.

La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha ricordato il prestito concesso la scorsa settimana all'Egitto dal Fondo Monetario Internazionale, 4,8 miliardi di dollari: "Vogliamo vedere l'Egitto proseguire sulla via delle riforme così che gli aiuti dell'FMI possano sostenere la stabilizzazione e la rivitalizzazione dell'economia, basata sulla legge di mercato". Nena News

 http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=42473
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